I tifosi Knicks visti da fuori


Spike Lee. Il più famoso fan dei Knicks, in uno dei suoi travestimenti più riusciti: l'orso Yogi.

In passato qualcuno mi aveva chiesto di fare una sorta di esegesi del tifoso Knicks (categoria di cui io non mi vanto di farne parte). Lui, dall’alto delle sue vittorie da tifoso Nets (ops…) sa già che verrà fuori uno spaccato divertente e che le classificazioni che usciranno saranno esilaranti. Credo che verrà accontentato a ben pensarci.

Il freddo e distaccato

Il tipico tifoso che finge un interesse distaccato alla questione Knicks. Diciamo un classico “non ho seguito, non avevo tempo” di Morattiana memoria quando si parlava di Calciopoli. I Knicks non hanno raggiunto i playoff? Ah guarda, non sapevo, in realtà quest’anno mi sono preso bene con lo sledge dog e con il wake board, per cui non so proprio cosa abbiano fatto i Knicks.

In realtà hanno ogni tipo di app per il telefonino che riguardi i bluarancio, piangono nel buio della loro cameretta quando i Knicks perdono una partita e non vedono l’ora di poter rialzare la testa in una stagione finalmente all’altezza. Hanno iniziato a farsi rivedere in giro quest’anno ad aprile quando si è arrivati ai Playoff.

L’ottimista

Per 10 anni, ogni anno, a novembre, erano soliti ripetere “quest’anno siamo da playoff“. A febbraio di quest’anno, col record al 50% e l’arrivo di Carmelo Anthony sono passati a un più combattivo “per il titolo ci siamo anche noi“. Per loro ad ogni inizio di stagione Eddy Curry è dimagrito e si è tirato a lucido e non è mai stato così in forma, tanto che può dire la sua in mezzo all’area.

A dicembre, quando diventa chiaro che Curry ha più grasso in corpo di Galeazzi inizia a vederlo in mezzo a trade sempre più improbabili, ovviamente sbilanciate a favore dei Knicks, che porterebbe una star nella grande mela.

Per lui l’anno prossimo sarà l’anno della rinascita, con Melo e Stat che giocheranno da MVP, Billups che torna 25enne e Turiaf che diventa una sorta di nuovo Charles Barkley.

Ha completa fiducia in Dolan. Arriva Thomas? Ottima notizia. Va via Walsh? Tanto non ci aveva fatto crescere per nulla.

Lo star-centrico

Non importa avere una squadra, alla fine i titoli si vincono con le star. E noi ne abbiamo due, ci manca solo la terza per arrivare al titolo. Poi poco importa se gli altri 12 a roster sono dei commessi presi alla Seven-Eleven. Per loro bastano quei tre. E considerando che il terzo è ben lontano dall’arrivare, direi che non son messi benissimo.

E comunque anche con due stelle come Stat e Melo per loro si può arrivare in alto. Certo, poi bisognerebbe spiegar loro che il basket non è uno sport in cui giochi solo con 2 giocatori e dai palla un’azione a uno e un’azione all’altro per fare il cazzo che gli pare, ma l’impresa è più ardua dello scalare il Tourmalet. Ovviamente di questa categoria fa parte il tifoso numero 1 per eccellenza: Spike Lee.

Per loro il payroll non è un problema. Spendiamo 121 Milioni di dollari e ci intasiamo il cap? E che importa. Noi c’abbiamo Ciccio Randolph!! Si, la versione avariata però…

Largo ai giovani

Sono quelli convinti che nonostante tutto abbiamo un sacco di giovani da poter valorizzare e con loro possiamo tornare grandi tra qualche anno. Douglas, Fields, Walker e Rautins sono il nostro futuro e  facendoli crescere potremmo avere gli elementi da rotazione per una squadra da titolo.

Oddio, New York al draft ha scelto sempre bene, però il giorno che scopriranno che Douglas è solo un nano che non ha i tempi del play, che non difende, che soffre di raptus che lo portano a tirare ogni cosa gli passi per le mani, che Fields è un buon giocatore solo se lo fai correre sennò diventa più inutile di una bicicletta per un pesce e che gli ultimi due sono in squadra solo perchè a 15 bisogna pur arrivare, voglio essere presente per vedere la loro reazione.

I’m from Da City Man

Ovvero, il vero New Yorker, quello che respira basket in ogni momento e ha o ha avuto la fortuna di giocare negli storici playground della grande mela, come il Rucker. Per lui i giocatori migliori del mondo sono dell’area di New York, gli altri sono solo delle comparse a volte nemmeno troppo necessarie. Per lui il top lo si è raggiunto quando è arrivato Stephon Marbury, The Coney Island Finest (meglio non parlare dei risultati ottenuti). Via lui il miglior sostituto sarebbe stato suo cugino, Sebastian Telfair, anche lui Newyorkese DOC. Hanno rialzato la testa con l’arrivo di Melo, che è di Brooklin. Finalmente un “prodotto nostrano” ai Knicks.

A prescindere al draft fischia chiunque sia stato scelto dalla sua squadra, se poi è bianco e non è nemmeno americano non riesce a non far sentire il proprio disappunto.

E’ il tipo di tifoso che le altre star vogliono maggiormente purgare quando vengono al Madison, per informazioni citofonare a Reggie Miller o a Michael Jordan.

Si stava meglio prima (o l’ossessivo compulsivo)

Il tifoso che non è mai contento. Avevamo Marbury, Curry, Jeffries e altri contrattoni in squadra? Non è possibile avere questi bidoni e pagarli così tanto. Walsh prova ad abbassare il cap per prendere qualcuno nella FA? No, però sta dando via tutte le scelte che abbiamo e giochiamo senza nessuno. Formiamo un nucleo di buoni giocatori giovani e una stella? Non si vince con solo una stella e Chandler e Gallinari non ti portano da nessuna parte. Li dai via per prendere una stella come Melo? Eh vabbe e adesso con chi giochiamo con i tre porcellini e le due star? Va via Walsh? Ecco, non si capisce perchè dar via uno dei migliori GM della lega. Lo si tiene? Ma se ormai è vecchio e bollito e non fa più uno scambio decente. Teniamo D’Antoni? Ma che ce lo teniamo a fare che ormai la squadra non ha più uomini per il suo gioco. Mandiamo via D’Antoni? Ecco, un altro progetto buttato nel cesso.

I tifosi di questo tipo un po’ più attempati, inoltre, hanno un punto dove inizia e finisce ogni tipo di discussione. La squadra degli anni ’70. Quella che vinceva il titolo. Dopo quella è stato sbagliato tutto e solo tornando a quella squadra possiamo fare qualcosa di buono.

Ecco, credo di aver più o meno inquadrato le varie tipologie, anche se non so in quale mettere me stesso, essendo un mix tra quello freddo e distaccato e quello ossessivo compulsivo. Ora tocca a voi inquadrarvi. In che categoria siete?

Categorie: NBA | 4 commenti

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4 pensieri su “I tifosi Knicks visti da fuori

  1. BigMac

    Bell’articolo…

  2. FD91

    ahah articolo PERFETTO con grande ironia!

  3. SkydAnc3R

    Il sotto scritto sicuramente ossessivo-compulsivo!

  4. TheGoods

    Grande articolo, simpatico da leggere per un non tifoso Knicks😀

    bravo sho-HOW-metoplay (cit. famosa)

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