NBA Rank By Dummies, finalmente la Top50. Posizioni 41-50


Lamar Odom (pos 44) con Khloe Kardashian. Con una moglie così.. potrebbe pensare di più al basket

Altro giro altra corsa per il grande classico di questo lockout.

Sto parlando ovviamente dell’ NBA Rank By Dummies, la classifica che da qualche settimana vi sta tenendo compagnia nelle vostri noiosissime nottate orfane dell’NBA.

Quest’oggi parliamo del range di giocatori che si inseriscono nelle posizioni dalla 41 alla 50. Da questo punto in poi ci aspettiamo le critiche più feroci, perchè già oggi ci sono in classifica dei giocatori che avrebbero meritato di star più in alto e altri che sono per lo più snobbati dai tifosi.

Noi come sempre siamo pronti a raccogliere le vostre critiche, che aspireremmo fossero meno feroci delle nostre agli opinionisti di ESPN.

Ora sotto con i nomi!

50 – CARLOS BOOZER – F – Chicago Bulls – 631 pts
L’apoteosi del giocatore che tutti vorrebbero vedere più in basso. Si diceva che le sue fortune erano dovute in gran parte a Deron Williams e alla nobile arte del pick and roll che il numero 8 di Utah esprimeva ai massimi livelli. Ora, a Chicago, con Derrick Rose che non è l’ultimo arrivato ma che ha finalizzazioni ed istinti diversi da Deron, il nostro fa molta più fatica, per non parlare della propria metacampo, dove Loozer (il soprannome preferito dai tifosi di Cleveland) fa discreta fatica, soprattutto perchè il coach, Tibodeau, da quel punto di vista è parecchio esigente. L’anno scorso e due anni fa in questa classifica comunque boozer non sarebbe uscito dai primi 20 ma anche ora, farlo uscire dai 50 sarebbe stato ingiusto. Anche perchè un giocatore offensivamente educato come lui è difficile da trovare.

49 – JOHN WALL – G – Washington Wizards – 633 pts
Alla prima stagione NBA in una squadra letteralmente allo sbando la prima scelta assoluta è arrivato a far segnare 16,4 punti e 8,3 assist a partita. Ok, i numeri non son tutto, ma chi lo ha visto giocare non ha potuto fare a meno di notare i lampi di onnipotenza tecnica della giovane guardia. Tecnica ovviamente abbinata a rapidità ed atletismo come si conviene alla nuova generazione di Point Guard che sta sbarcando nella lega. Facile prevedere per lui un futuro roseo e già adesso non è peccato sceglierlo tra i primi 50 per una squadra che deve affrontare un playoff o una stagione.

48 – NENE – C – Denver Nuggets – 637 pts
Il centro dei Nuggets, considerate tutte le sventure fisiche avute, non ultimo il tumore ai testicoli che il brasiliano ha dovuto sconfiggere nel 2008, ha comunque avuto una crescita costante nelle stagioni in cui ha potuto mettere piede in campo e nell’ultima stagione è stato tanto solido che è stato in ballottaggio per andare alla partita delle stelle. Non che questo sia indice di infallibilità ovviamente, ma personalmente mi sarebbe piaciuto vederlo all’ASG, anche come coronamento di una carriera che tra parecchie difficoltà è tornata di alto livello. Difensivamente poi il brasiliano si lascia guarducchiare e a questo punto la posizione se la merita tutta.

47 – TYREKE EVANS – G – Sacramento Kings – 638 pts
La guardia secondo anno ex Memphis University è un altro esempio di giocatore che perde posizioni rispetto alla scorsa stagione, quando da rookie fece registrare la media di 20p, 5a e 5r, secondo solo a LeBron James nella storia della lega ad avere questi numeri al primo anno. Poi la fascite plantare a fermarlo e a rendere la seconda stagione un calvario, con addirittura qualche partenza dalla panchina per le scarse condizioni fisiche. Se si mette a posto fisicamente però Tyreke ha tutti i numeri per poter tornare ad essere un crack e anche migliorare questa sua posizione.

