DoubleHeader ShOw – Lorenzo vs Alessandro


Nuova puntata del DoubleHeader ShOw e nuovi ospiti d’eccezione a sfidarsi tra di loro.

Dopo il grande successo della scorsa settimana, quando a duellare sono stati Miky Pettene e Paola Ellisse, con il primo che a sorpresa (e pagando ingenti somme di denaro ai votanti oserei dire) è stato il più votato dal pubblico, l’attesa per la contesa è ancora maggiore. A sfidarsi, sotto i colpi delle 10 domande fatte, sono infatti due dei massimi esperti del basket universitario che io conosca.

Il primo è Lorenzo Neri (@TheBro84 su twitter), redattore per Draftology (uno dei siti di riferimento per la valutazione dei prospetti NBA in Italia), collaboratore di PlayitUsa per il basket NBA, collaboratore di DailyBasket per la LegaDue e ovviamente voce radiofonica di Ball Don’t Lie, il podcast italiano dedicato all’NBA che non potete non ascoltare (e non solo perché una delle altre voci è il sottoscritto eh ndS).

Il secondo non credo abbia bisogno di particolari presentazioni, perché dopo aver avuto l’onore di avere Paola Ellisse, oggi ho il piacere di avere su questo blog un altro giornalista di SKY: Alessandro Mamoli (@AleMamoli su twitter), commentatore NBA ed NCAA per le reti di Murdoch, ex giocatore professionista di basket e soprattutto grande appassionato di palla a spicchi, soprattutto quella collegiale.

Direi allora di non perdere altro tempo e di far partire subito la sfida. Enjoy!

  • Conosciamo la vostra passione per il College Basketball, ma quando è nato questo interesse?

Ed O’Bannon, clamoroso hype al college e carriera NBA nulla.

Bro: 1995, c’erano Tyus Edney, i fratelli O’Bannon (su Ed O’Bannon ammetto di aver preso uno dei primi grossi abbagli, ndS) , Jiri Zidek e uno dei miei primi idoli di sempre, Toby Bailey. Avevo 11 anni, Telepiù fece vedere tante partite di quel torneo ed io non riuscivo a staccarmene. Vidi tutte le partite che potevo, anche la finale tra quella UCLA e la Arkansas di Corliss Williamson e Scotty Thurman.
Inizialmente pensavo che la NCAA fosse un distaccamento della NBA (tipo retrocessioni e promozioni.. oh, avevo 11 anni e non c’era internet!), poi grazie ad American Superbasket capii il meccanismo.
Da lì fu un crescendo: la Wake Forest di Timmy D, il fascino per la UNC di Stackhouse, Sheed e Cota e della Duke di Williams e Battier, e poi la scoperta del profondo, la mid-major. Ecco, da quel punto è iniziata l’ossessione, nel senso buono del termine

Ale: Giovanili a Milano, parliamo di metà/fine anni ’80. Il mio allenatore (Marco Crespi) aveva l’ abitudine di lasciare nello spogliatoio televisore e  videoregistratore  accesi  con alcune rare partite dell’ NCAA di allora. Guardando quei ragazzi di 20 anni che giocavano in palazzi stra-colmi di gente mi innamorai e non riuscii più a smettere. La prima finale che ricordo di aver visto in TV  fu Indiana vs Syracuse del 1987. Io ero un tiratore bianco di un metro e ottantacinque e gli Hoosiers campioni (Keith Smart mi voglia scusare) erano guidati da Steve Alford. Fu amore a prima vista.

  • Se doveste scegliere tra andare a vedere una Final Four NCCA e una Finale NBA, cosa scegliereste e perché?

Bro: Entrambe!
A malincuore credo che sceglierei la finale NCAA, il fascino della partita secca avrà sempre la preferenza per il sottoscritto.

