DoubleHeader ShOw – Miky vs Paola


Dopo il primo fortunato episodio della saga, eccoci arrivati alla nuova puntata della rubrica DoubleHeader ShOw. Se la scorsa settimana la sfida è stata tra Fazz e Dario Vismara, sfida che ha visto però stravincere nel sondaggio i liberi di Biedrins, questa settimana a contendersi la palma di vincitori del DoubleHeader sono due personaggi ancora più di spicco nel mondo del basket.

Sono infatti lieto di presentare i due protagonisti di oggi: Miky Pettene (@MikyPettene su twitter) “Former Responsible” (come suggeritomi da lui🙂 ) del sito European Sport Service e vincitore in passato di un importante premio giornalistico indetto dalla FIBA, oltre che coautore di un libro che si intitola All-Around BasketBall: 12 storie una passione, che come già scritto in questi lidi consiglio a tutti gli amanti della palla spicchi. A sfidarlo, nientepopòdimenoche Paola Ellisse (@ELLISSEPAOLA su Twitter), che non avrebbe bisogno di presentazioni, ma che per i più sbadati ricordo essere una delle principali voci del basket su SKY, non che prima telecronista donna di una gara di pallacanestro e soprattutto espertissima di basket NBA, NCAA, Europeo e Italiano (e non mi spingo a chiedere se conosce anche il basket finnico perché temo che la risposta sia affermativa).

Con due interlocutori così, che ringrazio anche pubblicamente per la loro disponibilità, non può che essere uscito un DoubleHeader di altissimo livello, tanto che è scappata anche una domanda supplementare. Su chi? Leggete e lo scoprirete…

  • Come è nato l’amore per questo sport e quali sono le vostre squadre preferite? 

Miky: Show cavolo! Fai domande da poche righe è! Ci manca solo “chi è il più forte di sempre”…😀 Sintetizzando: l’amore per il basket è come una parte del mio corpo, iniziato a giocare a 5 anni e non ho più smesso. Passione chiaramente non ricambiata da una carriera che si è presto evoluta in un “tiro dagli otto così ci metto meno a tornare in difesa” e poco altro, se non tanti tecnici per difficoltà quotidiana manifesta a tener la bocca chiusa😀
Per l’NBA, “per me niumero uno” la Phila di AI&coach Brown, ed a ruota gli Spurs dei Big 5 (gli altri due Pop e RC). La più divertente in assoluto però i Warriors del biennio 07-09: anarchia allo stato puro, e vincevano pure tra folle festanti, praticamente il sogno bagnato di Bakunin!
Per l’Europa gli amori son stati troppi, ma il Pana ‘09 con Jasi e Obradovic at their best è una roba che ancora oggi mi commuove, let’s go greens!

Paola: A 18 anni (cioè nel primo mesozoico) mi sono innamorata di un giocatore di basket, a 18 anni e un giorno (vedi sopra) mi sono innamorata del basket. Il primo amore purtroppo è finito, il secondo è più vivo che mai, ed è per amore del gioco che, da quando sono passata da moglie a giornalista, non sono mai riuscita ad avere una squadra del cuore. A parte ovviamente quelle in cui giocava il mio ex marito (Franco Boselli, ex Olimpia Milano, ndS), anche perché quando perdeva nel tragitto tra il palazzetto e il ristorante non smetteva di tirare maledizioni a chiunque…..

  • Dato che avete avuto la fortuna di assistere a molte gare dal vivo, quale è stata la gara più bella a cui avete assistito e il vostro ricordo particolare di quella gara?

