NBA Foreigner All Star Team. La scelta più dura, quella della PF


Duncan e Nowitzki si sfidano per il ruolo di PF titolare

Quarta puntata della rubrica NBA Foreigner All Star Team e si va a scegliere la PF titolare, scegliendo da un lotto che vede probabilmente alcune delle migliori PF all time della lega, a prescindere dalla nazionalità.

Riassunto delle puntate precedenti: Fino ad ora siete stati concordi con me nella scelta del playmaker, Steve Nash e nella scelta della guardia, Drazen Petrovic (anche se di poco su Ginobili). La tradizione si mantiene anche con la scelta dell’ala piccola, dato che anche voi con le vostre votazioni avete scelto Toni Kukoc come il sottoscritto. Il 70.6% di voi ha infatti scelto il croato come titolare, preferendolo ad Andrei Kirilenko che ha raccolto il 21.3%, Luol Deng con il 4,9%, e a parimerito Hedo Turkoglu e Altro con una preferenza a testa che vale l’1.6%. Purtroppo non ci è dato sapere chi sarebbe stato l’altro meritevole, perché non è stato specificato in seguito.

Con il quintetto che si va a delineare, andiamo come detto a vedere chi sono i papabili per le votazioni della PF. Come per le puntate precedenti, siete invitati a votare anche voi nel sondaggio in fondo alla pagina.

Dirk Nowitzki – Germania (1998 – to date)
Il tedesco, MVP della stagione 2006/2007 e fresco campione NBA (e relativo MVP delle Finals) è di certo una delle migliori PF della storia della lega. Ha rischiato di essere ricordato come un bellissimo perdente, dopo la sconfitta nelle Finals 2006 ad opera degli Heat dopo essere stato in vantaggio nella serie e le successive uscite ai playoff da squadra favorita. Poi l’anno scorso la rivincita contro quegli stessi Heat gli ha ridato la posizione che gli compete, quella di stella indiscussa e giocatore fondamentale. Dal 2002 è ospite fisso dell’All Star Game e sempre dal 2002 è praticamente sempre tra i migliori 10 giocatori della lega secondo le votazioni per il premio di MVP. Come tipo di giocatore c’è poco da scoprire, tiratore mortifero e in grado di mettere palla a terra come un esterno, il suo marchio di fabbrica è il tiro buttandosi indietro, praticamente immarcabile.

Tim Duncan – Isole Vergini (1997 – to date)
Indeciso se metterlo fino all’ultimo, dato che ha anche giocato per la nazionale statunitense nella sfortunata edizione olimpica del 2004, quando il soprannominato “Nightmare Team” è stato sconfitto in semifinale dall’Argentina, poi vincitrice dell’oro contro una sorprendete Italia. Alla fine però ho considerato la sua estrazione culturale e ho optato per considerarlo un isolano a tutti gli effetti. I numeri parlano per lui: 4 anelli conquistati, 2 volte MVP stagionale, 3 volte MVP delle Finals, per le prime 13 stagioni nella lega in doppia doppia di media di punti e rimbalzi e nonostante il calo delle ultime due stagioni si mantiene sui 20.4 punti e 11.3 rimbalzi con 2.2 stoppate in carriera. Soprattutto, è il giocatore difensivamente più dominante del decennio scorso.

Detlef Schrempf – Germania (1985 – 2001)
Altro tedesco che si candida al posto di PF. Più interno rispetto al suo connazionale Nowitzki, ha comunque dato tantissimo alla lega, specialmente nella sua versione ai Sonics, dove è riuscito anche ad arrivare in Finale NBA contro i Bulls di Michael Jordan, che purtroppo per lui non hanno lasciato scampo alla squadra della Rain City. Era la Seattle di Gary Payton e Shawn Kemp e di coach George Karl e Detlef giocava da ala piccola, con ottimi risultati nonostante non amasse spostarsi molto oltre l’arco. A 37 anni suonati, poi, ha ancora dato un solido contributo ai Portland Trail Blazers che uscirono in finale di conference in modo rocambolesco alla settima gara contro i Lakers campioni. Detlef forse non sarà ai livelli dei due sopra citati, però è stato davvero un giocatore di altissimo livello in NBA, come dimostrano le tre convocazioni all’All Star Game (nel ’93, ’95 e ’97) e i due premi consecutivi di miglior sesto uomo dell’anno nel biennio ’91-’92.