AleFinale NBA, per due motivi:  la finale NCAA  l’ ho già vista 3 volte e, a parte il trovare squadre diverse, bene o male l’ atmosfera è sempre quella. Molto meglio seguire una gara NCAA  durante la regular season. L’ atmosfera che respiri nei palazzi dove hanno sede le università è impareggiabile. Il secondo motivo: la finale NBA rappresenta il basket al suo meglio. Difficile trovare un altro evento che la batta.  Se invece mettete a confronto regular season NBA vs regular season al college …  beh lì non alziamo neppure la palla a due. Dick Vitale direbbe  : “NCAA baby!”

  • Il draft non è una scelta esatta, ma vi sarà capitato di pensare “No, questa è davvero una scelta buttata”. Fatemi 3 nomi significativi di scelte buttate e come l’avevate intuito dall’inizio.

Hasheem Thabeet, seconda scelta assoluta 2009 e carriera NBA modesta.

Bro: Il primo non può che essere Hasheem Thabeet, bastava vederlo giocare per capirlo: non teneva il contatto con i lunghi NCAA, figuriamoci al piano di sopra dove la fisicità è altissima, per uno con un baricentro così alto che non sa piegare le gambe è la morte.
La seconda è sempre dello stesso draft, Johnny Flynn. Non tanto per il giocatore visto che a me piaceva anche, ma per il modo in cui era stato scelto, ovvero dopo Ricky Rubio, che due anni dopo ha dimostrato di essere adatto a questa lega, al contrario di Johnny.
La terza è Tyrus Thomas, lanciato in alto dal bel Torneo NCAA che fece con la sua LSU ma che si vedeva era ancora molto acerbo tecnicamente quanto atleticamente. Sono sempre dell’avviso che quello più che altro fu il Torneo delle grandi prove difensive di Big baby, Glen Davis.
Metto anche un honorable mention in onore dell’autore del blog: Jerryd Bayless, l’uomo che non contempla la presenza di altre persone sul parquet (questo colpo basso da un amico non me l’aspettavo, sei proprio una brutta persona. NdS).

Ale: Restando su draft recenti:  Hasheem Thabeet, troppo poco feeling per il gioco.
Adam Morrison: a sud di Larry Legend (e forse Love ma aspettiamo) non ricordo un bianco americano in ala piccola che abbia fatto la differenza nella NBA. Troppo rischioso.
Jordan Hill a New York con la 8 al draft del 2009 considerando chi c’era ancora nel draft è stata una brutta chiamata.

  • Allo stesso modo, ditemi 3 giocatori su cui non avreste puntato un cent al college e che vi hanno invece stupito in NBA.

BroTaj Gibson, non credevo potesse essere così utile in un sistema Nba e riuscisse a lavorare così bene sul suo fisico;
Landry Fieds, scorer con tanta palla in mano a Stanford che ha saputo trovare spazio come gregario di lusso;
Paul Millsap, ottimo uomo di fatica ma rivelatosi lavoratore indefesso che è cresciuto gradualmente in maniera sorprendente.
Su Millsap non è che non ci avrei puntato un cent, però non avrei mai immaginato arrivasse fino a questo punto.

AleLaMarcus Aldridge: mi sembrava troppo soft e con poche possibilità di migliorare il suo raggio di tiro.
Russel Westbrook, uscito da UCLA  molto presto, a Westwood non teneva la palla in mano così tanto come avrebbe fatto a OKC, pensavo che  potesse diventare forte ma non così tanto forte.
Brook Lopez: come per Aldridge, lo ritenevo un po’ troppo soft e pensavo sarebbe rimbalzato contro le solide difese NBA invece oggi è probabilmente uno dei primi 5 centri della lega.

  • Il giocatore che più vi ha elettrizzato al College, anche se magari sapevate che non era un talento da NBA e il vostro “amore sbagliato“, ossia quello che più vi ha deluso.

La “Teach me how to Jimmer” mania ha stregato tutti, inclusi Lorenzo e Alessandro.

