Chris Paul finalmente trova casa a LA e sceglie i Clippers


Chris Paul e Blake Griffin, da oggi non sono più avversari ma compagni di squadra

E’ finalmente terminato il tormentone delle ultime settimane. No, non sto parlando del lockout, quello fortunatamente è terminato da un po’. Sto parlando della destinazione di Chris Paul, che nella notte è stato ufficializzato ai Los Angeles Clippers.

Facciamo però un passo indietro perchè se parlo di tormentone è perchè il trasferimento non è stato così semplice.

Che CP3 volesse separarsi da New Orleans, franchigia controllata dalla lega e senza reali progetti vincenti era ormai di dominio pubblico. La mancata rifirma di David West, secondo violino della squadra fino alla scorsa stagione (e accasatosi a Indiana) ha accelerato il processo e il play di sicuro non mancava di estimatori.

Tra questi c’erano i Los Angeles… Lakers, i cugini belli e profumati dei Clippers. Lakers che ci hanno provato ad imbastire una trade per Paul e tendenzialmente erano anche riusciti nell’impresa, coinvolgendo Houston in una trade a 3 squadre che avrebbe mandato Pau Gasol a Houston, Luis Scola, Kevin Martin, Goran Dragic  e Lamar Odom a New Orleans e Chris Paul e probabilmente Emeka Okafor ai Lakers.

Trade fatta, finita e approvata dai GM, ma non da Stern che si è imputato e ha posto il suo veto, dichiarando infattibile lo scambio.

Basketball Reason è stata la motivazione ufficiale, dietro la quale si nascondono i più vari motivi. Pare infatti certo che dietro la bocciatura della trade ci sia il veto della maggior parte degli owner che hanno stabilito che la trade non fosse equa. Veto che agli owner è stato possibile proprio in quanto co-partecipanti della proprietà degli Hornets, in quella che risulta essere un po’ un conflitto di interessi, come giustamente aveva fatto notare in tempi non sospetti Phil Jackson, che stupido non lo è per nulla.

E suppongo anche che a Stern questo veto non sia per nulla dispiaciuto perchè ora con CP3 ai Clippers può cavalcare l’onda della NBA con pari opportunità per tutte le franchigie, che poi era quello che doveva essere l’obiettivo del nuovo CBA.

Sono però rimasti dispiaciuti, e parecchio, a Los Angeles, dove CP3 doveva essere il primo tassello verso la rivoluzione che avrebbe portato in dote anche Dwight Howard, centro di Orlando anche lui in rotta con il suo team. Saltata la trattativa con NOLA per Chris però anche il secondo tassello è diventato meno stabile e nella stanza dei bottoni Kupchak si è lasciato trasportare dagli eventi e ha premuto quello rosso con scritto “Panic” scambiando Odom per nulla, nella speranza che una trade execption possa aiutare nel portare DH12, nel frattempo però tolto dal mercato dai Magic, in gialloviola.

Altra storia però, perchè quello che ci interessa è l’epilogo di quella di Chris Paul, appunto atterrato sì a Los Angeles ma sponda Clips.

Per prenderlo i velieri hanno sacrificato parecchio: il talento di Eric Gordon e Al-Farouq Aminu, la solidità del centro Chris Kaman e la futuribilità di una prima scelta di Minnesota, dando agli Hornets quei giocatori di prospettiva che la lega si auspicava. Però hanno anche ottenuto il miglior play della lega (o uno dei migliori 3 se la vogliamo prendere alla larga) e uno che con due giocatori come Blake Griffin e DeAndre Jordan (rifirmato a un costo spropositato) può rimettere in piedi uno showtime a Los Angeles dopo un po’ di tempo e deliziare i palati dei tifosi a suon di alley-oop.

Come si trasformano ora i Clippers dopo questa trade?

In questo momento il quintetto sarebbe davvero intrigante:

PG – Chris Paul
SG – Mo Williams
SF – Caron Butler
PF – Blake Griffin
C – DeAndre Jordan

Dalla panca si alzerebbero Chauncey Billups (neo arrivato dopo la amnesty dei Knicks), Eric Bledsoe, Ryan Gomes, Jamario Moon, Ike Diogu e poco altro.

