DoubleHeader ShOw – Ciombe vs Nick


DHSOEccoci finalmente ritornati dalle ferie con una nuova puntata della rubrica DoubleHeader ShOw. Dopo la pausa natalizia e una puntata tutta targata Duke tra Carlo Perotti e Andrea Crosilla, in cui ha facilmente vinto UNC davanti a Carlo, questa settimana gli ospiti parleranno di NBA.

A scontrarsi a colpi di risposte saranno infatti David ” Ciombe” Breschi (@Ciombe82 su twitter), autore del blog Cose di Basket e co-autore del blog su Miami We Want Heat, blog tremendamente fazioso ed ovviamente illeggibile🙂 e Nicolò “Nick” Ciuppani (@NickRamone su twitter) esperto NBA che presta la sua voce ad uno dei migliori podcast italiani sul basket: Ball Don’t Lie (ok, potete considerare quest’ultima parte come pubblicità progresso).

Soprattutto entrambi sono parte di uno dei progetti di Blog più innovativi dell’ultimo millennio, quell’ Hoops Democracy che partito con le pubblicazioni il giorno dell’epifania fa già battere più di un cuore a spicchi (anche qui la pubblicità è l’anima del commercio).

Tocca a loro quindi per ora iniziare la sfida, ma a voi finirla, votando i due contendenti per decretare il vincitore.

  • Qual è stato il vostro giocatore NBA preferito e perché?

Ciombe: Facile. Mohamed Al-Ischber. Mai sentito nominare? E’ perchè ha avuto una storia oscura alle spalle di cui la gente non ama parlare ma non ho mai visto un giocatore del genere in vita mia. Mancino, silohuette stondata, faccia da terrorista ma talento immane. Si dice che attualmente stia guadagnando gli ultimi spiccioli di carriera negli Emirati Arabi, da dove proviene, e che sia invischiato anche in brutte faccende legate al traffico di armi.

Nick: Domanda difficile e secondo me è quasi impossibile dare una risposta. Sarebbe come riuscire a dire la canzone preferita. Diffidate dalle persone che riescono a rispondere a colpo sicuro un nome solo poiché non si può limitare la passione o l’ammirazione a un singolo giocatore.
Detto questo, se devo davvero dare una definizione, adoro i giocatori che giocano e fanno giocare la squadra, quei giocatori che intrattengono il pubblico ma riescono anche a far rendere al meglio i compagni. Rientrano in questa categoria Earvin Magic Johnson, Walter Frazier, Steve Nash, Pistol Pete  Maravich e tanti altri.
Poi mi piacciono molto i giocatori che romanticamente hanno una storia da raccontare, quelli che giocano con un passato alle spalle o una lotta personale. Penso sempre a Magic, a Brandon Roy, a Grant Hill e a Drazen Petrovic.
Infine ho sempre avuto un debole per i dominatori, per quei giocatori che hanno cambiato la storia e il modo di giocare. Da Wilt a Kareem, da Dr. J a LeBron, da Bill Russell a Shaquille O’Neal.
Se, pistola alla testa, dovessi però dire per forza un nome solo direi sempre Michael Jeffrey Jordan per il semplice fatto che riesce sempre a spiccare in tutte le categorie precedenti.

  • La storia della lega è pieno di ciccioni con mani fatate. A voi che avete una caratteristica simile (non quella delle mani fatate🙂 ) chiedo: quale è stato il giocatore che con maggior attenzione al fisico avrebbe potuto avere una storia diversa nella lega?
Derrick Coleman ai tempi di NJ

Derrick Coleman ai tempi di NJ

Ciombe: Ho il fisico di un Dio. Sfortunatamente è Buddah. Rispondere alla domanda è complesso, perchè di esempi del genere ne è piena la storia della lega, passando per gente eclatante come Eddy Curry e Ciccio Miller a Ciccio Walker. Probabilmente se Derrick Coleman avesse fatto più attenzione ai carboidrati avrebbe avuto una carriera differente. Ma non ci giurerei, perchè la testa era quella che era e sarebbe stata la stessa anche in un fisico statuario.

