Il piacere di leggere Basket e la crisi di Superbasket


Alcune copertine di American Superbasket, storica rivista sull'NBA

In principio c’era la carta, poi arrivò la televisione, infine esplose internet.

In tre semplici passaggi c’è un’evoluzione tecnologica salutata da tutti  e quindi anche dagli appassionati della palla a spicchi come una manna dal cielo, dato il privilegio di poter seguire maggiormente il basket e, specie negli ultimi tempi, di poter scrivere qualcosa anche in forma completamente autonoma, come il blog del sottoscritto.

Questo ovviamente vale per il basket come per qualunque altro interesse, ivi compresa la politica, l’attualità o lo sport in generale.

Per questo motivo, i canali di comunicazione più “tradizionali“, la stampa e la televisione, hanno iniziato a faticare a ritagliarsi il proprio spazio, anche perchè con l’avvento dei social network è sempre più facile trovare pillole di informazione pochi istanti dopo l’avvenimento di un qualunque fatto e per tv e carta stampata il lavoro di informazione si perde inesorabilmente, spostando quindi la necessità di fare più servizio di approfondimento che di comunicazione.

Approfondimento che, a dirla tutta, non sempre interessa la massa, purtroppo aggiungerei. Ecco quindi che alcune testate entrano in grossa difficoltà raccogliendo poco pubblico.

Che è quello che sta succedendo ad uno delle storiche riviste dedicate al basket che esiste nel nostro Paese: Superbasket. Storica rivista nata da un’idea del mito Aldo Giordani e che insieme alla sorella American Superbasket ha visto firme tra le più importanti del panorama giornalistico sportivo italiano.

E’ da un po’ di tempo infatti che si è al corrente delle difficoltà economiche (eufemismo) in cui versa la casa editrice che permette a tutti gli appassionati di trovare tra gli scaffali delle edicole Superbasket e American Superbasket. Crisi economica che ovviamente si ripercuote sul lavoro e sulle pubblicazioni delle due redazioni.

Proprio per questo in queste ore è apparso un comunicato ufficiale della redazione di SuperBasket che denuncia proprio il disagio e inizia parlando di come questa rivista abbia raccontato la storia del basket.

Già, perché di questo si tratta e la mente, per chi come me ha superato i 30 anni, va alle prime volte che si ha avuto contatto con il basket, sia continentale che d’oltreoceano, quando si prendevano le riviste e le si sfogliava voracemente, cercando i tabellini delle partite e, nel mio caso, andando a cercare cosa avesse fatto Ricky Morandotti nell’ultima partita della Glaxo, lui vecchio cuore Auxilium che era ovviamente la prima cosa che si andava a guardare.

Oppure, con il gemello American Superbasket ricordo ancora gli speciali sui draft, sulle nuove meraviglie Duncan e Iverson che sarebbero sbarcate da lì a poco in NBA, oppure uno speciale che avrò letto almeno dieci volte su Darryl Dawkins (altro protagonista del basket torinese) ai tempi dei Nets e di quando distruggeva i tabelloni.

Ora tutto questo pare esser diventato superfluo e gli appassionati NBA si “accontentano” di vedere le partite in diretta su SKY, sul League Pass o al limite vedere al mattino dopo tabellini e highlights su nba.com (per non parlare dei mille modi meno leciti di recuperare le partite della notte). oppure si connettono su twitter e leggono le impressioni di giornalisti, giocatori o semplici spettatori.

In tutto questo a rimetterci, da questa mancanza di voglia di approfondire da parte degli appassionati, ovviamente sono le riviste specializzate, che hanno dovuto cambiare le storie da raccontare, molto meno indirizzate verso le gare giocate e molto più verso storie particolari e focus su giocatori o squadra, lavoro che fanno benissimo Superbasket, American Superbasket e anche la più recente Rivista Ufficiale NBA, che tra parentesi in questo numero esce con un ottimo servizio sui Clippers di Federico Buffa.

