Basket Italiano in coma e attaccato ai respiratori


Bo McCalebb. L’MVP dello scorso campionato sta per salutare l’Italia e andare all’estero

Nonostante questo blog sia più che altro improntato al basket oltreoceano e che in questo periodo di Free Agency gli spunti per un articolo non manchino di certo, mi sento di dire due parole (assolutamente non richieste) sulla situazione del basket in Italia.

Italia in cui si parla quasi esclusivamente di Calciomercato, nonostante anche gli operatori di mercato delle squadre di basket siano in continuo movimento e stiano facendo le loro scelte. Il problema è che a giudicare da queste scelte, si evince una volta di più come il nostro movimento sia in profonda crisi.

Crisi che ormai ci accompagna da tempo e come se non bastasse quest’anno a giudicare dalle prime mosse di mercato, si rischia seriamente di andare pure peggio e l’elettrocardiogramma di monitoraggio restituisce solo un flebile e sporadico segnale.

Partiamo da Ettore Messina. L’ex coach di CSKA e Real Madrid, Nazionale Italiana, ma soprattutto della Virtus vincitutto, ha concluso la sua esperienza in NBA da assistente ai Lakers ed è tornato in Europa. Ovviamente non ha scelto l’italia ma il budget e le ambizioni di una corazzata come il CSKA. Occasione persa ovviamente perché un ritorno di Messina nel campionato italiano, per quanto mi renda conto che fosse improponibile per motivi economici e tecnici, sarebbe stata forse la scintilla che avrebbe rintuzzato il fuoco della passione per il basket in Italia.

Proseguiamo con Simone Pianigiani, coach campione d’Italia degli ultimi 6 anni con Siena, che è il primo che inaugura la stagione degli addii alla LegaA, partendo in direzione Turchia per accasarsi al Fenerbahce, insieme al suo fido secondo nella Nazionale Italiana Luca Dalmonte, lo scorso anno alla guida di Pesaro semifinalista playoff.

Per quanto non sia un grande estimatore del successore di Charlie Recalcati (che da Varese è da poco passato a Montegranaro), trovo preoccupante per il movimento che lui (e di riflesso anche Dalmonte, l’altro semifinalista), si allontanino dal nostro paese per andare all’estero. Mossa che peraltro è in linea di tendenza con quello che è il mood di Siena di quest’anno, ovvero ridurre il budget. Proprio per questo motivo se ne sono andati Zisis, si sono liberati Kaukenas e Lavrinovic e molto presumibilmente partiranno McCalebb, Aradori ed Andersen.

L’unica in controtendenza è Milano, che continua ad investire e a spendere soldi, anche perché intravede la possibilità di superare Siena nelle gerarchie, nonostante si debba far attenzione ad un dirigente come Minucci che anche con pochi soldi a disposizione sa muoversi benissimo, come testimoniano le firme di Hackett e Sanikidze.

E se il top della Lega è in crisi, figurarsi cosa non può essere la situazione più in basso.

Un disastro su tutta la linea, se si pensa che Treviso, dopo l’addio di Benetton, che tanto aveva dato a questo sport, ha rischiato seriamente di sparire dalla cartina del basket che conta, salvo poi trovare in extremis il modo di sopravvivere, anche se l’iscrizione al campionato potrebbe non essere regolarizzata per tempo. Non solo Treviso però, perché Teramo, già in serie difficoltà l’anno scorso, ha dovuto salutare e ripartire dal basso, non potendo fare fronte alle spese che una Serie A le ha imposto la passata stagione, Roma non se la passa benissimo dopo il passo indietro di Toti ed è alla continua ricerca di uno sponsor che possa darle un po’ d’ossigeno e Cremona si è salvata all’ultimo secondo riuscendo ad iscriversi in campionato, ma rimane in una pericolosa linea di galleggiamento anche quest’anno.

Non va nemmeno meglio in LegaDue, dove Ostuni e Piacenza (neopromossa) hanno dovuto rinunciare all’iscrizione al campionato per difficoltà economiche.

Insomma, una crisi, acuita certo dalla congiuntura economica degli ultimi anni, ma che già da tempo assale la palla a spicchi nostrana.

Per la verità, a voler proprio essere ottimisti, un po’ di luce in fondo al tunnel si potrebbe vedere, perché alcune realtà metropolitane come Torino e Napoli paiono invece pronte a riaffacciarsi al grande pubblico. Loro, insieme a Forlì e a Capo d’Orlando hanno presentato domanda di ripescaggio in caso servano squadre per fare la LegaDue. Torino da questo punto di vista si è già portata avanti, assumendo Pillastrini come capo allenatore, sicuramente un lusso per una DNA, campionato al momento a cui è iscritta la PMS.

