NBA Rank By Dummies. Anziani alla riscossa nelle posizioni 21-30


Tony Parker (pos 24) con Manu Ginobili (pos 21) insieme a Popovich. Tante battaglie vinte per i tre.

Partiamo subito ringraziando tutti coloro i quali (e sono tanti) che hanno richiesto di partecipare all’iniziativa NBA Rank By Dummies al popolo, anzi, già che ci siete, vi chiedo anche di suggerirci anche un hashtag da utilizzare quando pubblicheremo le vostre classifiche.

Aggiungiamo che comunque per noi non sarete mai abbastanza per cui vi ricordiamo (per non dire vi intimiamo!) di scrivere ancora numerosi alla mail nbarankbydummies@gmail.com per iscrivervi alla contesa e darci le vostre classifiche.

Infine proseguiamo presentando quella che sarà la parte di classifica che ci interessa oggi, ovvero il range dalla posizione 21 alle 30. Range che più di altri contiene dei vecchietti terribili, gente che ha vinto anelli e che è sulla breccia da inizio millennio (si lo so, sono solo 10 anni, ma faceva figo scriverlo).

Andiamo allora a scoprire chi entra nel Ranking.

30 – RAY ALLEN – G – Boston Celtics – 696 pts
Qualcuno obietterà che scegliere un 35enne in declino tra i top 30 potrebbe essere un azzardo perchè ci potrebbero essere delle incognite sul suo stato fisico. La scorsa stagione però ci dice che Ray ha giocato 80 gare su 82 e ha avuto le migliori percentuali in carriera sia totali (49,1%) che da tre (44,4%) ed è stato insieme a Pierce il Celtics più positivo guadagnandosi anche la sua decima partecipazione all’All Star Game. La sua clutchness, inoltre, già più volte dimostrata in passato, lo fa preferire a tanti più giovani con le stesse cifre.

29 – MONTA ELLIS – G – Golden State Warriors – 702 pts
Ok, forse potete scordarvi l’ultima frase scritta qui sopra. Nel senso che io la vedo esattamente così e ho messo Ray Allen decisamente sopra a Monta Ellis. Il gioco delle medie con gli altri votanti però hanno smentito le mie preferenze e Monta è passato davanti al numero 20 biancoverde. Monta però rimane giocatore da 24 punti abbondanti a partita accoppiati a quasi 6 assist, che sono tanta roba per uno che gioca più di 40 minuti a gara e che quindi è sottoposto a più logoramento fisico di altri.

28 – MARC GASOL – C – Memphis Grizzlies – 706 pts
Il più giovane dei fratelli Gasol sta continuando la sua ascesa, che ha avuto come punto di partenza le burle dei tifosi per lo scambio col fratello più grande quando è andato a Memphis. Ora però la gente scherza poco e lui con Randolph ha formato forse la coppia di lunghi più forte della lega, soprattutto grazie alla capacità dello spagnolo di essere decisivo nella sua area in difesa, come dimostrano le 2 stoppate di media a gara. In attacco poi sta aumentando il suo arsenale e anche se Olajuwon rimarrà irraggiungibile per lui (e anche il fratello Pau credo), non ti danneggia per nulla. Tra l’altro, alzi la mano chi tra i tifosi lacustri l’anno scorso ai Playoff non avrebbe voluto lui invece che Pau.

27 – AL HORFORD – C – Atlanta Hawks – 720 pts
Altro centro che finalmente prende un po’ di credito con la nostra classifica e caso abbastanza raro come nella nostra classifica anche ESPN lo ha messo esattamente una posizione sopra Marc Gasol. Il motivo è presto detto. Horford incide di più in attacco, con maggior range di tiro, la possibilità di giocare anche da PF (dove tra l’altro rende anche meglio), migliore percentuale al tiro e 2 rimbalzi in più di media. Piccolezze forse, anche perchè in effetti Gasolino difende meglio. Però considerando i due lati del campo ci sta considerare Horford leggermente sopra.

26 – KEVIN LOVE – F – Minnesota Timberwolves –  733 pts
L’ala di Minnesota quest’anno ha fatto vedere dei numeri che non si vedevano davvero da tanto tempo nella lega. Una gara da 30+30 non si vedeva da 28 anni (i Knicks un record lo regalano sempre volentieri), 53 doppie doppie consecutive, record NBA battendo Moses Malone dopo 32 anni (meglio di lui solo Chamberlain), cinque gare in stagione da almeno 20 punti e 20 rimbalzi (cosa che non accadeva dal 1980 e sempre con Moses Malone). Bastano? Aggiungiamoci allora che a tratti il dominio sotto le plance è stato imbarazzante. Numeri così sono da top10 in effetti. Allora perchè più indietro? Semplice, perchè i record sono fatti a Minnesota, dove non si gioca proprio sempre per la vittoria ma si prediligono le statistiche e una difesa da casellante lo spingono più giù. Gradiremmo però vederlo impegnato in primavera per valutarlo meglio.

