NBA Games in Christmas Box


La stoppata di Deng a Kobe per la vittoria Bulls nell'opening night a LA

Natale è passato, tutti abbiamo fatto scorpacciata di cibarie e, finalmente, anche di gare NBA. Sono state 5 le gare nella serata/notte del 25 e come ogni NBA Christmas Day abbiamo visto impegnate alcune contender.

Ovviamente fare un’analisi di come sono messe le squadre dopo solo una gara e senza aver fatto una preparazione adeguata a causa del lockout è un esercizio assolutamente aleatorio, però alcune indicazioni di massima si possono trarre.

Allora, relativamente alle sole squadre che hanno giocato domenica, vediamo chi ha lasciato la migliore impressione.

Dallas Mavericks
Partiamo dai campioni in carica. Che la partenza di Tyson Chandler e l’addio a giocatori che hanno fatto la fortuna della squadra vincitrice come JJ Barea e Caron Butler fossero perdite pesanti lo si sapeva, soprattutto la prima perchè ora a Dallas manca un vero uomo d’area che difenda il pitturato.

E questo limite si è visto palese nella prima gara, con gli esterni di Miami che arrivavano facilmente al ferro e con Bosh, si proprio Bosh, che ha fatto un’ottima figura contro lunghi che poco potevano contro di lui (ad un certo punto siamo arrivati a Brian Cardinal e Ian Mahinmi). Da segnalare inoltre il nervosismo dei texani con Odom, nuovo arrivato, che invece che dare il contributo importante che ci si aspettava, si è fatto espellere.

Insomma, i campioni in carica hanno lasciato una brutta impressione e se il buongiorno si vede dal mattino, i Mavs faranno molta fatica quest’anno.

Miami Heat
Chi invece ha ben impressionato sono i Miami Heat, non a caso i più accreditati ad arrivare in fondo in questa stagione. I Big Two (declassiamo Bosh a rango di comprimario) hanno migliorato la loro intesa e LeBron ha iniziato a sfruttare di più il fisico negli avvicinamenti a canestro, lato del gioco che aveva tralasciato parecchio nelle prime 7 stagioni nella lega. Se mette su anche questi movimenti gli Heat, ancora mancanti di un lungo che possa fare gioco di post, potrebbero davvero aver pochi rivali.

Da considerare però anche il calo dei Mavs e quel che l’opening night rappresentava per i vice-campioni, ovvero la possibilità di vendicare l’amara sconfitta delle finals. Da verificare quindi sul lungo periodo e con avversari e motivazioni diverse. L’inizio comunque è di tutto rispetto.

Los Angeles Lakers
A mio avviso la gara d’apertura contro i Bulls saranno lo specchio dell’intera stagione dei Lakers. Passeranno infatti da momenti di grosse difficoltà (come i primi 3 quarti) a momenti in cui invece si ricorderanno di essere i Lakers e metteranno in crisi tutti recuperando posizioni, con Kobe che sarà la guida e il faro di tutta la stagione. Se mette i tiri impossibili come quello a 55 secondi dalla fine il futuro sarà più brillante, se invece li sbaglia come quello a 5 secondi dalla fine si andrà giù. In tutti i casi sarà lui che avrà e vorrà tutte le responsabilità e suonerà la carica.

E sarà anche lui che dovrà tenere motivato lo scontento Gasol, nervoso per la possibile cessione e che accende e spegne con troppa facilità. Il tutto in attesa di Bynum che dovrà fare il salto di qualità per far decollare la squadra e con Mike Brown in panca che pare un po’ troppo essere in balia degli eventi.

Chicago Bulls
La prima partita ha avuto due facce, ma c’è modo di credere che la versione vera di questi Bulls sia quella della prima parte della partita, quando contro i Lakers hanno dominato grazie alla grande difesa (addirittura abbiamo visto un Boozer coinvolto) e al gioco di squadra in attacco (Rose è stato a secco per quasi tutto il primo quarto).

Se gli si può muovere un appunto possiamo dire che ancora offensivamente quando sono in difficoltà si possono appoggiare solo a Rose (ed è un bell’appoggiarsi) perchè gli altri giocatori non sono in grado di fare la giocata vincente in modo autonomo. Hamilton ha dimostrato di saper integrarsi bene e di uscire dai blocchi con la rapidità degli anni passati, ma non è giocatore a cui dare la palla in mano quando su Rose vengono messe in piedi le “trap“.

Il tempo però è dalla loro e la difesa è davvero di altissimo livello.

Boston Celtics
Mancava il capitano, vero, però personalmente i Celtics mi hanno fatto una pessima impressione. Garnett è sempre più nervoso e meno incisivo e questo è l’anno buono che gli avversari gli rendano con gli interessi tutte le spacconate fatte in passato. La partita i biancoverdi l’hanno aggiustata grazie a Rondo, ormai il vero ago della bilancia della squadra, ma anche lui ha prodotto quando in marcatura gli hanno messo Douglas (sul quale stenderei un velo pietoso).

