It’s Christmas time, there’s no need to be afraid…


coach Jackson si dispera. Prima della partita non ha messo il pandoro sul termosifone a scaldare.

Natale di basket quello che ci ha proposto Sky, e soprattutto di grande basket.

Inutile dire che il match clou era quello delle 23, con i Lakers che ospitavano per il secondo anno consecutivo LeBron James, questa volta nella reincarnazione Heat. Lo scorso anno furono infatti i Cavaliers ad atterrare allo Staples e a dare una sonora scoppola a Phil Jackson e soci, con il vecchio coach che iniziava a mugugnare sull’eventualità di continuare a giocare il giorno di Natale.

La gara è stata come al solito preparata benissimo dalla macchina da Business di Stern, con presentazione della sfida in pompa magna tra quelle che potrebbero essere (nei sogni del commissioner) le finaliste di giugno. E anche gli sponsor personali dei giocatori avevano fatto le cose per bene. La Nike, infatti, aveva preparato per LBJ e Kobe due scarpe speciali, dando al primo un paio di scarpe rosso-babbo natale, al secondo un paio di scarpe squamate a ricordare il mamba e di colore verde-Grinch.

Peccato che ci si sia fermati lì, alla presentazione. Perchè poi in campo la partita è stata bruttina anzichenò, con Miami che difendeva bene e attaccava meglio e i Lakers che invece facevano fatica a entrare in ritmo offensivo e non riuscivano a contenere gli attacchi delle tre stelle di Miami, con Bosh che godeva di troppa libertà e con i suoi 24 punti e 13 rimbalzi risultava una spina nel fianco alla difesa per una volta troppo lasca in single coverage di Odom. E se Bosh poteva godere della libertà che si concede ad una terza opzione offensiva, Wade e James, sebbene raddoppiati, erano ugualmente efficaci. Il primo bucava spesso e volentieri un Bryant un po’ pigro in difesa e troppo giù fisicamente per essere efficace in attacco, il secondo invece abusava di un Artest (non proprio l’ultimo dei pirla per dirla alla Elio) che provava anche a buttarla in rissa e si regalava per Natale un’altra vittoria allo Staples e una tripla doppia da 27 punti, 11 rimbalzi e 10 assist.

Tutto troppo facile per gli Heat, che si confermano on fire dopo la partenza lenta che aveva fatto storcere molti nasi ai critici, anche per le differenze di motivazioni messe in campo dai due team. Era evidente di come i Lakers fossero entrati in campo più infastiditi dal giocare nuovamente il giorno di Natale che affamati di affermare la loro supremazia. E questo traspare anche dalle parole di coach Jackson, che a fine partita ha dichiarato “E’ difficile rimanere concentrato sulla partita quando sei nel pomeriggio di Natale, nel momento in cui i bambini mettono le batterie nei loro giochi nuovi. Credo che non dovrebbe giocare nessuno a Natale”.

Difficile discordare in effetti, e possibile anche pensare che le motivazioni di una squadra che lotta per dimostrare di essere contender possano essere diverse da chi ha vinto gli ultimi due campionati (passando anche attraverso scoppole natalizie). Ed è proprio questa una cosa che colpisce dei Lakers: non hanno bisogno di dimostrare nulla a nessun avversario, per quanto forte possa essere, perchè hanno la sicurezza di essere comunque i più forti. Questo li porta a poter perdere con squadre di basso livello come contro le grandi, ma si può essere certi che quando si arriverà alle partite che contano in primavera loro ci saranno. Diverso il discorso per Miami invece. Da queste vittorie passa il loro percorso per diventare una grande squadra e acquisire la fiducia che dà una vittoria contro i campioni in carica è fondamentale in questo percorso.

Peccato, poteva essere uno spettacolo a tutto tondo, lo è stato a metà. Ma se rivincità ci sarà ai Playoff sarà davvero una sfida memorabile, con Stern che solo a pensarci potrebbe sciogliersi.

Per fortuna dei telespettatori il Christmas Day era iniziato prima, con New York che ha battuto Chicago in una gara molto più combattuta che ha visto il nostro Gallinari protagonista con 15 punti, un sempre più sorprendente Fields che con 20 punti e 12 rimbalzi ha stroncato la resistenza dei tori e con Felton che per la sua sesta gara consecutiva da più di 10 assist (saranno 12 alla fine per lui con 20 punti) attenta al record di Sugar Ray Richardson che nella stagione ’79-’80 ne ha infilate nove.

Non c’è che dire, una bella abbuffata di basket, sicuramente più salutare delle abbuffate patite in questi giorni di festa… burp..

Categorie: NBA | Lascia un commento

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