Lettera aperta alla Nazionale Italiana


Il trionfo dell'Italia agli Europei '99. Quando torneremo sul tetto d'Europa?

Cara Nazionale,

chi scrive questa lettera è un appassionato di basket, un tifoso che segue questo sport da qualche anno, che si ricorda che nel 1983 ci fu la prima vittoria agli Europei, uno che nel 1999 ha gioito e festeggiato la seconda vittoria continentale, in una Nazionale che, sotto la guida di Bogdan Tanjevic, “Boscia” per noi italiani, ha saputo emozionare tutti i tifosi, giocando una pallacanestro fatta di istinti e soprattutto di cuore.

Quel cuore che, sempre la Nazionale, ha saputo come si suol dire gettare oltre l’ostacolo anche 4 anni più tardi, quando sotto la guida di Charlie Recalcati ha saputo raccogliere un terzo posto nella competizione Europea, ma soprattutto l’anno seguente, nel 2004 ad Atene, quando contro ogni pronostico la nostra selezione è arrivata in finale alle Olimpiadi, cedendo solo alla fortissima Argentina di Manu Ginobili.

Quell’argento nella manifestazione più importante nel mondo della palla a spicchi, arrivò in una fase delicata, in un momento in cui il primo ricambio generazionale era in atto. Gli artefici della vittoria agli Europei del 1999, Carlton Myers, Gregor Fucka, Andrea Meneghin, Alessandro Abbio, Sandro De Pol, avevano dato il loro addio alla maglia azzurra e al loro posto in squadra c’erano Pozzecco, Soragna, Basile, Radulovic, Bulleri e Chiacig.

Una Nazionale con meno talento, si diceva, in cui si sarebbe dovuto dare tutto il possibile e anche l’impossibile per vincere le partite.

E così fu. La gara contro la più corazzata Lituania fu epica in questo senso. Un  trattato di difesa e soprattutto percentuali al tiro da tre clamorose furono il viatico verso la finale, giocata al massimo delle possibilità ma che ci vide uscire sconfitti.

Un tifoso, dunque, che ha saputo assaporare il gusto della vittoria, inaspettata, meritata e per questo ancora più goduta. Un tifoso, che come tanti altri ha seguito la Nazionale anche nei momenti più bui, quando Recalcati ha perso un po’ la trebisonda e ha mostrato qualche limite, quando si aspettavano le nuove generazioni, quelle dei Bargnani, dei Belinelli e poi dei Gallinari per alzare il livello di talento e poter ambire a traguardi che altrimenti credevamo preclusi.

Ora però che quella Nazionale è arrivata, che i tre giocatori sono diventati giocatori NBA, più o meno affermati, i risultati stentano ad arrivare.

Ci vuole tempo per creare una Nazionale, per amalgamare il gioco, si dice. Però a questo momento il progetto è da due anni che va avanti, certo, con poche possibilità di preparare tattiche e schemi, considerando la scarsa disponibilità di tempo che 3 giocatori NBA possono dedicare alla propria nazionale, ma che il suo tempo lo sta avendo. Concediamo però questa attenuante a favore dello staff azzurro, anche se non mi risulta che nazionali come la Germania, che ci ha schiantato in questi Europei in un pessimo quarto periodo, possa contare su Nowitzki e Kaman per sei mesi all’anno.

E la Francia? Anche lei, altra nostra carnefice in questa manifestazione ha parecchi giocatori NBA, alcuni freschi di convocazione come Noah, che mai ha giocato per la propria nazionale ed è stato inserito nel giro di poche settimane, con un’efficacia che noi non riusciamo ad ottenere nemmeno da Bargnagni, che in Nazionale gioca dal 2007 o da Belinelli, che ha esordito nel 2006. Entrambi paiono ancora dei corpi estranei in questa nazionale, soprattutto in attacco, dove si vede poca armonia di gioco nel complesso.

La Francia, si dice, è più talentuosa, motivo per cui una sconfitta con loro sarebbe stata più che possibile. Vero anche questo, però ciò non implica automaticamente che non si possa provare a lottare su ogni possesso e a provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, proprio come fatto dalle precedenti nazionali, quelle che contro pronostico battevano le squadre sulla carta più forti e ci regalavano quelle soddisfazioni che tardano ad arrivare. Peccato che il nostro staff si sia accorto un po’ tardi dell’atteggiamento per nulla gladiatorio dei nostri, con Pianigiani che si incazzava per l’atteggiamento solo nell’ultima gara, quella con Israele, sul meno 20 e con l’Europeo già salutato.

