NBA Power Ranking: Western Conference


Dopo il Power Ranking della Eastern Conference, è arrivato il momento di sbilanciarsi anche per quanto riguarda le gerarchie ad Ovest, dove ai piani alti c’è stato il rilancio dei Lakers che in estate hanno acquisito i diritti di Steve Nash e Dwight Howard.

Basteranno questi due innesti a fare dei gialloviola la vera forza delle Western Conference? O i Thunder di Kevin Durant e Russell Westbrook saranno ancora i finalisti dopo la cavalcata della scorsa stagione?

La risposta definitiva, come di consueto, la lasciamo ai posteri, intanto ci godiamo la solita bagarre tra le squadre di maggior livello.

1. Oklahoma City Thunder – 88

Sono i campioni in carica ad Ovest e non hanno cambiato nulla di un roster che l’anno scorso li ha portati in Finale NBA, anzi hanno aggiunto un rookie interessante come Perry Jones III e il rientro di Maynor, la scorsa stagione fermo ai box per infortunio.
Hanno l’equivoco Harden, certamente non per un discorso tecnico ma per un discorso contrattuale. Entro fine ottobre il barba deve firmare l’estensione contrattuale con i Thunder, altrimenti diventerà FA a fine stagione e quindi una possibile merce di scambio. Rischioso per OKC, perché sarebbe un peccato rinunciare al miglior sesto uomo della lega. Lui ha dichiarato più volte di voler restare però, per cui al momento non vedo il motivo di mettere in dubbio un roster che come capacità tecniche e come chimica rimane, a mio avviso, il migliore ad Ovest.

Uomo Chiave
James Harden, che deve firmare e far dimenticare le brutte prove nelle scorse Finals.

2. Los Angeles Lakers – 86

I gialloviola dopo una stagione interlocutoria, ritornano prepotentemente in lizza per conquistare il titolo, grazie agli innesti di Steve Nash e di Dwight Howard. Come detto in un pezzo a parte, nonostante i due nuovi arrivati siano davvero di livello assoluto, non sono certo che facciano la reale differenza contro i Thunder, che nelle posizioni di Play e di Centro hanno due uomini che paiono fatti dal sarto per contrastare i Lakers.
L’altro dubbio riguarda il coach. Siamo sicuri che Mike Brown sia l’uomo giusto per far rendere al meglio una squadra infarcita di star e di personaggi dalla forte personalità come Metta World Peace?
Di sicuro però il talento è strabordante e le possibilità di andare a giocarsi le Finali di Conference sono molto elevate. Sta a loro dimostrare di meritare più del secondo posto in questo Power Ranking.

Uomo Chiave
Dwight Howard per prima cosa deve capire che deve giocare i palloni che gli lascerà l’attacco senza lamentarsi, poi sapere che la palla, comunque, andrà a Kobe. Ce la farà?

3. San Antonio Spurs – 83

Sembrano sempre sul viale del tramonto, poi ogni anno stupiscono e almeno in Regular Season arrivano sempre ad altissimi livelli.
Da un paio di stagioni hanno anche iniziato un processo di ringiovanimento delle seconde linee, che nella scorsa stagione hanno anche dimostrato di essere una parte importante della squadra. I vari Danny Green, Kahwy Leonard e Gary Neal sono infatti pedine fondamentali del gioco dei neroargento e coloro i quali permettono di far riposare i titolari. Da questa stagione è anche arrivato il francese Nando De Colo, che ha la possibilità di inserirsi in un meccanismo di gioco che pare tagliato per le sue caratteristiche.
Molta parte della stagione però passerà dallo stato di forma fisica dell’altro francese Boris Diaw e dall’apporto che riuscirà a dare un giocatore come Stephen Jackson, che già agli scorsi playoff ha dimostrato di aver la voglia di esser di nuovo protagonista in Texas.

Uomo Chiave
Stephen Jackson, che comunque già ha fatto vedere di essere rinato alla corte di Gregg Popovich.

4. Los Angeles Clippers – 81

Dopo esser stato parzialmente sbugiardato da loro lo scorso anno, quando li avevo messi tra i possibili protagonisti, voglio dar nuovamente fiducia ai Clippers, che entrano in quello che potrebbe essere l’anno più importante della loro storia. Il motivo è semplice, al termine della stagione Chris Paul uscirà dal contratto e dovrà decidere se continuare a stare nella seconda squadra di Los Angeles o se tentare una nuova avventura. Attraverso la sua eventuale conferma passerà poi quella di Blake Griffin, che in caso CP3 decida di partire, non sarà così felice di restare alla corte di Sterling.
Per potenziare il roster sono arrivati Grant Hill, Jamal Crawford, Matt Barnes e Lamar Odom. Soprattutto quest’ultimo sarà il possibile ago della bilancia per le soluzioni tattiche di coach Del Negro.
Wait… Odom-bilancia e soluzioni tattiche di Del Negro? Forse li ho messi un po’ troppo in su in effetti…

Uomo Chiave
Chris Paul, chi altri senno?

