NBA Finals 2012: I Thunder vincono Gara 1


James e Durant non hanno tradito le attese in Gara1

Sì è da poco conclusa la prima sfida di Finale tra Oklahoma City e Miami, sia nella versione live che in quella relive che i più pigri come il sottoscritto prediligono per non essere in versione zombie al mattino in ufficio e la vittoria è andata alla squadra di casa, i Thunder.

MIAMI HEAT 94 – OKLAHOMA CITY THUNDER 105 (29 -22, 25-25, 19-27, 21-31)
Buona la prima quindi per Durant e soci che riescono a far loro una gara iniziata per la verità non benissimo.

La partita infatti ha visto Miami prenderne la testa all’inizio e tenerla fino all’intervallo lungo, flirtando spesso e volentieri con la cifra di vantaggio. Uno dei protagonisti di questo buon inizio è stato senza dubbio Shane Battier, che dopo pochi minuti aveva già segnato 3 bombe su 3 tentativi e aveva un bottino di nove punti.

Erik Spoelstra non è esente da colpe

GLI ERRORI DI SPOELSTRA
A questo punto sono iniziati i primi errori da parte di coach Spoelstra che nonostante il suo attacco stesse girando nel modo migliore, cambiava quintetto e si affidava ai lunghi, togliendo proprio l’ispiratissimo Battier che perdeva quindi un po’ di ritmo.

Spoelstra continuava nella sua serie anche successivamente, quando nel terzo quarto decideva di affidarsi maggiormente ad una coppia di lunghi veri (principalmente Haslem e Bosh per mancanza di valide alternative) nel tentativo di contenere un Ibaka che sul finire del secondo quarto aveva segnato 6 punti in fila.

Questa mossa da parte di Spoelstra era più deleteria che utile, dato che la presenza contemporanea di Bosh ed Haslem non permetteva più a Wade e James di attaccare l’area avversaria per il troppo intasamento. Mossa che non dava nemmeno dividendi a rimbalzo, con gli Heat che andavano comunque sotto. Logico quindi pensare che forse sarebbe stato meglio giocarsela più con i piccoli.

Dwyane Wade, calato nella seconda parte

WHERE IS MY WADE?
Dopo il Where is my Kemba di inizio stagione, ritorna il refrain di “ma dov’è il vero Wade?” già ascoltato più volte nella seconda parte di Stagione Regolare. A dirla tutta nei primi 24 minuti Dwyane ha giocato esattamente come ci si aspettava che giocasse, cioè attaccando molto il suo avversario e facendo girare molto il pallone. Poi, complice come detto il gioco diverso con la presenza dei due lunghi, si è andato progressivamente spegnendo, fino a risultare quasi dannoso con due palle perse negli ultimi 5 minuti di gara, quando i possessi diventavano fondamentali.

Wade che non a caso avevo indicato come la vera chiave della serie per Miami, perché avrebbe dovuto in attacco dare qualcosa in più attaccando il suo marcatore, che spesso era Westbrook, per stancarlo e farlo rendere meno in attacco. Missione fallita, dato il fatturato dell’ex UCLA che lo vede inchiostrare sul foglio della sfida 27 punti, 11 assist e 8 rimbalzi.

LBJ ha fatto una partita di altissimo livello

DURANT vs JAMES
La sfida nella sfida che tutti si aspettavano non ha affatto deluso. I due hanno chiuso rispettivamente con 36 punti 8 rimbalzi e 4 assist il primo e 30 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e rubate il secondo. Certo, ora si scateneranno i tifosi che su internet diranno che James come al solito è sparito nel momento in cui si decidono le gare (23 punti nei primi 3 quarti e 7 nell’ultimo) mentre Durant ha fatto il contrario (17 punti nel decisivo quarto periodo) e che quindi è stato nuovamente più decisivo del Prescelto, ma le cose non si devono necessariamente leggere in questo modo.

James stanotte è stato davvero un giocatore eccezionale, giocando al meglio di quello che poteva, considerando il tipo di difesa che aveva davanti. Talmente tanto che per la prima volta da “The Decision” mi ha fatto simpatizzare per lui, in una sorta di Sindrome di Stoccolma.

