NBA Rank By Dummies. Saliamo con le posizioni: 81-90


JR Smith, posizione 86, ha portato il suo talento in China

Continua il nostro viaggio tra i 100 giocatori più forti della lega, al solito, da seguire su twitter gli aggiornamenti giornalieri e il countdown della classifica, regalando un follow alla simpatica (!) compagnia dell’anello (da capire chi fa la parte di Smigol).

Chi seguire e come funziona il progetto lo potete, al solito trovare in questo mio precedente post e se siete troppo pigri per andarlo a leggere, sappiate che al momento stiamo dando le posizioni dalla 80 alla 60 postando 5 posizioni al giorno, una ogni 2 ore a partire dalle 9,30 circa. Sì, circa perchè anche noi avremmo le nostre cosucce da fare e nessuno di noi ha origini svizzere.

Oggi in questo post vi presento le posizioni dalla 81 alla 90, con il classico countdown che tanto vi piace (mia libera interpretazione ovviamente). Scopriremo che molti giocatori in questo range hanno in comune una cosa: il gene della follia.

Andiamo a scoprirli!

90 – TONY ALLEN – G – Memphis Grizzlies – 373 pts
Che NBA Rank By Dummies sia innamorata di chi sul parquet dando il massimo ogni sera e sbattendosi sui due lati del campo lo si capisce, anche, da questa posizione. Già quando Boston ha deciso di non rifirmare Tony infatti molti di noi hanno storto il naso, certi che i biancoverdi avrebbero pagato la sua mancanza. Infatti Allen da quando è andato a Memphis si è dimostrato pedina fondamentale, giocando la sua miglior stagione da quando gioca in una squadra con record vincente e risultando decisivo per gli exploit dei Grizzlies ai Playoff sia con la difesa, suo marchio di fabbrica, sia con l’attacco, caratteristica per la quale, specialmente post-infortunio, non era decisamente rinomato.

89 – JRUE HOLIDAY – G – Philadelphia 76ers – 383 pts
Al secondo anno Jrue ha già dimostrato di essere un ottimo giocatore, raddoppiando praticamente le cifre ottenute nel suo anno da rookie e dimostrando di meritarsi in pianta stabile il quintetto a Phila e soprattutto portando il team da terza opzione offensiva ai Playoff quando alcuni dei più stimati analisti (tipo il sottoscritto, nda) li aveva pronosticati in lottery. La ciliegina è stata la vittoria in gara 4 contro gli Heat insperata quanto meritata.

88 – KYLE LOWRY – G – Houston Rockets – 384 pts
Alla sua terza stagione a Houston e alla sesta nella lega, questo ventiquattrenne ha avuto finalmente l’esplosione che in molti si aspettavano. I texani non hanno raggiunto i playoff, ma la squadra ha comunque lottato fino all’ultimo ed ha avuto un record vincente, anche grazie a Lowry che ha decisamente imparato a dare continuità alle sue prestazioni e ritmo al suo attacco, chiudendo la stagione con quasi 7 assist di media.

87 – OJ MAYO – G – Memphis Grizzlies – 386 pts
Qui parla il tifoso del giocatore più che il portavoce di NBA Rank By Dummies, ma personalmente rimango abbacinato dal talento di questa testa un po’ disabitata che a USC ha mostrato più gli spigoli del suo carattere (scazzottata con il nostro Danielino Hackett) che il suo talento, tanto pubblicizzato quando era all’High School. A Memphis però, nonostante i suoi chiari di luna per essere stato messo ai margini ha trovato la sua dimensione ed è stato, con Randolph, la chiave del successo degli orsetti, soprattutto con la difesa sugli esterni, sempre di grande livello, ma anche con l’attacco, che gli riesce naturale come pochi. Opinione personale: se gira un paio di viti è da Top20.

