NBA Rank By Dummies. Vicini allo scollinamento: 51-60


La foto più significativa del titolo dei Mavs. Chandler è alla posizione 54

Continua il viaggio nel mondo dell’iperbasket….

… scusate, mi è preso un attacco di Francicanaveite, sapete con il basket tornato su LA7 e il nostro Ugone ritornato in auge a commentare la palla a spicchi ogni tanto capitano di questi rigurgiti del passato e questi tuffi negli NBA Action degli anni ’90, quando ancora l’emittente si chiamava TeleMonteCarlo.

Divagazioni a parte, come di consueto continua il viaggio di #NBARankByDummies e continua la pubblicazione della classifica dei migliori 100 giocatori NBA votati dalla ormai famosissima giuria di esperti.

In questo numero (perdonatemi la citazione da rivista patinata ma ormai sembra davvero un inserto della Gazzetta o una roba del genere), vi segnaliamo le posizioni dalla 51 alla 60 dove spiccano due campioni del mondo e il giocatore italiano più forte che abbiamo. Seguite quindi la nostra classifica e soprattutto seguiteci, perchè si entra nella fase interessante.

60 – JAMAL CRAWFORD – G – Atlanta Hawks – 530 pts
Il buon JC ha visto calare un po’ le quotazioni dopo un’annata così così. Rimane un giocatore che può cambiarti la partita in un amen o decidertela con una giocata clutch. Ma può anche saper farti incazzare come pochi altri, scordandosi di avere anche qualche compito difensivo e intestardendosi se non trova il ritmo. Rendeva molto di più con Woodson in panca, e questo non necessariamente depone a suo favore. Per lottare per il sesto uomo dell’anno deve migliorare decisamente.

59 – BRANDON JENNINGS – G – Milwaukee Bucks – 534 pts
Il buon Brendon, oltre a qualche escursione cerebrale un po’ fuori dalla norma ha mostrato degli alti e bassi notevoli. Visto in Italia, a Roma, prima di approdare in NBA, anzi, non visto perchè praticamente non vedeva mai il campo, all’anno da rookie ha fatto stropicciare gli occhi con prestazioni davvero di altissimo livello. I suoi 55 punti di due stagioni fa hanno fatto segnare il record di giocatore più giovane a segnare più di 50 punti. I playoff di quell’anno parevano averlo consacrato come astro nascente tra i giovani play. Poi, quest’anno, le promesse leggermente disattese e il calo nelle preferenze, complice anche qualche infortunio. Speriamo possa riprendere da dove aveva terminato.

58 – AL JEFFERSON – F – Utah Jazz – 546 pts
Questo è un nome che a molti farà storcere il naso, perchè effettivamente se si fa il nome di Big Al si parla di un giocatore sopravvalutato che non è in grado di far vincere niente di importante a una squadra. Però poi a ben vedere si trova un lungo che sa giocare spalle a canestro davvero come pochi, che comodamente va a 20 + 10 di media con anche due stoppate ad allacciata di scarpe, e che forse ha solo avuto la sfiga di capitare in contesti perdenti, anche se un pizzico di cattiveria in più nel suo gioco lo avrebbe fatto ambire a squadre più attrezzate forse. Ora è a Utah, orfana però di Deron Williams e coach Sloan e con un roster con Millsap, Favors e Okur come lunghi. Tempi duri per AJ, anche se a 26 anni ha ancora spazio per salire nella nostra classifica.

57 – BROOK LOPEZ – C – New Jersey Nets – 548 pts
Come anche per Brandon Jennings, per Lopez vale un po’ lo stesso discorso. A parte la stagione da rookie, notoriamente difficile per un lungo, il più forte dei gemelli Lopez ha avuto una stagione, la seconda, che faceva intravedere un potenziale notevole, con l’All Star Game sfiorato di un soffio. La scorsa stagione però, sebbene con l’alibi di giocare in una delle squadre più scalcagnate della lega, ha mantenuto poco di quelle promesse e ha mostrato una sinistra tendenza a non voler lottare sotto le plance, nè a rimbalzo nè ovviamente in difesa. Se Deron rimane però rimane un lungo che ne può beneficiare parecchio, e un 7 piedi vero.

56 – DANILO GALLINARI – F – Denver Nuggets – 562 pts
Secondo e ultimo italiano in classifica (in realtà non dovrei dirlo per non rovinare la suspence, ma mi pare ovvio che il Beli non possa star sopra questo punto) ecco un altro che fa parecchio discutere in questa posizione. Molti lo vorrebbero più giù, io personalmente lo vedrei anche più su, perchè questo ragazzo che ha appena fatto 23 anni e reduce da grossi problemi alla schiena ha mostrato che in NBA ci può stare eccome e di avere non solo la dimensione esterna, ma anche ottime capacità di penetratore e di difensore in aiuto. Insomma, un all around player che però ha buona dose di talento. Buttalo via.

