Harden ai Rockets: la trade che ti cambia la lega


Harden via da OKC. Non gli son bastati 56 Milioni in 4 anni.

Uno si sveglia la domenica mattina, dopo aver cambiato l’ora, dopo aver passato una giornata a bere e mangiare come non ci fosse un domani, guarda fuori e trova una pioggia torrenziale, legge che poco più in alto c’è già la prima neve che scende e si immagina la sua giornata passata sul divano e che lo sforzo di intelletto maggiore possa essere usare il telecomando per passare dalla gara di Formula1 alla partita della Juve.

Invece ti capita di aprire anche twitter e di leggere che stanotte c’è stata una trade NBA che può cambiare tutta la gerarchia della nuova stagione, che inizierà tra due giorni.

Sam Presti, dopo aver vistosi rifiutare un’offerta da 56,5 Milioni di Dollari in 4 anni da James Harden ha infatti deciso di prendere il toro per la barba e di scambiarlo prima di subito per non perderci molto.

Risultato: James Harden, Cole Aldrich, Daequan Cook e Lazar Hayward ai Rockets in cambio di Jeremy Lamb, Kevin Martin una 1° scelta da Dallas, una 1° scelta da Toronto e una 2° scelta da Charlotte.

Il GM dei Thunder, ben sapendo che non poteva offrire il massimo ad Harden e sapendo che se non lo firmava entro il 30 ottobre lo scorso miglior sesto uomo dell’anno sarebbe diventato FA non ha perso molto tempo e ha cercato di ottenere il meglio possibile.

Ci è riuscito?

Forse. Nel senso che tutto sommato lo scambio, nonostante rischi di penalizzare nel presente i Thunder, porta anche delle ottime soluzioni. La prima è che Martin, se sano (ma non mi stupirei se all’ultimo anno di contratto e in una squadra da titolo torni magicamente ad essere fisicamente integro) è un realizzatore dalla panca più affidabile di Harden, che vive molto di folate. In difesa sicuramente la penalizzazione diventa pesante, perché uno come il barba nella propria metacampo può marcare diverse tipologie di giocatori ed è sempre efficace, mentre da questo punto di vista l’ex Rockets è un telepass, da mettere quindi in campo insieme a gente che dietro possa coprire le sue lacune (Ibaka, Collison).

Jeremy Lamb ha inoltre tutte le potenzialità per essere un’ottima guardia in futuro. La 12esima scelta assoluta dell’ultimo draft ha qualche problema di continuità, ma se rinforza un po’ il fisico già da ora può essere una buona addizione dalla panchina.

Da non sottovalutare anche un altro aspetto: con l’addio di Harden e di Cook avrà spazio Perry Jones III che potrebbe essere il giocatore ideale a fare da raccordo tra lunghi e esterni, a questo punto anche insieme a Durant per alcuni minuti.

Logico che Presti nella sua scelta abbia fatto qualche scommessa: la prima è che Harden non diventi effettivamente una delle migliori guardie della Lega, il giocatore che come pare ti possa cambiare una stagione. La seconda è che le scelte di Dallas e Toronto siano piuttosto altine ed in effetti entrambe sono al limite della lottery come prospettive per il prossimo anno. La terza, la più importante, è che i Lakers, loro principali avversari per la stagione ad Ovest, abbiano qualche problema con la chimica di squadra e che Nash inizi a sentire da subito il peso dell’età e la lontananza dallo staff medico dei Suns. Scommesse rischiose, certe, ma più ponderate di quello che si pensi e che andavano comunque prese.

E per i Rockets?

Credo che tutto sommato la trade sia stata positiva anche per loro. Vero che dovranno presumibilmente dare una caterva di soldi ad Harden per tenerlo, però con la sua pescata hanno potuto mantenere la filosofia tenuta da quest’estate, quando hanno scelto di puntare sui giovani e sul draft e svecchiare la squadra (passando anche attraverso l’amnesty a Scola). Perdono Lamb, che tutto sommato era interessante ma che era meno interessante di Harden e Martin, che da loro aveva passato troppo tempo in infermeria e che era comunque in scadenza al termine della stagione.