Bro: Recentemente si può puntare tranquillamente su Jimmer Fredette, giocatore capace di farti alzare dalla sedia senza per forza vederlo attaccato al ferro. So bene che in Nba la sua collocazione tattica è complicatissima, ma dentro di me ci credo sempre.
Poco atleta lo era anche Jon Brockman a Washington, ma il suo modo di giocare sempre al massimo (se non di più) delle sue capacità mi faceva impazzire, collezionava nasi rotti per recuperare un pallone o un rimbalzo. Se andiamo sugli atletissimi, punto tutto su Ismail Muhammad, ex-Georgia Tech.
Sull’amore sbagliato sarebbe da scrivere un libro. Prendendone uno su tutti, direi che Terrence Williams mi ha sempre logorato, giocatore con il basket nelle vene, tanto che il sangue non è mai arrivato al cervello. Purtroppo.

Ale: Qui non si sbaglia: Jimmer Fredette (in effetti mi ci sarei potuto giocare la casa con tutta la famiglia dentro, ndS). Una macchina da punti così – bianco – al college non lo si vedeva forse dai tempi di Maravich anche se Jimmer li produceva da 7-8 metri mentre Pistol incantava in ogni zona del campo.  La delusione maggiore forse Corey Brewer: pensavo potesse diventare uno dei primi due giocatori di una qualsiasi franchigia. Si è perso a fare lo specialista.

  • Chi sono le finaliste alla Final 4 quest’anno? Quale la sorpresa che può arrivare in fondo contro pronostico?

Bro: Non credo in un repeat di Kentucky, una classe di freshman matura come quella dello scorso anno arriva poche volte nella vita, così come Anthony Davis. Credo molto più alla completezza di Indiana e di Louisville che hanno buoni coach (Crean e Pitino), buoni giocatori in tutti i ruoli e profondità. Non sottovaluto mai santoni del gioco come Krzyzewski (che ora so scrivere senza copia-incolla) e Izzo.
Le sorprese possono essere Murray State, che hanno in Isaiah Caanan uno dei miei giocatori preferiti dell’anno, e Gonzaga, anche loro molto profondi ma fuori dai radar.

Ale: Come ben sapete pronosticare la Final Four oggi è praticamente impossibile, sia per la formula (partita secca e accoppiamenti ancora sconosciuti ad oggi)  che per le variabili, vedi  infortuni. Io sono convinto che se l’anno scorso Syracuse e North Carolina avessero avuto Fab Melo e Kendall Marshall per  tutto il torneo, sarebbero arrivate alla Final Four. Detto questo proviamo a buttare lì 6 nomi di possibili finaliste: dico Kansas, Duke, Louisville, Indiana, Kentucky, Michigan State. Sarei sorpreso se almeno un paio di queste non arrivassero in fondo. Per le sorprese: mi piace ancora Butler e occhio a North Carolina State.

  • Quale è stata la più bella partita NBA che avete mai visto e la miglior prestazione personale per cui potete dire “Witness!”? (Lorenzo, ti vieto categoricamente di nominare gli Heat e LeBron! :-):-) )

Iverson dominatore

Bro: Le emozioni che mi ha tirato fuori gara 6 delle finali del 1998 ha pochissimi eguali, ho ancora i brividi a ripensare a quella palla rubata ed a quel tiro.
Tra le prestazioni individuali non potrò mai dimenticare la gara1 delle finali 2001 con Iverson in versione “Me against the world… and the Lakers” e la partitissima di Reggie Miller contro i Knicks nei playoff del ’94, con la celeberrima Choke Sign verso Spike Lee, vista che avevo solo 10 anni ma che tengo gelosamente in vhs e nell’hard disk.

Ale: Facile e restiamo nella stessa partita. Lakers vs Phila gara 1 di finale del 2001. Overtime, 44 di Shaq e 48 di Iverson con vittoria Phila allo Staples. Per quanto riguarda  la prestazione individuale valevole per il “Witness”, avete già capito no?

  • Cosa vi sentireste di dire a un tifoso dei Bobcats? Ma soprattutto, credete sul serio ci sia qualche tifoso dei Bobcats in giro nonostante la buona partenza di quest’anno?

Bro: Lo conosco un tifoso dei Bobcats, lo giuro!
Per me i Bobcats quest’anno sono partiti in maniera giusta, ma non dico in termini di risultati che comunque sono ottimi, ma nell’impostazione della squadra. Dunlap, coach di stampo universitario, sta permettendo alla squadra di esprimersi al massimo con schemi semplici ed un gioco coinvolgente, probabilmente non sarà mai un allenatore d’elite ma serviva qualcuno che sa come interagire con ragazzi giovani. Inoltre c’è MKG (Michael Kidd-Gilchrist, ndS), uno nato per vincere e incredibilmente contagioso verso chiunque lo circondi.

Ale: “ Believe”! Certo che ce ne sono di tifosi Bobcats, pochi ma buoni.

  • Siete il padre-padrone dei Bobcats (no, non Michael Jordan, diciamo uno con più fiuto per il draft) e avete la prima scelta del prossimo anno. Chi scegliete e perché?

Noels. Possibile prima scelta assoluta al prossimo draft.

Bro: Sono uno dei pochi che crede che Biyombo abbia la chance per essere un difensore coi fiocchi per questa lega, quindi tenderei a completarlo mettendogli accanto uno come Cosy Zeller, 4/5 dalla grande tecnica, molto versatile in fase realizzativa nei pressi dell’area e con un’IQ cestistico notevole.
Muhammad può essere un giocatore già pronto fin dai primi minuti della sua carriera Nba e Nerlens Noel ha grande potenziale, ma credo che il fratello del centro dei Cavs possa essere l’aggiunta più intelligente.

Ale: Se i Bobcats restano gli stessi di quest’anno non posso far altro che scegliere Nerlens Noel che ad occhio e croce dovrebbe diventare meglio degli attuali interni di Charlotte.

  • Suggerite una cosa da fare e una da non fare per chi vuole iniziare a valutare dei prospetti NCAA

Bro: Dovrei essere io a chiedere consiglio… “Potenziale” è una gran bella parola da usare per quei prospetti grezzi che sembrano avere buone qualità da sfruttare in futuro, ma se non c’è la testa e la voglia di migliorarsi puoi avere tutte le armi possibili per sfondare ma difficilmente ci sarà una crescita. Nessuno nasce imparato ed il successo arriva sempre dal duro lavoro.
Sulle cose da non fare assolutamente, sottolinerei una mia crociata personale: mai valutare i giocatori dai mixtape o dagli highlights. Mai. MAAAAAIIIII!

AleDa fare: guardare il maggior numero di partite possibili  ricordandosi però che la NCAA è un mondo molto diverso dalla NBA. Molti giocatori al college sono utilizzati in posizioni che poi difficilmente occuperanno nella NBA.
Da non fare: sparare sentenze dopo 3 partite viste di un qualsiasi prospetto. Come avete scritto, il Draft non è una scienza esatta. Chi ti allena, in che squadra vai, con chi giochi e in che sistema giochi sono fattori che incidono  tantissimo nello sviluppo della carriera di un giocatore. Se non conosci questi dati in anticipo diventa impossibile fare previsioni.

Si conclude quindi così anche il terzo appuntamento con il DoubleHeader ShOw, che ritornerà come di consueto mercoledì prossimo con altri importanti ospiti, anche se sarà difficile fare meglio di questa puntata in cui abbiamo avuto la fortuna di sentire i pareri di due grandi esperti di College Basketball come Lorenzo e Alessandro.

Ora tocca a voi votare i due sfidanti e decidere il vincitore di questa sfida!

Categorie: DoubleHeader ShOw, NBA | Tag: , , , , , | 6 commenti

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