NBA Power Ranking: Western Conference


Aminu, Gordon e Kaman. Al loro arrivo a NOLA le facce non sono delle più allegre.

Come fatto per l’Eastern Conference qualche giorno fa, eccoci ora al Power Ranking delle squadre dell’ovest. Squadre che hanno cambiato parecchio in questa breve off season che hanno, anche sostanzialmente, modificato le gerarchie della Western Conference.

I Lakers, fino a poco tempo fa considerati tra i favoriti nella conquista della prima moneta ad Ovest, nel giro vorticoso di firme sono rimasti infatti con il cerino in mano e una volta bloccata la trade per Paul hanno perso Odom per nulla e hanno visto ridursi le loro chance di arrivare ad Howard.

Chi invece ha preso Paul, invece, ha rilanciato forte la propria candidatura per le zone alte della classifica. I Clippers, infatti, che possono contare oltre che su CP3 anche su Blake Griffin, sono da considerare il nuovo che avanza della lega.

Oltre a loro, ovviamente, i campioni in carica di Dallas, che però hanno perso il loro custode difensivo, Chandler, finito a New York, e i Thunder, sempre in crescita nelle ultime stagioni e già finalisti di conference gli scorsi playoff.

Vediamo allora come si presentano le squadre al via.

1 – Oklahoma City Thunder
Forse è ancora un po’ presto per metterli davanti a tutti in una conference difficile come la Western, però i Thunder hanno un anno in più di esperienza alle spalle e partono da una base molto solida, ovvero la Finale di Conference della scorsa stagione.

Perkins, il loro centro titolare, non è mai stato così tirato, Westbrook, autore di una straordinaria Regular Season l’anno scorso dovrebbe aver limato alcune sfaccettature del suo gioco che ai playoff gli hanno fatto pervenire qualche critica, Durant.. beh, lui rimane Durant, un diamante incastonato in un gioiellino di squadra che Presti ha sapientemente modellato.

Oltretutto non sottovalutate l’impatto che possono avere quest’anno James Harden e Serge Ibaka dopo aver visto quanta fiducia è riposta su di loro dalla seconda metà della stagione scorsa.

2 – Dallas Mavericks
Ecco, ci sto ricascando. Nonostante l’anno scorso li abbia pronosticati indietro e fuori al primo turno e loro mi abbiano sbugiardato andando a conquistare l’anello, nemmeno quest’anno gli do la fiducia piena mettendoli solo al secondo posto ad ovest nel mio Power Ranking.

Il motivo però è semplice. Kidd, Nowitzki e anche Terry hanno un anno in più, sotto canestro manca Chandler, il vero punto di svolta della scorsa stagione e i Thunder hanno una signora squadra con una difesa migliore.

Ecco perchè a mio avviso i Mavs partono (leggermente) dietro. Certo, se il tedesco confermerà la stagione scorsa e gli altri giocheranno lo stesso livello di basket, sarò di nuovo a dover fare mea culpa a fine stagione, ma per loro lo faccio anche volentieri.

3 – Los Angeles Lakers
Indeciso fino all’ultimo se metterli dietro ai loro cugini, ho deciso di dargli fiducia e lasciarli al terzo posto. Perchè tutto sommato a roster hanno ancora Kobe, Gasol e Bynum, che farebbero un trio di tutto rispetto, soprattutto se il bambinone rimanesse integro e continuasse i suoi progressi. Poi, perchè secondo me non hanno finito le mosse sul mercato e qualcosa si muoverà per migliorare un po’ il roster.

Ultimo, ma non per questo meno importante, puoi non dare fiducia a una squadra che ha a roster la Pace nel Mondo?

4 – Los Angeles Clippers
Magari non saranno subito vincenti, ma i Clippers dalla prima palla a due della stagione saranno sicuramente la squadra più spettacolare della lega. Con Paul a rifornire Griffin e DeAndre Jordan si rischia di attentare all’incolumità dei tabelloni ad ogni alley-oop.

E non sono nemmeno così convinto che il discorso-vittoria sia così peregrino, perchè potenzialmente avrebbero, grazie a Butler, Jordan e in parte Paul, anche armi difensive di buono-ottimo livello e l’esperienza, grazie all’arrivo di Billups e alla conferma di Mo Williams, per provare ad andare lontano. Se trova gli accoppiamenti giusti potrebbe anche arrivare alle finali di Conference. Se volete provare a puntare il vostro dollaro, fatelo su di loro (non di più però).

5 – Memphis Grizzlies
Il nucleo della squadra che l’anno scorso ha stupito tutti ai playoff è rimasto integro, con la partenza del solo Shane Battier, in scadenza di contratto e finito a Miami. E’ rimasto anche O.J. Mayo, che per la seconda volta in carriera è stato ad un passo dal vestire la maglia dei Pacers senza però che la cosa si concretizzasse.

La partenza di Battier è quindi facilmente assorbibile dalla presenza di Mayo (nel suo contract yea.. occhio!) e Tony Allen, che assicurano un’ottima difesa sugli esterni. Sotto canestro rimangono invece i due big che la passata primavera hanno fatto impazzire gli Spurs. Gasol Jr è stato infatti rifirmato (a cifre molto alte), così come è stato rifirmato sul finire della scorsa stagione Zach Randolph con il quale Marc forma una coppia di altissimo livello.

