Attenti agli Speroni!


Per il caraibico serata da tripla doppia. 15p, 18r e 11a

Qual è la squadra con il miglior record nella lega?

La Los Angeles campione in carica? I Boston Celtics finalisti l’anno scorso? I Miami Heat del trio James-Wade-Bosh?

No, i San Antonio Spurs del vecchio Tim Duncan, del sorpassato Greg Popovich, del fisicamente a pezzi Ginobili e dell’ormai ex signor Longoria, con un record di 15 vittorie e 2 sole sconfitte.

Parliamoci chiaro, nessuno si aspettava una partenza del genere da parte degli Spurs, appunto per i motivi accennati sopra. Tim Duncan alla soglia dei 34 anni non è più il giocatore appena arrivato nella lega e deve necessariamente essere meno cavalcato in fase offensiva e con un minutaggio ridotto rispetto al passato. L’argentino, di contro, anche lui sopra i trent’anni (per lui sono 32 le primavere) e con tutti i colpi presi nella sua carriera dato il suo gioco molto generoso, si pensava stesse perdendo un passo, cosa deleteria per uno che all’ingresso nella lega si basava molto sull’atletismo. Il francese, invece, si pensava dovesse prendere in mano la squadra e avere più responsabilità principalmente offensive e si temeva potesse patire il delicato momento personale con la causa di divorzio per infedeltà intentata dalla casalinga meno disperata di quanto sembri.

Invece, Parker sta giocando con i soliti ritmi e senza forzare. Manu sta continuando a fare le sue giocate di energia ed atletismo, mentre Duncan è l’unico che pare rispettare i piani previsti, essendo meno coinvolto in attacco ma tornando ai livelli difensivi dei bei tempi.

Il merito di questa partenza sembra essere di tutti, ma la menzione d’onore per il gioco espresso fin qui dagli speroni va a coach Popovich, che ha saputo modificare il gioco sulle esigenze della situazione. Meno palla al caraibico in attacco? Più gioco sugli esterni, più minuti per un lungo tiratore come Bonner (che ha risposto con prestazioni di alto livello) e maggiori spazi per Parker e Ginobili per le loro entrate. Le partite sono tirate e i punteggi ravvicinati? Più spazio per Mc Dyess per aver più pericolosità offensiva e minuti di buona difesa. Le partite sono più in controllo e si può rischiare? Più minuti per Splitter e Blair per inserirli meglio nei meccanismi di squadra.

Tutto gira come un orologio, e i meccanismi sembrano ancora più oleati rispetto alle stagioni passate. Certo, c’è anche ad aiutare l’intelligenza dei protagonisti della squadra, i 3 giocatori chiave, Duncan, Ginobili e Parker hanno un QI cestistico superiore alla media, e lo dimostra il fatto che in una gara di preseason a disegnare il gioco della vittoria sia stato l’argentino, ormai un pretoriano del coach. Il risultato dello schema? Ovviamente un canestro segnato dal rookie Gary Neal (altra buona presa al draft della franchigia texana) che ha acquisito fiducia e ha sfornato prestazioni molto interessanti al tiro.

Logico che quando un coach arriva a fidarsi a tal punto da far disegnare lo schema per l’ultimo tiro a un suo giocatore, per quanto di preseason, vuol dire che ritiene che la squadra abbia un’identità al di sopra della norma, che i giocatori non solo sono in grado di leggere la difesa, ma anche di capire e prevedere i movimenti di compagni e avversari prima che avvengano, cosa che nel basket è di un’utilità indescrivibile.

Poi, se vogliamo, possiamo anche parlare di Duncan. Il caraibico come previsto è sceso nei minutaggi sotto i 30 minuti di utilizzo a partita. Sono calate anche le cifre e le percentuali dal campo andando per la prima volta sotto la doppia cifra di media alla voce rimbalzi. Nonostante questo però ne è aumentata l’efficacia. La difesa è migliorata grazie a lui e da una lettura attenta dei numeri si vedrebbe che il numero di punti concessi agli avversari è sì aumentata, ma è diminuita la media punti concessi per 100 possessi. Sostanzialmente vuol dire che i texani giocano più rapidamente, aumentando il numero di possessi per loro e gli avversari e aumentando l’efficienza difensiva.

Poi ci sono serate tipo quella passata in cui Duncan decide di strafare, e realizzare una tripla doppia da 15 punti, 18 rimbalzi (di cui 6 offensivi) e 11 assist, cui aggiunge 2 stoppate. E allora ti chiedi se una volta ai playoff potrà ancora giocare così e inizi a pensare che gli Spurs sono sempre pericolosi. Quest’anno ancora di più.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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