NBA Rank By Dummies. Sempre più in alto con le posizioni 61-70


Andrea Bargnani (pos. 64) festeggia. Pensava di andare più giù nell'NBA Rank By Dummies

Lento ma inesorabile continua la pubblicazione del nostro Ranking NBA.

Sì, sempre quello che potete trovare con l’hashtag di twitter #NBARankByDummies e bla bla bla.

E piano piano risaliamo la china (con la c minuscola altrimenti arriva JR Smith e ci vuole colonizzare) e arriviamo a parlare delle posizioni dalla 61 alla 70.

E se nelle categorie precedenti abbiamo avuto il range dei fuori di testa e quello dei difensori, ora troviamo un’altra categoria, quella dei più utili che belli. Ovviamente con qualche eccezione. Siete pronti a scoprire quale?

Partiamo!

70 – GRANT HILL – F – Phoenix Suns – 461 pts
Iniziamo subito la categoria con uno che è sia utile che bello! Per carità, non vorrei si fraintendesse, ma qui stiamo parlando di uno dei due miei idoli di gioventù insieme ad Anfernee Hardaway, che ha dovuto abbandonare la contesa a causa di un ginocchio malandato. Grant stava rischiando di fare la stessa fine di Penny con le caviglie tenute insieme ormai da una quantità di metallo da far invidia a un’acciaieria (e qui mi chiedo se son io che porto sfiga) ma dopo i vari guai è riuscito a riprendersi (tre partite saltate negli ultimi 3 anni) e a riprendere a giocare a basket a livelli altissimi. Ora, a 39 anni suonati, si appresterebbe a giocare una nuova stagione NBA (lockout permettendo) dando quello che ha dato abbondantemente in questi 3 anni ai Suns: difesa, QI, e tanta classe.

69 – STEPHEN JACKSON – F – Charlotte Bobcats – 474 pts
Captain Jax è il classico giocatore troppo poco continuo per essere considerato una stella e troppo decisivo per essere giocatore di complemento. Lo è stato nel 2003 a San Antonio, anno in cui ha contribuito decisamente alla conquista dell’anello. Poi non si è accontentato di essere decisivo in una squadra da titolo ma ha cercato di massimizzare i guadagni, girando squadre da secondo-terzo violino, con la parentesi a Indiana ricordata anche per la partecipazione a “The Brawl”. A Golden State e a Charlotte vivacchia in zona playoff, ma volente o nolente risulta sempre il giocatore chiave.

68 – MIKE CONLEY – G – Memphis Grizzlies – 479 pts
Dopo un paio di stagioni a cercare di capire come funziona nella lega dei grandi, Conley ha alzato il volume della radio e ha preso in mano Memphis portandola all’exploit della stagione passata. Certo non è stato lui il giocatore chiave del team, ma è stato sicuramente una delle note più liete, anche perchè è stato lui, da play, a gestire i ritmi e il gioco di una delle squadre migliori dell’anno.

67 – WILSON CHANDLER – F – Denver Nuggets – 486 pts
Anche lui come altri nel range 71-80 è un giocatore più utile che sponsorizzato, al limite del sottovalutato. Arrivato insieme al Gallo da New York a Denver è stato subito protagonista, integrandosi alla perfezione con i compagni e dando un contributo importante specialmente in difesa. Chi pensava che lontano da D’Antoni avrebbe faticato molto di più in attacco si è dovuto ricredere e ora che è un pupillo di Karl può davvero essere considerato uno dei giocatori più solidi della lega.

66 – CHAUNCEY BILLUPS – G – New York Knicks – 487 pts
Francamente nel mio personalissimo cartellino l’avevo messo più indietro, perchè nonostante tutto quest’anno l’ex MVP delle Finals 2004 mi è sembrato un po’ in declino. Non tanto in attacco, dove la sua precisione al tiro (e il fatto che dopo Melo e Stat a New York rimane l’unico giocatore di basket decente) gli consente ancora di avere ottimi numeri, quanto in difesa, che era la vera forza di Billups, che ha però perso un passo.

65 – SERGE IBAKA – F – Oklahoma City Thunder – 493 pts
Lo spagnolo di origine congolese è, al momento attuale, il miglior difensore NBA tra i lunghi. Al secondo anno ha limitato i problemi di falli che aveva da rookie e ora chiude l’area dei Thunder in modo eccezionale. Ha anche iniziato a mettere il tiretto frontale, che male non fa e la testa è quella di uno che ha voglia di vincere, come dimostrato agli europei questa estate. Se continua così è destinato a salire in questa graduatoria.

64 – ANDREA BARGNANI – C – Toronto Raptors – 496 pts
Siamo pronti a prenderci gli insulti di tutti quanti, indistintamente che siano Lover o Hater del mago. Chi lo denigra lo vorrebbe vedere fuori dai 100 perchè una prima scelta assoluta non può essere così poco incisivo, chi lo idolatra lo vorrebbe tra i primi 30 perchè ha talento cristallino. Non si andrà mai d’accordo. A livello  numerico la posizione 64 vorrebbe dire essere tra i migliori terzi uomini a disposizione nella lega e forse come definizione ci starebbe anche. In realtà lo abbiamo messo alla 64 perchè prevediamo che saranno i rimbalzi che prenderà la prossima stagione… in totale.

63 – DAVID LEE – F – Golden State Warriors – 502 pts
Altro ex cuore Knicks, che a New York con D’Antoni aveva delle cifre da capogiro. Ha deciso di capitalizzare quelle cifre andando ai Warriors, dove ha diminuito le cifre e soprattutto perso un po’ di visibilità. Come giocatore è sempre lo stesso, molto fisico ed energico con grossi limiti, soprattutto nella metacampo difensiva, dove non tiene nemmeno uno scaldabagno. Saremmo curiosi di vederlo in una squadra da titolo, ma abbiamo qualche dubbio che una squadra da titolo lo voglia vedere in squadra.

62 – JAMEER NELSON – G – Orlando Magic – 506 pts
Chi tifa Magic racconta di come sia il leader e il collante dello spogliatoio della squadra della Florida. Sarà che assomiglia un po’ a topolino, sarà per la sua abnegazione verso la squadra (ricordiamo quando ha giocato l’ultima parte dei playoff NBA due anni fa con la spalla fuori posto) o semplicemente sarà che il giocatore c’è eccome. Non fa nulla in modo eccezionale, ma sa fare un po’ di tutto. A parte la difesa, ma non si può aver tutto.

61 – NICOLAS BATUM – F – Portland Trail Blazers – 520 pts
Io ho ancora negli occhi la partita degli Europei della sua Francia contro la nostra Italia e Belinelli che nei primi due minuti gli ha fatto 3 volte da controllore di volo mentre lui andava di alley-oop dal backdoor. E l’atletismo è solo una piccola parte delle sue capacità, perchè poi ci sarebbe una difesa più che competente e anche un tiro da fuori che entra sempre con una certa costanza. Ad ancora 22 anni ha parecchi margini di miglioramento. Se li mantiene a Portland possono dimenticare tutta la sfiga avuta in questi anni.

Anche per oggi è tutto, ci stiamo avvicinando ai migliori 50… Can’t wait. E voi?

Categorie: NBA | 1 commento

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Un pensiero su “NBA Rank By Dummies. Sempre più in alto con le posizioni 61-70

  1. vittorio

    Captain Jax mi sembra un pò sottovalutato; Batum è forte ma deve ancora dimostrare quasi tutto

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