Forse non riusciranno a migliorare di molto il livello dei playoff, ma in Regular Season partiranno già da un livello più alto.

6 – Denver Nuggets
La squadra di Gallinari ha dovuto fare i salti mortali per coprire alcune partenze illustri, per lo più partenze per la Cina. Via JR Smith, Wilson Chandler e Kenyon Martin andati a giocare nel regno della Grande Muraglia, sono arrivati Rudy Fernandez, Corey Brewer ed è stato preso al draft Kenneth Faried.

LA mancanza che si sentirà di più sarà presumibilmente quella di Martin, anche se il rookie da Morehead State pare esserne un ottimo surrogato. La profondità della panchina e le conferme di Afflalo (che ha firmato la QO di Denver) e di Nenè (che ha inchiostrato un ricco contratto quinquennale) dovrebbe fare il resto e Denver, a meno di cataclismi, dovrebbe riuscire a mantenere il livello raggiunto lo scorso anno, quando perse al secondo turno dai Thunder.

La curiosità sarà vedere Gallinari con maggiori responsabilità rispetto allo scorso anno con l’addio di Chandler e la gestione della coppia di play Andre Miller – Ty Lawson, che coach Karl dovrà sfruttare al meglio.

7 – San Antonio Spurs
Duole dirlo ma il declino degli Spurs, iniziato da qualche anno, pare continuo e costante. Lo scorso anno la Regular Season aveva regalato soddisfazioni oltre ogni previsione, con un primo posto ad Ovest difficilmente pronosticabile. Poi, altrettanto impronosticabilmente è arrivata la debacle al primo turno dei Playoff.

La squadra è stanca e vecchia, soprattutto Duncan. Le partenze (di George Hill e del ritirato McDyess) non adeguatamente rimpiazzate, dato che TJ Ford non dà garanzie e McDyess difficilmente sostituibile.

La speranza è che Parker e Ginobili facciano bene come l’anno scorso e che Splitter si dimostri veramente il lungo che nel Texas si attendono, altrimenti vivranno più di ricordi che di fiammate.

8 – Portland Trail Blazers
Anche quest’anno nella offseason devono aver dimenticato di portare la squadra a Lourdes per la giusta benedizione. Oden, rifirmato, è nuovamente (ma guarda che novità) ai box, Roy ha dovuto ritirarsi per problemi cronici alle ginocchia, Aldridge, che la scorsa stagione ha zittito gli scettici tirando fuori una stagione da primo violino e da lungo concreto, ha subito un intervento al cuore per un’anomalia che si porta avanti dal suo ingresso nella lega.

Insomma, se può piovere, a Portland di solito grandina.

E per fortuna l’intervento di LaMarcus è un intervento di routine e il ragazzo ha già ripreso ad allenarsi, perchè altrimenti la stagione sarebbe andata decisamente più a sud.

Così invece, con lui e Camby come lunghi, la firma di Jamal Crawford come sesto uomo, la presenza solida di Nicolas Batum, Raymond Felton e Wesley Matthews, la squadra continua ad avere una base di buon livello e i playoff paiono obiettivo raggiungibile.

9 – Houston Rockets
I Rockets hanno provato ad intervenire sul mercato cercando un lungo da accoppiare a Scola, non riuscendo però nell’intento. L’unico arrivo è stato quello di Jonny Flynn, play che a Minnesota avrebbe trovato poco spazio. Nel ruolo però Houston era ben coperta dall’esplosione di Kyle Lowry, che in coppia con Kevin Martin forma un backcourt di tutto rispetto. Il resto, però, oltre al già citato Luis Scola, lascia qualche dubbio e difficilmente Houston potrà fare meglio della passata stagione.

10 – Phoenix Suns
I migliori giocatori della squadra sono Steve Nash e Grant Hill, rispettivamente classe 1974 e 1972. Non proprio un buon biglietto da visita per una squadra che vorrebbe arrivare a giocare i Playoff. Il vantaggio però è che nonstante l’età entrambi rimangono giocatori di altissimo livello e soprattutto il canadese un giocatore in grado di migliorare i compagni.

Dovranno quindi approfittarne Marcin Gortat, il lungo polacco arrivato la scorsa stagione da Orlando e Channing Frye, che dovrà sfruttare i metri di spazi che gli darà Steve per punire anche da oltre l’arco.

L’oroscopo però pare negativo, anche a causa del braccino corto di Sarver che continua a giocare al risparmio invece di costruire qualcosa.

11 – Sacramento Kings
I Kings quest’anno potrebbero essere un grande flop (probabile) oppure una grande sorpresa. Certo devono allinearsi un po’ troppi pianeti per quest’ultima possibilità, però potrebbe non essere peregrina l’idea di vedere un Tyreke Evans sui livelli dell’anno da rookie, un DeMarcus Cousins che fa il suo passo in avanti e diventi il lungo che i Kings sperano possa diventare, un JJ Hickson che oltre ai numeri dia anche concretezza sotto le plance e un Jimmer Fredette in formato BYU.

