Must Read – I miei consigli: All-Around. Dodici storie. Una passione


La copertina del libro

Arrivo con colpevole ritardo, lo so, ma il tempo a volte è tiranno e anche per fare una cosa a cui tieni puoi metterci più tempo del dovuto.

Colpevole ritardo perché quello che sto per scrivere è una mia impressione (chiamarla recensione forse è un po’ troppo) su un libro che mi è stato consegnato ormai un venerdì di tre settimane fa e che nel giro di 24 ore avevo già divorato.

Sto parlando di All-Around: “Dodici storie, una passione”, il libro nato dalla collaborazione dei redattori del sito all-around e che parla, ovviamente, di basket e che mi sento caldamente di consigliare ad ogni appassionato.

Io ho avuto la fortuna di avere avuto un’anticipazione del libro prima della pubblicazione, quando in occasione delle Final Eight di Coppa Italia a Torino il buon Simone Mazzola, ideatore del sito e promotore dell’iniziativa del libro, si è avvicinato alla mia postazione in tribuna stampa e mi ha sussurrato, tra l’emozionato e l’orgoglioso: “Ti faccio vedere in anteprima il nostro libro, questa è una delle tre copie attualmente stampate, le altre ci saranno solo quando partiranno le stampe per il pubblico“.

Emozionato quasi quanto lui, ho quindi aperto il prezioso scritto e ho dato la mia prima breve scorsa al libro. Scorsa che mi ha lasciato subito la voglia di averlo nella mia libreria e la possibilità di godermi i racconti scritti da quelle mani amiche e capaci.

Occasione che fortunatamente è arrivata non molto tempo, dopo quando sono andato a Milano ad una serata con Federico Buffa organizzata da Rivista Ufficiale NBA e Simone mi ha potuto consegnare una copia del libro. Rigorosamente con dedica da parte sua e dell’amico Miky Pettene, autore come Simone di una delle dodici storie del libro.

Prima di parlare del libro getto subito la maschera. Simone è un amico, ed il primo che mi abbia mai chiesto di scrivere qualcosa sul basket che non fossero dei commenti all’interno di un forum. E’ proprio sul suo sito infatti che ho mosso i primi zoppicanti passi che poi mi hanno portato a collaborare con altri siti e a prendere la decisione di aprire questo blog. Logico quindi che ci sia un certo senso di riconoscenza verso di lui e aggiungerei un pizzico di invidia (nel senso buono del termine si intende) perché non mi sarebbe spiaciuto avere avuto la possibilità di partecipare attivamente a questo tipo di progetto.

Riconoscenza che cercherò però di mettere da parte ora che vi darò un mio resoconto di quanto letto.

Il libro scorre in modo molto gradevole e dopo l’amabile prefazione scritta da Chiara Zanini entra nel vivo dei dodici racconti, tutti rigorosamente frutto di attimi di basket vissuti con i propri occhi ed ovviamente con i propri sentimenti e non tramandati o riscritti come va spesso di moda fare.

Ecco perché all’interno del libro troverete fatti che magari conoscete (o magari no per questioni anagrafiche), ma che non avrete mai ascoltato, perché raccontati con gli occhi sognanti di un appassionato.

Come la storia scritta da Fabrizio Noto, sulla vittoria in Coppa Campioni di Roma nel 1984, vissuta da giovane scolaro in gita che fa di tutto per seguire il suo idolo Larry Wright, oppure la storia di Sofoklis Scortsanitis, scritta da Maurizio Zoppolato che ci porta a fare una conoscenza un po’ più approfondita del Baby Shaq in quella che forse è l’unica storia non direttamente vissuta con gli occhi del testimone in senso stretto, ma da appassionato del giocatore.

E che le storie rappresentino una Passione, rigorosamente con la maiuscola iniziale, lo si nota dal fatto che la maggior parte di queste storie non si riconducono a qualcosa di stretta attualità o a qualcosa che abbia avuto una grande cassa di risonanza mediatica. Come ad esempio la storia della Pallacanestro Sanga Milano e della sua squadra femminile, partita da un oratorio e arrivata fino in A2, raccontata da Franz Pinotti con un ardore che non si può avere se non si vive una storia dal di dentro. E sempre per il basket femminile, rimarchevole il trasporto con cui Domenico Landolfo ci racconta l’oro delle ragazze dell’Italia under 18 agli Europei del 2010.

O ancora la storia di Paolo Brugnara che ci porta nella difficoltà che può trovare un validissimo coach ad emergere dalle minors italiane agli alti livelli e alle scelte che fanno crescere gli uomini. Oppure di come le Minors si possono sfruttare con una gestione oculata di una società, come nel caso di Casalpusterlengo, società ormai famosa per aver dato alla luce campioni del calibro di Danilo Gallinari e Pietro Aradori che ci viene sviscerata dalla sapiente penna di Miky Pettene, che ci fa vivere una intera stagione di basket come se noi lettori la stessimo vivendo insieme a loro.

Queste sono solo alcune delle storie che racconta il libro che servono come esempio per mettervi la curiosità di  avere sugli scaffali della vostra libreria questa raccolta, molto ben scritta da Mario E.M. Fumagalli, Mirko Pierpaolo Papirii, Franz Pinotti, Paolo Brugnara, Daniele Vecchi, Domenico Landolfo, Michele Pettene, Maurizio Zoppolato, Fabrizio Noto, Simone Mazzola, Diego D’Abbundo e Andrea Pontremoli, gli autori delle dodici storie scritti in rigoroso ordine di comparizione sul libro per non fare torti a nessuno.

Ci tengo però a tenere per ultima la storia di Simone, riguardante la finale scudetto tra Milano e la Bologna sponda Fortitudo del 2005. Quella fu la prima stagione in cui in Italia si decise di usare la tecnologia in campo, quell’instant replay tanto agognato dal mondo del calcio che da ormai 7 anni è in vigore nel basket.

Come in un copione perfetto, ovviamente, fu proprio quella decisione di introdurre la tecnologia che fece decidere lo scudetto, quando gli arbitri poterono rivedere il tiro di Ruben Douglas e decretare senza ombra di dubbio che lo stesso, che avrebbe dato la vittoria della gara e della serie a Bologna, fosse stato scoccato prima del termine del tempo, e consegnare così alla Climamio il campionato. Simone nel suo racconto fa trasparire tutte le emozioni vissute in quei momenti di pathos, sia con gli occhi del cronista, sia, soprattutto, da quelli di tifoso milanese, deluso sì dal risultato finale ma anche appagato dall’evoluzione di uno sport che potesse permettere una decisione netta ed inequivocabile e che non desse adito a polemiche.

E ci racconta che come lui anche tanti altri tifosi più accesi abbiano accettato il verdetto degli arbitri, che solo parzialmente ribaltavano quello del campo, senza scene isteriche tanto care al mondo del pallone.

Questo racconto, più di tutti (non me ne vogliano gli altri 11 bravissimi autori), ha rappresentato per me la Passione (nuovamente con la P rigorosamente maiuscola). Perché è facile essere tifosi di una squadra, ma pare che non sia così facile esserlo in modo civile e il basket, la Passione che accomuna me, gli autori del libro e tutti voi che lo leggerete, si dimostra ancora una volta un’isola felice dello sport italiano. Un’isola che da oggi ha un’oasi in più: questo splendido libro che non tradirà le vostre aspettative.

PS: Potete trovare il libro presso: “Libreria dello sport” – via Carducci 9 a Milano e, richiedendolo, in tutte le librerie collegate ad essa, nonché su Amazon.

Come recita il sito ufficiale: Il costo di copertina è di 10 euro, parte dei quali verranno devoluti in beneficenza al progetto “L’Aquila per la vita”, nato dall’idea del Dott. Giampiero Porzio che  manda per L’Aquila una fisioterapista per alleviare le sofferenze dei malati di tumore. Il progetto è patrocinato da grandi personaggi dello sport quali Massimiliano Allegri ed Ettore Messina.

Buona lettura a tutti.

Categorie: A1 Basket | 2 commenti

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2 pensieri su “Must Read – I miei consigli: All-Around. Dodici storie. Una passione

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pingback: DoubleHeader ShOW – Miky vs Paola « ShOwmeHOw2play – di Davide Rosa

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