Proprio in ricordo di quelle vittorie e pensando allo sfogo del timeout del nostro coach stonano un po’ alcune dichiarazioni degli addetti ai lavori o di alcuni giornalisti, secondo i quali l’Italia esce dagli Europei a testa alta.

No, non ne esce per nulla a testa alta, e non perchè non ci sia stata la volontà da parte dei giocatori di impegnarsi o che ci sia stato del menefreghismo da parte loro, perchè ogni professionista per natura gioca ogni partita per vincere e ogni sfida personale come una sfida da vincere. Però non si può dire che alla fine dell’Europeo l’Italia abbia fatto una bella figura, a prescindere da chi sia il colpevole di questa disfatta.

L’uscire a testa alta è il cavallo di battaglia di Marco Belinelli, che su twitter ha dichiarato: “usciamo a testa alta e siamo una squadra. potete sostenerci o meno. ma noi siamo una squadra. possiamo sbagliare,…

Verissimo, però a me, da tifoso che segue l’Italia dalla fine degli anni ’80, che da appassionato di basket che come altri si sveglia nel cuore della notte per vedere una partita NBA, che cerca modi per vedere le partite amichevoli dell’Italia prima degli europei per capire come la propria squadra si sta preparando per la competizione, quel “potete sostenerci o meno” suona davvero male.

Oddio, mi suona male anche il fatto che Belinelli, come Bargnani, usino twitter come veicolo di propaganda, facendo postare le news allo staff. Forse non si rendono conto che twitter è utilizzato dalla maggior parte degli sportivi (sì anche le superstar come LeBron, DH12, Tiger Woods, o Giuseppe Rossi e tanti altri) per avere un contatto più diretto con gli appassionati, che hanno così modo di avere il polso della situazione dei propri sportivi preferiti. Appassionati a cui non importa la rassegna stampa sulle prestazioni del Mago che segna 24 punti in una gara persa, ma che vorrebbero sapere il pensiero (breve perchè il bello di twitter è proprio quello) su quanto successo da parte degli interessati, e che se vogliono sapere il tabellino del giocatore, se lo vanno a cercare sul sito dell’Europeo.

Mi rendo però conto di aver divagato, e che quest’ultimo è un discorso assolutamente secondario e che probabilmente interessa me e pochi altri.

Ritornando però al problema focale, quel “potete sostenerci o meno” è indice di una sensazione completamente sbagliata. Tutti coloro i quali hanno seguito l’Italia, l’hanno seguita facendo il tifo per gli azzurri, sostenendoli e sperando sempre in una vittoria. Certo, criticando quando era il caso di criticare, ma mai facendo mancare il supporto agli azzurri.

Perchè si ricordino i giocatori che alla fine la loro categoria in un certo senso è privilegiata rispetto ad altri sport. Privilegiata, sì, perchè seguire il calcio è facile, con 50 milioni di italiani che a furia di vederlo propinato in tutte le salse sono convinti di conoscere l’argomento meglio di tutti gli altri. Gli appassionati di basket invece lo sono perchè si cercano l’occasione di seguire questo magnifico sport, che cercano streaming in cinese pur di vedere una palla a spicchi, che riescono a seguire il campionato continentale africano (e assicuro che di interessante lì non c’è nulla), che perdono tempo per tenere un blog che in pochi leggono e che non portano nulla nelle loro tasche se non impegno e tempo da sottrarre ai propri interessi, al proprio sonno e in alcuni casi anche alla propria vita familiare.

Quindi, lasciamo perdere il sostegno che danno gli appassionati per cortesia, perchè poi anche a un tifoso appassionato come descritto sopra sale la carogna e dopo la batosta europea non si sente pronto per essere additato anche come uno che non dà supporto alla propria Nazionale.

Con affetto:

il tifoso medio

Categorie: Europei Basket 2011 | 4 commenti

Navigazione articolo

4 pensieri su “Lettera aperta alla Nazionale Italiana

  1. Pietro

    Non sono un tifoso di basket da molto tempo e ho inziato a seguire questo magnifico gioco tramite la passione trasmessa dalla squadra del mio paese poco meno di 9 mesi fa, quindi non sono nemmeno considerabile un tifoso medio, ma credo tu abbia perfettamente spiegato l’indignazione che una qualsiasi persona appassionata alla palla a spicchi prova per l’atteggiamento tenuto da tutti quanti i nostri portacolori più che dai risultati.
    Chi tifa vuole sempre vedere sputare il sangue dai propri beniamini in ogni secondo di gioco, figurarsi dai giocatori della nazionale, che rappresentano un Paese intero, e che si parli con onestà intellettuale al termine di ogni partita, nelle interviste o in qualsiasi altro ambito mediatico.
    Fa male uscire così e fa ancora più male essere consapevoli di un movimento che più che in agonia è decisamente da encefalogramma piatto.
    Fa male sentire certe parole dai giocatori di maggior talento della squadra, che dovrebbero mettere la faccia ad ogni sconfitta e che dovrebbero trascinare emotivamente tutti gli altri immediatamente dopo (Derrick Rose docet). Fa proprio male.

    PS: prima o poi Belinelli dovrà beccare su youtube i cosiddetti “tiri ignoranti” di Basile…forse si renderà conto di cosa significa essere una guarda tiratrice
    PPS: seguo ogni puntata di Ball don’t lie: siete fantastici😀
    PPPS: scusa la prolissità🙂

  2. E’ un piacere leggere i commenti, quindi ben vengano quelli prolissi, che favoriscono una discussione😉

    Grazie per i complimenti per Ball Don’t Lie, ovviamente a nome di tutta la redazione.

    Per quanto riguarda la Nazionale, credo proprio sia una questione di carattere. Prendendo Belinelli, ad esempio, credo che il suo modo di giocare sia pesantemente drogato da quanto si diceva di lui quando era più giovane. Giocatore da NBA, stella in Europa, tiratore micidiale… Ecco, si è scoperto che in realtà è un ottimo giocatore di rotazione e soprattutto uno specialista, in uscita dai blocchi e sugli scarichi piedi per terra. Per poter giocare in isolamento ha bisogno di spazi larghi, che in America a volte trova, qui molto meno. Solo che se per 5 anni ti dicono che sei un fenomeno poi vieni in nazionale dall’NBA e pensi di essere quello che gioca da star, prendendosi possessi fuori dagli script. I tiri ignoranti di Basile, tutto considerato, erano molto più dentro il gioco di quelli di Marco, perchè nei primi secondi dell’azione o con la difesa comunque mai bene posizionata. Beli invece fa l’esatto opposto, si prende sti tiri quando la difesa è schierata, per cui se non entrano (e non entrano perchè dal palleggio Marco è un tiratore mediocre) non abbiamo mezza possibilità di secondo possesso.

    E questo è solo uno dei tanti punti che non vanno e che Pianigiani non è riuscito a sistemare…

  3. Pietro

    Anche il manico sembra non abbia funzionato a dovere…non so in Italia quanti coach di discreto livello ci siano, ma la scelta di Pianigiani sembra dettata più dai suoi risultati con la Montepaschi (enormemente influenzati da un materiale umano superiore a qualsiasi altra squadra in Italia) più che ad una reale capacità di gestire una squadra di pallacanestro.
    Trinchieri, secondo con Cantù (e non i LAL), sembra decisamente di un’altra pasta…perchè non puntare su gente come lui visto che, dopo un fallimento, un cambio lo reputo necessario come l’ossigeno per respirare?

  4. Emilio

    Ciao.
    Anche io sono un neo appassionato di Basket nel senso che grazie a Sky ho ritrovato l’NBA che seguivo ai tempi di Bagatta con American Ball su italia uno (preistoria!!!).
    Sono d’accordo su tutto. Un giocatore della nazionale (che per altro non ha brillato come prestazioni personali) non si dovrebbe nemmeno sognare di dire “che ci sosteniate o meno…”. Ma che discorso è? la nazionale si sostiene per orgoglio, per amore del proprio paese e dello sport che essa rappresenta (in quanti si trovano a tifare la lotta greco-romana alle olimpiadi anche se non hanno la minima idea di quali siano le regole!!! ma in quel momento c’è la propria nazione in lotta e non puoi fare a meno di tifare). Tu invece come giocatore dovresti dire: ci scusiamo con tutti gli italiani, ci siamo impegnati al massimo ma non è stato sufficiente….cose del genere non “se ci seguite bene sennò noi andiamo avanti lo stesso” (in pratica il succo era questo).
    In ultimo voglio dire anch’io la mia sul fatto che in italia si fa vedere in tv qualsiasi amichevole di calcio anche la più insulta e non si trasmette una manifestazione europea di uno sport che è comunque il secondo sport di squadra dopo il calcio per numero di tifosi. Mi sembra veramente uno schifo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: