Nei bassifondi splende la stella di Blake


"Sono molto contento di essere stato scelto dai Clippers!" .... si come no..

20.7 punti, 11.9 rimbalzi, 3 assist di media a partita. 12 partite consecutive (and counting) sopra i 10 rodman, 14,8 rimbalzi di media nel mese di dicembre con anche più di una palla rubata a partita.

Questi sono i numeri di Blake Griffin, che si dimostra davvero un animale sotto canestro.

Partito con un po’ di scetticismi prima del draft di due anni fa, dove passava per un po’ undersize e “troppo” tecnico, detto con un’accezione negativa del termine. Sì perchè c’era chi pensava che nella lega dei “cristoni” detto parafrasando un celebre film in cui recitava Kareem Abdul Jabbar oltre al compianto Leslie Nielsen, Blake potesse fare molta più fatica a dominare come faceva al college, dove invece il suo fisico gli permetteva di abusare degli avversari.

E l’inizio della carriera nella lega non è stato nemmeno dei migliori, con un ginocchio che ha fatto subito crack costringendolo a guardare i compagni da bordocampo per tutto l’anno.

Questa stagione, invece, la sua prima effettiva, Blake ha iniziato a mostrare tutto il suo valore. Con i numeri scritti sopra, con giocate da highlight che non si vedevano dai tempi di… vediamo.. Shawn Kemp?!? E con una dimostrazione di superiorità tecnica e anche atletica che pochi immaginavano.

Blake ha tecnica, fisico e atletismo, ma soprattutto ha braccia lunghe, aspetto a volte forse un po’ sottovalutato nella lega. Braccia che gli consentono di tirare sopra la testa di avversari anche più lunghi di lui e di intimidire in difesa, anche se sotto questo aspetto siamo ancora ai limiti dell’interessamento marginale.

Il ROY credo che con buona pace di Wall se lo sia già messo in tasca e a meno di cataclismi non vedo come possa perderlo. Se continuasse così, tempo un anno e per lui si aprirà il palcoscenico della partita delle stelle, con buona pace dei pessimisti della prima ora.

L’unica sfiga, gioca nei Clippers, la franchigia povera della città degli angeli, dove il proprietario non sgancia un soldo per provare a fare il salto di qualità nonostante il materiale interessante e arriva ai ferri corti con quello che doveva essere il suo giocatore franchigia (Baron Davis, preso con lo specchietto per le allodole Brand ceduto subito dopo).

Il rischio è che i velieri rimangano un gulag a lungo (come sempre) e che Blake non riesca a far vedere se può essere una star anche in un sistema vincente. Di sicuro però come primo anno Griffin sta facendo strabuzzare gli occhi a tutti.

Il rischio rookie wall? Qui l’unico che rischia è il muro se gli va contro Blake…

Categorie: NBA | Lascia un commento

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