Certo, si tratta di una luce fioca, perché poi i budget necessari per una DNA o LegaDue rispetto ad una Serie A sono completamente diversi e per trovarle protagonista nella massima serie anche loro avrebbero bisogno di un’iniezione di fondi da parte di sponsor che al momento latitano un po’ ovunque.

Di certo c’è che quello che inizierà dopo l’estate sarà un campionato forse più equilibrato, ma anche meno talentuoso e come troppo spesso capita nelle ultime stagioni, senza nemmeno la certezza, a luglio, di come saranno strutturati i campionati, con quante squadre e chi ci giocherà.

La credibilità, per conto mio, è persa da un pezzo e l’assenza della Nazionale alle Olimpiadi di Londra che stanno per iniziare non è nient’altro che la cartina tornasole di un movimento da ristrutturare se non completamente da rifare. Petrucci ha dichiarato che proprio dopo Londra dichiarerà quello che già tutti sanno. Tutti tranne me forse, che mi auspico una decisione che possa fare bene al movimento ma che temo resterò come al solito deluso perché se si fanno dichiarazioni, qui, si fanno solo pensando alla politica e non al bene del basket italiano.

Categorie: A1 Basket | Tag: , | 4 commenti

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4 pensieri su “Basket Italiano in coma e attaccato ai respiratori

  1. Gigi F.

    Condivido tutto,approfondirei il futuro….Questa ipotizzata azione legale di Legadue contro la riforma dei campionati che fine ha fatto?
    La mia idea sarebbe una lega pro con 16 squadre , nessuna limitazione di nazionalità e minimo palazzi da 7000 posti.
    Una seconda lega da 24 squadre,solo giocatori italiani e naturalizzati eleggibili per la nazionale,ma nessun vincolo di età,suddivisioni geografiche per limitare i costi e palazzi da almeno 3500.
    Sulla questione dilettantismo per evadere il fisco,non entro in merito perchè non ho ancora capito bene come funziona,e non è che il fisco mi stia simpatico di sti tempi…

    • sul numero delle squadre io sarei per tenerlo più basso possibile, per aumentare la stabilità economica delle piccole e per aumentare il livello medio. Questione stranieri,passaportati ecc non saprei nemmeno dire quale possa essere la soluzione migliore. La tua mi pare interessante, anche se una Lega2 senza stranieri rischierebbe poi di far partire troppo svantaggiate le squadre che salgono che devono poi ancora trovare gli americani e una nuova chimica. Limitarli però a 1-2 sarebbe cosa buona e giusta.
      Serie A invece aperta a tutto, così magari i giocatori italiani che emergono lo fanno perché effettivamente meritevoli e in un mercato del genere non andresti a strapagarli.

  2. Gigi F.

    Ogni anno le squadre cambiano volto,non solo quelle che cambiano categoria,non vedo questa difficoltà ad inserire americani.
    Seguendo la DNA 2011/2012 ho visto molte belle partite e scoperto molti giocatori forti,togliendo le limitazioni d’età e aggiungendo tutti gli italiani non abbastanza forti da conquistarsi un posto in una lega “open borders”,credo che si vedrebbero molte squadre toste e spettacolari,capaci di conquistare un tipo di pubblico campanilista come quello delle minors ,adatto ad affezionarsi ai giocatori indigeni.Poi non ci sarebbero più giocatori di 24/25 anni di interesse per la Nazionale messi in serie A a scaldare panchine o giocare 10 min al massimo.Credo che un’idea del genere sarebbe molto osteggiata dalla Giba,che ha già a che fare con un fisiologico calo degli ingaggi ,legato alla crisi.Ma tant’è,se proprio “riforma dei campionati” dev’essere,almeno sia radicale….Di veder cambiare tutto per non cambiare mai nulla, ne ho piene la palle,in generale ,senza scomodare la pallacanestro.

  3. Sì sulla limitazione d’età d’accordissimo, per il resto a me piacerebbe che nel cercare di migliorare un prodotto ci fosse anche l’idea di creare una squadra che abbia un nucleo a cui mettere pochi innesti anche in caso di promozione, quindi con la possibilità di mettere 1-2 americani anche in Lega2.

    Però ci sta tranquillamente anche il tuo discorso…

    Ci si vede quest’anno a qualche partita della PMS. Spero di essere più presente.

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