That’s my PG


Deron Williams è il play ideale per guidare un mio team

Ognuno di noi si sente un po’ un GM di una squadra NBA nel profondo, critica le manovre di una squadra, esalta quelle di un’altra e inizia a fare i voli pindarici per capire come potrebbero migliorare le squadre con scambi e scelte al draft.

Ecco, ora provo a fare io il GM e inizio la rubrica: Costruisci la tua squadra.

Ovviamente sarà una sorta di squadra delle stelle, ovvero la miglior scelta del giocatore, per ruolo, in modo che possano funzionare insieme ma senza guardare ai salari (in futuro potrebbe arrivare anche quella versione).

Si parte ovviamente con i play, il vero motore di una squadra e il giocatore che caratterizza il gioco di un team. La scelta è ardua, ci sono una miriade di play (o combo dove ultimamente si sta spostando il ruolo) che meriterebbero la nostra attenzione. Vediamo chi sono:

La scelta Vintage. Una menzione d’onore va a chi tra i play della passata generazione (non ce ne vogliano per la definizione) è ancora ampiamente sulla cresta dell’onda e si sta giocando, all’età di 36 anni, le ultime stagioni della carriera alla ricerca di un anello. Sto parlando di Steve Nash, che ancora oggi guida i suoi Suns alla media di 17p e 3,6r e 10,9a a partita. Forse avrà perso un passo, ma forse no, dato che ancora oggi è il migliore della pista a guidare una squadra in contropiede.

La scelta 5 stelle extralusso. In questa categoria faccio rientrare due giocatori, che guarda caso sono i due play su cui si dividono le masse, preferendo una volta l’uno una volta l’altro. Ovviamente si tratta di Deron Williams e Chris Paul. Il primo (21,7p, 3,7a e 9,5a a partita) è diventato il leader indiscusso dei Jazz e con la dipartita di Boozer è diventato anche più scorer e ha ampiamente dimostrato di saper giocare sia in velocità sia  a ritmi controllati. Con i suoi 26 anni da compiere, poi, sarebbe una scelta anche per il futuro e il suo rendimento da MVP di questa stagione è garanzia di successo.

Il secondo, più giovane di un anno, ha forse subito qualche rallentamento nella crescita a causa di un fisico un po’ troppo propenso all’infortunio, però quando sta bene e accende la lampadina rimane una gioia per gli occhi e soprattutto tremendamente efficace. A parte le sue cifre personali di questa stagione (16,2p, 4,1r e 9,6a a gara) ci sono da segnalare le prestazioni della squadra, sicuramente superiori alle attese, grazie anche alle strisce di vittorie consecutive che gli Hornets sono riusciti a mettere in piedi, segno che il leader della squadra (ovviamente CP3) è seguito dai suoi ed è forte mentalmente.

Il Campione. Tra i play di un certo livello, l’unico ad aver conquistato un anello e ad aver giocato le finali NBA è Rajon Rondo. Il numero 9 dei Celtics in questa stagione sta dimostrando di essere colui il quale ha in mano le redini del gioco dei biancoverdi, redini che sono finite in mani più che salde, perchè R9 sta giocando forse la sua miglior stagione, con partite da 20 e più assist e medie di tutto rispetto (10,5p, 4,5r e 13a a partita). La sua giovane età inoltre, Rajon non ha ancora compiuto 24 anni, dimostra che ci sono ancora margini di miglioramento, soprattutto se migliorasse nel tiro dalla media e lunga distanza, dove ancora non è così pericoloso.

Il nuovo che avanza. Ha da poco compiuto 21 anni ma sta giocando a livelli da All Star Game Derrick Rose, che sta guidando la sua squadra ad essere la terza  forza ad est dietro Boston e Miami, grazie anche ai suoi 24.6p, 4.6r e 8.1a ad allacciata di scarpe. Alla sua terza stagione NBA Rose ha fatto vedere di sapersi adattare sia al gioco rapido che a quello più ragionato, imparando in breve tempo ad imbeccare il suo nuovo compagno di squadra Boozer e di adattarsi al sistema difensivo di coach Thibodeau (aiutato dal fatto che il coach già l’anno scorso non avesse un defensive stopper come play).

La scelta di nicchia. Dimenticato un po’ quando si parla di play in senso stretto Russell Westbrook si sta dimostrando un attaccante di tutto rispetto e insieme a Durant sta portando in alto i Thunder, grazie ai suoi22.5p, 5r e 8.4a a gara. Coetaneo di Rose, Russell ha forse come limite il fatto di giocare a una sola velocità, che però è supersonica, come può confermare il vecchio Fisher, impazzito su di lui negli scorsi Playoff.

Come si può vedere la scelta è ampia, e anche tra quelli non menzionati (Toni Parker, John Wall per fare due esempi) si potrebbe pescare bene.

Considerando però ciò che serve per fare una squadra da titolo, ovvero un play giovane, vincente, con leadership, che sappia mettere in ritmo i propri compagni, che non si “mangi” troppo il pallone ma lo dia via volentieri e sappia anche farlo gestire ad un’altra stella, la cerchia si restringe a pochi eletti e tra questi la mia scelta ricade su Deron Williams.

D-Will ha tutto per guidare una squadra al titolo. Leadership, coinvolgimento dei compagni, scelte giuste, ottimo gioco a tutte le velocità e anche un po’ di difesa nei momenti che contano, che non guasta mai, giocate clutch e anche l’età giusta per guidare una squadra da titolo.

Allora affare fatto. Il play è stato scelto.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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