NBA Rank By Dummies ai margini della TOP10. Posizioni 11-20


Chris Bosh (pos. 20) c'è chi dice che è troppo in alto. Difficile dargli torto...

Eccoci di nuovo qui, tutti per voi, con l’NBA Rank By Dummies che si avvicina inesorabilmente verso la vetta (ma non verso la sua conclusione dato il concorso senza premi che vi vede coinvolti).

Questa volta vi portiamo a scoprire la classifica nelle posizioni dalla 11 alla 20 e possiamo già vedere dalla posizione numero 20 che qualcuno storcerà il naso.

Si merita Chris Bosh di essere tra i primi 20 giocatori della lega? I Play che ci sono in questa fascia sono nell’ordine corretto? Blake Griffin doveva stare più su o più giù?

Qui sotto trovate le mie risposte, noi, come al solito, su twitter o alla nostra mail che ricordo è nbarankbydummies@gmail.com, aspettiamo le vostre.

E se non bastasse twitter, il mio blog o i blog degli altri ragazzi che partecipano all’iniziativa, potete fare i vostri commenti anche sul forum del sito Play.itUSA nel topic dedicato al nostro ranking.

Cosa aspettate allora? Scatenatevi.

20 – CHRIS BOSH – F – Miami Heat – 808 pts
Il brutto anatroccolo dei Big Three di Miami riscuote ancora un discreto successo se risulta ancora tra i primi 20 giocatori della lega. Io francamente lo vedo più giù, perchè in un contesto dove avrebbe dovuto emergere come terzo violino con molti spazi (gli avversari sono giocoforza concentrati su Wade e LBJ) l’ex Raptors non ha saputo convincere appieno, mostrando anche le lacune ormai croniche in difesa. Certo, rimane un giocatore di enorme talento e  capace di un 20+10 di media, ma onestamente, se voglio vincere non vado da uno che piange se si perdono due partite di fila.

19 – ZACH RANDOLPH – F – Memphis Grizzlies – 815 pts
Forse, ma forse, aveva ragione Spike Lee quando nella notte del draft del 2007 i Knicks annunciavano uno scambio che avrebbe portato Z-Bo nella Grande Mela. Da allora di anni ne son passati quattro, ma di acqua sotto i ponti ne è passata decisamente molto. I due anni al Madison infatti sono stati tra i più grigi possibili per l’ex Michigan State che pensava più alle proprie statistiche che alla squadra. Quest’anno, però, in una squadra con potenziale da playoff è esploso nella sua versione migliore. E nemmeno le statistiche di 20 punti e 12 rimbalzi di media spiegano la reale importanza dell’ala nell’economia del gioco dei Grizzlies. Vero che Zach è avvantaggiato dalla presenza di Gasol che lo copre in difesa, dove il nostro rimane poco più che uno spettatore non pagante e che non intimidisce nemmeno una vecchietta (0,3 stoppate di media per una 7 piedi sono davvero poche). Però Randolph ci ha messo del suo e la top 20 se l’è ampiamente meritata.

18 – LAMARCUS ALDRIDGE – F – Portland Trail Blazers – 822 pts
Non male il 18esimo posto per un lungo che più volte è stato tacciato di essere molle e poco convinto. LaMarcus doveva essere il secondo violino della squadra e essere coperto nelle sue lacune in area dal crack Oden. In verità Oden non ha mai potuto essergli utile e il primo violino, Roy, si è rotto sul più bello. Aldridge però non si è lasciato andare e anzi ha alzato il suo livello di gioco dando a Portland tutto quello che i critici non si aspettavano potesse dare, ovvero concretezza e clutchness uniti a 22 punti e quasi 9 rimbalzi di media in stagione. Concretezza che se mantenuta ne farà uno dei migliori lunghi della lega per anni.

17 – PAUL PIERCE – F – Boston Celtics – 823 pts
L’unico ex Big Three dei Celtics in Top20 è il capitano Paul Pierce, più che altro perchè emotivamente è ancora il punto di riferimento emotivo della squadra. A livello personale, poi, The Truth è stato anche artefice di una stagione da quasi il 50% dal campo, facendo registrare il suo massimo in carriera, e attestandosi sempre sui 20 punti di media. Media migliorata ai Playoff, quando con quasi 21 punti di media e il 44% dal campo ha permesso ai Celtics di arrivare al secondo turno, dove sono stati battuti dai più freschi Heat (che in stagione regolare Pierce aveva contribuito a schiantare in  3gare su 4).

16 – BLAKE GRIFFIN  – F – Los Angeles Clippers – 823 pts
Partiamo subito da un presupposto: Blake è una bestia! E poco centrano la gara delle schiacciate, le inchiodate in partita o i gesti atletici che è capace di fare. E’ proprio un dominio fisico che ha sugli avversari che fa rimanere con la bocca aperta. Per la fredda cronaca i suoi numeri parlano di 22,5 punti e 12.1 rimbalzi a partita, nella stagione da rookie. Sì perchè Blake nonostante sia stato scelto 2 anni fa, ha perso tutto il primo anno a causa di un infortunio al ginocchio. Il nostro però non ha avuto contrattempi quando ha ripreso e ha iniziato da subito a mostrare lampi di dominio fisico che non si vedevano dai tempi di… Charles Barkley (ok, l’ho detto). Nella seconda parte della stagione poi ha anche messo in faretra il tiro frontale dai 5 metri e aggiunto una dimensione all’attacco, ora davvero di livello All Star, dove tra l’altro ha già fatto la sua comparsa. Cosa gli manca per andare in top10? Un po’ di difesa e il confermarsi a questi livelli per un’altra stagione. Poi, francamente, Blake può aspirare anche ad andare più su del decimo posto del ranking di ESPN.

