NBA Post-Epiphany Awards: la befana porta i premi.


Di solito ci sono i Mid Season Awards, i Christmas Award o i 20 Games Awards (cioè la situazione dei premi individuali dopo una ventina di partite). Siccome però io mi voglio distinguere dalla massa e il tema sul possibile MVP è molto caldo ultimamente, qui su questo blog ci sono i Post-Epiphany Award, i premi che porta la befana.

Vi dirò quindi quelli che sono i miei candidati forti e i momentanei vincitori delle categorie principali per i quali l’NBA dà i premi a fine anno, iniziando proprio dal più importante, l’MVP.

Chris Paul - LA Clippers

Chris Paul – LA Clippers

Most Valuable Player
Se si parla del giocatore più forte della lega, non si inizia nemmeno a discutere, perché oggettivamente LeBron James dalla scorsa stagione ha aggiunto una marcia in più e si continua a dimostrare il primo della pista. Difficile trovare uno che sui due lati del campo sia così decisivo per la propria squadra. Anche Kevin Durant, che sta facendo una stagione strepitosa tirando con il 51% dal campo, nonostante sia un giocatore dal talento abbacinante non riesce ad intaccare il trono del Re. Però questo premio, almeno come intendo io la parola Valuable, dovrebbe andare a chi sta facendo una stagione veramente sopra le righe e sta portando la sua squadra ad un livello superiore grazie al suo talento.
Ecco che allora fanno capolino le candidature di Carmelo Anthony, autore fin qui di una grandissima stagione in cui ha portato i Knicks ad essere al top della lega e migliorando sensibilmente la squadra dell’anno scorso, e Chris Paul, che ha portato i sui Clippers ad un mese di dicembre immacolato con 16 vittorie e 0 sconfitte, terza squadra nella storia dopo i Lakers ’71-’72 e gli Spurs ’95-’96. Proprio questa straordinaria performance di squadra, il cui merito va ascritto per la maggior parte a lui, gli fa guadagnare il premio momentaneo.
Winner: Chris Paul.

Joakim Noah - Chicago Bulls

Joakim Noah – Chicago Bulls

Defensive Player 
Qui come al solito ci sono le candidature più disparate, dipende se si vuol premiare il giocatore, il sistema o se si decide di andare a caso come al solito. Io sparo le mie tre candidature, più o meno una per categoria, quindi dico Thabo Sefolosha, che come al solito si dimostra il difensore più abile tra gli esterni, Joakim Noah, che nel sistema difensivo di un mago come Thibodeau si trova a meraviglia ed esalta le sue già altissime capacità di singolo, e una piccola provocazione: Jason Kidd. In un sistema come quello dei Knicks, che ultimamente ha funzionato a fasi un po’ alterne ma che rimane un sistema molto valido, il 38enne ex Mavs è forse quello che mi ha stupito di più difensivamente, data la sua abilità nel rendere difficili le ricezioni ai suoi avversari e la capacità di trovare la posizione difensiva corretta.
Il figlio del tennista però è quello che maggiormente merita il premio al momento.
Winner: Joakim Noah.

Jamal Crawford - LA Clippers

Jamal Crawford – LA Clippers

Sixth Man
Inizio subito con la mia Honorable Mention, che va a Kevin Martin. L’ex Rockets è arrivato con più di qualche perplessità ai Thunder, ma ha saputo ritagliarsi il ruolo che ci si aspettava da lui alzandosi dalla panchina, quello di scorer, principalmente off the ball. Gli altri due non possono che essere JR Smith e Jamal Crawford. Il primo è semplicemente uno dei principali artefici dell’ottima stagione di New York, anche grazie ai due buzzer beater segnati nello scorso mese. Il secondo è l’arma tattica più importante per i Clippers. Alzandosi dalla panchina e trovandosi contro le second unit fa veramente quello che vuole e abusa degli avversari, poi nei finali di partita, anche contro i titolari, continua ad essere decisivo. Il premio, nonostante l’infortunio che lo ha fermato ultimamente, va al momento a JC.
Winner: Jamal Crawford.

Damian Lillard - Portland Trail Blazers

Damian Lillard – Portland Trail Blazers

Rookie of the Year
Qui c’è abbastanza poco da discutere al momento. Le ottime prove di Alexey Shved soprattutto la sua continuità sia in assenza di Rubio che con il catalano in campo, gli valgono una nomination. I lampi mostrati dalla prima scelta Anthony Davis nonostante un paio di infortuni di troppo patiti ad inizio stagione, fanno capire che questo sarà in futuro uno di quei giocatori che sposta. Ma chi veramente ha stupito tutti è stato Damian Lillard. In pochi credo che si aspettassero un inizio di stagione simile per il giocatore dei Blazers, forse nemmeno lo staff tecnico di Portland, che da quando è arrivato nella Rip City ha preso per mano la squadra e ha dimostrato a tutti che nonostante la provenienza del college non fosse la classica power house, ha tutte le capacità per diventare una star nel ruolo. Buon per Olshey, GM che ha effettuato la chiamata al draft, che si gode questo gioiellino e la sua classe.
Winner: Damian Lillard.