Henry Williams alla Muller Verona

Miky: una veramente epica risale al 2001. Sono di Verona, e da “giovane” (sberla di Paola evitata di un pelo) andavo al PalaOlimpia a vedere le varie versioni della Scaligera fare tantissimo con poco (un po’ la Sassari di oggi). Quell’anno la Müller faceva miracolosamente l’Eurolega e in una gara storica sconfisse in casa 94-90 il Barcellona di Jasi, Navarro, Seikaly e compagnia. Eroi l’allora sconosciuto Bullock ed il mancino sempreverde Henry Williams. Brividi veri!
Confesso invece che alle mie prime F4 di Eurolega, Parigi ‘10, ero in tribuna stampa al Palais di Bercy e mi son “nascosto” per piangere di gioia dall’emozione per tutta la prima semifinale, peraltro stupenda e finita all’OT con la vittoria dell’Olympiacos sul Partizan incredibile di BoMac&Vujosevic. I FEEL DEVOTION!
Honorable mention per AJ vs Cska, impresa assurda nel Dicembre 08, 80-79 da -17 di QUELLA Milano contro lo squadrone di Messina che poi avrebbe fatto la finalissima: dalla tribuna stampa, di fianco ai mitici DaTruth, Tammy & Co. abbiamo assistito all’unica, vera e sentita invasione di massa del campo dai tempi dello scudo ’96! Quella sera ho definitivamente convertito un calciofilo scettico che avevo portato con me al Forum per la prima volta.

Paola: Domanda difficile, ce ne sono un sacco! Tra le tante scelgo gara3 di semifinale scudetto 2007, Siena-Roma. Finisce 114-108 per il Montepaschi dopo 3 supplementari; saltano schemi, nervi, ritmi, volano sventole, le energie sono sotto le suole ma nessuno vuole mollare. Avrei voluto esistesse il pareggio, nessuno meritava di perdere quella partita. Il ricordo? Il mal di gola del giorno dopo, avevo urlato come una pazza in telecronaca! Oppure la partita del ritiro di Pozzecco, o l’ultima di Bodiroga, lo scudetto all’instant replay….ho avuto la fortuna non solo di vedere, ma di commentare pezzi di storia del basket. Donna fortunata, vero Miki?

  • Di contro, quale è stata la più brutta e perché? 

Miky: Posto che da malato cronico seguo da anni anche le minors dalla L2 alla promo, cosa che mi ha decisamente aiutato a ridefinire il concetto di “brutto” applicato al basket…La più brutta c’è l’imbarazzo della scelta (son curioso di sapere quella di Paola!), abitando da otto anni a Milano. Molte delle AJ di Caja e Bucchi, “scacciafighe” (tifosi) come poche. Ma sparandone una a bruciapelo ti direi Olimpia vs Cibona Zagabria dell’idolo Larry Ayuso, un uggioso mercoledì sera di Gennaio dell’Eurolega 08: giuro che c’erano più giornalisti che tifosi (i soliti “mitici” possono confermare), in campo c’era Giovacchini (imho il peggior anno di Milano dal post-05), la partita non interessava a nessuno e abbiam dovuto comunque fare il pezzo, immaginate quale meraviglia… il grande Giordani avrebbe preso tutti a calci in culo, prima noi e poi i giocatori!

Paola: Atlanta-Sacramento, stagione 2001-2002. Giocavano veramente male, le uniche attrazioni della serata erano Dominique Wilkins seduto in tribuna (o forse era il suo gemello ciccione) e Chris Webber in canottiera. Solo che Webber in pratica non vide il parquet….. la serata avrebbe potuto migliorare se Massimo Oriani, inviato della Gazzetta con il pass che gli permetteva di entrare negli spogliatoi, mi avesse ceduto il succitato pass. Non l’ha fatto, e io ho finito la serata facendomi prendere in giro da Buffa e Mamoli perché Webber non aveva giocato!

  • Quale momento storico di questo sport avreste voluto vivere in prima fila?

Miky: ‘na marea! Mi sarebbe piaciuto girare in tondo con una palla di cuoio in mano quando il sempresialodato prof Naismith fece appendere il famigerato cesto di pesche in palestra; poi Reed e la jump ball contro Wilt nel ‘70, Bird vs Magic finale NCAA, i 100 di Chamberlain, un’infinità di finali NCAA e Nba epiche. Ma se devo andare con una sola partita, non avrei dubbi: Gara1 Finali Nba 2001, BubbaChuck che fa il culo a tutti allo Staples, 48 punti, un overtime ed i Lakers dei record scioccati, insieme al povero Tyronn a piangere guardando il pacco di Iverson da terra.
Come “momento” singolo invece la standing ovation di 5 minuti buoni riservata a Michael Jordan alla sua ultima partita in carriera, al Wachovia Center di Philadelphia. Ho ancora i brividi se ci penso, e l’avrò vista una decina di volte…Uno dei tanti momenti in cui “basketball is just a game, but sometimes it’s more than that”.

Magic Johnson, MVP dell’ASG 1992

Paola: Sarebbe facile e scontato dire i 100 punti di Wilt Chamberlain (come fatto io tempo fa da buon scontato quale sono, ndS). Allora dico l’All Star Game del 1992. Ok, la sceneggiatura aveva previsto in anticipo che Magic Johnson, considerato fino a cinque minuti prima un appestato, ne fosse MVP, ma il valore di quella serata è stato enorme, perché 5 minuti dopo Magic non era più un appestato, e con lui tanti malati di AIDS sono stati, anche se lentamente, riammessi alla vita. E Johnson è andato alle olimpiadi…. Ora mi piacerebbe vedere le partite di Mamoli, visto che ogni volta che gioca si presenta in redazione il giorno dopo con la schiena a pezzi. Che farà mai????

  • Chi è il vostro giocatore preferito e il vostro “amore sbagliato”?

Miky: Beh, dopo aver fatto outing così spinto non posso non dire Allen Ezail Iverson. 173 centimetri, mai allenato seriamente in vita sua, mano sinistra usata malvolentieri, problemi con alcool, giochi d’azzardo, carattere…ma un talento sconfinato che da solo è bastato per dominare tecnicamente The League e cambiarla per sempre culturalmente (dress code, practice, 40 bars e miriadi di contratti per tutti i cloni che son arrivati poi).
Amore sbagliato…eh, TMAC è il nome facile, ma vado con due miei vecchi pallini: Qyntel Woods, talento sopraffino, una guardia sopra i due metri, elegantissimo, danzava, convinto di essere superiore. Peccato per quell’amore mai rinnegato per l’alcool e le cazzate. L’altro è Shaun Livingston, speravo fortemente diventasse quello che non è mai riuscito a diventare Andrea Meneghin in un mondo perfetto.

Paola: Posso fare un collage? I gomiti puntuti di Stockton, l’eleganza di Steve Smith, la resistenza al dolore di Iverson, la cattiveria dello Sprewell versione NY 1999, la follia di Rodman, la difesa di Prince versione Detroit 2004, il sorriso di Magic Johnson…. Niente collage? Allora MJ.
Amore sbagliato Yao; mi piaceva da morire l’idea di un cinese a stelle e strisce, invece la sua “cinesità”, schiena o non schiena, lo ha ostacolato troppo. E ai mondiali del 2006 si è fatto massacrare da Mason Rocca, giocatore che adoro, ma ragazzi, non scherziamo!

  • Le due squadre che vinceranno NBA ed Eurolega e le possibili sorprese?

Kaukenas contro Langford. Miky e Paola danno lo Zalgiris alle Final 4.

Miky: Nba purtroppo, e lo dico per spettacolo ed equilibrio e non perché sia un detrattore, non vedo motivi perché Miami non debba andare per il back-to-back. OKC almeno per quest’anno s’è ammazzata cedendo Il Barba, a Est nessuno ha la solidità di Miami (bene i Knicsheed, ma un modo per rovinarsi la stagione lo trovano, of course) e a Ovest ci sono solo gli Spurs come contender VERI. Ecco, se devo sognare una vittoria, è l’ultimo titolo di Pop e Duncan insieme.
La “sorpresa”: i Clips imho sono telefonati in finale con San Antonio per cui starei con la “mia” Minnie e Portland che ha un gruppo stupendo capitanato da veteràn Lillard.
Eurolega: alle Final Four assieme a Cska e Barca per me ci vanno l’Unicaja Malaga di Repesa, tostissima, e lo Zalgiris che ha una chimica di squadra inarrivabile con l’orgoglio dei lituani veterani e “cazzuti”… e queste sono le mie due sorprese (che in quanto tali cessano di esserlo il momento stesso che le espliciti, ma vabbè :-D).

Paola: Scontata come pochi dico Miami, per l’Europa sto con il Barca.
Memphis potrebbe arrivare più lontano del previsto, mentre adorerei vedere alle final four di Eurolega lo Zalgiris, se non altro per la bellezza di quei tifosi che non smettono un secondo di cantare l’inno lituano….

  • LeBron hater/LeBron Lover?