5. Denver Nuggets – 79

Sono una squadra in rampa di lancio, con giovani interessanti, con l’innesto di Andre Iguodala e il nuovo Chamberlain (sic!) Javale McGee. Oltre a loro, Wilson Chandler rientra facendo tutta la stagione e potrà inserirsi meglio nei meccanismi dei Nuggets, mentre il nostro Danilo Gallinari entrerà nel contratto nuovo e ricco, per cui dovrà ancora di più dimostrarsi all’altezza di tutti quei soldi.
Alcuni equivoci ci sono in realtà, ad esempio il dubbio sulla reale capacità di Iguo di essere un leader, oppure se effettivamente la bellezza del gioco del coach si sposi anche con i concetti di efficacia necessari ad essere protagonisti, però la squadra rimane molto interessante.

Uomo Chiave
Andrè Miller. Nonostante si sia lamentato per avere un posto da titolare l’anno scorso, ha rifirmato ben sapendo che sarebbe stato il backup di Lawson. Cambiato idea o tra qualche mese riprenderà a fare il muso?

6. Memphis Grizzlies – 78

A me continuano a non convincere molto, perché resto della mia convinzione che la stagione fatta due anni fa sia più frutto di un allineamento planetario particolare e difficilmente ripetibile.
Non sottovaluterei l’addio di OJ Mayo, che avrà avuto la testa di un babbuino, ma che era forse l’arma tattica più importante di coach Hollins.
Ecco, il coach è un altro punto interessante di discussione. Dopo un ottimo inizio ha iniziato a mostrare qualche limite nel gestire gli adeguamenti.
La stagione passerà comunque dal rendimento di Zach Randolph. Un bene o un male?

Uomo Chiave
Zach Randolph. I Grizzlies vanno dove li porta Zach, che ha più talento del compagno di frontcourt Marc Gasol e che quindi dovrà garantire l’apporto maggiore.

7. Minnesota TimberWolves – 75

Sono altissimi in questo ranking, lo so, però sono una squadra veramente interessante e intrigante. A partire dal quintetto tutto bianco, che tralasciando le battute su Ku Kux Klan e compagnia rimane un qualcosa che nell’NBA del 2012 è da guardare con curiosità.
La cosa che più ha impressionato nelle ultime stagioni, è che pare che al GM Khan abbiano tolto il cervello AB-Normal che gli avevano impiantato e gli abbiano messo qualcosa di più normale. Ecco spiegati gli arrivi di giocatori interessanti come Kirilenko, Shved e Budinger.
Come se non bastasse hanno richiamato Brandon Roy in quello che sarà senz’altro il comeback più seguito questa stagione (anche se Rasheed avrebbe qualcosa da ridire).
E’ l’anno in cui si riprenderanno i playoff. Me lo sento.

Uomo Chiave
Ricky Rubio, o meglio il come rientrerà dall’infortunio. Se riprende da dove aveva lasciato, farà contenti molti Wolves e ne guadagnerà la chimica di squadra.

8. Dallas Mavericks – 74

Hanno Nowitzki, vero, ma poi poco di più. Hanno salutato Kidd e Terry, che per loro era l’uomo della svolta delle gare partendo dalla second unit, hanno preso Brand e Kaman che lasciano più di qualche dubbio a livello fisico.
Certo hanno preso OJ Mayo che rischia di essere interessante, ma anche qui dipenderà molto dai chiari di luna dell’ex USC.
In play, perso Kidd sono a Darren Collison e Roger Beaubois, giocatori interessanti ma che ad alti livelli lasciano parecchi dubbi e soprattutto giocano a una sola velocità, che non è propriamente quella di Dirk, Brand e Kaman.
Parecchie gatte da pelare per coach Jim Carrey.

Uomo Chiave
Darren Collison deve fare lo step a lui richiesto per essere un titolare credibile ad alti livelli nella lega.

9. Utah Jazz – 71

Guardi il roster e pensi: “non mi piace per nulla” poi pensi che l’anno scorso erano nelle stesse condizioni, se non peggio e gli dai un minimo di fiducia. Fiducia che a dire il vero si merita più coach Corbin che il roster. Il sostituto di Jerry Sloan ha saputo raccogliere una difficilissima eredità e ha saputo da subito convertire il gioco in quello più adatto agli uomini a disposizione, sfruttando il reparto lunghi, che è quello dove i Jazz hanno maggior profondità.
Il dubbio è come evolveranno durante la stagione, perché difficilmente non sposteranno qualche pedina nei prossimi mesi.

