La crescita di LaMarcus


Per Portland Aldridge è rimasta l'unica sicurezza dopo gli infortuni di Oden e Roy

Ci ha provato fino all’ultimo, ma alla fine LaMarcus Aldridge non ce l’ha fatta a far parte dei 12 convocati dell’Ovest per l’All Star Game. Il ballottaggio che l’ha visto lottare contro Kevin Love per l’ultimo posto disponibile tra le ali/centro dopo il forfait del cinese Yao Ming (ampiamente preventivato ma vallo a spiegare ai cinesi), è andato appannaggio del giocatore di Minnesota, che per la verità ha ampiamente meritato la convocazione a suon di doppie doppie (siamo a 37 consecutive.. and counting).

Un posticino però forse l’avrebbe meritato anche il numero 12 dei Blazers, che nella stagione in corso ha alzato il livello di gioco coprendo le assenze più importanti della squadra, quelle di Oden (ormai strutturale) e soprattutto quella di Roy, alle prese con un ginocchio in condizioni disastrate.

LaMarcus però non ha solo aumentato le cifre, ma ha anche portato i suoi Blazers (con l’aiuto di un sempre più sorprendente Wesley Matthews) all’ottavo posto ad ovest, ultimo disponibile per andare ai Playoff, grazie a un record di 27 vittorie e 24 sconfitte.

Aldridge ha inoltre continuato ad aggiornare i suoi career high di punti e in febbraio, quando è partita la volata per le convocazioni alla partita delle stelle, ha già fatto registrare due quarantelli, con l’asticella del record alzata a 42 nella partita della notte contro un’avversaria ostica come Chicago.

Non solo, la statistica dice anche che quando Lamarcus segna almeno 20 punti, Portland vince il 69% delle partite (20 su 29). Sembra chiaro che l’ago della bilancia per la squadra dell’Oregon è l’ex Texas, che ai 21.2 punti di media aggiunge anche 9.1 rimbalzi.

Non abbastanza per arrivare a Los Angeles il 20 febbraio, a meno di infortuni dell’ultimo minuto che non auguro a nessuno, ma cifre che fanno capire la crescita di questo giocatore.

Se poi Portland avesse un po’ più di buona sorte dalla sua si potrebbe anche capire se la seconda scelta assoluta del 2006 sarebbe una stella anche in una contender, ma la maglia nera della sfortuna non pare voler abbandonare la franchigia di Paul Allen.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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