Ecco, proprio Fredette sarà ovviamente la grande curiosità di questa stagione. Se riesce ad essere incisivo anche nella lega dei grandi, il divertimento è assicurato.

12 – Golden State Warriors
Una squadra che da 7 Milioni a Kwame Brown per un anno meriterebbe di stare all’ultimo posto del ranking. Però poi guardi il roster e vedi che ci sono squadre messe peggio. Monta Ellis, Stephen Curry, David Lee e, se sano, Andrei Biedrins sono giocatori che possono non piacere ma che hanno sempre un impatto sulle partite. Al Thornton e Dorrell Wright, la sorpresa della scorsa stagione, le ali che completeranno le rotazioni principali.

Certo, poi bisognerebbe anche guardare alla chimica e qui probabilmente scendiamo a livelli ignominiosi, ma l’idea di base è che altre squadre finiranno dietro questi Warriors.

13 – Utah Jazz
Dopo la partenza di Deron Williams e l’addio di Coach Sloan la parola d’ordine è ricostruzione. Per farlo si punta su giovani come Favors e Kanter (preso quest’anno al draft) e giocatori che possono ancora dare qualcosa nei prossimi anni come Al Jefferson e Devin Harris. Nel frattempo che si programma, però, la cosa più probabile sarà fare tanking per cercare di raccogliere altre scelte al draft, unico modo realmente possibile per una città come Salt Lake City per rimettersi nella mappa della NBA che conta, dato il poco appeal che una città del genere può avere sui giocatori della lega.

Ecco perchè si prevede una stagione povera di soddisfazioni per la squadra che fu di Stockton e Malone.

14 – Minnesota Timberwolves
Teoricamente questa non sarebbe nemmeno una bruttissima squadra. La presenza di Kevin Love sotto le plance, di un talento come Beasley in ala piccola, l’arrivo dei rookies Derrick Williams e Ricky Rubio e soprattutto l’approdo di un allenatore come Rick Adelman farebbe infatti pensare a una svolta positiva nella vita della franchigia più bistrattata degli ultimi tempi.

Però anche in questo roster troviamo troppe incognite, giocatori che sono stati presi in ruoli già coperti, come Barea nel ruolo di play nonostante appunto Rubio e Ridnour, la scelta di Derrick Williams in un ruolo dove dovresti far giocare il tuo uomo più importante, Love, la presenza di troppe teste matte (Milicic, Beasley, lo stesso Williams) alla quale si è andato ad aggiungere Bonzi Wells, sono tutti fattori che temo faranno implodere la squadra alle prime difficoltà.

E la colpa, se non l’aveste capito, ha sempre lo stesso nome e cognome: David Kahn, quindi.. Auguri. E tante belle cose.

15 – New Orleans Hornets
Shut the lights, the party is over. Questa la massima che farà da filo conduttore della stagione degli Hornets. Con la partenza di Chris Paul e la separazione da David West, primo e secondo violino della scorsa stagione, il roster è rimasto parecchio spoglio, nonostante l’arrivo di Eric Gordon, Aminu e Kaman (per la verità non contentissimi di andare a New Orleans).

Il play titolare dovrebbe essere Jarrett Jack, e questo fatto da solo dovrebbe far capire le aspettative della squadra. In guardia Gordon potrà fare tutto quello che più gli aggrada, per buona pace di Marco Belinelli che vedrà il campo molto meno della passata stagione e con tiri molto meno puliti (quando li avrà).

Insomma, se proprio volete guardatevi un paio di loro partite in stagione, di più ve lo sconsiglierebbe anche il vostro medico di fiducia.

Categorie: NBA | 4 commenti

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4 pensieri su “NBA Power Ranking: Western Conference

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Roby

    Concordo a pieno sulle posizioni, se avessi un dollaro da puntare lo metterei sui Kings ai PO.

  3. qualche pensiero veloce:
    -secondo me mettere i mavs al numero 2 non significa sottovalutarli, bensì il contrario… classica squadre che ha vinto ma non ha nessuna possibilità di ripetersi (vedi miami 2006 per fare un esempio)..secondo me non sono nemmeno da primi 4 posti a ovest
    -clippers: d’accordo su tutto il talento e l’atletismo che hanno, però per me sono ancora lontani da essere un team davvero di vertice… secondo me non si avvicinano nemmeno ai lakers (che per me restano la numero 1 ) e non dovrebbero esserci dubbi su chi mettere davanti delle due
    -sarà la solita storia vecchia, ma io non mi fido degli spurs, così in basso non riesco proprio a vederli
    -come detto prima, per me lakers al numero 1, dietro di loro vedo subito i thunder, credo saranno queste due a giocarsi la finale

    • Io sono molto dubbioso sugli Spurs. Pagheranno sicuramente in termini di fiducia la brutta figura ai PO dello scorso anno e, cosa ancora più importante, in una stagione così compressa pagheranno l’età e anche il chilometraggio di Duncan e Ginobili. E non sottovaluterei la mancanza di McDyess.

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