Inoltre hanno acquisito, dopo Jeremy Lin, un altro giocatore che in quanto a marketing può essere importante, aspetto questo che dai tempi di Yao Ming e tutto meno che secondario in Texas.

E per Harden?

Danno il triste annuncio della sua dipartita i tifosi tutti, le donne di Oklahoma City, la Gillette e il buonsenso.

Dopo le Finals giocate molto al di sotto delle sue possibilità e le dichiarazioni di amore verso la franchigia, si pensava che James restasse ad Oklahoma City e che i Thunder potessero così continuare l’assalto al titolo con lo stesso nucleo dell’anno passato. Invece l’ingordigia del giocatore (o del suo agente, poco importa) lo ha portato ad essere scambiato e ad andare ai Rockets, dove troverà non più Westbrook e Durant a tenergli lontano gli avversari e a permettergli tiri comodi e penetrazioni con le difese già in rotazione, che erano parte integrante dell’efficacia del suo gioco.

Insomma, chi ci perde realmente è lui, sia a livello tecnico che di immagine. Certo, guadagnerà 80 milioni in 5 anni, tutto sommato potrebbe anche farsi piacere la situazione.

Categorie: NBA | Tag: , , , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Harden ai Rockets: la trade che ti cambia la lega

  1. Simo

    Che ci perda è tutta da vedere.. Alcuni giocatori, fortunatamente, hanno ancora bisogno di dimostrare il loro valore come punta di diamante della propria squadra.. Anche con il rischio di non vincere.. Non come va di moda adesso, come un Lebron qualunque.. Prenderà più soldi, vero, ma credo che la possibilità di fallire come uomo franchigia sia sempre alta, ha scelto la strada più dura, onore a lui..

    • Sì il mio discorso per Harden era per il breve periodo, per cui Harden rinuncia a lottare per il titolo per far parte di una rifondazione. Io però non son così convinto che ripartire da un Harden a 80 Milioni in 5 anni e con un cap che già si ingolfa così sia una grande idea.
      Lo seguirò comunque sempre con simpatia

  2. Simo

    Sono d’accordo, ma vuoi che comunque non avrebbe trovato qualche altra squadra disposta a dargli il massimo salariale? In questo modo almeno hanno una stagione per valutarne l’effettivo valore..

  3. Houston non si intasa il cap poi così tanto eh, situazione invidiabile.
    E la scelta di Dallas è protetta top 20.

    A parte le mie fazzate (o cazzate che dir si voglia), sono poco d’accordo sull’Harden difensore.
    Meglio di Martin? Sì, infinitamente. Ma la tipologia di giocatori che può marcare con efficacia secondo me è mooolto limitata e non comprende nessuno di quelli “forti”.

    • Non si intasa il cap in senso assoluto è vero, però ha due scommesse a costo alto, cioè un max contract ad harden e un pluriennale a Lin che pesa, se uno dei due non mantiene le promesse.
      Dallas protetta top 20 non sapevo, non l’avevo letto nei pezzi di stamattina…
      Per la difesa, Harden non poteva marcare giocatori di stazza, però i pariruolo e i play li poteva marcar comunque efficacemente e non aveva grosso bisogno di stopper dietro. Ora con Martin si devono ristrutturare per proteggerlo.

      • mmm… sulla capacità di marcare i play (e non parlo ovviamente dei Blake o dei Chalmers del caso) continuo ad avere MOLTI dubbi.

        Houston si intasa nel senso che sì, ha scelto una direzione evidente, ma il contratto di Lin continua a non pesare affatto, tanto per rendere l’idea anche rinnovando adesso Harden possono arrivare sia a luglio 2013 che a luglio 2014 con la possibilità di firmare un altro Max…

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