Non se la cava molto meglio la televisione, anche se qui la causa è diversa. A inizio stagione infatti la Lega A ha deciso che il basket sarebbe dovuto andare in chiaro e non più a pagamento, togliendo di fatto a SKY la possibilità di offrire ai propri abbonati la copertura di un servizio con 3-4 partite a settimana. I diritti della visione delle partite sono stati infatti ceduti a Rai e LA7, con l’intenzione (magari anche buona in linea di principio) di rendere la pallacanestro più accessibile a tutti.

Ecco, peccato che si siano poi da affrontare altri tipi di problemi, in primis un palinsesto di canali non dedicati allo sport che reclamano spazi difficilmente conciliabili con le 2 ore medie di durata di una partita. Ecco che allora la Rai manda la gara di cui ha i diritti solamente su RaiSport e con un budget ridotto a giudicare dalle persone che seguono gli eventi e che LA7 sia stata costretta dapprima a spostare l’orario di inizio della partita del sabato alle 16, orario decisamente scomodo per chiunque, poi di spostare il basket sul palinsesto di LA7D, che ha una visibilità decisamente ridotta rispetto alla ben più conosciuta sorella maggiore. Dulcis in fundo, le gare di Final Eight di Coppa Italia dei quarti non verranno date tutte in diretta, ricollocando la gara delle 20.30 in seconda serata per buona pace dei tifosi della palla arancione.

E questo senza nemmeno citare gli ascolti, decisamente inferiori alle attese e alle passate stagioni, quando su SKY c’era sì il problema del dover essere abbonati, ma si aveva un servizio di tutto rispetto, inclusi bordocampisti e prepartita con gente di un certo livello (perdonatemi ma a me il tizio che domenica sera faceva il prepartita di Venezia-Siena pareva un becchino).

E meno male che televisivamente parlando esiste SportItalia, che in quanto a basket tra NBA, Eurolega e volendo anche Liga ACB fornisce un servizio di altissimo livello (si, c’è qualche pecca anche lì, ma non si può essere perfetti).

Il problema di fondo però rimane e il basket, il secondo sport di squadra più seguito in Italia, merita di essere trattato meglio e tutto il movimento deve risollevarsi. A cominciare dalle due testate di Superbasket che chi ama questo sport spera con tutto il cuore che possano continuare a vivere.

Per questo motivo lancio un appello nel web: Se potete, fate sentire la vostra voce e soprattutto non abbandonate il piacere di leggere e documentarvi, che sia una rivista di quelle sopra citate, che sia un libro o che sia un quotidiano non importa. Il gusto della lettura non deve andare perso.

Categorie: A1 Basket, NBA | Tag: , | 6 commenti

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6 pensieri su “Il piacere di leggere Basket e la crisi di Superbasket

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. SirMitch

    Hai Ragione …….mi ricordo i fantastici poster fronte e retro di America Superbasket che appendevo in camera !!! mi ricordo le biografie dei giocatori delle loro infanzie raccontate , e i tabellini in fondo per fare il fanta basket in classe !!!!! bei tempi bei ricordi purtroppo ci evolviamo e la carta stampata è quasi obsoleta !!!!

  4. Frinf

    una bella idea…se la rivista è ancora valida ed è interessante potrei abbonarmi! bell’articolo🙂

  5. Giancarlo Mazzetti

    Stasera c’è un bell’evento a Casale, una tavola rotonda per parlare di Basket e Crisi…il moderatore della serata sarà Flavio Tranquillo.

    Noi di Potato Pie Bad Business saremo media partner, quindi potrete seguire il dibattito comodamente da casa vostra, tramite la nostra diretta Twitter su #basketcrisi

    Ecco un link con qualche dettaglio in più:
    http://potatopiebadbusiness.com/2012/03/17/crisi-economica-per-il-basket-minaccia-o-opportunita/

    A stasera!

  6. Gigi

    Ormai le speranze sn vane ! Penso che la rivista non la vedremo piu ! Che tristezza…

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