Miky: come direbbe l’inarrivabile Tranquillo, magari non è sempre necessario schierarsi pro o contro. LBJ per me è come uno degli album di Lou Reed post-Magic and Loss: sempre straordinariamente talentuosi, originali, affascinanti, travolgenti per la maggior parte per non rimanere comunque al top, ma con uno-due immancabili “vuoti di sceneggiatura” di troppo per farti RI-cadere nella più radicale idolatrazione. Nel senso: LBJ è chiaramente sulla buona strada per diventare tra i primi cinque di sempre, ed ovviamente mi piace tantissimo, è al momento il migliore al mondo. Però si prende troppo sul serio, sente di avere parte del mondo contro e fuori dal campo sinceramente ha fatto due (se non di più) grandi cavolate indelebili per non diventare “icona globale” alla MJ: The Decision in diretta su ESPN e lasciare la più potente agenzia di rappresentanza negli Usa per affidarsi al suo…compagno di banco!

Paola: Nessuna delle due. Come chiunque sia dotato di occhi non posso che ammirare le sue doti, ma per i miei gusti ha sempre avuto in eccesso quella che JB Carroll definiva “faccia da NBA”. Ok avere una scimmia sulle spalle, la pressione, la stampa etc etc,  ma far vedere il primo sorriso solo dopo aver vinto un titolo…

  • Se incontraste veramente un hater/lover di Kobe o LeBron, di quelli convinti e fastidiosi, cosa gli direste?

Miky: solitamente questa sottospecie prolifera tra post-adolescenti e giovani abbonati di Sky (Paola mi perdonerà, ma non è colpa vostra lo giuro!): guardano tutte le partite possibili, controllano gli highlights dal sito della gazza digitando nba.com, hanno metà Nba Store nell’armadio ma se gli chiedi i motivi del loro essere lovers/haters rispondono “Kobe è più figo” o “LBJ non mette i tiri allo scadere”…solitamente vanno evitati come la peste, ma in caso vi troviate in un locale giapponese in centro a Milano (cit.) senza via di scampo, consiglierei, parafrasando il leggendario Clint, un classico che non tramonta mia: “Opinions are like assholes: everyone has one. Ma il tuo è molto più sporco del mio.”
PS: razza da evitare con ancor più pervicacia quella agli antipodi, quelli del “la Nba fa caxxre, è solo spettacolo e non difende nessuno”. Giuro che ho litigato pesante con simili esseri, ma non se ne esce se non facendo a botte, magari affiancati dal buon Danny Fortson.

Paola: Non gli direi niente per due motivi: credo che chi odia Kobe o LeBron lo faccia perché vorrebbe essere al loro posto ma è (come avrebbe detto il mai abbastanza compianto Tarcisio Vaghi) un brocco, e che chi li ama in eccesso non abbia certo voglia di ascoltare quello che ho da dirgli io (ammesso che ci sia qualcuno disposto a farlo in assoluto….). Se Miki nomina ancora le generazioni dei post-adolescenti come se lui fosse matusalemme lo vado a cercare con un randello. Nodoso (cit.Buffa)

  • Kobe a Bologna. Ci avete creduto anche solo per un istante? Quanto avevate bevuto prima per crederci ?

Miky: Ahahahah! Bella domanda, esilarantissimo episodio. Io credo che legittimamente non abbiamo più notizie del signor Bon Lauro dal termine di quella vicenda: dai, ma come fai a scrivere seriamente sulla pagina italiana di Facebook a Kobe se viene a giocare per te, squadra tra le più gloriose d’Europa, lasciandogli il cellulare in bacheca, e poi a pretendere pure credibilità dall’opione pubblica?! Credo che i milioni di commenti seguiti poi su quel post, con gente che perculava Bon chiedendo a Bryant di “aggregarsi per un 3vs3 in Sempione, manca il sesto porta le gnocche” e via dicendo abbiano composto uno dei primi grandi capolavori post-moderni di quella che tra qualche secolo sarà conosciuta come l’arte e la commedia ai tempi di Facebook.

La “trattativa” tra la Virtus Bologna e Kobe.

Paola:  Forse per assistere al Motor Show, o per mangiare le tigelle da Ugo (formidabili, se non le avete mai provate fatelo!), o per andare a un concerto come unico motivo per entrare al palazzo di Casalecchio. La pensavo così anche con il fiasco in mano. Fiasco che probabilmente Barak Obama ha tracannato quando ha ricevuto la lettera di Sabatini.

  • Il giocatore NBA più forte venuto in Italia e il giocatore europeo più forte a giocare in NBA?

Miky: La Storia per me è decisamente Shawn Kemp a Montegranaro per tre amichevoli nell’estate 2008! Altrimenti come miglior Nba in Italia mi avvalgo degli infiniti confronti con l’amico Simone Basso, un Buffa nel corpo di un Jerry McNamara eremita per scelta, e dico Bob McAdoo e Sugar Ray Richardson a parimerito.
Giocatore europeo in Nba…mi dispiace, ma Sabonis, Petrovic o Nowitzki non me lo mandano duro tanto quanto il mio pornodivo europeo preferito (per quanto mi fa arrapare quando gioca): Sarunas Jasikevicius, un Dio, un idolo vero. Quando ho avuto l’onore di conoscerlo tra l’altro grazie anche ad una chicca suggeritami dal mio “avversario” qui al DoubleH ho toccato il cielo con un dito, ero emozionato come quasi alla firma della prof sul 18 in Statistica all’uni che mi ha fatto laureare. Molti dicono “è arrogante” e credo sia proprio così, ma non lo biasimo: come puoi essere umile quando vedi il basket -e la vita- tre secondi prima di tutti gli altri? Unico.

Paola: Posso dirne due? Si? Sicuri???? Allora dico JB Carroll per l’impatto nel brevissimo termine e Bob McAdoo per la mostruosa incapacità di perdere, cosa che lo portava a vincere.
PS: la vicenda della “faccia da NBA” merita il racconto, se volete tagliarlo fate pure (sono mica matto, ndS). Spogliatoio del Palalido, tutti felici per lo scudetto lui seduto in un angolo, zitto. Gli chiedono perché abbia quella faccia e lui spiega: mi sto riabituando a fare la faccia da NBA. Il giorno dopo ha regalato un orologio a tutti i suoi compagni, ed è ripartito.
Europeo in NBA, nostalgia canaglia, Drazen Petrovic. Punto.

  • Ditemi una cosa buona e una meno buona sul vostro avversario del “DoubleHeader ShOw”

Miky: Dunque…fatemi pensare una cosa buona…difficile dirne una😉 …però direi che Paola è semplicemente una delle donne che conosco che ammiro di più. In un’altra vita mi farei curare da lei se mi servisse uno psichiatra, ha una chiave di lettura dell’animo delle persone semplicemente stupefacente. E poi, oltre ad essere un caso da studiare in quanto donna che capisce più di tutti noi il basket (ricordo ancora la sua telecronaca delle finali NCAA della Syracuse di Melo, un trattato), è un’inesauribile assetata di conoscenza: come si fa a non avere stima infinita per una donna con il suo background che ancora oggi ti dice “per favore, insegnatemi.”?
Una cosa meno buona…beh, se la gioca con Buffa per introvabilità causa viaggi per mezzo mondo, poi beh, a volte ho la sensazione che mi eviti apposta per evitare di affrontare il gap generazionale!

Paola:  Buona: il suo straordinario eclettismo nella scelta di film e letture, la sua capacità di interpretarne le sfumature più nascoste ed eleganti, la sua fame di imparare da ciò che vede e legge. E il fatto che finga di dimenticare che potrebbe essere mio figlio, e mi tratti da pari.
Meno buona: il suo essere troppo USA-oriented quando pensa ad un viaggio (il mondo è grande, mate) e la sua impossibilità, nonostante i lodevoli tentativi, di capire cosa significhi essere una ballerina.

Con la triste immagine che l’ultima frase di Paola mi evoca, ossia un Miky in tutù che cammina sulle punte, si chiude questo secondo appuntamento con il DoubleHeader ShOw. Appuntamento che come il sottoscritto credo abbiate trovato particolarmente interessante. Ora tocca a voi votare chi sarà il vincitore del faccia a faccia, ricordandovi che avete tempo per votare fino a Mercoledì prossimo, quando ci sarà un nuovo appuntamento con la vostra rubrica preferita!

Categorie: DoubleHeader ShOw, NBA | Tag: , , , , | 6 commenti

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