L’ala piccola ideale arriva dal futuro


Torna la rubrica Costruisci la tua squadra e tocca ora scegliere la Small Forward da affiancare a Deron Williams e Manu Ginobili. Anche qui il materiale tra cui scegliere è decisamente di livello e ci si può sbizzarrire nel trovare il giocatore ideale.

Il mio credo cestistico è, lo dico prima per discolparmi, SF-oriented. Ovvero per le l’ala piccola è probabilmente il ruolo in cui deve esserci il giocatore offensivamente più devastante, perchè può giocare da esterno, in penetrazione e volendo anche in post. Il fatto che io abbia giocato a basket in quel ruolo non è assolutamente marginale ovviamente.

Vediamo allora i papabili a prendere in mano le redini offensive del mio team.

Il Prescelto. Chi se non Lebron James è il prototipo dell’attaccante da mettere in una squadra ideale? LBJ sarebbe la scelta del 99% degli appassionati di basket, con la sua capacità di risultare immarcabile grazie al suo fisico e alla sua capacità di attaccare il ferro. L’età, 26 anni appena compiuti, è quella giusta per una maturità che lo potrebbe portare al titolo, come sperano a South Beach. Le sue medie, nonostante due stelle di prima grandezza in squadra sono ancora al top della lega con 26.1p, 7.2r e 7.3a a partita. Di contro, per la verità, ancora la tendenza a voler strafare e a tener la palla in mano, ma se attorniato da gente che possa supportarlo sarebbe davvero l’arma totale.

Ogni scarrafone… è bello a mamma sua. Per questo nessuno mi biasimerà se tra le scelte inserisco il nostro Danilo Gallinari. Danilo, al terzo anno nella lega, ma al secondo effettivo a causa dei problemi alla schiena che lo hanno fermato nel suo anno da rookie, sta dando dimostrazione di solidità a tutto tondo, aiutando New York a lottare per i playoff da tempo immemore grazie a un record attualmente sopra il 50% contribuendo alla causa con 15.9p, 4.4r e 1.7a. Dalla sua Danilo ha sicuramente la giovane età (è un ’88) e la capacità di essere decisivo in entrambi i lati del campo anche con piccole cose. Resta da verificare però il suo apporto in una contender, anche se personalmente sarei pronto a scommettere su di lui.

L’insoddisfatto. Da quest’estate Carmelo Anthony si dichiara insoddisfatto della situazione a Denver e sbandiera ai quattro venti la sua volontà di cambiare aria. Nonostante questo però Melo sta giocando una stagione decisamente buona, come dimostrano le sue medie (23.6p, 7.9r e 3.1a). Soprattutto sta giocando sempre dentro gli script della partita, senza cioè voler strafare o mettersi in mostra in maniera egoistica per strappare il contratto (che strapperebbe comunque). Segno che a 26 l’ex Syracuse potrebbe aver trovato la sua maturazione ed essere pronto per il salto in una squadra davvero da titolo, anche se a dirla tutta i Nuggets di qualche stagione fa avrebbero potuto far più strada di quanta ne hanno fatta. Anche lui però ha bisogno di molti giochi in isolamento che potrebbero togliere ritmo ai compagni.

Il vincente. In questa categoria un giocatore che in realtà ha iniziato a vincere un po’ in ritardo, quando gli sono state affiancate due star dello stesso livello. Paul Pierce però di quei tre è il giocatore offensivamente più versatile, nonchè il capitano di quei Celtics. Celtics che anche in questa stagione stanno dimostrando a tutti di essere la squadra da battere ad est, forti del record di 36 vinte e 11 perse e sono trascinate proprio da The Truth, che con i suoi 19.2p, 5r e 3.2a di media sta facendo vedere a tutti quanto i vecchietti (lui è il più giovane dei Big three con i suoi 33 anni) facciano sul serio.

Il futuro. Inteso come futuro della lega, come giocatore del futuro e come futuro MVP, quanto prossimo lo si scoprirà a breve. Sto parlando di Kevin Durant. Già dargli un ruolo è un po’ riduttivo per un giocatore di 2.06 che tira con una guardia, gioca in avvicinamento come un centro e ha doti di penetratore da SF di razza. Con i suoi 28.9 punti, i 6.7 rimbalzi, i 2.8 assist, la stoppata e la rubata di media KD35 sta portando, insieme all’ottimo Westbrook, i Thunder in alto, come dimostra l’attuale quarto posto nel seed ad ovest. Il tutto a 22 anni appena compiuti e alla sua quarta stagione NBA, quella che potrebbe vederlo vincitore del premio di MVP.

Nonostante sia stato attratto dal mito LBJ fin dal suo ingresso nella lega, sia da sempre un ammiratore di un giocatore come Paul Pierce che ha saputo passare sopra stagioni perdenti (eufemistico) per vincere con i suoi Celtics e sia sinceramente ammirato dal Gallo per la sua capacità di stare in campo a questi livelli e risultare decisivo, non posso non prendere nella mia squadra Kevin Durant.

Sono rimasto abbagliato dal suo talento, stupito dalla sua poliedricità e ammirato dalla sua clutchness. Lui è il futuro, e le chiavi della mia squadra sono in ottime mani con lui. He is my man!

Categorie: NBA | 1 commento

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Un pensiero su “L’ala piccola ideale arriva dal futuro

  1. Simone Pepe

    Complimentoni per l’articolo, davvero ben fatto.

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