Pau Gasol – Spagna (2001 – to date)
Si chiude in bellezza, con uno dei lunghi più tecnici ed eleganti della lega. Per parte della sua carriera il catalano ha giocato anche da centro, ma è da PF che rende al meglio, potendo sfruttare la sua capacità di giocare sia spalle che fronte a canestro. Vincitore di due titoli NBA in back to back con i suoi Lakers nel 2009 e nel 2010 ha dimostrato in quelle due stagioni di potersi scrollare di dosso quello che è stato il suo soprannome per parecchie stagioni, quello di “Gasoft“. Purtroppo per lui l’uscita ai playoff dell’ultima stagione ha riportato in auge questa sua debolezza, tanto che la dirigenza ha tentato di metterlo in una trade in cambio di Chris Paul. La stagione in corso non è partita nel migliore dei modi, ma questo non deve cancellare la grandezza del giocatore spagnolo, uno capace di tirare con il 52% abbondante in carriera.

La Scelta
Purtroppo, in questo caso, bisogna necessariamente scegliere uno dei quattro, e se Gasol e Schrempf possono ritenersi un gradino sotto gli altri due, Nowitzki e Duncan rappresentano il gotha della lega degli ultimi anni e probabilmente di sempre. Alla fine però vado sul giocatore che più ha dominato a lungo, cioè Tim Duncan. La sua capacità di incidere a partire dalla sua stagione da rookie è infatti ineguagliabile e nemmeno lo splendido Nowitzki di questi ultimi anni riesce a pareggiarlo.

Siete d’accordo con me? Stavolta mi aspetto molta indecisione anche da parte vostra. Votate!

Categorie: NBA | Tag: | 6 commenti

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6 pensieri su “NBA Foreigner All Star Team. La scelta più dura, quella della PF

  1. piescic

    Ora come ora Gasol davanti a Nowitzki è forzatura, ma prima dell’implosione gialloviola della scorsa stagione non credo che nella NBA esistesse un lungo più forte di Pau. Detto questo, i quattro tra cui scegliere sono dei grandissimi nomi, ma io scelgo il caraibico. Un uomo, prima che un campione, fuori dal comune, rubato al nuoto a causa di un uragano, per Duncan parla la sua carriera. Da Hall of Fame.

  2. daniele

    mi rifiuto di considerare Duncan uno straniero: le isole vergini fanno parte degli USA, ha fatto il college a Wake Forest…dai,questa è una forzatura,è americanissimo come la torta di mele e il popcorn

    • Ci sta assolutamente come lettura… è molto border-line la presenza di Duncan tra gli stranieri, come lo sarà quello di Olajuwon tra i centri. Però alla fine sarebbe stato discutibile anche il non metterlo secondo me.

    • Roberto

      Concordo in parte in quanto come per Duncan anche Nash ha nazionalità straniera ma entrambi hanno avuto la possibilità di crescere, cestisticamente e non negli USA. Ovviamente essere canadese è molto differente dall’essere un Isolano che ha di fatto doppia cittadinanza ma se si parla di stranieri in quanto etnia e non in quanto cittadinanza è giusto inserire Duncan perchè nato in un paese straniero. Questa è ovviamente un opinione personale e non condivisibile da altri, ma io ritengo che se una persona è nata in uno stato e solamente dopo si trasferisce in un altro, è assolutamente da considerare come straniero in quanto non natio di quella nazione come Olajuwon e Deng.

  3. Sirmitch

    Se lo consideriamo non americano Duncan tutta la vita !!!!!

  4. Saimon

    No però raga…..non si può…..se Duncan non è americano, Myers e Giuseppe Rossi non sono italiani……non si può considerarlo straniero…ma assolutamente.

    Da un punto di vista politico poi, oltretutto, le Vergini son parte degli Usa a tutti gli effetti. Non ci sta.

    Propongo, al suo posto, di inserire Ademola Okulaja….vuoi mettere…?🙂

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