Thabo Sefolosha, ottimo in questa Gara1

LA PROFONDITA’ DEI THUNDER
La prima gara ci dice che sostanzialmente gli Heat hanno giocato in 6, con Mike Miller e Joel Anthony che si sono dovuti accontentare di alcuni scampoli di partita e che dall’altra parte OKC ha messo in campo 8 giocatori con almeno 20 minuti in campo e soprattutto che la qualità del supporting cast dei Thunder sia stata nettamente superiore rispetto a quella degli Heat.

Di più, c’è da considerare che il miglior sesto uomo della lega, James Harden, ha bucato il primo appuntamento di questa serie, facendo registrare solamente 6 punti e commettendo 4 falli su un Wade che lo ha infilato spesso e volentieri e che quindi da questo punto di vista i Thunder avrebbero ancora margini di miglioramento. E’ stato però il titolare Sefolosha a giocare sopra standard e a dare a Oklahoma City quello che serviva per stare in partita: tanta ottima difesa su James e alcune giocate davvero decisive in attacco.

Per Chris Bosh 4 su 11 al tiro

L’ATTACCO DI MIAMI
Fino a qui tutto bene… fino a qui tutto bene.. fino a qui tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. 

Con questa massima si può descrivere l’andamento della gara degli Heat offensivamente. I parziali per ogni quarto vedono infatti Miami segnare, rispettivamente, 29 – 25 – 19 – 21 punti.

Io continuo a credere che l’inserimento dei due lunghi sia stato uno dei motivi per cui l’attacco si sia un po’ inceppato, anche se era palese, guardando la partita, che Miami non avrebbe potuto giocare tutta una gara con quelle percentuali e quell’efficacia nel costruirsi i tiri. Merito della difesa dei Thunder anche, ovviamente, ma sull’attacco bisogna lavorare di più.

Nick Collison ha fatto alcune giocate decisive

MIGLIORE IN CAMPO
Sarebbe troppo facile dire Westbrook per quanto fatto durante tutta la partita o Durant per quanto prodotto nel quarto periodo, però mi sento moralmente in dovere di premiare Thabo Sefolosha e soprattutto Nick Collison, autore di una difesa sul pitturato di altissimo livello e di una prestazione tutta sostanza grazie a 8 punti frutto di 4 su 5 al tiro e 10 rimbalzi di cui 5 offensivi. Collison che ha anche avuto poca credibilità dagli uomini in grigio, che gli hanno fischiato due falli in difesa assolutamente inesistenti (attenzione, non sto assolutamente criticando l’arbitraggio che per me è stato molto buono).

Wade e Spo si dividono la palma di peggiore di Gara1

PEGGIORE IN CAMPO
Continuo a pensare che Spoelstra abbia preso la decisione sbagliata mettendo i due lunghi in campo così a lungo (scusate la ripetizione) e che avrebbe forse fatto meglio a rischiare di giocarsela come fatto nel primo quarto e cercando di più la produzione offensiva più che la difesa del pitturato. Certo, poi ci sarebbe da dire a Wade che non può permettersi di giocare una seconda metà di gara così anonima e che senza di lui gli Heat non possono vincere.

VERSO GARA 2
Giovedì notte si alzerà la palla a due per il secondo appuntamento tra le due squadre, sempre nella calorosissima Chesapeake Arena. Come detto in preview sarà importante per i Thunder vincere anche questo incontro per avere la certezza di riportare in Oklahoma la serie comunque vada poi a finire a Miami. Per gli Heat invece è arrivato il momento di fare lo step successivo e ripetere, stavolta per 48 minuti, quanto di buono fatto vedere stanotte in 24.

Categorie: NBA | Tag: , | 1 commento

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Un pensiero su “NBA Finals 2012: I Thunder vincono Gara 1

  1. piescic

    Se hai i Durant ma non hai i Collison ste partite non le porti a casa mai. Con Sefolosha è, anche per me, l’mvp romantico della partita. Westbrook che però smista 11 assist da di nuovo prova di non essere un grande play, come tutti dicevano, no?😀

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