NBA Foreigner All Star Team. La miglior PG All Time


Steve Nash è il miglior play non americano della storia

Mancano pochi giorni all’All Star Game e tra convocazioni all’ultimo minuto e sostituzioni si stanno delineando i Roster e ci sta chiedendo, come al solito, se anche quest’anno sarà la solita pagliacciata con schiacciate volanti e zero difesa per 45 minuti (gli ultimi 3 minuti se il punteggio è in bilico diventa partita quasi vera) e come si potrebbe fare per far ritornare questa gara agli antichi fasti in cui c’era sì lo spettacolo ma anche la voglia tra i contendenti di giocare una partita vera.

Proprio in quest’ottica sono diversi anni che qualcuno propone di modificare le squadre e invece che fare East contro West fare un più sentito USA – Resto del Mondo. Da diversi anni infatti alcuni tra i migliori giocatori della lega non sono statunitensi di nascita ma sono Europei o di altri continenti e sicuramente farebbero una squadra degna di competere contro i migliori USA in circolazione nella lega, che a loro volta vorrebbero dimostrare di essere i migliori a livello planetario.

Perché allora questa soluzione non si mette in piedi? Bisognerebbe chiederlo a Stern, ma probabilmente vi risponderebbe che la partita tra Est ed Ovest ha radici storiche e che quindi vuole mantenere questo format.

Ma se mai fosse stato sposato il format di cui sopra, quale sarebbe stato il miglior team Non-USA di sempre?

Questa la domanda che mi ha spinto ad inaugurare questa nuova rubrica: NBA Foreigner All Star Team, rubrica che avrà 5 puntate, una per ruolo, che ci guiderà nella scoperta del miglior team possibile tra tutti i giocatori extra-USA che hanno giocato in NBA. Lo farà dando ogni volta una ventaglio di giocatori da cui poi chi vi scrive sceglierà il migliore (o il più adatto) ma, novità per questo blog, vi darà anche l’opportunità di interagire votando voi il giocatore che avreste scelto grazie al sondaggio finale. Se volete la lista dei papabili, vi rimando al link con i giocatori eleggibili.

Tutto chiaro? Allora partiamo con la scelta del Play!

Steve Nash – Canada (1996 – to date) 
Ovviamente non può mancare nel novero delle scelte il giocatore bandiera dei Phoenix Suns che in 16 anni di carriera (and counting) ha tenuto una media di 14.6 punti e 8.6 assist con quasi il 50% al tiro, ma che soprattutto ha vinto due premi di MVP di fila ed ha avuto nelle ultime 8 stagioni, cioè da quando ha compiuto i 30 anni, quasi 11 assist di media. Oltre ai numeri a Steve si riconosce l’innata capacità di migliorare i compagni (chiedere informazioni a molti Suns passati dalle sue parti) e a dare qualcosa in più nei momenti che contano. Nella testa pare avere un computer e riesce sempre a trovare la soluzione giusta. Abilissimo al tiro oltre che nel trovare i compagni, è forse il miglior play a giocare i Pick & Roll che si possa trovare in circolazione e nonostante fisicamente non sia un armadio, non ha paura dei contatti (anzi, li cerca da buon ex giocatore di hockey) e difficilmente sta fuori per infortunio. Ha qualche problema in più nella propria metà campo, ma se fosse anche un difensore arcigno sarebbe davvero il play totale.

Tony Parker – France (2001 – to date)
Altro giocatore contemporaneo, ma anche lui da tenere in seria considerazione per un posto in quintetto. A 29 anni ha già vinto tre anelli da protagonista, cosa che nemmeno il sopra citato Nash può vantare e nel titolo del 2007 si è anche guadagnato il titolo di MVP delle finali, a soli 24 anni, con una media di 24,5 punti, 5 rimbalzi e 3,3 assist a partita. Il suo gioco si basa sulla velocità e sulla capacità di andare a concludere a canestro da sotto. Non è un play nel senso più classico del termine, è più un play moderno che garantisce punti più che assist. In carriera ha una media in questa ultima voce statistica di 5,8 e non è mai salito sopra i 7, se si eccettua la stagione in corso. Ha a suo svantaggio il non essere decisamente un Ironman dato che solo in una delle 10 stagioni fin qui concluse il francese è riuscito a giocare tutte 82 le partite.

Josè Calderon – Spain (2005 – to date)
Meno forte, secondo il sottoscritto, di gente come Sarunas Jasikevicius o Vassilis Spanoulis, che hanno avuto carriere decisamente più importanti in Europa rispetto a quelle negli States. Calderon rispetto a loro due però ha avuto il vantaggio di arrivare in NBA ancora giovane (Saras ci arrivò a 29 anni mentre Spanoulis a 31) e quindi quando ancora non era considerato il miglior play in circolazione nel vecchio continente. L’impatto emotivo con la lega è stato quindi meno deciso e lui ha avuto il merito di non arrendersi come gli altri due o come il suo connazionale Rodriguez. Calderon ha vissuto un anno, il 2006, in cui usciva dalla panchina in cambio di TJ Ford, che è stato forse il suo migliore come impatto, poi ha sì migliorato le cifre fino a raggiungere i quasi 9 assist di media delle ultime stagioni, ma ha lasciato un po’ perplesso nello stile di gioco, per la verità dovendo anche fare i conti con un Roster non all’altezza del campionato NBA. La sensazione è che come detto all’inizio, se fossero stati più tempo nella lega il lituano e il greco avrebbero sopravanzato lo spagnolo nelle candidature al posto da play del Foreigner Team.