46 – GERALD WALLACE – F – Portland Trail Blazers – 643 pts
Giocatore a mio avviso sottovalutato ha tenuto insieme a Stephen Jackson e alla filosofia di Play the right way a livelli di playoff una squadra come i Bobcats, preoccupati più a tagliar le spese che i traguardi. Poi, da metà stagione a Portland ha contribuito a portare ai Playoff una squadra che senza Roy pareva segnata a destino infame, sempre giocando nel modo che conosce, cioè dando quello che è necessario per migliorar la squadra, che sia attacco o che sia difesa. Io la butto li, come giocatore complementare è il migliore della lega.

45 – DAVID WEST – F – New Orleans Hornets – 653 pts
Il lungo degli Hornets è stato particolarmente sfortunato in questa stagione. Il suo ginocchio ha infatti fatto crack sul più bello, lasciando Paul e compagni a lottare ai Playoff contro gli avversari sulla carta più ostici. Qualche maligno ha detto che la sua assenza non si è fatta particolarmente sentire, anzi, che senza di lui la squadra ha giocato in modo più fluido. In realtà David, per quanto limitato difensivamente, rimane uno dei lunghi che più sposta in attacco, specie per la sua capacità di creare separazione sul difensore sui tiri dalla media. Dal suo recupero dall’infortunio dipenderà molto del suo futuro e della capacità di essere ancora uno dei lunghi più pericolosi della lega.

44 – LAMAR ODOM – F – Los Angeles Lakers – 660 pts
Lui comunque anche con il lockout da fare ne ha. Più che altro a seguire le bizze della moglie, la più cessa delle sorella Kardashian. Con lei infatti ha fatto un reality, Kloe and Lamar, che parla della storia della vita dei due coniugi. Un reality che francamente farebbero fatica a seguire i parenti stretti, ma tant’è. Reality a parte però Lamar rimane un signor giocatore di basket, con tantissimi pregi (sa fare praticamente tutto in un campo da pallacanestro) e forse un solo difetto, seppur enorme: la cazzimma, come la chiamano a Napoli. Lamar infatti quando le cose si mettono male, nonostante la sua classe, è difficile che prenda per mano la squadra, anzi, è più facile vada fuori sulle scale a farsi una canna (ok, battutaccia su alcune sue storie passate). A livello di talento e di alcuni sprazzi siamo tra i primi 20 della pista, quando sparisce e diventa un’ameba siamo dopo i 100. La media ponderata è questo 44esimo posto. Brutto accontentarsi però.

43 – JASON TERRY – G – Dallas Mavericks – 661 pts
Partiamo subito con una considerazione. Ha giocato male parte dei playoff, soprattutto al tiro, dato che in molte partite ha avuto percentuali deludenti. Poi però sono arrivate le Finals e Terry è tornato ad essere decisivo, come da copione essendo un sesto uomo solo sulla carta, perchè poi a tutti gli effetti è la seconda opzione offensiva dei Mavs (o forse dovrei dire la terza dato che la prima e la seconda parlano tedesco). Poi onestamente, uno che a inizio stagione si fa tatuare il trofeo di vincitore e poi lo vince davvero, al 43esimo posto è pure troppo basso.

42 – JOSH SMITH – F – Atlanta Hawks – 661 pts
Più cerco di giustificare (e giustificarmi) su certe posizioni, più mi chiedo chi me l’ha fatto fare di mettermi nella difficile condizione di spiegare le dinamiche che hanno portato alcuni giocatori a essersi classificati troppo in alto o troppo in basso. Ci provo con josh ma vi avviso che non prometto nulla. Come fattore positivo, sicuramente, il fatto di aver giocato per coach Woodson e non avergli messo le mani addosso. Io non so se ce l’avrei fatta ad esempio. Poi, l’aver portato lo scorso anno Atlanta a sconfiggere i Magic più quotati al primo turno. No, ci sono! L’essersi dovuto far mettere sul contratto una multa per ogni tiro da tre sbagliato per cercare di farlo smettere di tirare dall’arco. Francamente una mossa degna di un grande. Quisquilie a parte, Josh rimane un gran bel difensore e con doti atletiche abbaglianti. Ecco, ammetto che forse son stato abbagliato un po’ troppo anche io.