86 – JR SMITH – G – Denver Nuggets – 387 pts
Altra testa particolarmente complessa, che in questo momento sta furoreggiando in Cina peggio di Bruce Lee, JR è quello che più fa diventar matti i tifosi di basket. Capace di segnare 40 punti in una partita con percentuali da 3 inarrivabili, ma anche di mettersi a sparare ogni cosa che gli passi per le mani senza ritegno. Due anni fa sarebbe forse andato anche più in alto perchè ai playoff ha dato spettacolo. Quest’anno è un po’ calato, complice anche un po’ di saturazione del rapporto con i Nuggets. In una squadra uno così può sempre essere utile, curiosi di sapere dove firmerà ora che è FA.

85 – RAYMOND FELTON – G – Denver Nuggets – 389 pts
Ammetto di esser stato più crudele con Felton rispetto alla media degli altri votanti e di averlo quindi fatto scendere ancora di più, probabilmente a causa delle prestazioni che il nostro ha avuto ai Knicks. Giocatore che se si gioca nella “Right Way” di Larry Brown può risultare molto utile e ordinato, ma che in un contesto di gioco in cui deve leggere molto di più il gioco e creare per se e per gli altri fa molto più fatica a causa del suo talento limitato. A Denver da sesto uomo ha forse trovato la sua dimensione migliore, anche se in Colorado pare solo di passaggio perchè aspirerebbe a un posto da titolare.

84 – MICHAEL BEASLEY – F – Minnesota Timberwolves – 399 pts
Pare proprio che le posizioni dalla 80 alla 90 siano terra di conquista per decerebrati. Altro giocatore dall’enorme talento (e la seconda scelta assoluta spesa da Miami per lui è li a testimoniarlo) ma dalla complessa integrazione sociale, si distingue più per la sua attrazione per l’erba del vicino (ma non quella sempre più verde ma quella sempre più sballante) che per la capacità di portare in alto la sua squadra, che vabbe, in effetti sarebbe Minnesota. I segnali di questa stagione, pure in un deserto tecnico paiono incoraggianti e il ragazzo ha ancora 22 anni, quindi si può ancora fare… no Michael!! Non in quel senso però!!

83 – ROY HIBBERT – C – Indiana Pacers – 405 pts
Il giovane (ha ancora 24 anni) centro di Indiana è in continua crescita, sia a livello statistico che a livello di gioco. Quest’anno si è potuto misurare anche ad un livello maggiore, ovvero al primo turno dei Playoff, dove però i suoi Pacers sono stati sweepati dai Bulls. Roy però ha dato un solido contributo lungo tutta la stagione e i progressi si sono visti soprattutto nella metacampo difensiva, dove limitando la sua attitudine a commetter fallo è risultato un ottimo stoppatore.

82 – TY LAWSON – G – Denver Nuggets – 406 pts
Poco sopra in classifica rispetto al suo backup, Felton, Ty ha però dimostrato di essere decisamente più utile di lui per le pepite di coach Karl, anche se a livello statistico potrebbe sembrare il contrario, con Felton che distribuisce più assist. Il gioco di Denver però trae vantaggio dai movimenti offensivi di Lawson, che al secondo anno nella lega ha iniziato a essere decisamente efficace emergendo in una squadra che dalla partenza di Melo non ha una vera e propria stella ma un equilibrio raro da vedere in NBA.

81 – EMEKA OKAFOR – C – New Orleans Hornets – 408 pts
Alla seconda stagione agli Hornets come sostituto di Chandler, dato per fisicamente a pezzi ma capace di portare Dallas all’anello reggendo la difesa, Okafor ha forse un po’ deluso le aspettative. Preso come seconda scelta assoluta nel 2004, ha sempre palesato limiti offensivi che ne hanno fatto un facile bersaglio della critica. Difensivamente però resta tra i top lunghi della lega e se Chris Paul ha potuto andare quest’anno ai playoff e mettere in difficoltà i Lakers nel primo turno, un po’ lo deve anche a questo ventinovenne originario della Nigeria.

That’s all Folks! A presto con i prossimi 10 classificati.

Categorie: NBA | Lascia un commento

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