Italbasket già quasi fuori dagli Europei. Di chi le colpe maggiori?


Simone Pianigiani con le mani nei capelli. Con lui tutti i tifosi della Nazionale di basket

Scrivo questo pezzo a poco più di un’ora dalla conclusione della seconda giornata di gare degli Europei di Basket, in corso in Lituania.

Seconda giornata che per l’Italia aveva già il sapore dello spareggio. Capitata in un girone di ferro, insieme a Serbia, Francia, Germania, Israele e Lettonia, la nostra nazionale ha infatti il difficile compito di doversi classificare tra le prime tre per poter passare alla fase successiva. Niente di nuovo però, se consideriamo che se non fosse stato per l’allargamento a 24 squadre già da questa edizione, i nostri avrebbero dovuto fare il gironcino di prequalificazioni per poter entrare in tabellone.

A inizio manifestazione si diceva che Serbia e Francia fossero superiori e che ce la dovessimo quindi giocare con la Germania per il terzo posto. Dopo due gare e due sconfitte, contro la Serbia e proprio quella Germania che avremmo dovuto battere per sperare di qualificarci, si dice che battere la Francia è difficile ma non impossibile, che c’è ancora una speranza di passare il turno e andare così a giocarci un posto per le prossime Olimpiadi.

Sarà, ma a giudicare dalle due gare giocate nella competizione continentale, a me personalmente viene il dubbio che l’Italia farà fatica anche a battere Lettonia e Israele, che non saranno delle corazzate ma che hanno la possibilità di metterci in difficoltà.

Sì, perchè l’Italia, a prescindere dal risultato finale delle partite finora giocate, sta giocando francamente un brutto basket e ha limiti tecnici, tattici e soprattutto mentali parecchio evidenti.

Ma non eravamo l’Italia più forte degli ultimi anni?

Iniziamo col dire che per la prima volta in una competizione ufficiale l’Italia può schierare i suoi 3 giocatori NBA: Bargnani (1 scelta assoluta 2006), Belinelli (18 scelta assoluta del 2007) e Gallinari (6 scelta assoluta del 2008) ed era quindi logico aspettarsi una nazionale di buon livello, dato che per la prima volta nella storia potevamo contare su 3 giocatori NBA nella nostra rappresentativa.

A questo si è provato ad aggiungere un coach, Simone Pianigiani, che in Italia ha vinto lo scudetto con Siena per 5 stagioni consecutive con un sistema di gioco difficilmente battibile (e i migliori interpreti sulla piazza bisognerebbe aggiungere).

Eppure, l’equazione non funziona. Detto che con la Serbia la sconfitta era da mettere in preventivo, il modo in cui è arrivata fa storcere il naso. Dopo un inizio davvero ottimo, in cui l’Italia ha preso il largo, è arrivata la reazione della squadra serba, che i nostri non hanno saputo reagire soprattutto mentalmente e si sono fatti recuperare, nonostante siano rimasti in gara fino a pochi minuti dalla sirena del quarto quarto.

Contro la Germania più o meno stessa storia, con l’Italia che è rimasta in partita fino a un certo punto, soprattutto con la difesa, poi è stata battuta da Kaman e dalla sua fisicità sotto le plance, dove soffriamo regolarmente contro chiunque. Soprattutto, come il giorno prima, siamo andati sotto mentalmente e con la partita ancora in bilico ci siamo affidati troppo al tiro da oltre l’arco, affossando quanto di buono fatto nella metacampo difensiva.

Il discorso è sempre il solito, oltre ai 3 NBAers c’è davvero poca roba, perchè Mancinelli, di cui parlerò a parte, che sarebbe l’unico con un minimo di talento per questa nazionale oltre ai tre sopra, sta continuando a dare poco e quel poco che da spesso lo rovina con qualche Mancinellata delle sue.

Sembrano davvero lontani i tempi in cui c’erano i Myers, i Fucka, i Marconato, gli Abbio, i Meneghin, i Basile e compagnia vincente. Gente che magari non erano in NBA (ma che ci sarebbero stati esattamente come due dei tre di oggi) ma che avevano formato un gruppo che se la giocavano contro chiunque.

Cosa funziona

Poco, su tutti, direi un nome: Danilo Gallinari. E’ l’unico che effettivamente faccia vedere lampi di basket a tutto tondo, che si prende le sue responsabilità e che si butta dentro cercando falli. Stasera ha fatto benissimo in marcatura su Nowitzki ad inizio partita e soprattutto in attacco, dove lo ha messo in difficoltà riuscendo a fargli fare due falli abbastanza presto nella gara. Ha tirato male, vero, il 4 su 15 con cui ha chiuso la gara non è un numero nobile, però è stato l’unico a giocarsela senza paura, prendendo anche 11 rimbalzi, dando 2 stoppate e rubando 2 palloni. Il tutto con una caviglia malconcia dopo un infortunio patito nella gara contro la Serbia.

Oltre a lui direi Danielino Hackett, che in queste due gare, con tutti i limiti che ha, sta dando il massimo in difesa e facendo un po’ da guastatore con le sue penetrazioni. Daniel non è un play, e questo lo si sapeva, ma deve fare anche quello perchè il titolare scelto da Pianigiani, Maestranzi, non è presentabile a questi livelli. Logico quindi che si perda qualche pallone in più o si entri in attacchi poco fluidi quando porta lui palla.

In generale la difesa non mi è dispiaciuta, in questa seconda gara più ancora che nella prima. Abbiamo ancora il difetto atavico di essere lenti nei movimenti verticali ad uscire sul tiratore dall’arco, cosa che pagheremo già domani contro la Lettonia, però in difesa non andiamo male, riusciamo a chiudere l’area abbastanza bene e facciamo una press convincente, soprattutto quando il portatore di palla avversario è Hamann, giocatore che farebbe fatica a portar palla anche in un campionato di promozione.

Proprio per chiudere l’area non possiamo prescindere da più minuti di Cusin, che sarà brutto, sgraziato, con pochi capelli, ma che quando è in campo, com’è come non è, favorisce sempre un parziale.

Sì, perchè inutile nasconderci, noi i parziali li riusciamo a fare quando mandiamo in secche gli avversari difensivamente, mai grazie a momenti di basket efficace in attacco.

Cosa non va

E qui passiamo a cosa non funziona in questa nazionale: l’attacco. Come detto, il parziale che ci ha riportati in vantaggio contro la Germania questa sera è stato dato dalla pressione difensiva e alla capacità quindi di partire in contropiede o di guadagnarsi un fallo. Nel momento in cui la difesa è tornata normale e la Germania ha ripreso a produrre, noi non siamo stati capaci di far altrettanto andando sotto nel giro di pochi minuti.

Tante volte si è detto che l’Italia aveva il difetto di lasciare Belinelli fare un po’ quello che voleva con la palla in attacco, e questo è un difetto che ci portiamo avanti da un po’ di anni. Però questo difetto va corretto a livello di gioco, di schemi offensivi, mentre qui tutto quello che si vede è un pick & roll centrale, un blocco per un giocatore che sale dall’angolo e fa una mezza ruota per ricevere e poco altro. Fanno un totale di tre giocatori che si muovono in attacco, con altri due costretti a stare fermi ad aspettare Dio solo sa cosa, con il risultato di fare tutto il gioco delle difese.

E se Belinelli ferma l’attacco, Bargnani in quell’attacco non ci entra nemmeno, e quando lo fa lo fa in modo assolutamente avulso al contesto. Certo, per lui il campo europeo più stretto rispetto a quello NBA è un limite non da poco, perchè può sfruttare meno il suo primo passo per battere i lunghi avversari dal palleggio. Anche perchè poi a veder bene, viene sfruttato più dal post che dalla punta, e non è che il Mago sia diventato un novello Hakeem dalle tacche. Da lui però ci si aspetta qualcosa di più che gli 8 punti e 5 rimbalzi fatti registrare stasera in 30 minuti (in cui ad onor del vero non ha nemmeno difeso male su Kaman fino a un certo punto). Soprattutto sotto le plance Andrea deve fare la voce grossa, dall’alto dei suo 2,13. Il difetto è di fabbrica, nel senso che c’è sempre stato e nemmeno il lavoro di irrobustimento fatto dallo staff dei Raptors (con risultati dubbi ma sullo staff tecnico dei Raptors ho deciso di mettere la più classica delle pietre tombali) lo ha portato ad essere un rimbalzista almeno sufficiente. Questione di attitude, come dicono di la dell’oceano, e Bargnani pare non avere quella cattiveria che gli servirebbe per caricarsi la squadra sulle spalle, cosa che potrebbe anche fare.

La verità è che sia Bargnani che Belinelli negli States sono giocatori che basano il loro gioco su particolari doti (Beli sostanzialmente come tiratore dagli scarichi, il Mago come lungo atipico) e quando si tratta di fare gli all-around non ne sono in grado.

Il risultato è che l’attacco non è per nulla fluido, che il sistema di gioco che si sarebbe dovuto creare per sfruttare al meglio i due NBAers non è stato creato, demandando alle loro iniziative personali la fase offensiva, con tutte le conseguenze spiegate sopra e la tendenza ad accontentarsi di un brutto tiro da tre sullo scadere del tempo. Soluzione che porta l’Italia ad avere il 19% da tre nelle prime due gare.

Se poi il quarto giocatore per importanza deve essere Mancinelli, uno che ha il QI cestistico decisamente basso e non aiuta la manovra, soprattutto quando prende iniziative sconsiderate come stasera, quando un paio di entrate assolutamente folli e una tripla senza ritmo hanno tolto l’inerzia della gara all’Italia, che tanto difficilmente si era conquistata con la difesa.

Fin qui abbiamo parlato dei limiti dei giocatori, che ci sono e sono evidenti, però se è vero che potremmo continuare per gran parte del roster, bisogna riconoscere anche un problema a livello di “manico“. La panchina infatti latita e gli accorgimenti fatti dalla partita della Serbia sono stati sì efficaci, fino a un certo punto, ma sicuramente tardivi.

Che Maestranzi non fosse un giocatore adatto a certi livelli credo fosse chiaro a tutti, ma non a Pianigiani, che lo ha messo titolare nelle amichevoli pre-europeo e nella prima gara contro la Serbia, in cui il naturalizzato ha fatto danni più di Irene, l’uragano che si è abbattuto sulle coste degli Stati Uniti in questi giorni. Il coach ci ha poi ripensato e stasera non gli ha fatto vedere il campo, con il risultato che il play lo hanno fatto a turno Hackett, Belinelli e in alcune azioni Mordente, ovvero nessun play di ruolo. Ci si chiede perchè a questo punto lasciare a casa Poeta, che non sarà un play come necessiterebbe il gioco di Pianigiani, ma sarebbe stato comunque il più forte del lotto.

Non deve stupire a questo punto se ci si trova nei momenti clou della partita senza idee in attacco e le soluzioni che si vedono sono da mani nei capelli.

Quello che personalmente rimprovero allo staff tecnico, andando ancora più sul generale, è lo sbagliare impostazione della squadra. A mio avviso, o si crea un sistema con giocatori che hanno pari responsabilità e qualche licenza in più la si concede solo a Gallinari, che è l’unico in grado di crearsi una soluzione offensiva efficace in isolamento, o si crea un sistema star centrico e si decide di dare solo responsabilità ai 3 NBA e si mettono 9 giocatori di complemento, con quel che ne consegue.

Nel primo caso ovviamente sarebbe stato necessario chiamare altri giocatori creativi, da Poeta ad Aradori fino ad arrivare a Gentile, giovane di belle speranze che offensivamente avrebbe potuto dare qualcosa, nel secondo, si sarebbe dovuto dare più spazio a Cusin per far legna sotto le plance, a Datome, e magari chiamare un oriundo che facesse più legna di quel che ne può fare Maestranzi, negativo anche in difesa.

Invece si è arrivati a un misto tra le due cose, con Datome che non ha spazio, Cusin che gioca le briciole e mai insieme a Bargnani, con Carraretto in campo forse anche troppi minuti, Mancinelli a cui si danno troppe responsabilità e Mordente che sebbene possa essere un buon giocatore di complemento non viene usato come tale.