Nick: Non ce n’è uno solo in realtà. Comincerei intanto a distinguere quelli che, senza il loro esagerare a tavola non sarebbero diventati i giocatori e le persone che sono oggi. No, non mi riferisco a Oliver ‘Pig’ Miller arrestato di recente ad una grigliata per possesso d’armi. Mi riferisco a Shaq, spesso considerato come colui che se avesse sempre dedicato il tempo libero alla cura del corpo, come per la prima stagione di Phil Jackson ai Lakers, nessuno si ricorderebbe di Wilt Chamberlain. Forse è vero, ma forse limitando le sregolatezze di Shaq non sarebbe il personaggio, l’uomo e quindi il giocatore che abbiamo conosciuto.
Appena ho letto la domanda però mi è balzato subito un giocatore in testa: Antoine Walker.
Walker era arrivato in NBA con una completezza di repertorio offensivo, movimenti in post, visione di gioco e trattamento palla senza pari. E il più grande rammarico per ‘Toine è stato quello di trascurare il corpo finendo con il diventare uno specialista, un role player. Con un etica lavorativa diversa avremmo potuto avere un giocatore che avrebbe forse cambiato il modo di concepire il ruolo di Ala Piccola. Non dico a livello di LeBron, ma un giocatore con statistiche paragonabili.

  • Siete un tifoso Heat e un tifoso Suns e questo lo sanno anche i sassi ormai, ma quali sono stati i titoli vinti da una squadra che proprio non riuscite a sopportare?

Ciombe: Vorresti che ti rispondessi Dallas brutta merda. Ma non ti do quella soddisfazione, perchè alla fine se lo sono meritati. Ti direi i Lakers del 2001 che vinsero contro i Sixers di Iverson. Francamente non mi sono mai schierato con una squadra che non fosse la mia come in quel caso. Iverson fu commovente, ma gente come McKie, Lynch, Mutombo, e una squadra da D-League ti faceva battere il cuore.

Nick: La risposta facile: quello vinto dagli Spurs nel 2007 con la finale anticipata proprio contro i miei Suns. La controversa decisione di gara 4 che è costata una gara a Stat e Diaw (decisione rinnegata l’anno scorso per i Celtics l’anno dopo tra l’altro) e quella gara 3 arbitrata da Tim Donaghy non riesco proprio a togliermele dalla testa. Aggiungiamoci la sfortuna di perdere Nash per una testata nei minuti finali di gara 1… insomma, tanti fattori insieme per dire che quello era l’anno degli Spurs e non il nostro, ma il treno per i Suns è passato una volta sola.
La risposta segreta: il titolo di Dallas. Un solo motivo in particolare: ho sempre considerato Dallas e Nowitzki come i cugini altrettanto sfigati per i Suns e Nash. Invece, a differenza nostra, alla fine loro il titolo lo hanno vinto.

  • Ciombe ha avuto la fortuna di avere Beasley in squadra all’inizio della sua carriera, ora questa fortuna tocca a Nick. Ma c’è veramente una remota possibilità che possa far davvero esplodere il suo talento? In che modo?
Beasley ai Suns. E' perplesso anche lui...

Beasley ai Suns. Perplesso anche lui..

Ciombe: Beasley è la mia fidanzata sbagliata, per dirla alla Buffa. Come talento puro vale i primi 5 della NBA. Fa la media con quell’attitudine da menefreghista che gli ha chiuso molte porte. Ma rimane un giocatore che ha dei lampi divini per come sciorina spontaneamente basket. Purtroppo la sua maledizione è che non se ne accorge, o se ne frega. Quanto mi fa incazzare!

Nick: Probabilmente se rispondessi “sì” avendo realmente una soluzione sarei il GM di una delle squadre più vincenti della lega. Fa rabbia vedere un giocatore del genere con quei mezzi tecnici e quel fisico rendere così male. La cosa più incredibile è anche la sua capacità di passatore che è davvero ottima ma a letture e cattiveria siamo veramente alla frutta. L’unica speranza per lui è trovare un’ambiente (lontano da Phoenix per cortesia) che possa farlo giocare da 4 vicino al canestro, gli faccia trovare stimoli e concentrazione e magari gli metta pressione per una rivalità. Credo che la squadra più vicina a questa descrizione sia quella di Narnia.

  • Qual è il quintetto più scarso che avete visto giocare con la maglia della vostra squadra? Quale il ricordo più bello di quel quintetto?

