NBA 2013. La Guida dei fenomeni parastatali.


In un periodo in cui impazza il basket NBA prestagionale (con tutte le conseguenze del caso) e tute le preview, Power Ranking, aggiornamenti di mercati e chi più ne ha più ne metta, mi è venuto in mente di fare una sorta di guida al consumatore della stagione che sta per iniziare.

Sarà però una guida un po’ sui-generis. L’obiettivo è infatti quello di darvi per ognuna delle 30 squadra un giocatore da seguire, non propriamente per meriti sportivi o tecnici. Vediamo un po’ quali saranno le possibili perle della prossima stagione.

ATLANTIC DIVISION

Boston Celtics

La discussione credo non inizi nemmeno. Hanno firmato quel gran genio di Darko Milicic, che ricordo essere un gradino sotto l’infermità mentale. Ho avuto la fortuna di vederlo recentemente dal vivo (oddio, vivo, l’ho visto boccheggiare per il campo) e devo dire che è giocatore decisamente diverso rispetto ad anni fa. Il momento più ilare è stato quando si è messo in post a fare il play e a sparare palloni a caso. Peccato che nell’EA7 non ci fosse più il capitano della nazionale, altrimenti avevo pronto il cartello “Quello con il numero 6 è Facchini”.

Brooklyn Nets

Veri e propri giocatori di cult non ci sono nei Nets (no, ho detto giocatori, Stackhouse è un ex da almeno 3 anni). Reggie Evans però promette di regalare comunque qualche perla. Quest’estate l’ha fatta da padrone per cementare il gruppo, soprattutto con gli scherzi ai rookies, compreso MarShon Brooks, che tecnicamente non sarebbe più un rookie ma che deve essere simpatico come un brufolo sulle gonadi per meritarsi ancora le angherie della coppia Reggie-Deron.

New York Knicks

Dopo un lungo testa a testa con il rientrante Sheed, la cui esperienza si spera porti un po’ di consiglio, la spunta JR Smith, che ha già appena dichiarato che non vuol partire dalla panchina, con il suo coach Woodson che nemmeno 24 ore dopo dichiara che vede bene JR come candidato per il Sixth Man of The Year. Si prevedono scintille. Ovviamente il tutto considerando fuori concorso il proprietario Dolan, che potrebbe regalare la perla della riassunzione ufficiale di Isaiah Thomas nonostante tutti i danni fatti nel passato. Da seguire attentamente.

Philadelphia 76ers

Dopo aver guadagnato 58Milioni di dollari in 11 stagioni NBA, per una media di circa 14.500$ a punto segnato, Phila ha deciso dare, ma cosa dico dare, regalare, un contratto di 6 Milioni in due anni a Kwame Brown, la prima scelta più sbagliata della storia (Michael, ci sei?). Il suo problema è l’avere le mani piccole, dicono, che non gli permettono di ricevere bene i palloni. Il dubbio è che ce le abbia pure un po’ di merda.

Toronto Raptors

Stiamo per parlare di un All Star, anzi, uno che ha rischiato di vincere un MVP dell’All Star Game, primo canadese della storia. No, non sto parlando di Steve Nash, ma di Jamaal Magloire, che dopo quell’ASG ha visto la sua carriera in una caduta rapida che nemmeno le montagne russe di Gardaland. In compenso pare essere uno dei giocatori più odiosi e sporchi della lega e si spera sempre di vederlo in campo per aspettare che qualcuno gliela faccia pagare. Succederà quest’anno?

CENTRAL DIVISION

Chicago Bulls

Per informazioni su chi possa essere il giocatore che maggiormente si distinguerà per essere il più preso per il culo dei Bulls della prossima stagione basta leggere un libro qualunque di Phil Jackson, che non perde occasione di parlare male di un suo ex giocatore: Vladimir “Slalom” Radmanovic. Slalom perché durante una pausa dell’All Star Game ha deciso di andare a fare Snowboard nelle montagne rocciose ritornando con un polso rotto e questo fantastico soprannome coniato proprio dal suo coach. Da lì la sua reputazione è andata a donne di facili costumi ovviamente.