Omer Asik - Houston Rockets

Omer Asik – Houston Rockets

Most Improved
Non nego che questo sia sempre il premio più difficile da assegnare, anche perché non si capisce mai chi si deve premiare realmente, se il giocatore che da ottimo diventa star, se quello che nel passaggio dal primo a secondo anno diventa un giocatore vero o se effettivamente è uno che rispetto all’anno precedente migliora decisamente. Sicuramente di quest’ultima categoria, almeno per un certo periodo di tempo, ha fatto parte Kemba Walker, che rispetto alla scorsa stagione ha decisamente migliorato il suo livello. La serie infinita di sconfitte patite dai Bobcats però lo hanno fatto regredire anche come candidatura per questo premio. Un altro candidato credibile è O.J. Mayo, giocatore che dopo stagioni di alti e bassi a Memphis (più che altro per questioni caratteriali dato che tecnicamente era un giocatore importantissimo per lo scacchiere di Hollins), ha trovato la sua consacrazione a Dallas, facendo registrare partite importanti in attacco oltre che in difesa, dove è sempre stato un lusso. Il candidato più accreditato però, e mio personale vincitore, è Omer Asik. Il turco, quest’anno a Houston, raddoppiando il minutaggio a disposizione (passato da 15 a 30 minuti di media) è passato da 3.1 a 10.6 punti, da 5.3 a 11.4 rimbalzi e soprattutto dal 50.6% al 52.5% dal campo. Più del suo compagno di squadra James Harden, che tanti vedono migliorato ma a me pare solo abbia più possibilità di avere palla in mano, il vero MIP per me è l’ex Chicago.
Winner: Omer Asik.

Tom Thibodeau - Chicago Bulls

Tom Thibodeau – Chicago Bulls

Coach of the Year
Parto subito col dire che Mike Woodson mi ha stupito positivamente per come ha saputo amalgamare tutto il talento a disposizione ad inizio stagione e per come ha saputo dare un’impronta difensiva alla squadra (attenzione al rientrante Stat però). La sua nomination quindi è d’obbligo e anche una mia ammissione di colpa nel non aver creduto e nonostante tutto nel continuare a non credere che sia un buon allenatore NBA. L’altra candidatura la voglio dare ad un altro allenatore che l’anno scorso mi ha lasciato più di un dubbio ma che quest’anno sta facendo veramente benissimo: Mark Jackson. L’ex commentatore, di cui tutti dicevano un gran bene prima di sedersi in panchina, appena ha avuto un Curry sano ha fatto vedere che può dar fastidio a molti, portando i suoi al miglior record della lega contro squadre sopra il 50% con 15W e 4L. Il vincitore però non può che essere il miglior allenatore che il basket possa ammirare negli ultimi tre anni (sì, anche quando era un vice a Boston): Tom Thibodeau. Coach TT sta portando una squadra senza la star principale, Derrick Rose, a giocarsi il terzo seed dei playoff ad Est e oltre alla gran difesa, sta facendo vedere di essere capace di disegnare un attacco armonico e che coinvolge tutti. E questo con Boozer  come primo violino. Un genio!
Winner: Tom Thibodeau.
Ah.. lo so che i Clippers sono in testa ad Ovest, ma non mi vedrete mai proporre uno come Del Negro come COY, sappiatelo!

Glen Grumwald - NY Knicks

Glen Grumwald – NY Knicks

Executive of the Year
Mitch Kupchak. Ok, scherzavo, anche se il GM di Los Angeles proprio male sulla carta non avrebbe fatto portandosi a casa Nash e Howard, peccato che c’entrino poco poco con i compagni di squadra. I candidati quindi sono Daryl Morey, di Houston, che ha avuto il coraggio di puntare su Harden come primo violino cedendo un giocatore come Kevin Martin, ormai poco coinvolto dal progetto e acquisire Asik e Lin, che stanno portando Houston a lottare per i playoff con il record di 58% di vittorie, Sam Presti, che ha avuto il coraggio di fare lo scambio dall’altro lato della barricata liberando Ibaka, altro giocatore ulteriormente migliorato, dalle pressioni di dover dimostrare di meritare un contratto del livello del barba e prendendo a bordo un Martin che coinvolto il giusto sta portando in alto i Thunder e Glen Grumwald, di New York, che ha avuto il coraggio di puntare su giocatori “esperti” (eufemismo), migliorando notevolmente il roster a disposizione. Grosso merito della stagione dei Knicks è attribuibile a lui, che si guadagna il mio premio.
Winner: Glen Grumwald.

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