Ricky Rubio – Spain (2011 – to date)
Candidatura un po’ forte, dato che Ricky è appena arrivato nella lega. Però bisogna considerare l’impatto che sta avendo nonostante la giovane età. Al momento le statistiche dicono 11.5 punti, 8.4 assist, 4.3 rimbalzi e 2.4 steal, numeri che, per far due paragoni, Steve Nash ha raggiunto solo alla sua ottava stagione nella lega e Parker non ha ancora raggiunto alla voce assist e che nessuno dei due sopra ha mai raggiunto alla voce Steal. Poi chiaro, ci sono aree dove l’ex Badalona deve ancora migliorare, prima di tutto al tiro, ancora sotto il 40%, però già da ora si può dire che Rubio è un giocatore importantissimo nei quarti periodi, proprio come Steve e Tony. Oltre a questo, la sua capacità di trovare sempre l’uomo libero è davvero ai livelli di massimi intenditori del gioco e in difesa tra i play è nell’élite, soprattutto grazie alle sue mani veloci e alla sua capacità innata di capire il gioco con un secondo di anticipo, dote questa che lo aiuta ovviamente anche in attacco nel trovare assist vincenti.

La Scelta
Innanzitutto una premessa: non fatevi ingannare dalle candidature qui sopra, il quintetto sarà un quintetto all-time. Si considerano quindi tutti i giocatori indipendentemente dal periodo in cui hanno giocato nella lega. Il problema è che di play davvero validi che abbiano avuto spazio in passato ce ne sono stati pochi e solo ultimamente anche in questo ruolo i team hanno iniziato a dare fiducia a giocatori Europei o comunque non americani. Specificato ciò, la scelta del play non può che cadere su Steve Nash, giocatore che più degli altri ha dimostrato di essere tra i grandi della lega. Per lui è facilmente pronosticabile l’inserimento nella Hall of Fame e sono certo che metterebbe in seria difficoltà un eventuale play del miglior team USA possibile.

Ora tocca a voi fare la scelta. Votate il sondaggio sotto e fate la vostra squadra!

Categorie: NBA | Tag: | 15 commenti

Navigazione articolo

15 pensieri su “NBA Foreigner All Star Team. La miglior PG All Time

  1. piescic

    Nash è un mito e non si discute, ma io ho scelto Rubio perché, anche se lo considero meno forte, è più giovane e gli assist li smazza con la stessa intelligenza del play canadese. Qualche difficoltà in più al tiro, ma compenseranno gli altri.
    PS: se un certo Petrovic Drazen fosse considerato play, avendo giocato in quel ruolo molto più che da guardia, sarebbe comparso nella lista?

  2. Petrovic comparirà assolutamente nel prossimo numero quando si parlerà delle guardie. D’altronde, Guardia tiratrice è ciò che più gli si addice come definizione.

  3. piescic

    Ecco la SG che sceglierò allora😀 Che peccato se ne sia andato così presto…

  4. sancho

    Però Petrovic in America ha giocato esclusivamente da guardia. Penso proprio che comparirà nell’articolo dedicato ai “2”, posizione nella quale dovrebbe essere la seconda scelta per questa ipotetica squadra dietro a Ginobili…

    • Sulla posizione è assolutamente così. Comparirà tra le guardie.
      Per quanto riguarda come sarà classificato…. dovrete leggervi il prossimo articolo.🙂

  5. sancho

    nevermind, sono arrivato tardi🙂

  6. Roberto

    Come play bisogna ho preso Nash, ma per quel che riguarda la posizione di centro inserirai anche Hakeem Olajuwon e per ala grande Tim Duncan, visto le loro origini “straniere”?
    P.S. pura curiosità visto che Duncan è il mio giocatore preferito

    • Su Duncan e Olajuwon non ho ancora deciso, perchè sono non americani ma hanno giocato per team USA in competizioni internazionali. Deciderò all’ultimo.

  7. Babbo Natale

    calderon in quella lista mi fa venire i brividi

    • eh onestamente anche a me… forse anche Rubio visto che è al primo anno. Ma i numeri sono dalla loro e come play non americani c’era veramente poca roba. Con le guardie andiamo già molto meglio

  8. Ho scelto il mitico sceriffo Nash, anche se ero tentato dal dare un voto di speranza/fiducia a Rubio.
    Parker invece non mi è mai andato a genio, almeno come PG pura…

  9. Ovviamente Nash.
    Vedere Calderon (una pippa) e Rubio (20 partite giocate) insieme a due pezzi da 90 con Parker e Nash fa venire i brividi.

  10. Pingback: NBA Foreigner All Star Team. La scelta della SF « ShOwmeHOw2play – di Davide Rosa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: