Happy Birthday Sir MJ


 

MJ e Pippen insieme a vedere Chicago-Charlotte. MJ avrà detto al suo amico di voler tornare a giocare?

Oggi, 48 anni fa, nasceva il più grande giocatore di basket di tutti i tempi: Michael Jordan.

Ma cosa sarebbe stata la NBA se Michael ai tempi di North Carolina avesse scelto la carriera di giocatore di Baseball (sua vera grande passione) invece che da giocatore di basket?

Innanzitutto non avremmo avuto una sfilza interminabile di Next MJ, a cominciare da Eddie Jones, Grant Hill, Harold Miner (the Baby Jordan.. sigh) e altri giocatori più o meno forti comparati con lui.

Avremmo forse avuto dei next DoctorJ, dei next Magic, dei next Bird, ma l’asticella non sarebbe stata posta così in alto da risultare per tutti irraggiungibile.

Forse non avremmo nemmeno avuto The Choosen One, perchè il prescelto era colui il quale doveva raccogliere lo scettro del più grande (MJ appunto) e portare l’NBA a nuovi traguardi.

Per nostra fortuna però MJ c’è stato, e quando ha deciso di lasciare è anche ritornato. Due volte.

La prima, memorabile, dopo il ritiro del 1993, quando Michael decise al termine del primo threepeat di lasciare il basket per tentare la fortuna nelle leghe minori di baseball, il 19 marzo del 1995.

Con una semplice dichiarazione: “I’m Back!“, Jordan comunicava il suo ritorno sul parquet. E lo fa vestendo la maglia numero 45, il numero che era solito vestire il fratello, dando come motivazione il fatto che il padre, assassinato nel luglio del 1993 per una rapina, era presente alla sua ultima esibizione con il 23 e nessun altro l’avrebbe potuto vedere con quel numero.

Motivazione durata poco. Durante quei Playoff, Nick Anderson, poi famoso per essere Nick “The Brick” dopo aver segnato il canestro della vittoria proprio contro Jordan, disse “Quello con il numero 45 non è il vecchio Jordan“. Michael se la segnò, e dalla partita dopo rivestì il 23 per far presente ad Anderson che invece non era cambiato nulla.

Infatti, dall’anno dopo, nuovo dominio Bulls e nuovo Threepeat.

Al termine del quale ci fu il secondo addio di Jordan, quello, si pensava, definitivo. A 34 anni e con i Bulls all’ultimo ballo che avrebbero salutato Pippen e Phil Jackson decise di salutare tutti da campione e di dedicarsi al golf, sua altra grande passione.

Anche qui però il richiamo del parquet risuonò forte e 4 anni dopo, nel 2002, a 38 anni, rimise la canotta (stavolta la numero 23) dei Washington Wizards, franchigia per cui era diventato Vice-President. Giocò 2 stagioni senza però arrivare a giocare la post season, ma riuscendo a 40 anni e 4 giorni a segnare ancora 43 punti in una partita NBA contro i Nets e tenendo la media di 20 punti a partita anche nella sua ultima stagione.

Ora Jordan è il proprietario dei Bobcats e la sua carriera dirigenziale non è stata fortunata come quella da giocatore, per così dire.

Però ultimamente ha fatto parlar di sé anche per altro. Dapprima con la dichiarazione che lui nell’NBA di oggi avrebbe potuto segnare 100 punti, eguagliando così il record di Wilt Chamberlain, la seconda, pochi giorni fa, quando ha messo la canotta e ha svolto l’allenamento dei Bobcats, dando presumibilmente ancora spettacolo, tanto che Gerald Wallace, uno che sarebbe anche capace a difendere ha dichiarato:  “He’s Mike. He’s been kicking our. He still has it”.

Traducendo, ancora adesso MJ è capace di battere tanti giocatori nella lega. “Ha perso la sua rapidità” ha aggiunto Wallace “ma è un gran tiratore e sa sempre fare canestro“.

Ecco che allora viene in mente una dichiarazione di un paio di anni fa, quando lo stesso MJ al discorso di introduzione all’Hall of Fame ha dichiarato il suo amore per il gioco con la frase “Non stupitevi di vedermi un giorno giocare a 50 anni“.

Ma allora questo allenamento è stata una cosa estemporanea o il fatto che si stia rimettendo in forma potrebbe essere il preludio ad un suo nuovo, clamoroso, ritorno in campo?

Difficile dirlo, anche se non credo che nessuno voglia scommettere contro questa eventualità.

Certo sarebbe uno dei ritorni più clamorosi della storia del basket e incollerebbe tutti i tifosi agli schermi. Quello che è sicuro è che se dovesse davvero tornare lo farebbe per essere uno dei migliori, non uno dei tanti.

Allora aspettiamo. Ai 50 anni ne mancano solo più 2…

Categorie: NBA | Lascia un commento

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