A Cleveland il lago è sold out, la Q-Arena no.


 

Un biglietto per i Playoff alla Q-Arena. Data e avversario tbd, sarà una lunga attesa.

Dopo quasi un’intera stagione dopo la dipartita di LeBron James si può iniziare a trarre qualche conclusione sulla stagione dei Cleveland Cavaliers.

Conclusione che ovviamente ha poco di positivo. Il record al momento è di 13W e 57L e a 12 partite dalla fine l’obiettivo rimane solo quello di non peggiorare il peggior record della storia della franchigia, che è 15-67, risalente alla prima stagione della franchigia nella lega nel 1970/71 e bissato nella stagione 1981/82.

Chi è scaramantico punta almeno a pareggiare il record peggiore dell’ultimo ventennio, quello del 2002/03 che corrisponde a 17W e 65L. Record che poi ha portato la moneta del numero 1 al draft successivo, con cui i Cavs hanno potuto scegliere LeBron James, croce e delizia dei tifosi dell’Ohio.

Delizia fino a luglio, croce (e di quelle pesanti da portare) da “The Decision” in poi.

Nel frattempo di record i Cavs in questa stagione ne hanno battuti, ovviamente di quelli poco edificanti. Sono infatti la squadra che hanno raccolto il maggior numero di sconfitte consecutive, 26, sottraendo lo scettro proprio a loro stessi, quando misero in piedi 24 gare perdenti in fila, bontà loro però in 2 diverse stagioni, la 1981/82 e 1982/83.

Le parole del proprietario Dan Gilbert quest’estate dopo la dipartita del Prescelto, che promettevano un pronto riscatto della franchigia e che la stessa avrebbe vinto un anello prima del traditore, sono state disattese, anche perchè onestamente non sarebbe potuto essere altrimenti con il roster a disposizione del nuovo coach.

Sì, perchè a inizio stagione i Cavs hanno anche scelto una nuova guida, Byron Scott, che sarebbe stato caldeggiato proprio da James prima di voltare le spalle ai tifosi di Cleveland. Scott, in arrivo da New Orleans, gode di ottimo credito all’interno della lega, soprattutto per aver vinto l’argenteria che conta da giocatore. Da allenatore ha palesato notevoli limiti e ha raggiunto obiettivi importanti quando ha avuto a disposizione materiale umano di altissimo livello.

Gilbert oltre al nuovo coach ha anche provato a fare qualche movimento per dare una scossa all’ambiente. E’ stato dato via Mo Williams ed è stato preso Baron Davis, giocatore dal talento superiore ma con la sinistra propensione all’infortunio e un’etica del lavoro che pare non troppo di alto livello. Non è un caso infatti che l’ultima sua miglior stagione sia stata quella del 2007/08, quella successiva all’upset contro la testa di serie numero 1, Dallas. Dopo, l’approdo a Los Angeles e il declino.

Il miglior giocatore della franchigia, cifre alla mano, è Antawn Jamison, lungo preso da Washington che doveva supportare LeBron in quella che si sperava diventasse la cavalcata ai playoff dello scorso anno. Con la partenza di James però Jamison è rimasto, con i suo 28Milioni di dollari di contratto che scadrà al termine della prossima stagione.

Il prospetto più interessante, JJ Hickson, non ha ancora trovato la continuità, ma a 22 anni ha tutto il tempo di crescere e di affermarsi, anche se, parere personale, non sarà mai un lungo su cui poggiare una frontline di spessore nella lega.

E se la partenza di James ha distrutto il progetto sportivo, anche se di progetto non si può parlare perchè era LeBron stesso “Il progetto“, economicamente siamo messi pure peggio.

Ovviamente gli sponsor hanno pian piano abbandonato la squadra non avendo più la principale attrazione del circus e i tifosi, per quanto desiderosi di rivincita, faticano a riempire il palazzo. A dimostrazione di questo basta guardare i prezzi dei biglietti delle gare, che a parte i match clou variano nei prezzi minimi tra gli 1 (UNO!) e i 7 dollari. Roba da piangere.

Ovviamente fanno eccezione le gare di cartello, dove i tifosi accorrono per vedere gli avversari dei Cavs. Non ci si stupisce infatti che la partita con i biglietti popolari più cari da 40$ saranno nella partita del 29 marzo contro…. i Miami Heat!

Lebron infatti dovrà ancora tornare alla Quicken Loan Arena, dopo la sfida del 2 dicembre, vinta dalla sua nuova squadra grazie ai suoi 38 punti, 8 assist e 5 rimbalzi.

L’accoglienza dei tifosi sarà presumibilmente simile alla precedente e il risultato rischia di essere lo stesso.

La spia del tanking per i Cavs è accesa da un pezzo e lavoro per Dan Gilbert ce ne sarà parecchio. Ora però rimangono le 12 partite da giocare per non far registrare l’ennesimo record negativo della franchigia. Ce la faranno questi Cavs?

Categorie: NBA | Lascia un commento

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