Cleveland Cavaliers

Si era convinto di essere uno dei migliori play e tiratori della lega, poi se ne è andato LeBron James e lui si è messo in un angolo a piangere e a non vedere più il campo. Boobie Gibson è diventato nel giro di poco da giocatore importante ad alti livelli a comparsa scenica tipo ragazzo del giornale mentre la scena è su un omicidio in un film di Tarantino. Gioventù bruciata, ora gli tocca guardare Kirye Irving che, sfiga, è pure nel suo ruolo e lo può aiutare pochino. Ormai per farsi notare non gli è rimasto altro che farsi dei tagli di capelli alla membro di segugio.

Detroit Pistons

Troppa grazia, tra Bad Porn Corey Maggette e Charlie Villanueva è difficile scegliere. Vado però con il secondo, che tra parentesi è entrato nel suo contract year e si è allenato in modo ossessivo durante tutta l’estate, sfinendo anche un giornalista che ha provato a seguire una giornata della sua preparazione. Lo vedremo in formissima… ma anche no. Sicuramente farebbe più impressione se si presentasse con la parrucca di Justin Hawkins dei Darkness.

Indiana Pacers

I Playoff dello scorso anno dei Pacers verranno ricordati, più ancora che per l’ottima prestazione complessiva della squadra, per il momento in cui Lance Stephenson, soprannominato “Born Ready” per motivi che ai più sfuggono, dalla panchina, il suo habitat naturale, ha mimato il gesto del choke a LeBron, che da quel momento ha svoltato ed è diventato il dominatore dei playoff portando gli Heat al titolo. Figura di merda epocale, vediamo se si ripeterà.

Milwaukee Bucks

A Milwaukee c’è un giocatore famoso più per aver fatto un’altra scommessa con un altro fenomeno paranormale della Lega che per quanto prodotto in campo. Parlo di Drew Gooden, che qualche anno fa per scommessa con DeShawn Stevenson si è fatto crescere la barba con risultati piuttosto dubbi (tra l’altro anche in quella scommessa ne è uscito sconfitto). A fine scommessa pareva un rabbino, ma con decisamente meno cattiveria sotto canestro. Ora vivacchia in NBA e per ricordarsi di lui dovremo aspettare la prossima furbata.

SOUTHEAST DIVISION

Atlanta Hawks

Un uomo solo al comando: Josh Smith. L’uomo su cui tre anni fa pendeva una multa salata per ogni tiro da tre scoccato, che lo portò a prendersi 7 tiri totali in 81 gare (segnandone la bellezza di zero tra l’altro) quest’anno ha la duplice spinta per cercare di prendersi la ribalta: gli hanno ceduto la star dell’anno scorso, Joe Johnson, ed è entrato nel suo contract year. Mix temibile per chi già di suo ha un ego quanto il Texas. Ha le chiavi della squadra in mano. Si salvi chi può.

Charlotte Bobcats

Dopo due anni passati a fare il figurante a Oklahoma City, con Presti che ha dovuto fare appello alle sue conoscenze alla CIA per non ricordare ai tifosi che in squadra c’era anche lui, BJ Mullens ha avuto spazio e minuti a Charlotte (dove ricordo che avrebbe spazio anche Rony Seikaly, ma quello di oggi). Lui ha anche risposto bene, oddio, ha fatto quel che ha potuto e in questa preseason ha raggiunto i 15.7 punti a partita andando in doppia cifra. Ha pure tagliato i baffoni per sembrare un giocatore normale, ma il cult che stava attorno ai baffi è rimasto lì da ammirare.

Miami Heat

I Campioni in carica ci hanno tolto il privilegio di vedere con loro Eddy Curry e tutto il suo splendore in 16:9. Al suo posto però è arrivato Josh Harrellson, che da New York, dove alcuni lo ritenevano anche un buon giocatore, ha portato i suoi talenti a South Beach. A prima vista sembra uno spaccalegna del Wyoming, e quando mostra la sua meccanica di tiro (per quanto poi mediamente efficace) conferma l’impressione. Giocatore da Garbage time fatto e finito.

Orlando Magic

Dopo i fasti del passato è arrivato il momento per i Magic di fare tappezzeria NBA e perdere più partite possibili per arrivare a buone scelte. Per farlo hanno preso il giocatore perdente per eccellenza: Al Harrington. Il buon Al potrà tirare qualunque cosa gli passi per le mani, compreso il suo compagno di squadra Jameer Nelson, che ad una palla ci assomiglia parecchio.

