NBA Power Ranking: Eastern Conference


Dopo il flop dell'anno scorso, LBJ, Wade e Bosh ritentano l'assalto al titolo

Meno di una settimana a Natale e soprattutto dall’inizio della Regular Season NBA. Gli Unrestricted Free Agents e i Free Agents più importanti hanno tutti trovato una destinazione. Vediamo allora come si presentano ai nastri di partenza le varie squadre.

E’ il momento infatti di sbilanciarsi e di fare il Power Ranking dell’ NBA.

Lo farò però per Conference, in modo da dare anche una mia previsione di inizio anno su come sarà la griglia dei Playoff per l’Est e per l’Ovest, ben conscio del fatto che come al solito sbaglierò completamente le valutazioni e riuscirò a indovinare (perchè si tratterà di questo) 2-3 posizioni al massimo.

Partiamo quindi oggi con l’Eastern Conference.

1 – Miami Heat
Lo so che l’anno scorso molti sono rimasti scottati da questa previsione. Non tanto in Regular Season, dove gli Heat hanno comunque terminato al secondo posto nella Conference, quanto come concetto di Miglior Squadra. Perchè alla fine gli Heat non hanno mai convinto fino in fondo e le vittorie sono arrivate grazie alla grande qualità dei singoli.

Quest’anno però la cosa potrebbe essere diversa, non tanto per come sarà strutturata la squadra, ancora mancante delle due principali pedine che mancavano la scorsa stagione. Ancora play e centro infatti non si vedono a meno che non si consideri Eddy Curry un’addizione importante nel ruolo.

Quello che è arrivato però è Shane Battier e come addizione non sarebbe niente male, se non fosse che di difensori che possano marcare bene gli esterni Miami sarebbe ben coperta.

Perchè al numero 1 allora? Perchè la stagione così compressa sarà ancora più risolta nelle sue partite dalle giocate dei singoli e in quel campo Miami non ha eguali.

2 – Chicago Bulls
Chicago, al contrario di Miami, aveva una necessità e l’ha colmata subito, si spera anche al meglio. Dai Pistons infatti è arrivata per lo spot di Guardia Richard Hamilton, detto “Rip“. Il giocatore, un po’ in rotta con lo staff tecnico della squadra, nella città dei motori aveva fatto il suo tempo e ora ha la possibilità di rimettersi in gioco a Chicago, dove l’MVP della scorsa stagione, Derrick Rose, avrà modo di farlo giocare nel modo che più gli piace, in uscita dai blocchi.

Tra i lunghi, il tanto vituperato Boozer avrà un anno in più in squadra e la possibilità di entrare meglio nel gioco dei tori, cosa per lui davvero importante. Il giocatore, per quanto bistrattato, rimane un lungo da 20 e 10 a partita e se ben utilizzato può fare le fortune dei Bulls.

La garanzia, oltre a Rose, è la panchina. Thibodeau è al secondo anno e quindi avrà possibilità di smussare alcuni difettucci avuti nella scorsa stagione.

3 – Indiana Pacers
Qui vado con una mezza sorpresa. Indiana ha tutte le carte in regola per stupire e per tirare fuori un’ottima stagione. Ha la star (Granger), un play giovane ma di sicuro affidamento come Darren Collison, un lungo difensore come Roy Hibbert e, dalla Free Agency, ha fatto arrivare un lungo offensivo di altissimo livello come David West, che se si è ripreso dall’infortunio può essere l’addizione importante per coach Vogel.

Anche la panchina è di tutto rispetto, con Psycho-T Hansbrough e Jeff Foster tra i lunghi e George Hill nel backcourt.

Da osservare con attenzione Paul George, che al secondo anno potrebbe esplodere. La dirigenza ripone in lui molta fiducia.

4 – Boston Celtics
Se c’è una squadra che farà fatica in questa stagione questi sono i Boston Celtics. L’età avanzata dei Big Three, sebbene siano ancora (quasi) tutti in forma smagliante, li mette in serio pericolo quando ci sarà da affrontare i back-to-back-to back di questa stagione e in generale il calendario molto contratto non permetterà loro di riposare e recuperare energie.

Anche dal punto di vista del mercato i verdi non sono stati particolarmente fortunati. David West era già loro, in cambio di Jermaine O’Neal, ma Stern ha bloccato il trasferimento e il lungo degli Hornets è finito ad Indiana.

L’altra firma della stagione, la conferma per un anno di Jeff Green, è andato pure peggio. Non appena aver inchiostrato il lauto (9 milioni) contratto, Jeff è infatti stato fermato per un problema medico, un’anomalia cardiaca che lo costringe ad un’operazione a cuore aperto e a saltare tutta la stagione.