Uomo Chiave
Mo Williams. Bene ma non benissimo.

10. Portland Trail Blazers – 66

Sono finiti nell’ennesima ricostruzione, ma possono sempre contare su LaMarcus Aldridge e Nicolas Batum. Il primo è un’All Star senza ombra di dubbio, il secondo un ottimo giocatore anche un po’ sottovalutato. Certo, il resto lascia più di qualche perplessità e i due rookie Leonard e Lillard dovranno dimostrare di esser pronti per essere lanciati fin da subito, anche per assenze di alternative.

Uomo Chiave 
Damian Lillard nonostante sia un rookie ha già la possibilità di mettersi in mostra. Il ruolo di play è quello più difficile, ma il talento c’è eccome.

11. Golden State Warriors – 65

Forse messi un po’ bassini, ma non mi fido per nulla delle caviglie di Curry, dello sto fisico di Bogut e Biedrins e di coach Mike Jackson. Se poi penso che oltre a loro c’è il vuoto pneumatico, mi pare di esser stato fin troppo generoso. Arriveranno a vincere un numero di partite decenti quando Curry e Bogut giocheranno, per il resto li vedo in grossa crisi.

Uomo Chiave
Il Fisioterapista, anche detto l’addetto ai puzzle, dato che dovrà cercare di tenere insieme le caviglie di Steph Curry.

12. Sacramento Kings – 64

Poco sotto i Warriors perché hanno degli equivoci tattici che nemmeno la Roma di Zeman. I lunghi sono interessanti, soprattutto Cousins. Mi chiedo però se riuscirà mai a veder la palla quando nel backcourt ci sono nell’ordine: John Salmons, Tyreke Evans, Marcus Thornton, Aaron Brooks e Jimmer Fredette.
Poi sì, c’è Isaiah Thomas, ma dubito possa ripetere la stagione scorsa, soprattutto perché fisicamente troppo in difficoltà in una lega in cui sembra pisolo appena svegliato al mattino.

Uomo Chiave
Il Ball Boy che dovrà recuperare i palloni a fine allenamento dato che le guardie a roster non vorranno ridarli indietro nemmeno per andare a far la doccia.

13. New Orleans Hornets – 62

Hanno posto le basi per il futuro, ma per il presente siamo abbastanza alle aste. Da seguire con attenzione Eric Gordon e tutta la sua voglia di giocare a New Orleans (nonostante sia fresco di rinnovo) ma soprattutto Anthony Davis, che credo sarà di gran lunga il rookie of the year, ma che ancora faticherà ad essere decisivo per qualche vittoria.
Anche perché l’ordine di Longobardiana memoria è chiaro: “Perdere! E perderemo!“. Si deve tankare e avere altre scelte per rinascere, con buona pace dei tifosi.

Uomo Chiave
Eric Gordon deve capire cosa vuole fare adesso. E deve anche farlo capire con i fatti.

14. Phoenix Suns – 56

Passata è la festa gabbato lo santo” si dice in qualche parte d’Italia. Ecco, salutato Nash tutte le aspettative dei soli sono andate a donne di facili costumi. Vero che sono arrivati Scola, Dragic e Kendall Marshall (giocatore che a me piace molto) dal draft, però è arrivato anche Beasley, e allora largo ai rave party e alle esperienze extrasensoriali, che intanto l’obiettivo è vedere cosa si riesce a raccattare come scelta, nonostante Scola non ne sarà molto contento.
Ah.. hanno anche Frye fermo per problemi cardiaci. Non che senza Nash potesse essere lo stesso giocatore delle passate stagioni, però è comunque uno in meno.

Uomo Chiave
Kendall Marshall ha il difficile compito di rimpiazzare Nash. Auguri a lui. Honorable Mention per lo spacciatore di Beasley che dovrà seguirlo fino in Arizona.

15. Houston Rockets – 55

La cosa più divertente della stagione resterà il dialogo tra Lin e Parsons per lo sfruttamento del divano dell’ex Florida da parte del Taiwanese molesto. Peer il resto, stiamo parlando di una squadra che ha appena preso Toney Douglas. Devo aggiungere altro?

Uomo Chiave
Jeremy Lin, che dovrà fare quello per cui è stato preso: chiamare un po’ di amici e vendergli tanti biglietti.

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3 pensieri su “NBA Power Ranking: Western Conference

  1. paridelakers

    Ad oggi ti dò ragione. Se proprio dovessi farti un appunto, vedo meglio Golden State rispetto a Portland…

  2. Matthew

    I Rockets vi stupiranno! A patto ovviamente di tenere ben saldo in panchina Tony Douglas

  3. Frank

    Klay Thompson e David Lee non meritano neanche una menzione??

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