Who stop the play?


Rondo per molti è difficilmente fermabile, ma chi vuol vincere deve almeno contenerlo

C’è un comune denominatore tra le squadre che dovrebbero essere tra le favorite per la vittoria finale del titolo, ovvero il subire molto dagli esterni avversari, principalmente dai play.

Il problema è più evidente per alcune squadre, meno per altre, ma rischia di diventare una delle chiavi per indirizzare la stagione. Cerchiamo di capire tra le cinque squadre più accreditate ad arrivare in fondo chi è meglio attrezzata per ovviare a questo problema.

Heat: Miami è una delle squadre che più ha patito i play avversari. A prova del fatto le prestazioni di Rondo, che ha fatto registrare prestazioni da 16 e 17 assist, quella di Meeks e Rush da 21 e 20 punti rispettivamente. Alcune partite sono state perse dalla franchigia della Florida proprio per questo motivo.

La strutturazione con Arroyo da play e Wade nel backcourt non sta al momento pagando, troppo lasco il portoricano in difesa e ancora troppo alle prese con guai fisici il numero 3 e troppo attento al momento a trovare la giusta chimica con Bosh e James per dare il massimo nella propria metacampo. Probabile però che in futuro riguadagni spazio Chalmers, miglior difensore di Arroyo e più adatto ad accoppiarsi con Wade, che rimane comunque un buon difensore se la partita richiede lo sforzo dietro.

I problemi per loro quando si arriverà ai playoff potrebbe arrivare dal pitturato, dove Bosh non è ancora un difensore accettabile, ma questo è un altro discorso.

Lakers: Los Angeles ha rafforzato la squadra con l’arrivo di un ottimo difensore sui 3-4 come Barnes e con un giocatore come Blake, molto abile a sfruttare gli spazi in attacco con il suo tiro da fuori. Il giocatore adatto a surrogare Fisher, ormai appesantito dalle tante primavere.

Il cambio però nella fase difensiva non dà garanzie, con Blake che come il Fisher delle ultime stagioni non garantisce un adeguata copertura sui play avversari. Tutti hano negli occhi le prestazioni di Westbrook che hanno dato molto fastidio ai Lakers al primo turno della scorsa postseason e il problema potrebbe ripresentarsi anche quest’anno, anche perchè Westbrook pare ulteriormente migliorato, come pare migliorato anche Williams, formato MVP, che potrebbe incrociare i campioni in carica nei playoff ad Ovest.

Il problema l’anno scorso è stato contenuto dalle prestazioni dei lunghi che hanno permesso lo stesso ai lacustri di arrivare all’anello. Tutto lascia pensare che anche quest’anno il bicchiere possa essere mezzo pieno tutto sommato anche perchè nei possessi chiave si può utilizzare Bryant, lui si ottimo marcatore in alcuni frangenti, che però può essere cavalcato solo per pochi possessi per non togliergli energie fondamentali in attacco (la chiave della serie contro i Thunder fu proprio far prendere Westbrook da Bryant e giocare in attacco sui lunghi).

Celtics: Boston ha un non difensore spacciato per difensore come play, ovvero Rondo. Rajon, devastante in attacco, non è un play stopper come l’inclusione nell’ultimo quintetto difensivo potrebbe far pensare. Ha il vantaggio di avere braccia sterminate che gli consentono di recuperare palla sia in anticipo che dopo che l’avversario diretto lo ha saltato.

Le scelte difensive però sono spesso rischiose e rivedibili, e non sono così rare le prestazioni di alto livello da parte del suo avversario.

Il vantaggio però è che queste sue lacune sono coperte in modo eccezionale dal sistema difensivo di Boston, che con aiuti e recuperi chiude comunque l’area ai penetratori.

Magic: Orlando ha un punto interrogativo sulla testa alla voce play. Nelson è spesso discusso e tacciato di non essere la guida giusta per una squadra che aspira al titolo, anche quando magari sforna prestazioni di alto livello.

Di sicuro non è un play affidabile nella marcatura e il suo compagno di reparto Carter non lo aiuta in tal senso, essendo anche lui un marcatore sospetto e poco incline agli aiuti.

Dietro Jameer ha però le spalle ben coperte da Howard, lui si fenomenale negli aiuti. Basterebbe quindi che Nelson indirizzi il suo avversario nella zona del suo centro per risultare più efficace di quanto attualmente non sia.

Spurs: Gli Spurs sono una delle squadre messe meglio come marcatura sui play. Non tanto sulla single coverage, dato che Parker comunque è più attaccante che difensore, quanto per la buona scambiabilità tra lui e Ginobili. Manu può infatti prendere l’esterno più pericoloso degli avversari e garantisce prestazioni difensive importanti.

Lo script difensivo degli speroni, inoltre, è disegnato in modo da poter subire da uno degli esterni avversari, ma da togliere ritmo agli altri giocatori. In questo modo il piatto della bilancia pende spesso dalla parte loro, prova ne è il fatto che i texani sono al momento la squadra con il miglior record della lega.

In definitiva, ci sono alcune squadre già attrezzate per tenere i play avversari, altre che invece dovranno lavorare per poter colmare questa lacuna, che potrebbe fare la differenza tra una stagione vincente e una perdente. Il tempo c’è.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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