Con queste prospettive, con Big Baby Davis e Delonte West partiti per altri lidi e sostituiti, parzialmente, da Brandon Bass e Kenyon Dooling, con Garnett che tra i Big Three è quello che fisicamente è più in difficoltà che dovrà giocare molto da numero 5, la stagione per i celtici inizia veramente in salita.

5 – New York Knicks
Molti interrogativi stanno prendendo corpo nella prossima stagione dei Knicks. Riusciranno Melo e Stat a integrarsi meglio e ad essere davvero una combo efficace in attacco come potrebbero essere? Riuscirà il neo arrivo Baron Davis ad essere ancora un giocatore importante e a essere la terza stella offensiva del team quando rientrerà dall’infortunio alla schiena? Tyson Chandler, firmato a cifre decisamente alte, riuscirà a mantenersi integro fisicamente e ad essere determinante in difesa come la scorsa stagione? Il vero Fields è quello dell’inizio della scorsa stagione o quello della seconda metà? La panchina riuscirà a dare qualcosa? O almeno qualcuno?

Ma soprattutto… non si può mandare Toney Douglas a dirigere il traffico e vietargli l’ingresso al Madison?

Dietro tutte queste domande passa la stagione di New York e il futuro della franchigia. Al momento, però, la vedo ancora dietro e dovrà arrancare per ritagliarsi un posto importante ad Est.

6 – Atlanta Hawks
Il nucleo è rimasto quello dello scorso anno, con l’aggiunta dello scheletro di Tracy McGrady, che purtroppo può dare poco alla causa per i rinomati problemi alla schiena, e di Vladimir Radmanovic, che è più utile a minare la psiche di un allenatore e dei tifosi che a supportare una squadra.

La pedina importante per gli Hawks sarà Kirk Hinrich, che è arrivato l’anno scorso e che quest’anno potrebbe inserirsi meglio nel contesto. Scorsa stagione sono arrivati al secondo turno dei playoff e quest’anno potrebbero pagare il miglioramento di altri team. Il target comunque rimane quello.

7 – Orlando Magic
I Magic al momento sono al settimo posto, sottolineo al momento perchè tutto passa dalla conferma o meno di Dwight Howard e di chi arriverà al suo posto in caso di partenza. L’idea che mi sono fatto è che DH12 rimarrà fino all’All Star Game (casualmente proprio a Orlando) e poi verrà ceduto di corsa per riuscire a recuperare ancora qualcosa di buono.

Anche con il loro centrone però i Magic faranno fatica, perchè proprio lui ha ultimamente più volte chiesto di essere tradato e le motivazioni, in questo caso, sono decisamente basse.

8 – New Jersey Nets
I Nets sono all’ottavo posto solo per la presenza di Deron Williams, al quale nonostante tutte le aspettative dei tifosi e dei proclami iniziali, Prokhorov, multimiliardario proprietario russo, non ha aggiunto giocatori di valore. Rimane quindi Brook Lopez e poco più. Forse non basterà per arrivare ai playoff a pensarci bene, ma non bisogna nemmeno sottovalutare il fatto che D-Will è nel suo contract-year e vorrà comunque fare qualcosa di importante per invogliare le squadre a prenderlo o (più difficile) convincere qualche star a raggiungerlo nel New Jersey.

La sinistra propensione a dare un contratto a chiunque faccia Williams di cognome non depone nemmeno molto a favore dello staff dirigenziale.

9 – Philadelphia 76ers
Phila potrebbe essere la prima ad approfittare di un passo falso delle squadre davanti per accaparrarsi una moneta che la possa portare ai playoff. Anche in questo caso parliamo di una squadra che è rimasta con lo stesso nucleo della scorsa stagione. La garanzia, da questo punto di vista, sta nel manico. Coach Doug Collins è infatti il vero artefice della scorsa stagione, quando i Sixers sono riusciti ad approdare ai playoff con la seconda posizione.

Riuscirà l’ex commentatore a ripetere le stesse gesta dell’anno scorso?

10 – Milwaukee Bucks
I Bucks hanno confermato il roster dello scorso anno, dando di fatto all’asse play-centro le chiavi della squadra, aggiungendo a Roster quello Stephen Jackson che può essere il tassello che può far fare il salto di qualità ai cerbiatti.

Chiavi che si possono comunque dire in buone mani, perchè Jennings resta un giocatore con parecchi lampi e molto interessante e Bogut il solido giocatore d’area che se ha recuperato bene dall’infortunio al gomito può confermarsi tra i migliori lunghi della lega.

Certo il “se” non è di poco conto, perchè il gomito è parecchio importante per un giocatore di basket, ma offensivamente le sue difficoltà potranno essere appunto sopperite dalla presenza di S-Jax.

11 – Washington Wizards
John Wall ha un anno in più e quindi l’esperienza necessaria a guidare la squadra senza patire i patemi della scorsa stagione, quando ad un certo punto ha iniziato a mettersi un po’ troppo in proprio. Sono rimasti McGee e Blatche, croce e delizia dei tifosi dei maghi.

