That’s Amar’è.. o Amar’e… o Amare… bah!


Ieri per Amar'è si sono sentiti i primi MVP Chants.

Con quella di ieri sera son state otto le partite consecutive in cui Stoudemire, il cui nome è ancora in camera di consiglio e si attende una fumata bianca, segna 30 o più punti.

Il ciclo è iniziato il 28 novembre contro Detroit, nel back to back che ha visto New York vendicarsi contro i Pistons della partita persa la notte precedente contro Atlanta. E quella contro gli Hawks è stata anche l’ultima sconfitta patita dai Knicks. La striscia di Stat coincide infatti con la striscia di vittorie della squadra.

Prima di quella gara c’erano state comunque altre 5 vittorie di fila da parte della squadra della grande mela, il che porta a un record di 13W e 1L nelle ultime 14 gare.

Si può quindi dire che è valida l’affermazione “Se Stat segna 30 punti la squadra vince?” No. O meglio, bisogna sempre contestualizzare le cose.

Innanzi tutto bisogna vedere chi ha affrontato New York nella striscia di 14 gare, e vedremmo che di queste 14, solo tre sono state giocate con squadre con il record positivo e una è proprio Atlanta con cui i Knicks hanno perso. L’altra è stata New Orleans, che dopo una partenza a razzo ha rallentato ed era in un momento negativo. L’ultima, proprio nella serata di ieri contro i Nuggets, contro una squadra con un record positivo ad Ovest, ma impegnata nel trip ad Est che fino a ieri li vedeva con il record di 1W e 2L, non una squadra particolarmente calda quindi.

Striscia che non vale niente allora? Non vero nemmeno questo. Sicuramente è importante fare una serie di successi come quello che hanno messo insieme i Knicks, poi c’è da considerare la cosa più importante. Fino all’anno scorso non era così automatico che si vincesse contro squadre dal record negativo, anzi, i Knicks erano capaci di buone prestazioni contro squadre di alta classifica e di crollare poi contro team meno attrezzati.

Se si inizia a consolidare la capacità di vincere contro le squadre sotto il 50% si è già a più di metà dell’opera.

Altra cosa fondamentale è che non è così casuale che Amar’è (nel frattempo dev’essere arrivata la fumata bianca) abbia centrato questa striscia di trentelli in contemporanea con le vittorie. L’inserimento di un lungo in un gioco abituato da tempo a non avere uno scorer nel pitturato non è così facile come sembra ed è logico che l’assimilare i movimenti di Stat ha richiesto qualche partita di adattamento.

Ora invece pare proprio che si riesca a dare la palla al numero 1 in modo molto più fluido e con i tempi giusti, soprattutto ad inizio dell’azione, che permette di avere opzioni successive nel caso in cui il gioco non riesca.

Poi il fatto che in questo momento l’ex Suns segni anche bendato e con una mano dietro la schiena aiuta a far sembrare più efficaci tutti gli schemi dei Knicks e anche Felton, che anche ieri ha scritto 17 alla voce assistenze, aiutato dal fatto che Stat trasformi in oro tante delle cose che tocca.

Il gioco più efficace è quello che però parte da uno degli esterni, che sia Fields o Gallinari che riceve palla da oltre l’arco all’altezza del gomito e dà palla dentro ad Amare che arriva dal lato debole proprio sul gomito che può affrontare  il suo marcatore già in movimento. Danilo, che forse è uno dei migliori passatori della lega in questa situazione, è spesso il primo autore dell’entry pass e ieri contro Denver New York ha usato parecchio questa soluzione, ottenendo parecchi risultati positivi.

Adesso D’Antoni e i suoi devono dare continuità alla loro condizione anche la prossima settimana quando dovranno affrontare Boston, Miami e Cleveland, portando almeno a casa la gara contro gli orfani di James e facendo comunque bella figura nelle gare contro Celtics e Heat e se dovessero portare a casa un’altra vittoria in una di queste due gare e Stoudemire dovesse fare di nuovo prestazioni simili a quelle ottenute nelle scorse gare, allora i canti sentiti ieri al suo indirizzo di “MVP! MVP!” portebbero anche aver diritto di cittadinanza.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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