Oden: il crack lo hanno fatto le sue ginocchia.


Rivedremo ancora Oden e Roy in campo insieme? E in quali condizioni?

Signori, siamo di fronte a una delle franchigie più sfigate degli ultimi 30 anni. Fino a due o tre anni fa sui siti specializzati di NBA si parlava di come ci fosse una squadra destinata a dominare la lega per almeno una decade. Erano i Portland Trail Blazers.

Correva l’anno 2007 quando con la prima scelta assoluta i Blazers selezionarono Greg Oden, il centro indicato da praticamente l’unanimità degli addetti ai lavori come il crack del futuro. Un giocatore dalle doti difensive che non si vedevano dai tempi di David Robinson e con movimenti di potenza vicino al ferro in attacco, dedito al lavoro (basti pensare che a causa di u infortunio al polso ha passato gran parte della stagione universitaria a tirare i liberi con la mano sinistra, sua mano debole).

Oden si sarebbe andato ad inserire in un team che aveva già dalla sua la seconda e la sesta scelta assoluta dell’anno precedente, Lamarcus Aldridge e Brandon Roy, che avevano dimostrato nella stagione da rookie degli interessanti margini di miglioramento e di essere già pronti.

Negli anni, poi, con la presenza di Andre Miller, Webster, Outlaw, Fernandez, Batum che sarebbero stati ottimi giocatori di rotazione o starter in una squadra da titolo, si aspettava solo il momento in cui tutti i tasselli fossero a posto per puntare davvero in alto.

Invece, già dall’inizio della stagione 2007 qualcosa è andato storto. Oden a causa di un intervento chirurgico per una microfrattura alla cartilagine del ginocchio destro si è visto costretto a saltare tutta la stagione. In quella successiva si fa male subito all’esordio per un guaio al piede e deve saltare 2 settimane. Rientra e dopo un mese si infortuna di nuovo al ginocchio saltando altre tre settimane quando rientra e riesce a giocare anche 6 partite di Playoff. Saranno 69 le partite giocate alla fine, ma con soli 20 minuti di media in campo per problemi di falli.

La stagione successiva finalmente Greg riesce a presentarsi alla prima palla a due e mostra di aver migliorato a controllare il corpo in difesa e imparato qualche movimento in attacco. Dopo 21 gare però, il centro si infortuna di nuovo, stavolta al ginocchio sinistro, rompendosi la rotula.

Passa il resto della scorsa stagione e l’inizio di questa a fare fisioterapia e si prevede il suo rientro a dicembre, anche se poche sono le voci su di lui. Nel frattempo, Portland non gli rinnova il contratto, facendo venire qualche dubbio sulle intenzioni della franchigia sul centro.

Dubbi che trovano riscontro solo 2 giorni fa, quando in una conferenza stampa coach McMillan comunica al mondo che Oden dovrà nuovamente sottoporsi ad un intervento chirurgico al ginocchio sinistro per una microfrattura alla cartilagine, stesso tipo di infortunio che fece saltare la stagione da rookie all’ex Ohio State.

Nel frattempo le sfighe per Portland erano già iniziate. Dapprima con una gestione dubbia della offseason, con le cessioni un po’ troppo affrettate di tutti i giocatori che sarebbero potuti essere importanti per il futuro, da Martell Webster ad Outlaw, passando per Bayless e Blake. Qualcuno andava ceduto perchè davvero troppi erano i giocatori che avrebbero meritato minuti, ma cederli tutti insieme sembra più una soluzione “Andate e moltiplicatevi” piuttosto che un disegno ponderato.

Ma torniamo alle sfighe meno cercate dall’assetto societario. Quelle degli infortuni. Sono parecchi i rumors che vogliono Roy sofferente di un guaio al ginocchio che potrebbe essere devastante per il futuro del giocatore. Il tipo di infortunio, non operabile, potrebbe rendere Brandon la metà del giocatore che era e la sua sofferenza diventare cronica. Per questo motivo il numero 7 sta giocando a corrente alternata, con pochi minuti e ad un quarto del suo potenziale, e pare che i Blazers siano intenzionati a provare a cedere la loro stella. Ovviamente l’infortunio si è palesato dopo che Roy aveva firmato un’estensione contrattuale da 80 milioni fino al 2015.

Piove sul bagnato.

Ora diventa davvero dura per una franchigia che già dai tempi di Rasheed Wallace aveva i suoi problemi, soprattutto legali dato che erano soprannominati Jail Blazers.

Magari dei tempi dei Jail Blazers ne parlerò in seguito, nel frattempo sarebbe meglio spostare la franchigia a Lourdes e cambiar colore alle maglie, sai mai che sia quel nero a portar sfiga….

Categorie: NBA | Lascia un commento

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