Però basta e avanza, per il sottoscritto, per essere considerata la terza forza ad Ovest, dietro alle sole Oklahoma City e Dallas, con quest’ultima che però deve dimostrare di assorbire la partenza di Chandler.

Sterling pare finalmente aver aperto i cordoni della borsa per fare una grande squadra e se avesse voglia di continuare questo progetto potrebbe veramente fare una squadra da titolo nel giro di due stagioni.

Il tutto ovviamente sperando che Paul stia in salute e che Butler si sia ripreso bene dall’infortunio dello scorso anno.

Finalmente, però, pare che per il futuro ci sia una protagonista in più, ed è tra le più inaspettate degli ultimi anni. Sempre che Sterling non ci stupisca e confermi la sua nomea ti tirchio non rifirmando Paul a fine stagione. Sapete, coi Clippers non si sa mai….

Categorie: NBA | 7 commenti

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7 pensieri su “Chris Paul finalmente trova casa a LA e sceglie i Clippers

  1. piescic

    No, ma davvero la trade coi Lakers non è stata fatta perchè non era equa? Non era EQUA? Vabbè dai, il derby a LA quest’anno acquista un pò più di senso rispetto agli altri anni…

  2. scettico

    bella squadra senza dubbio i clippers, ma secondo me se arrivano in semifinale di conference è già un successo…
    e poi perche danno tutti i lakers gia morti? squadra certamente in disarmo ma di certo non di brocchi..

  3. E adesso di Billups che se ne fanno? Bah…

  4. Frinf

    sicuramente qualcuno va ceduto…io penso questo: non erano affatto certi di riuscire ad avere paul e così si sono premuniti…alla fine ce l’hanno fatta a prenderlo e si ritrovano con mille play sul groppone, ma non la vedo così male, è merce di scambio interessante. Per altro fossi nei clippers cercherei di batter cassa magari dai lakers ai quali un billups risolverebbe molti guai ora come ora…sicuramente sacrificherei mo williams, non necessario in una squadra che vuole (?) diventare davvero forte, mentre terrei bledsoe se possibile. l’obiettivo è un altro lungo (senza cercare fenomeni, solo un discreto backup) e un paio di guardie senza pretese capaci di tirare sugli scarichi…e con paul-griffin-jordan ne arriveranno molti di scarichi🙂

  5. Billups, il Billups visto ai Knicks, non è giocatore che può fare il play titolare di una squadra da titolo in modo continuativo, a meno che non sia Miami. Per cui per lui il ruolo di sesto uomo credo vada benone, cambiando Paul e giocando qualche minuto in SG, magari ritornerebbe anche a difendere.

    Mo Williams invece al momento è il giocatore che potrà stare in SG titolare, Bledsoe ancora non convince infatti. Per questo motivo non gli hanno ancora dato l’amnesty, per veder se trovano qualcosa di meglio in quello spot, altrimenti partono con lui. E se non deve gestire l’attacco ma solo tirare dagli scarichi di Paul/Griffin potrebbe anche fare bene.

    La chiave per me è Butler, perchè se integro può dare oltre che punti in attacco anche difesa sugli esterni, fdove anche Paul, sottovalutato in questo aspetto, non è male. Insomma, avrebbero Paul e Butler come difensori sugli esterni e Jordan a chiudere l’area. Se il coach non è scemo riesce a colmare in questo modo le lacune difensive di Griffin e Williams, con Billups da mettere nel quarto quarto quando conta a dare tutto in difesa.

  6. giointhemoon

    Piccola nota: Jamario Moon mi sembra sia stato tagliato, e in rosa figura ancora Randy Foye.
    Si potrebbe pensare anche ad una imminente cessione di Mo Williams per un lungo di riserva, che mi sembra manchi in rosa.

    saluti

  7. Frinf

    ovvio che la chiave è anche la crescita di griffin…l’anno scorso a mio avviso nell’arco della singola stagione è migliorato molto. se ha lavorato sulla tecnica aggiungendo dei tiri dalla media diventerà ancora più pericoloso e difficile da marcare, aiutando ad aprire le difese con altri giochi. se si assiste anche ad un suo discreto miglioramento in difesa allora i clippers possono guardare in alto. Ovvio che paul deve stare bene e butler-billups devono integrarsi bene nella squadra, altrimenti solo con paul-griffin possono riempire le top 10 di giornata ma non vanno troppo lontani..

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