La curiosità sarà tutta per Jan Vesely (e per la fidanzata, ndr) rookie Ceco scelto alla numero 6 e su cui i Wizards fanno molto affidamento per il futuro.

12 – Detroit Pistons
Rifirmato Stuckey e soprattutto Tayshaun Prince, quando tutti si aspettavano che il suo tempo a Detroit fosse finito, i Pistons hanno lasicato partite Hamilton senza troppi rimpianti, dando a Brandon Knight, rookie scelto alla 8, carta bianca almeno per quanto riguarda l’attacco.

E c’è da dire che nella partita di preseason giocata (e persa) contro Cleveland, il buon Brandon ha molto ben impressionato gli addetti ai lavori, con alcuni lampi di alto livello. La ricostruzione dei Pistons partirà da lui e da Greg Monroe, chiamato al suo secondo anno a confermare quanto di buono mostrato la scorsa stagione.

13 – Toronto Raptors
I Raptors hanno fatto un po’ di movimenti sul mercato dei Free Agent quest’anno, nessuno dei quali potrà anche solo minimamente incidere sul risultato finale della stagione. Magloire, Kleiza, Rasual Butler, tutti giocatori che magari avranno anche minuti ma che dovrebbero essere ai margini di rotazione in una squadra NBA degna di nome.

Il nucleo rimane BargnaniDeRozan e se quest’ultimo non diventa tutto d’un tratto il figlio illegittimo di Michael Jordan, le vittorie in Canada le vedranno ancora col binocolo.

Lo sa bene Colangelo che vorrebbe staccarsi dal Mago, ex prima scelta, per ricostruire su Valanciunas, scelto quest’anno alla quinta chiamata assoluta, che sarà utile a partire dalla prossima stagione.

Tanti minuti e quindi cifre in salita per Jerryd Bayless. Non vi interessa? Io ve lo dico lo stesso.

14 – Cleveland Cavaliers
I Cavs hanno potuto iniziare la ricostruzione quest’anno, in grande stile, potendo contare sulla prima e sulla quarta scelta assoluta al draft. Sono arrivati rispettivamente Kyrie Irving e Tristan Thompson che saranno la base sulla quale la franchigia intende poggiare le proprie basi per il futuro. Talentuosissimo il primo, più concreto e pronto il secondo, dovrebbero integrarsi nel migliore dei modi e con la presenza a roster di alcuni giocatori interessanti e funzionali come Omri Casspi e Anderson Varejao, si può iniziare a guardare al futuro con un po’ più di fiducia.

L’idea però è che i Cavs avranno ancora una stagione decisamente perdente, sia perchè con il calendario contratto non riusciranno ad amalgamare e preparare i rookie per bene, sia per avere un’altra chiamata piuttosto alta al prossimo draft.

15 – Charlotte Bobcats
L’ultima piazza se la guadagnano i Bobcats di Michael Jordan, non fosse altro che per la brillante idea di scegliere un centro tutto da costruire come Bysmack Biyombo, salvo poi non aver idea che non lo potranno avere quest’anno a meno di sborsare un buyout milionario alla sua squadra Europea.

Il resto del roster dà parecchio i brividi e le chiavi sono state date in mano da subito a Kemba Walker, giocatore francamente elettrizzante ma che in NBA non può essere niente altro che un sesto uomo che dà energia dalla panca. Sono aperte le scommesse su quanti chili prenderà Boris Diaw in questa stagione.

Si prevedono tempi bui.

 

Per l’Est è tutto. A presto per il Power Ranking dell’Ovest.

Categorie: NBA | 5 commenti

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5 pensieri su “NBA Power Ranking: Eastern Conference

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Roby

    Io scommetterei su Phila ai PO, perchè dispone di un roster abbastanza profondo, soprattutto sui piccoli (Turner, Holiday, Williams, Meeks); se poi Brand tiene botta con gli infortuni e Young si dimostra un mezzo crack come spero e credo sia, allora secondo me può puntare a stare davanti ai Nets, Atlanta e forse anche i Magic.

  3. vedo anche io i pacers come sorpresa, ma nonostatne questo fatico a vederli 3 in conference, li vedo un paio di posizioni sotto; poi scambierei forse le posizioni di hawks e magic ma siamo li. e per me phila è superiore per l’ottavo posto ai nets, ma al momento in cui hai postato mi lopez era ancora integro..

    • Agente

      I Nets così in alto? Brrrrrrrr

      • eh era fatto prima dell’infortunio di Lopez e quando pareva certo prendessero Kirilenko, che avrebbe voluto dire aver possibilità di prendere Howard dopo l’ASG. Ora ovviamente tutto è andato a donne di facili costumi…

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