You can’t Guard me… la mia SG ideale


Nella mia squadra un vincente con la "garra" di Ginobili lo vorrei sempre

Dopo aver preso Deron Williams come play della mia squadra, ecco subito che c’è da scegliere la Shooting Guard. Ruolo in cui giocano molti dei migliori giocatori della lega, per cui la scelta inizia ad essere ardua. Vediamo le varie possibilità.

L’ovvio che più ovvio non si può.  Come si può non vedere la scelta di Kobe Bryant o di Dwyane Wade come una scelta obbligata? Il primo, 32enne, non ha bisogno di presentazioni. Erede di Michael Jordan e clutch player come pochi, anche nella sua quindicesima stagione nella lega è il migliore della pista, specialmente nei momenti che contano. Le sue medie stagionali (24.9p, 5r e 4.8 assist) dimostrano come ancora sia lontano il momento del declino per lui e i 5 anelli sono lì a dimostrare di quanto sia un vincente.

Il secondo, che ha compiuto i 29 anni da pochi giorni, è invece fermo a quota 1 anello, conquistato però da assoluto protagonista. Dwyane inoltre ha dimostrato, fino a questo punto della stagione almeno, di saper convivere con altre 2 stelle in squadra, senza risentire molto a livello statistico (25.1p, 6.5r e 4.2a) ma soprattutto a livello di importanza nella sua squadra. A volte può essere ondivago al tiro da fuori, vero, ma stiamo comunque parlando di un top player, a prescindere dal ruolo.

Vorrei ma non posso. Questa è la categoria di un giocatore che a me personalmente piace molto, ma che non è adatto a fare quello che vorrebbe fare lui: il primo violino in una squadra da titolo. Sto parlando di Joe Johnson, che ha rinunciato a fare la spalla di un altra stella prima per andare ad Atlanta quando era in scadenza a Phoenix, poi rimanendo proprio agli Hawks e assicurare il suo conto in banca piuttosto che la ricerca della gloria. Certo rimane un signor giocatore, e i suoi 19.7p, 4.1r e 5.5a di media sono lì a dimostrarlo. JJ nonostante tutto rimane un giocatore completo, che sa penetrare, giocare in isolamento, tirare da fuori e dare anche un po’ di difesa quando vuole e sarebbe un secondo violino ideale per chi vuol puntare in alto.

La scelta del cuore. Tra mostri sacri e giovani rampolli c’è un ragazzo di 33 anni di Bahia Blanca che ancora corre come un ragazzino su e giù per il campo e gioca ogni partita come se fosse una finale. Sto parlando di Manu Ginobili, la guardia della squadra che attualmente guida l’NBA in tutti i ranking e che con la sua stagione da 18.6p, 3.8r e 4.9a di media sta facendo impazzire tutti i difensori della lega. Tra i suoi pregi, inoltre, c’è un’enorme intelligenza cestistica (tanto che coach Popovich gli ha fatto disegnare l’ultimo gioco di una gara di preseason) e una difesa che ha pochi eguali tra i pariruolo, vantando inoltre 3 titoli NBA.

L’underdog. Chi quest’anno sta dimostrando di essere un giocatore davvero buono, confermando quanto fatto intravedere gli scorsi anni è Eric Gordon, che in quello che si spera sia un ex-gulag NBA sta trovando spazi e numeri importanti (24.1p, 3.1r e 4.5a). Che Eric sia un giocatore che ha queste cifre perchè ai Clippers o per il quale alla fine si guardano solo le cifre perchè ai Clippers non è ancora chiaro. Sicuramente però il 22enne compagno di squadra di Griffin pare giocatore vero che potrebbe anche essere funzionale ad una squadra importante.

L’imcompiuto. Non si può pensare di sceglierlo come pietra angolare per il futuro di una franchigia a causa dei suoi guai cronici alle ginocchia, ma tra le guardie non si può non menzionare Brandon Roy. Costretto a convivere con dolori alle articolazioni e probabilmente fermo per tutta la stagione, in cui stava viaggiando a 16.6p, 3r e 3.3a a gara, Brandon sarebbe stato il complemento perfetto per giocare con D-Will grazie alla sua capacità di giocare sia con la palla in mano sia sul lato debole. Purtroppo difficilmente riuscirà a tornare ai livelli della passata stagione anche se l’augurio ovviamente è che riesca a superare i suoi problemi e tornare a deliziare il pubblico del Rose Garden con il suo gioco fatto di sostanza.

La scelta per molti potrebbe essere scontata e Bryant ovviamente la SG titolare della propria franchigia. Dovendo però costruire una squadra con più stelle, la scelta potrebbe essere rischiosa perchè un giocatore come Kobe limiterebbe forse troppo il rendimento degli altri compagni. Ecco allora che la mia scelta va su un giocatore che ha un pedigree decisamente importante, sa prendersi i tiri che contano, sa difendere sulle stelle avversarie e soprattutto è in grado di convivere con altre stelle e ha un QI cestistico superiore alla media, ovvero Manu Ginobili. L’età non è più verdissima, vero, ma uno come lui può ancora rendere per tre anni e soprattutto fare da chioccia ai compagni più giovani con la sua esperienza da vincente.

Ecco, il collante della squadra l’abbiamo trovato, nonostante le critiche che arriveranno dai Kobe-lover.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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