41 – ANDREW BOGUT – C – Milwaukee Bucks – 663 pts
Qui invece parliamo di un giocatore come non ne fanno più tanti. Non è un grillo salterino come se ne trovano tanti nella lega, ciò nonostante l’australiano rimane il numero uno della lega per stoppate per partita, ben 2,6. In difesa è ottimo, per posizione e per tempismo e nonostante non sia un fulmine di guerra, mantiene comunque una mobilità di piedi che gli permettono di tenere anche gli avversari più rapidi. In attacco non è sicuramente Olajuwon, ma sta migliorando come gamma di soluzioni, anche se l’ultima stagione è calato come percentuali al tiro. Dopo Dwight Howard, se la gioca come miglior centro con pochi altri e si fa preferire rispetto al brasiliano per le sue migliori doti di difensore.

Anche per questa volta siamo giunti al termine. Io sono curioso di svelarvi i prossimi 10. Voi non siete curiosi di conoscerli?

Categorie: NBA | 3 commenti

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3 pensieri su “NBA Rank By Dummies, finalmente la Top50. Posizioni 41-50

  1. roby90

    Concordo su molte posizioni ma se il ranking valuta la stagione passata e non la futura non vedo come Wall, che è sicuramente un crack, possa stare davanti a Martin o Harden che hanno mostrato molto di più (uno stavo portando Huston ai playoff praticamente da solo, anche se aveva il maestro del piede perno di fianco..) se dopo avete valutato anche il potenziale la posizione ci sta tutta.

  2. Il ranking, almeno per come l’ho valutato io è sulla base dell’ultima stagione e, in minima parte, per il potenziale. Nel senso: il giocatore che prenderei in questo momento pensando di dover oggi iniziare a giocare dei playoff o una stagione. logico che alcune scelte fatte solo sulla stagione passata a quel punto vadano un po’ in giù perchè si reputa la stagione passata un exploit singolo oppure uno che più di quello non può dare (esempio Martin).
    Giocatori come Wall oltre a partire da una stagione comunque già di buon livello possono esplodere nel giro di 1-2 mesi e allora ecco che li si preferisce, perchè se si unisce quanto dimostrato nella stagione passata e il potenziale nel breve certi giocatori sono preferibili ad altri.

    Discorso che non vale però per giocatori dal potenziale a medio-lungo termine come ad esempio Cousins o come i rookie classe 2011, messi in classifica da ESPN ma non da noi.

    Allo stesso modo un veterano per quanto abbia fatto un’ottima annata scende un po’ in classifica perchè potrebbe avere nel breve una flessione fisico-tecnica ed essere quindi meno affidabile. E qui faccio l’esempio di Kidd o di Battier ad esempio.

    Almeno io l’ho fatta secondo questi principi…

  3. roby90

    Grazie per la precisazione. Comunque seguendo le “linee guida” non mi spiego come il buon Chauncey sia alla 66: davanti a (cito i pari ruolo) Conley, Lawson, Lowry, Holiday e anche Arenas che evidentemente paga il brutto periodo di carriera e/o la poca fiducia che riscuote.
    Non vorrei passare per rompiscatole in quanto le classifiche di questo tipo sono sempre soggettive ed influenzate dal tifo per una squadra, giocatore o tipo di giocatore (play, centro, attaccante, difensore,…) e la vostra fino alla 41esima posizione mi sembra mooooolto ben fatta… sempre che non ci sia LBJ al primo posto.

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