Kemba Walker, un JC del futuro?


Kemba Walker ieri ha fatto a fette la difesa di Georgetown

Giudicare un giocatore dopo aver visto una sola partita è quanto di più sbagliato ci possa essere, questo spero lo sappiano tutti.

Però è quello che sto per fare, per cui sono pronto a espormi al pubblico ludibrio.

Ieri, dopo molto tempo, sono riuscito a vedere una partita di NCAA, proprio alle porte della March Madness. Su Espn America (che il Signore abbia in gloria Sky che ce la propone) stanno infatti dando il torneo della Big East e ieri era in onda la sfida tra UCONN e Georgetown.

Qui ho avuto modo di vedere per la prima volta Kemba Walker, dopo averlo solo sentito nominare da quei “soloni” di Draftology. Devo essere stato particolarmente fortunato, perchè a leggere in rete quella contro Georgetown è stata una delle migliori partite di Kemba e in effetti quello visto ieri è stato un giocatore devastante per il livello collegiale.

Ciò che mi ha colpito di più, oltre alla sua velocità, è stata la capacità di tirare (e segnare) anche completamente fuori equilibrio, cosa che gli permetterà di essere un discreto realizzatore anche in NBA, dove troverà dei corpi ancora più grossi di quelli che si trova di fronte ora.

Tra i grandi Kemba avrà il suo bel da fare perchè fisicamente è piccolino (non arriva al metro e ottantacinque). Però con la sua rapidità si potrà tranquillamente ritagliare uno spazio. Per fare una comparison, la prima che mi è venuta in mente ieri è quella con Jamal Crawford, soprattutto quello di inizio carriera quando JC era molto più propenso alle entrate che al tiro da fuori.

Proprio nel tiro da fuori pare che Walker debba lavorare, perchè attualmente è giocatore che attacca il ferro spesso e volentieri e anche ieri su 18 tentativi solo 2 sono arrivati da oltre l’arco (senza centrare il bersaglio oltretutto).

Come JC Kemba non è oltretutto un vero play, ma la tipica combo che gioca play perchè fisicamente inadatto a giocare guardia. Come lui però Kemba ha nel DNA NBA l’essere un sesto uomo fatto e finito, perchè con il suo ingresso può spezzare il ritmo alla partita, segnare punti rapidi e mettere in crisi quintetti di seconde linee. MA soprattutto può aggiungere pressione sulla palla in difesa, cosa in cui difetta l’attuale sesto uomo di Atlanta.

Sì perchè da quel poco che ho visto Kemba grazie alla sua rapidità e alla sua voglia può essere determinante anche nella propria metacampo, cosa che in sede di scelta al draft conterà parecchio.

Le comparison ovviamente lasciano un po’ il tempo che trovano, però ad essere sincera mi sembra molto più verosimile questa che quella proposta da NBADraft, che avvicina invece Kemba a Tim Hardaway. Non vedo francamente come si possano assomigliare, se non per l’altezza. L’ex di Miami e Golden State infatti aveva un playmaking molto più spiccato e un tiro da fuori migliore, mentre proprio nelle decisioni con la palla in mano Walker sembra avere uno dei punti deboli e gli assist che gli ho visto fare sono più frutto di “invenzioni estemporanee” che di corretto tempo del passaggio per i compagni.

La March Madness sta per iniziare, e il numero 15 di Connecticut sarà tra i protagonisti, con la speranza, una volta in NBA, di non ripercorrere anche la parte della carriera meno brillante di Crawford, che ci ha messo 10 stagioni prima di arrivare ai playoff.

Categorie: NCAA | 2 commenti

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2 pensieri su “Kemba Walker, un JC del futuro?

  1. Ti ringrazio per il “solone”.😀

    Comunque l’hai inquadrato benissimo, taglia da play ma gioco sa guardia; rispetto alle altre simili combo guard però si differenzia perchè ha tutte le caratteristiche er essere un game-changer dalla panchina: energia, imprevedibilità, cattiveria agonistica ed una discreta clutchness.

    Ed impressiona proprio su quest’ultima parte, visto che negli scorsi anni se c’era un grosso difetto nel suo gioco era proprio la qualità delle scelte nel momento in cui si decidevano le partite.

    A UConn gli hanno già fatto una specie di senior night nonostante gli manchi ancora un anno per completare la carriera collegiale, ma sembra che ormai abbia scelto di entrare tra i professionisti il prossimo anno.

  2. Davide Bortoluzzi

    Ciao Showme,
    come sempre ho letto anche questo tuo ultimo post, e come ha detto Lorenzo credo tu abbia inquadrato alla perfezione il giocatore, delineandone punti di forza (istinti realizzativi, capacità di attaccare il canestro), e punti di debolezza, sopratutto alla voce costanza al tiro. Per quanto io preferisca come futuribilità i 3 freshmen di quest’annata, i progressi fatti da Walker quest’anno sono evidenti, sia in termini di scelte, come passatore e come tiratore e nel gioco a metà campo.

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