55 – PAUL MILLSAP – F – Utah Jazz – 574 pts
Giocatore solido ed efficace, ahilui anch’egli orfano del suo mentore e del play che gli ha regalato tante soddisfazioni offensive. Però la sua crescita è costante e i 46 punti contro Miami, mettendosi la sua squadra sulle spalle e recuperando da uno svantaggio di 21 punti (e quello forse era un campanello d’allarme che avrebbe dovuto far capire qualcosa a LBJ e soci). Millsap però ha una dote. Sembra sempre che sia arrivato al limite delle sue capacità, del suo talento che pare sempre limitato, poi però sposta sempre quel limite un po’ più in alto. Personalmente mi verrebbe da dire che difficilmente in futuro potrà andare più su di questa posizione, ma con Paul chi ormai può essere certo di un’affermazione del genere?

54 – TYSON CHANDLER – C – Dallas Mavericks – 587 ptsDato per rotto dai New Orleans Hornets che due anni fa lo hanno regalato a Charlotte scambiandolo per Okafor e festeggiando come Tardelli ai mondiali dicendo che fisicamente non avrebbe potuto reggere una stagione NBA, due stagioni dopo Tyson ha alzato il trofeo dei vincitori del campionato con i Dallas Mavericks, che a dirla tutta per lui hanno sacrificato paccottaglia e il contratto in scadenza di Stackhouse, rivisto poi nelle Finals dalla parte sbagliata della barricata. Lui con la sua difesa nel pitturato ha fatto quello che per anni i Mavs speravano che qualcuno facesse: ha messo il tappo al canestro. Il resto è la foto della faccia stupita che fa insieme a Nowitzki quando si rendono conto che l’anello è loro.

53 – JAMES HARDEN – G – Oklahoma City Thunder – 589 ptsFear the Beard! Il grido che i tifosi dedicano alla barba più incolta e francamente inguardabile della lega (ovviamente dopo quella di Gooden, ma limiterei la valutazione ai giocatori di basket). La posizione Harden se l’è guadagnata praticamente in mezza stagione, ovvero dopo la partenza di Green e Krstic, grazie alle quali son stati rivisti i minutaggi e il ventunenne dei Thunder ha potuto dimostrare il suo valore. Io ammetto di essere cestisticamente innamorato del numero 13, perchè ottimo su entrambi i lati del campo, atletico e con QI superiore. Dalla sua crescita ulteriore dipendono le fortune del team di Sam Presti, che difficilmente sbaglia quando punta così deciso su qualcuno.

52 – JASON KIDD – G – Dallas Mavericks – 604 pts
In molti lo giudicano bollito, e tra i molti mi ci metto pure io. Però poi bisogna dare atto a questo trentottenne di essere uno degli artefici della vittoria del titolo dei Mavs. In che modo è poco chiaro a tutti, dato che le armi usate in tutta una carriera (la principale era la difesa) sono ormai un lontano ricordo dei bei tempi che furono. Però vi diamo qualche indizio. I 7,3 assist a gara ai playoff, le ottime percentuali dei suoi da oltre l’arco, la sensazione di sicurezza che aveva la squadra quando lui era in campo. Altro? Ah si, il 40% dal campo.

51 – KEVIN MARTIN – G – Houston Rockets – 622 pts
Saputo il suo piazzamento, un nostro follower ci ha chiesto “Ma è davvero così forte?” Ecco, la domanda mi ha spiazzato, perchè mentre risponderemmo che si, uno che con quel fisico più di 20 punti a partita in ogni squadra in cui gioca e che è capace di fare giocate difficili e tirare comunque con il 44% nell’ultima stagione è davvero un ottimo giocatore. Però a me personalmente mentre direi queste cose verrebbe naturale fare ampi cenni di no con la testa, rispondendo così alla domanda iniziale. A me non fa impazzire e lo reputo inferiore ad altri che hanno più o meno lo stesso stile di gioco. Però il credito se lo è guadagnato ed ora è giusto che gli venga riconosciuto.

Anche per questa ondata è tutto. Ora si entra nel vivo con i primi 50 della lega. Siete pronti?

Categorie: NBA | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “NBA Rank By Dummies. Vicini allo scollinamento: 51-60

  1. vittorio

    io metterei il Gallo davanti a Milsapp e Chandler più avanti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: