Gli Spurs come il Barolo, invecchiando migliorano


I San Antonio Spurs stanno facendo una stagione sopra le aspettative

Il Barolo è un vino piemontese, di grande struttura, che nasce dalle uve Nebbiolo ed affinato in botti di rovere per un minimo di 36 mesi e al superamento dei 5 anni può essere definito Barolo Riserva.  I Tannini, sostanze polifenoliche contenute nella buccia dell’uva, ne permettono inoltre una gran longevità, conferendone quel gusto pieno tipico di questo vino.

Longevità, durezza, sapore deciso e inconfondibile e la capacità di acquisire ancora maggior rotondità con il passare degli anni, quando il Barolo si completa e diventa a buon titolo uno dei più importanti vini della nostra penisola sono caratteristiche che rendono vero il detto “il vino buono invecchiando migliora“.

E quante volte abbiamo sentito associare questa frase a giocatori o a squadre dell’NBA?

Sicuramente tante, e sicuramente quest’anno il detto “sono come il vino, invecchiando migliorano” è valido per i San Antonio Spurs.

Dati da tutti in gran difficoltà per motivi anagrafici infatti, i texani sono a una delle loro migliori stagioni nella lega in un anno che le squadre con un’età media elevata come loro avrebbero dovuto faticare più delle altre. Certo, tutti hanno negli occhi la stagione passata, quando proprio gli Spurs hanno dominato una stagione e sono poi usciti al primo turno dei playoff contro i Memphis ottavi classificati ad Ovest.

Che questo potesse essere l’ultimo ballo di Duncan e soci si sapeva chiaramente da inizio stagione e la sensazione comune era che la squadra non fosse comunque sufficientemente attrezzata per arrivare davvero fino in fondo, con il “problemaJefferson, corpo estraneo da gestire che non garantiva sufficiente apporto e un immobilismo gestionale che lasciava intuire una sorta di rassegnazione al non essere protagonisti a giugno.

Immobilismo che però si è tramutato in oculatezza negli scambi appena ce ne è stata la possibilità e soprattutto appena anche la dirigenza ha capito che forse, forse, si può ricavare davvero qualcosa di buono da questa stagione. Ecco che allora sono arrivati un cavallo di ritorno come Stephen Jackson, in cambio proprio di quel Jefferson che tanto faceva ammattire i tifosi Spurs e un giocatore come Boris Diaw che se rimesso in forma (un se grosso quasi quanto i cheeseburger che il francese si è ingozzato per assumere la forma da Homer Simpson che accusava a Charlotte) può davvero essere un’arma tattica importante per questi Spurs potendo giocare da lungo insieme a Duncan e allargare il campo con una maggior pericolosità di Bonner, che fino a quest’oggi era il lungo con i compiti di stretch della difesa avversaria in fase offensiva.

Basteranno queste variazioni per arrivare davvero a lottare per il titolo? Difficile dirlo adesso, perché la stagione è ancora lunga e gli equilibri sempre molto labili, però gli Spurs hanno un vantaggio. Con la loro strutturazione paiono la squadra meglio organizzata per contrastare i Thunder, il team che ad Ovest è il più accreditato per la finale, come dimostra anche il record di 2 vittorie a 1 contro di loro.

"My goal is to drink as much of it as I can before I die so my kids don't use 7-Up and make sangria out of the wine." dice Gregg Popovich sulla sua cantina.

Allora è vero che gli Spurs sono come il buon vino, invecchiando migliorano. Per il parallelismo con il Barolo, Popovich si cala alla perfezione nella parte del tannino che dà la rotondità e il gusto eccellente a questo team essendo probabilmente, dopo l’addio di Phil Jackson e Jerry Sloan, il miglior allenatore sulla piazza. Popovich, che è anche un grande appassionato di vino e co-proprietario di una azienda vinicola oltre di una cantina fornita dei migliori vini delle migliori annate del mondo.

E due dei tre giocatori più importanti di San Antonio, Tony Parker e Manu Ginobili, vengono proprio da due zone molto rinomate per la produzione del famoso Nettare di Bacco. Il primo dalla Francia, terra natia dello Champagne e di altri vini di fama mondiale come il Sauterne, il Bordeaux e il Bourgogne. Il secondo dall’Argentina, che grazie al clima temperato fornisce vini di alta qualità come il Malbec o alcuni Cabernet Sauvignon.

Il terzo giocatore più importante? Tim Duncan, uno che da come sta giocando quest’anno pare conservato in botti di rovere e fatto ossigenare a dovere per una delle sue migliori degustazioni.

Come andrà a finire lo si saprà solo tra qualche mese, quando scopriremo se potremo davvero goderci questo ottimo vino, magari abbinandoci (in finale) il piatto perfetto per farlo rendere al meglio.

Alla salute!

Categorie: NBA | Tag: | 2 commenti

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2 pensieri su “Gli Spurs come il Barolo, invecchiando migliorano

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. gianni

    bell’articolo soprattutto per un tifoso spurs come me. dett oquesto, il mondo crollerà con il ritiro del 21.

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