25 – JOE JOHNSON – G – Atlanta Hawks – 741 pts
Giocatore che si è perso parecchio nell’ultima stagione. Tipico esempio di chi riesce a giocare meglio se l’allenatore non ha idee tattiche nemmeno lontanamente avvicinabili alla parola basket come coach Woodson. Con lui infatti JJ aveva libertà di movimento, di creare dall’isolation e di tirare quando voleva. Con un minimo di criterio offensivo in più (non troppo però) l’ex Suns ha ridimensionato un po’  le sue prestazioni e soprattutto la sua incisività in attacco, soprattutto come percentuali. Rimane però un giocatore che potenzialmente ti può far vincere qualche partita e che in difesa può marcare l’esterno più pericoloso, merce ancora tutto sommato rara in NBA.

24 – TONY PARKER – G – San Antonio Spurs – 750 pts
L’anno scorso il francesino è stato l’artefice della stagione dei San Antonio Spurs, finiti primi in Regular Season grazie alle prestazioni degli esterni, lui e Ginobili. Poi però c’è stato il calo ai playoff con l’upset ai loro danni ad opera di Memphis e l’uscita al pirmo turno. Parker però è stato tra i meno colpevoli e anche il suo apporto nella manifestazione continentale è stata di alto livello. Ora però cominceranno i momenti più difficili e Tony, da più giovane del lotto deve prendersi la squadra sulle spalle. Ci riuscirà?

23 – RUDY GAY – G – Memphis Grizzlies – 758 pts
I maligni hanno ripetuto tutto il tempo che l’assenza di Rudy è stata fondamentale per permettere ai Grizzlies di stupire il mondo e sconfiggere gli Spurs e portare a Gara 7 i Thunder. E forse questi maligni non hanno nemmeno tutti i torti, perchè con Rudy fuori gli esterni di Memphis che hanno avuto spazio sono tutti dei difensori eccezionali e con meno palla in attacco agli esterni i Grizzlies hanno potuto far male con i loro lunghi. Però la stagione di Gay rimane di altissimo livello e se gli orsacchiotti hanno avuto una Regular Season così positiva lo devono anche alla crescita di questo 24enne che ha anche migliorato la sua visione di gioco offensivo diventando ancora più completo.

22 – KEVIN GARNETT – F – Boston Celtics – 783 pts
Bene, ci siamo. Siamo pronti a essere inondati da proteste per aver messo KG così decisamente sopra Duncan. Sì, perchè entrambi sono nella fase calante della carriera, entrambi sono meno decisivi in difesa e meno efficaci a rimbalzo rispetto a prima e Garnett ha l’aggravante di essere simpatico come un brufolo sul naso il giorno del ballo delle debuttanti. Però KG, e qui parlo personalmente, è un giocatore che se si deve giocare per vincere vorrei sempre dalla mia parte. Perchè è cattivo, competitivo, intelligente e soprattutto non si tira indietro se c’è da prendersi un tiro. E a metterli anche, dato che anche ora che ha allontanato i range di tiro ha una percentuale di quasi il 53%. Non farà più stagioni da 20+10 di media, ma difficilmente chi gli gioca contro avrà quella media.

21 – MANU GINOBILI – G – San Antonio Spurs – 792 pts
L’uomo che prende i pipistrelli al volo la scorsa stagione insieme a Parker ha tirato la carretta per i San Antonio Spurs. Ed è stato un bel tirare, dato che alla fine della Regular Season gli speroni hanno chiuso con il miglior record della lega. Poi c’è stato li disastro dei playoff, dove comunque Manu è stato il migliore dei suoi. Però ditemi chi non darebbe la palla in mano all’ex virtussino in caso di ultimo tiro in una partita di playoff anche oggi. Lo voglio decisamente conoscere.

Categorie: NBA | 1 commento

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Un pensiero su “NBA Rank By Dummies. Anziani alla riscossa nelle posizioni 21-30

  1. Kevin Love vale almeno la 23, se non la 22…

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