Washington Wizards

Se il buongiorno si vede dal mattino, Bradley Beal, per quanto rookie interessante, regalerà soddisfazioni. Tipo che appena arrivato a Washington ha pensato bene di esultare su twitter per la vittoria ai playoff MLB dei suoi Saint Louis che, sfiga, giocavano proprio contro Washington. I suoi nuovi concittadini non l’hanno presa benissimo e qualcuno è arrivato ad augurargli di spaccarsi un tendine. Alla prossima trovata è possibile vada a pisciare sul muro della Casa Bianca.

SOUTHWEST DIVISION

Dallas Mavericks

Anche qui non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si va dal bipolarismo di Delonte West a Vince Carter che, una volta famoso per schiacciare sulla testa degli avversari, ora è conosciuto per fingere infortuni una volta mancata una schiacciata o un appoggio. Però il vincitore, hands down, è Chris Kaman, uno che soffre di Sindrome di mancanza di attenzione e che è talmente amante della caccia da possedere un’infinità di fucili e postare su twitter le foto dei trofei, insultando la Peta se per caso gli dice qualcosa. E se a voi il connubio tra sindrome di mancanza di attenzione e il possesso di varie armi da fuoco pare un mix potenzialmente letale, sappiate che non siete i soli.

Houston Rockets

E’ da luglio che rido. La magata dei texani questa estate ha un nome e un cognome: Toney Douglas. Il piccolo folletto, giocatore ignobile che grazie a Dio ha spedito le sue labbra ad un indirizzo nuovo dopo due stagioni di troppo ai Knicks, regalerà momenti di pura incazzatura ai suoi tifosi, che almeno si consoleranno con i siparietti tra Lin e il divano di casa Parsons.

Memphis Grizzlies

Tutti sanno la mia passione, totalmente infondata e ingiustificata, per Jerryd Bayless, che su Hoopshype cambia anche nome e diventa semplicemente Jerry e, ancora meglio, una volta cliccandoci sopra porta al link di Tony Allen. Era arrivato in NBA con buona pubblicità, è diventato un filler per riempire il roster. Voglio la sua rinascita e la conquista dell’MVP per ripagare tutta la mia fiducia in lui.

New Orleans Hornets

Gli Hornets, dopo monociglio Davies, hanno puntato forte su Eric Gordon per il futuro, tanto da pareggiare un’offerta dei Suns quest’estate quando era RFA e da dargli 58Milioni di dollari nei prossimi 4 anni. Peccato che forse a lui non l’abbiano detto, perché è da quest’estate che dice quanto gli piacerebbe giocare a Phoenix e ancora ultimamente, a estensione già ampiamente firmata, ha dichiarato che la cosa che gli piace di più di Phoenix è lo staff medico di cui è innamorato. Si prevedono fughe d’amore notturne per il buon Eric in direzione Arizona.

San Antonio Spurs

E’ andato via da Miami ma ha trovato subito rifugio a San Antonio. Non si sa ancora se farà la squadra perché per ora è aggregato solo per la Pre Season, però Eddy Curry e la sua circonferenza toracica potrebbero regalare grosse soddisfazioni. In caso di sua dipartita, ci affideremo ad un altro che ha grossi problemi con la bilancia, Boris Diaw.

NORTHWEST DIVISION

Denver Nuggets

Nel suo piccolo assomiglia a Kareem Abdul Jabbar“. Parole e musica di George Karl, oggetto della discussione JaVale McGee. Peccato che di piccolo abbia anche il contenuto della scatola cranica, che non gli permette di essere davvero un giocatore che sposta. Da lui quest’anno ci si aspettano quelle piccole cose a cui ci ha abituato a Washington e che nella noia di una città di montagna e fredda come Denver potrebbero essere amplificate. Sto parlando di cose extra cestistiche ovviamente.

Minnesota TimberWolves

Da quando hanno tolto il cervello AB-Normal a David Khan si fa fatica a puntare su qualcuno che possa veramente far saltare il banco come qualche tempo fa. Mi butto allora su J.J. Barea, che lo scorso anno si rese protagonista di uno screzio in un Time Out con Kevin Love e che già in passato è stato picchiato, nell’ordine, da Ron Artest, Metta World Peace (ci teneva a picchiarlo più di una volta) ed Andrew Bynum. Deve essere il simpa della compa della Lega il buon JJ, anche perché ha sposato Miss Portorico, scatenando le gelosie dei colleghi.

