DoubleHeader ShOw – Sine vs Pietro


DHSODopo lo scorso DoubleHeader ShOw tra Niccolò Trigari e Simone Mazzola, in cui a vincere di un solo punto su Simone Mazzola è stato Phil Ricci, la rubrica continua ad avere ospiti d’eccezione. Questa settimana è infatti un grande onore poter ospitare su questo blog due grandi sfidanti.

Il primo è Paolo Sinelli, o più semplicemente Sine (@ilsainel su twitter) già autore del noto sito Buzzer Beater Blog, inviato per Cremona e colui che ha dato il via al progetto… no, non ve lo dico, scoprirete la sorpresa tra qualche giorno…

Il suo sfidante è nientepopodimenoche  il neo 24enne (anche se sembra più vecchio data la carriera che ha già avuto) Pietro Aradori (@pietroaradori su twitter) che per i più sbadati, anche se non ce ne sarebbe bisogno, ricordo essere giocatore professionista di basket per la MapoOro Cantù e per la Nazionale Italiana, oltre che ex campione d’Italia con Siena e giocatore di Milano, Roma (per una breve parentesi) e Biella, ma soprattutto ragazzo davvero molto simpatico e disponibile ad accettare subito il giochino qui sotto.

Al solito, dieci domande li vedrà protagonisti di un faccia a faccia su quel che riguarda il basket del nostro continente ed NBA ed al termine siete tutti invitati a votare il sondaggio per decretare il vincitore della sfida.

Si parte!

  • Partiamo subito con una domanda filosofica. Datemi la vostra definizione di “basket” e di “squadra di basket”

Sine: Sono due cose che io vedo in ottiche diverse. Il basket è quello che guardo o per cui ogni tanto lavoro. Ed è difficile da spiegare, ma dà delle sensazioni che nessun altro sport è in grado di darmi. Se si parla di squadra di basket, al di là delle definizioni tecniche e romantiche, invece la vivo più “personale”, ovvero quelle in cui gioco ogni anno. Che sono molto squadra e poco di basket, ovviamente. La squadra di basket è un posto in cui provi a fare canestro ogni tanto, non ti riesce perché hai mangiato pesante la sera prima e perché oggettivamente ci sarà un motivo se stai lì, dici tante boiate e magari dopo vai ad ammazzarti di birra in quale pub, dove sicuramente hai più talento che su un rettangolo di gioco.

Pietro: Il Basket e’ la mia vita, dove sfogo la rabbia di una giornata intera e con il tempo e’ diventato ciò di cui vivo. Ma rimane sempre passione!!
Squadra di basket e’ un insieme di brutti ceffi che insieme si scannano di botte in allenamento, spesso si divertono a farlo, alcune volte vincono ma sempre, ne sono sicuro, si allenano e giocano con l’amore per questo sport.

  • Qual è la partita più bella che vi ricordate? E la partita più brutta?
La nazionale argento ad Atene 2004. Forse la più emozionante di sempre.

La nazionale argento ad Atene 2004. Forse la più emozionante di sempre.

Sine:  La partita più bella per grandissimo distacco Italia-Lituania di Atene 2004. Ogni tanto me la riguardo ancora ed esulto come un deficiente ad ogni tripla di Basile senza il minimo senso. Altro che triple ignoranti, quelle non avevano nemmeno la terza elementare. La più brutta è già più difficile. Però è probabile che Recalcati sia riuscito nel difficile compito di avermi regalato la più bella ma anche la più brutta, ovvero una a caso delle sue ultime con la nazionale.

Pietro: Parlo da telespettatore la famosa partita Italia-Usa in preparazione ad Atene04 (se non sbaglio). Quanto mi aveva gasato.
Peggior partita mia, una di Eurolega quando ero a Milano. Ultima partita del girone di Eurolega in casa al forum contro Lemans.

  • Milano fa fatica, Cantù soffre di alti e bassi. Ma Siena ha proprio così bisogno che le avversarie restino sempre un gradino sotto anche quando diminuisce budget e talento?

Sine: Il punto è che Siena ha la capacità di fare le cose serie anche con budget inferiori, Milano riuscirebbe a buttare via tutto anche se avesse libero accesso ai forzieri vaticani. Cantù ha un’organizzazione ed una serietà molto più “senese”, oltre al miglior allenatore che c’è in questo momento in Serie A (non posso che condividere il giudizio su Trinchieri, ndS). Il budget non è lo stesso, eppure se arrivano sani quando conta io non ci scommetterei troppo contro.

Pietro: In una stagione ci sono tanti alti e bassi, ogni squadra ne soffre a maggior ragione facendo 2 competizioni.. Ne riparleremo a fine anno, vediamo cosa ne uscirà fuori.

  • Varese e Sassari sono due grandi sorprese del campionato italiano, ce la faranno ad arrivare fino in fondo? Qual è il loro segreto?
Diener e Sacchetti, due dei principali artefici della stagione di Sassari

Diener e Sacchetti, due dei principali artefici della stagione di Sassari

SineArriveranno fino in fondo. Non credo Varese manterrà la prima posizione, però rimarrà abbastanza in alto. Anche perchè è una sorpresa, ma relativa, perché il valore dell’organico, soprattutto a livello atletico, è di alto livello. Sassari…Sassari è una meraviglia. Andranno dove li porteranno i cugini Diener, Travis soprattutto. E’ un maledettissimo fenomeno, si potesse andrei a piedi a prenderlo per fargli il passaporto italiano immediatamente.

Pietro: Sono due bellissime realtà in questo momento. Hanno costruito ottime squadre e stanno facendo un grande campionato. Sicuramente hanno dalla loro (per Varese) il fatto di non fare coppe e quindi 2 partite ravvicinate a settimana e l entusiasmo (per Sassari) di un intera regione che li segue. Oltre al fatto che hanno ottimi giocatori nel roster, perché senza quelli non vai da nessuna parte.

  • Italiani in NBA tra alti e bassi. Per Gallinari, Belinelli e Bargnani datemi un difetto ed un pregio.

SineGallinari: ha la capacità (che gli altri due non hanno, per motivi diversi) di essere determinante, utile, in mille modi diversi. E’ uno dei motivi per cui si tende ad essere più benevoli nei confronti delle sue percentuali di tiro (mai particolarmente esaltanti) rispetto a Belinelli o Bargnani. Di contro però mi dà sempre l’impressione di essere lì sul punto di esplodere davvero, e invece rimane sempre lì, con quelle cifre, con quel ruolo, con quelle percentuali. A Denver dovrebbe essere lui (e non Lawson o Iguodala) a prendere il controllo offensivo della squadra, ma non lo fai mai per davvero.
Belinelli: rispetto agli altri due ha dovuto cambiare drasticamente il modo di giocare, ha avuto l’intelligenza e l’umiltà (nonostante passi come un arrogante) di accettare un ruolo da semi-specialista, pur senza esserlo realmente. Difensivamente a tratti è una tassa, per colpe non solo dipendenti dalla sua volontà. Agli Hornets era migliorato molto, ma è chiaro che il fisico e la predisposizione mentale sono quelli che sono.
Bargnani: a livello tecnico rimane una delle cose più incredibili che si possano vedere su un campo da basket. Il problema è che ormai dà l’impressione di non avere la minima intenzione di fare un minimo sforzo per limitare i difetti che invece diventano sempre più evidenti. E non è solo una questione di quanti rimbalzi tira giù. La speranza, per tutti, è che se ne vada da Toronto il prima possibile.

Pietro: Questa come faccio a risponderti?? Mi metti in difficoltà, non faccio (ancora per ora) l’opinionista (in effetti mi rendo conto che la domanda è un po’ complessa per un compagno di Nazionale e già grazie non mi abbia sfanculato🙂, ndS)

  • Iverson dichiarò “Listen man, we’re talkin’ about practice” con un certo disprezzo verso gli allenamenti. Vero che in NBA gli allenamenti sono secondari, ma cosa ne pensate di quella uscita?

Sine: Se la si considerasse come un’uscita di un qualsiasi giocatore NBA, sarebbe da censurare, visto che ci sono giocatori che hanno fatto carriere clamorose grazie al culo che si sono fatti negli allenamenti. Invece credo sia da contestualizzare, perché quel “quid” che ha reso Iverson il giocatore più devastante della NBA per un po’ di anni è lo stesso che lo ha portato a fare quell’affermazione. Ed è lo stesso “quid” che lo ha portato alla rovina professionale e privata successivamente.

Pietro: Penso che quella conferenza stampa sia stata storica e rimarrà negli annali. Io personalmente l’avrò vista e rivista 20 volte. Forse negli USA soprattutto durante la stagione NBA, gli allenamenti sono visti un po’ così o comunque non con la stessa attenzione che c’è in Europa al dettaglio, poi ci sono sempre le eccezioni e’ ovvio.. Io sono uno di quelli che pensa che si vada lontano e si arrivi fino dove si arriva solamente grazie all’allenamento duro, al sudore costante.

  • Ditemi: la vostra squadra NBA preferita, il vostro giocatore preferito e il vostro “amore segreto”.

SineHornets, dai tempi in cui Baron Davis era solo l’idea di una scelta al draft. La risposta successiva dunque è comprensibile ed è Chris Paul. Quel nano di merda mi ha fatto vivere dei playoff clamorosi quando asfaltò Dallas da solo. Ormai troppi anni fa. Sigh.
Nick Collison, che non è che lo seguo dalle ultime Finals solo perché ne parlavano bene Buffa e Tranquillo. Io tifavo per lui già quando era appena uscito da Kansas ed era piombato nel draft di LeBron.

PietroLakersRon Artest: per come gioca duro sul campo mi fa impazzire (ovviamente fino a quando non ne fa una delle sue😉 )
Amore segreto sportivo: Jonah Lomu indubbiamente, ho letto anche la sua autobiografia anni fa e ne sono rimasto molto colpito (game set and match per Pietro a questo punto per me, ndS).

  • “Non pensavo fosse così forte”. L’avete mai pensato? Di chi? 

SineJosh Smith. Quando fu scelto ero pronto a scagliarmi e dargli del secchio dell’umido, il classico che tocca il soffitto con il mento e poi non sa giocare. E invece non ha mai visto un All Star Game solo perché scelgono con i piedi.

PietroJ.R.. Smith i primi anni che lo vedevo a Denver e Reece Gaines, penso il giocatore più difficile da marcare che ho mai incontrato, veramente forte.

  • Stessa cosa per: “Non pensavo fosse così pippa”. Di chi l’avete mai pensato?
Kendall Marshall. Per ora una delusione.

Kendall Marshall. Per ora una delusione.

Sine: E’ veramente prestissimo per dirlo, quindi me ne guardo bene dal considerarla una cosa definitiva. Ma speravo decisamente di più dall’inizio di stagione di Kendall Marshall, visto che davanti ha Telfair nel ruolo, non esattamente uno Stockton più buono. Invece fa fatica pure in NBDL. tra lui e Lillard avrei preso mille volte Marshall. Per dire quanto ne capisco (faccio outing, ne capisco uguale perché pensavo la stessa cosa, ndS).

Pietro: Ce ne sarebbero un paio che mi vengono in mente. Ma opto per Trent Plaisted, un ragazzotto mormone atleta della madonna. Mi ricordo le sfide “aeree” con James Gist in allenamento a Biella, ma con la palla mmmmhhh c’entrava poco..😉 si fece male prima che iniziasse il campionato e ancora ora non ho più sue notizie (dopo aver fatto nel 2011 la Summer League con i Bulls, le ultime sue notizie in rete risalgono alla scorsa stagione nel campionato Turco all’Aliağa Petkim, poi il buio, ndS)

  • Ditemi una cosa positiva e una cosa negativa del vostro avversario di DoubleHeader.

Sine: Allora, la cosa buona: è un ragazzo di una disponibilità incredibile. Giusto per chi legge: lui a rispondere alle domande ci ha messo non più di un giorno, io sono arrivato praticamente allo scadere urlando anche “prof ancora cinque minuti ho quasi finito mi manca solo una domanda giuro giuro“. E quello che ha tempo libero non è lui. La cosa negativa: è leggermente più bravo di me a giocare a basket. Ed è una cosa che in generale non sopporto. Infatti odio praticamente il mondo intero.

Pietro: Positiva e’ dura eh..😉 grandissima ironia e talento nello scrivere in 140 caratteri di un altro pianeta.
Negativa indubbiamente la sua provenienza dalla bassa.. Da Bresciano, in quelle zone, siamo sempre in clima derby.

Si chiude così anche questa puntata del DoubleHeader ShOw, ancora una volta arricchita dalla presenza di due grandi ospiti, che ringrazio nuovamente. Ora tocca a voi decretare il vincitore del faccia a faccia. Votate!

Le puntate precedenti:
Puntata 1: Fazz vs Dario Vismara
Puntata 2: Miky Pettene vs Paola Ellisse
Puntata 3: Lorenzo “Bro” Neri vs Alessandro Mamoli
Puntata 4: Niccolò Trigari vs Simone Mazzola

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