Nel reparto lunghi ottima la presa di Bass, che garantisce energia sotto e giocate atletiche. Aspettiamo di vedere il ritorno di Pierce e il vero Allen per giudicare, ma il treno pare ormai passato da tempo.

New York Knicks
A giudicare dai primi 48 minuti i Knicks sono diventati la squadra di Melo, con Stat a fare da supporto. La cosa da rimarcare maggiormente è stata la difesa. Non so se perchè era Natale o se ho avuto io le allucinazioni post-pranzo natalizio, ma mi è parso di vedere i Knicks difendere (a parte quando è entrato Duoglas) e questo è già un ottimo cambiamento. Cambiamento che probabilmente ha un nome e un cognome e un contratto da 14,5 milioni l’anno ed è Tyson Chandler. A vedere i suoi numeri pare abbia giocato male, ma a vedere la partita si può notare come l’area sia diventata molto più protetta con lui e l’azione offensiva finale di Boston, con lui che chiude la linea di fondo e non fa arrivare Rondo al ferro ne è l’emblema.

Chiariamoci, manca ancora molto prima di essere contender, perchè il play latita ancora (Shumpert buono specialmente in difesa ma ancora troppo acerbo e sparacchiatore e Douglas… vabbè, nemmeno spreco bytes per lui) e la panchina è davvero a livelli infimi.

Però se per caso il Barone torna a livelli decenti e Fields riesce a trovare la sua dimensione, a New York ci si diverte più degli altri anni.

Orlando Magic
Ecco una squadra che invece pare proprio abbia tutto per rispettare i pronostici di inizio stagione. Manca la voglia e le motivazioni per una stagione importante. Howard pare un po’ insofferente e che voglia troppo caricarsi la squadra sulle spalle offensivamente e non è proprio il suo ruolo. Il supporting cast, da Turkoglu a Richardson pare un po’ bollito e in più di un’occasione il turco ha rifiutato tiri che avrebbe dovuto prendere, come gli ha fatto presente un Van Gundy non troppo accomodante (e già nella prima incarnazione di Hedo ai Magic i due non erano amiconi).

Con queste aspettative non si può decisamente pensare di puntare troppo in alto, per cui prepariamoci ad una stagione interlocutoria.

Oklahoma City Thunder
Loro invece continuano la loro crescita. Hanno portato a casa la gara contro i Magic con una sicurezza inaspettata per una squadra che ha dei 23enni come giocatori chiave. Harden sempre più positivo, la panchina in generale di altissimo livello, poi c’è Durant, che è sempre un giocatore dalla classe abbacinante.

Certo, Westbrook pare aver ripreso dove aveva lasciato, con una scelta delle soluzioni quantomeno dubbia e troppi palleggi prima di entrare nei giochi. Però soprattutto ad Ovest non vedo tante squadre più attrezzate.

Los Angeles Clippers
Ci aspettavamo un Paul devastante e un numero di alley-oop fuori scala. Invece a salire in cattedra nella prima partita è stato Billups, che ha dimostrato a tutti di essere lontano dalla bollitura. Certo, poi quando Paul ha deciso di attaccare ha messo 6 canestri in fila con una classe fuori dal comune. DeAndre Jordan, nonostante abbia giocato meno del previsto perchè mandato sistematicamente in lunetta dai Warriors, con 8 stoppate ha fatto capire che segnare da sotto ai Clippers non sarà particolarmente semplice.

Insomma, in una gara in cui Griffin e Paul (nonostante i numeri dicano il contrario) non hanno particolarmente brillato, hanno avuto un controllo sulla gara da grande squadra. A me personalmente piacciono parecchio.

Golden State Warriors
Hanno perso e ne perderanno ancora parecchie in questa stagione, eppure devo fare un po’ di mea culpa su questi Warriors. Mark Jackson a parte la porcata dell’ Hack a Jordan nel terzo quarto pare un allenatore competente e in una gara in cui praticamente non hanno avuto Stephen Curry hanno trovato un ottimo Biedrins, ancora poco coinvolto a causa della condizione fisica non ottimale, molto efficace in difesa e anche in attacco. Lee solita partita concreta e Ellis pare confermare quanto di buono fatto vedere le stagioni passate, se solo mettesse a posto le percentuali in attacco.

Da segnalare il rookie Klay Thompson, che nonostante abbia sbagliato parecchie conclusioni si è preso le sue responsabilità e ha dimostrato di poter dare molta energia dalla panchina. Da rivedere tra un po’.

I traguardi sono quelli che sono, ma i Warriors questa stagione rimarranno una squadra divertente da vedere.

Categorie: NBA | 2 commenti

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2 pensieri su “NBA Games in Christmas Box

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. r0by

    GS è stata divertentissima da vedere anche stanotte contro Chigago. Altre cose da segnalare: Sean Stevenson che nei Mavs ha fatto vedere nel 3º e nel 4º quarto un po’ di difesa e atelticità (non pervenute fino a questo momento)

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