Pianigiani bocciato dunque e ormai è anche tardi per pensare di risolvere la situazione. Nel frattempo gli avversari sono bravi a giocare sui nostri difetti, ad adeguarsi a noi, mentre noi non riusciamo a capire chi abbiamo di fronte e come sfruttare il gioco, se non eventualmente in alcuni singoli mismatch che funzionano in modo estemporaneo per alcune azioni.

Ma soprattutto bocciato per l’incapacità di fortificare la mentalità della squadra, che appena si trova in difficoltà sbaglia le scelte e si impaurisce. Manca forse il leader in campo, anche se Gallinari parrebbe quello messo meglio ad attributi, però dalla panchina non arrivano segnali incoraggianti quando la partita vola via emotivamente. Insomma, situazione bruttina anzichenò.

E adesso?

Ora sotto con la Lettonia, cercando di strappare quella vittoria che ci consentirebbe di mantenere qualche flebile speranza di qualificazione, anche se la sconfitta di stasera di 14 punti mette una difficoltà ulteriore in caso di arrivo in parità. In caso di fotofinish infatti conta anche la differenza canestri e il crollo verticale degli ultimi minuti contro i tedeschi affossa anche questa chance.

La speranza è l’ultima a morire si dice, ma si dice anche che chi visse sperando……

Categorie: Europei Basket 2011 | 3 commenti

Navigazione articolo

3 pensieri su “Italbasket già quasi fuori dagli Europei. Di chi le colpe maggiori?

  1. Matt

    Analisi lucida che condivido in toto…ma mi chiedo ora se non sarebbe meglio giocare con gallinari da point forward e hackett point guard; insomma senza il classico playmaker, ma comunque con uno in grado di creare dal palleggio situazioni per l’attacco variegate. Avrei suggerito poi l’inserimento di Gigi Datome nello starting five in luogo di un Mancinelli molto più utile come giocatore di rottura che porti energia dalla panchina, sperando che inizi ad entrare il tiro dalla lunga e che nel complesso le percentuali si aggiustino. Uno starting five con Hackett-Belinelli-Datome-Gallinari-Cusin mi starebbe anche bene.

    Su Bargnani una postilla: inutile sperare sia il go to guy facendolo giocare solo in post, non sfruttando quindi la sua arma migliore

  2. Assolutamente con Hackett dentro e per più tempo possibile, con uno tra lui e Beli sempre in campo per portar palla dall’altra parte, che poi gestirebbero Beli o il Gallo, con Beli che fa partire l’azione e poi va a prendersi i blocchi del Cuso. In sostanza quintetto con Hackett, Beli, Gallo, Bargnani e Cusin, con le tre stelle a giocare e gli altri a dare difesa e untangibles.
    Mancinelli dalla panchina ma per massimo 10 minuti, a botte di 2-3 minuti a ingresso, che se entra di più poi si prende iniziative che sarebbe meglio non contemplasse nemmeno. Datome a giocare i minuti che panchinano Gallo e Beli, con Bargnani da PF che poi sarebbe il suo ruolo e vedi mai che gli possa capitare di prendere più rimbalzi.
    Pochi minuti anche per Carraretto quando serve un tiratore.
    Per il resto a Renzi, Maestranzi, Cinciarini e gran parte Carra gli posso chiedere di fare un gran tifo e di non usare troppa acqua quando vanno a farsi la doccia.

    In sostanza gran P&R dalla punta con il Gallo e Beli che giocano con Bargnani e movimenti sui blocchi di Marco, tanto di più adesso non si può inventare.

    Per battere la Francia però l’unica soluzione è chiedere una deroga alla FIBA per poter giocare in 6….

  3. Alberto

    Secondo me, lasciando Bargnani fuori dal quintetto iniziale con la Germania, ce lo siamo giocati psicologicamente per tutta la partita. Una prima scelta assoluta NBA, a meno di infortuni, non si lascia fuori con una platea mondiale a guardarlo.
    Pianigiani sarà anche bravo ma quando hai il 92% di vittorie in carriera in campionato, probabilmente giochi contro squadre nettamente più deboli. Io credo che le responsabilità più gravi siano sue, incluse le convocazioni sbagliate (Maestranzi) e le altre varie magagne tattiche descritte sopra e soprattutto per l’approccio umano con Bargnani nel match decisivo con la Germania.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: