Celtics in calo. Problema o opportunità?


Doc Rivers è pensieroso. Chi gli converrebbe affrontare nei playoff?

Ad est stiamo assistendo a un testa a testa tra Boston e Chicago per la prima posizione nel seed, dopo una prima parte di stagione dove la testa era occupata stabilmente dai Celtics.

Da un po’ di tempo a questa parte però i ragazzi di Doc Rivers pare siano in crisi e nell’ultimo mese il record non è molto lusinghiero. 3W e 4L nelle ultime 7 partite e 14W e 8L nelle ultime 20 non sono infatti un ruolino di marcia degno di una contender, cosa che invece Boston continua a essere.  I record oltretutto sono arrivati contro squadre non al top della lega. Delle ultime 7 partite infatti 4 sono state contro squadre dal record perdente, altre 2 contro squadre dal record poco sopra il 51%.

Crisi Boston dunque? Può essere, anche se sembra più che altro che i verdi abbiano mollato un po’ la presa sulla regular season e siano in modalità “attesa playoff“, cercando di recuperare gli acciacchi ed esser pronti per la parte che conta della stagione.

Così facendo però rischiano il sorpasso (già avvenuto per la verità) da parte dei Bulls.

Ma sarebbe così un danno per questi Celtics? Forse no, perchè da dopo lo scambio e fino a che non si recupera a pieno Shaq (attualmente fuori per un problema al tendine a tempo indefinito), non ci sono Big Man veri e propri, soprattutto dopo aver ceduto Perkins ai Thunder in cambio di Jeff Green, che peraltro pare essersi integrato bene con i suoi nuovi compagni.

Questa mancanza potrebbe portarli a soffrire più del dovuto con gli Orlando Magic, con cui sarebbero accoppiati in semifinale di Conference se arrivassero primi (Orlando è già quasi certa del quarto posto). Arrivando secondi invece dovrebbero affrontare, presumibilmente, i Miami Heat, con i quali si accoppierebbero decisamente meglio, come dimostrano lo sweep che attualmente hanno in corso contro James e compagni, in attesa dell’ultima sfida prevista il 10 aprile.

Si accoppierebbero meglio per la mancanza di veri big man nella front line di Miami, che ha il solo Bosh come uomo di punta tra i lunghi, che ha già dimostrato di patire molto Garnett. Oltretutto tra gli esterni Pierce, Allen e lo stesso Green possono prendersi cura a turno di Wade e James, limitandoli.

Dall’altro accoppiamento, quello tra Orlando e Chicago, i favoriti sarebbero il team di Tom Thibodeau, che ha in Noah l’uomo giusto per fermare il centro più pericoloso ad Est ma non un uomo da mettere offensivamente in scacco i Celtics.

Insomma, sicuramente è esercizio di dietrologia, ma non sarebbe così peregrina l’idea di non disperarsi in caso di secondo posto nella conference.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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