15 – STEVE NASH – G – Phoenix Suns – 824 pts
Magari qualcuno penserà che il quindicesimo posto sia un po’ troppo per il canadese, soprattutto perchè la scorsa stagione non è stata coronata dal raggiungimento dei Playoff per i suoi Suns. Eppure Steve ha ancora giocato un gran basket in Regular Season, portando alla causa 11,4 assist di media, quasi il 50% al tiro e l’ormai consueto 90% abbondante ai liberi. Oltre a questo, vedendolo giocare si nota come la sua leadership sia rimasta inalterata negli anni e di come ancora Steve sappia migliorare i compagni con il suo gioco. Per cui, almeno per il sottoscritto, i dubbi sono pochi e per vincere una serie di playoff si può puntare ad occhi chiusi su di lui.

14 – RUSSELL WESTBROOK – G – Oklahoma City Thunder – 825 pts
Ecco, ora viene il difficile compito di giustificare come mai Westbrook sia finito davanti a Steve Nash. Però bisogna farlo perchè la gente tiene negli occhi sempre le ultime cose viste e Russell paga dei playoff in cui ci ha capito poco dal punto di vista delle scelte, risultando spesso troppo egoista e poco incline a mettere in ritmo i compagni. Ci si scorda però un paio di cose: la prima è che Westbrook agli scorsi playoff era poco più che 22enne, la seconda è che avrebbe comunque giocato una Regular Season da favola, con quasi 22 punti di media e più di 8 rimbalzi, giocandosela per larghi tratti per essere il miglior play della lega. A me personalmente piace molto, anche perchè difensivamente può essere davvero un’arma non convenzionale. Deve solo essere inquadrato un po’, ma a Oklahoma sanno esattamente come fare.

13 – RAJON RONDO – G – Boston Celtics – 839 pts
Il trittico di play che si trovano in posizioni contigue si chiude con Rajon Rondo, che ha avuto un avvio di stagione superlativo, quando ha infilato in serie prestazioni da 20 assist. Un amico blogger che di basket ne capisce e con cui condivido una dinasty l’ha definito “il giocatore fuori controllo più in controllo che abbia mai visto”. Ecco, non poteva esserci descrizione migliore. Perchè effettivamente quando parte non riesci mai a capire cosa faccia, se sta eseguendo uno schema o se sta andando a casaccio. Poi però ha una capacità di trovare il compagno libero (o il ferro) che non ha eguali e che gli vale un posto nel gotha del nostro ranking nonostante il calo dei playoff.

12 – AMAR’E STOUDEMIRE – F – New York Knicks – 862 pts
Eccoci al primo delle due stelle dei New York Knicks. Di lui si è detto parecchio, ad esempio che lontano da Nash non avrebbe saputo rendere al meglio, o che fosse sovrapagato (cosa probabilmente vera), o che non avrebbe cambiato faccia ai bluarancio. Io invece ho visto un giocatore solido, vero, che sa e ha voglia di caricarsi una squadra sulle spalle. Cosa che ha fatto ad inizio anno, quando i Knicks erano messi bene in classifica anche senza Melo. Ai playoff ha avuto i problemi fisici che gli hanno impedito di far evitare lo sweep ai suoi, ma rimane un uomo da 25punti, 8 rimbalzi, 1 steal, 2 stoppate e il 50% al tiro e l’80% ai liberi in stagione. Solo numeri, certo, ma io da tifoso New York son soddisfatto di averlo preso.

11 – PAU GASOL – C – Los Angeles Lakers – 869 pts
Lo spagnolo non ha saputo bissare la straordinaria stagione 2009/2010 quando era stato forse l’uomo più fondamentale dei Lakers per la conquista dell’anello. Ha fatto anche ricomparire il nomignolo affibiatogli tempo fa, quello di Gasoft, che lo etichetta come giocatore piuttosto molle. Però io credo che questa stagione sia stata tutto sommato positivo e che l’epilogo triste e l’approccio mentale di tutti i Lakers (e non solo il suo quindi) sia stato minato dal fatto che si sapesse che il condottiero sarebbe stato all’ultimo viaggio. Tecnicamente e come intelligenza tattica però Pau non ha eguali tra i lunghi e questo dovrebbe far capire il perchè alla fine in tanti lo abbiamo messo così in alto in questo ranking.

Categorie: NBA | 6 commenti

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6 pensieri su “NBA Rank By Dummies ai margini della TOP10. Posizioni 11-20

  1. Pietro

    Forse non rispecchierà l’opinione di molti, nemmeno di quelli che come me tifano Lakers, ma io a Pau Gasol gli avrei sparato a vista dopo i playoff…invece, dopo gli europei, avrei anche messo una taglia altissima sulla sua testa e come unica dicitura “sparare a vista”…considerando il talento, è forse l’ala grande più forte della lega, o per lo meno una delle più forti, per cui l’atteggiamento mostrato non mi è piacuto per niente…l’anno scorso da top ten, quest’anno alla #14 o alla #15

  2. Westbrook negli Hornets!? :O

  3. Figurati!

  4. Per me, Westbrook meglio di Rondo, per distacco !

  5. Anche per me. Russell mi sembra più completo, però magari Rondo quest’anno mi smentisce!

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