Portland Trail Blazers

Ha vinto due titoli NBA, uno dei quali però non gli viene riconosciuto perché non ha giocato nemmeno un minuto nei playoff, l’altro giocando 2 partite nel garbage. Adam Morrison è l’idolo delle folle dal lontano 2006, anno in cui è stato scelto alla 3° chiamata assoluta al draft. Per sua fortuna è rimasto più famoso per i baffoni alla anni ’70 che per le prestazioni in campo. Recentemente visto anche in Europa alla Stella Rossa di Belgrado, dove ha infranto parecchi cuori. Ha dichiarato che se non riuscirà a far la squadra a Portland deciderà per il ritiro, a soli 28 anni. Califfo.

Oklahoma City Thunder

Si sono disfatti di BJ Mullens ma si sono portati a bordo Hasheem “The Dream” Thabeet, il lungo più leggero della lega, che non riesce a spostare nemmeno Nate Robinson se lo guarda di brutto. Un 7 piedi che non riesce nemmeno a dominare in NBDL, lascia parecchio a desiderare in praticamente ogni aspetto tecnico del gioco, tranne forse le stoppate. Giocatore cult se ce n’è uno.

Utah Jazz

Dopo anni di oblio, lo scorso anno è tornato in NBA e non ha neppure fatto male. Jamaal Tinsley da playmaker di grande intelligenza era finito nella cuccia ad Indiana, poi tagliato e infine disperso nei meandri della lega. Ora, a 34 anni e quasi in doppia cifra di chilogrammi, si toglie ancora soddisfazioni col suo playground style grazie a coach Tyron Corbin che lo ha rigenerato. Il suo soprannome, “The Abuser” ne fa veramente un’icona degli ultimi anni di NBA.

PACIFIC DIVISION

Golden State Warriors

Nel momento in cui scrivo, rigirandosi nel letto, Stephon Curry si è probabilmente procurato un altro infortunio alla caviglia, l’ennesimo. Il giocatore sarebbe di alto livello e poco centrerebbe con altri presenti nella lista, però ha davvero delle caviglie troppo deboli per non pensare che se farà parlare di sé nei prossimi mesi non sarà per l’ennesimo guaio fisico.

Los Angeles Clippers

L’hanno preso per portare esperienza, versatilità difensiva, acume tattico. Lui si è presentato con uno stato di forma simile a Bud Spencer in “Bulldozer”. Come ricorda ogni tanto Federico Buffa, Banfi in un film disse: “alto bello slanceto, me l’hanno ridotto rincoglioneto“. Ecco l’effetto che la Kardashian ha avuto su Lamar Odom. I bei tempi che furono sono passati e quest’anno per lui parlerà più il reality Khloe & Lamar che il campo. Peccheto.

Los Angeles Lakers

Metta World Peace è pronto e sul piede di guerra per trovare qualche altra cagata di cui far parlare. Con un coach come Brown, poi, può anche permettersi di liberare il suo ego a piacimento, non essendo Mr Potato uno come Phil Jackson in grado di tenere i suoi in riga. Ha iniziato la stagione dicendo cosa dovrebbe fare Steve Nash. E la stagione non è nemmeno ancora iniziata.

Phoenix Suns

Se tutto va bene, Michael Beasley ha già trovato a Phoenix quello che cercava, cioè un buon spacciatore di erba. Il ragazzo, talentuoso ma difficilotto, ha l’opportunità di cambiare e di essere tra i giocatori più importanti della squadra, con anche un nuovo contratto che lo porterà ad incassare nei prossimi tre anni 18 Milioni di Dollari. Pensate che quest’investitura da parte della franchigia dell’Arizona lo possa fermare nella sua escalation di minchiate? Io credo di no.

Sacramento Kings

A parte il fatto che per fare veramente emergere qualcuno, bisognerebbe farli giocare con almeno 5 palloni. Però questo potrebbe essere l’anno di Jimmer Fredette, ma non in senso tecnico, ma l’anno in cui impazzisce di brutto, manda a cagare tutta la sua educazione Mormone, rinnega l’esperienza a BYU, inizia a farsi di crack e ad andare a feste con puttanoni per tutto l’anno e forse anche a bere Pepsi. Anche perché con i compagni di squadra che si ritrova, è l’unico modo che avrà per divertirsi un po’.

Eccoci arrivati al capolinea della guida. Siete invitati a fare le vostre segnalazioni!

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Un pensiero su “NBA 2013. La Guida dei fenomeni parastatali.

  1. Stefano

    Fantastico! E non scherzo!!!🙂

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