Ciombe: Beh io ho vantato un quintetto costituito Bimbo Coles – Harold Miner – Glen Rice – Kevin Willis – John Salley. Ma ci sono troppi giocatori di culto per non amarli, anche se erano dei somari. Tralasciando quell’ignobile squadra che nel 2007 fece qualcosa come 15-67 di record, non era male nemmeno il quintetto Chalmers (rookie) – Wade (tornato da 157 infortuni) – DiawaraHaslem – Shawn Marion prima e Jermaine O’Neal (operato 734 volte alle ginocchia) poi. Ci abbiamo fatto i playoff da 5° forza ad est con quel quintetto. S’era la squadra più brutta della lega da veder giocare, ma si vendeva cara la pelle.

Nick: In questo momento, in preda allo sconforto, risponderei che quello di quest’anno è il quintetto più scarso mai visto ai Suns. Il problema è che non ho ricordi felici da abbinarvi.
Per fortuna direi che ho la soluzione facile a questa domanda: i Suns che si presentarono ai Playoff del 2006: Steve Nash – Raja Bell – Shawn Marion – Jumaine Jones (!!!) – Boris Diaw (da centro!) facendo alzare dalla panchina Barbosa (ahi)  – Tim Thomas (!!!) – Eddie House – Skita (!!!) – Pat Burke (parliamone) – Brian Grant (lui!)
Eppure nonostante la presenza di tanti innumerevoli zozzoni quella squadra giocava il miglior basket offensivo della NBA e arrivò a davvero poco dal vincere il titolo. Pazzesco. Era sempre un’altalena di emozioni, la gara 7 con i Lakers con Tim Thomas con la tripla decisiva, quella coi Clippers forzata dalla tripla di Bell dall’angolo nel supplementare. Ancora mi viene la pelle d’oca se ci penso.

  • Siccome siete anche esperti di basket europeo, qual è stato il giocatore Europeo che secondo voi in relazione al talento ha reso di più? E quello che ha reso di meno?

Ciombe: Di getto ti direi Jorge Garbajosa, un giocatore fisicamente sotto il par anche per gli standard europei, ma dotato di un intelligenza cestistica fuori dal comune. In NBA ci è arrivato tardi e quasi per caso, ma è la dimostrazione che si gioca di là dalla pozza anche solo per la testa senza per forza di cose avere un talento fuori dal comune.
Di europei che in Europa spostavano e in NBA facevano panca la lista è lunga mi viene da pensare Spanoulis, Jasickevicius, Kutluay ma se ne facciamo un discorso di opportunità raccolte in rapporto al talento Marko Jaric e Darko Milicic sono stati l’emblema di come sprecare tutto il talento di questo mondo per la figa o per non so cosa nel caso di quello alto 211 cm. Nell’attesa di valutare la carriera di Andrea Bargnani tra qualche anno…

Korolev in NBA. Più tempo passato in borghese che in campo-

Korolev in NBA. Più in borghese che in campo.

Nick: Ogni volta che guardo giocare Joakim Noah faccio fatica a credere che sia arrivato a questi livelli. Partito sgraziato, scoordinato, senza un movimento offensivo che sia uno, con un rilascio palla imbarazzante è arrivato nella top 10 del draft e si gioca il ruolo di miglior centro della lega e parte sopra tutti come miglior difensore. Ammirevole. Ma visto che Noah è una scelta di comodo visto che è europeo solo per passaporto ed origini scelgo un giocatore di area FIBA e vado con Rasho Nesterovic.
Se penso invece al giocatore che meno ha reso in base al talento voglio escludere il nome di Darko Milicic credendo che si sia trattato solo di un’allucinazione di massa tutto l’hype che gli venne messo alle spalle (e sperando che non legga mai questa intervista), faccio il nome di Yarolsav Korolev. Quando giocava nell’U18 russa sembrava avesse davvero tutto per diventare un giocatore dominante tanto che si mangiò gli avversari nell torneo del 2005. I Clippers al draft lasciarono passare Danny Granger per mettere le mani sul fenomeno russo sperando di farne un nuovo Nowitzki (sic transit gloria mundi)

  • Meglio Kobe o Tmac? (ok, a qualcuno dovevo chiederlo per forza :D) Cosa è mancato a McGrady per essere davvero tra i migliori giocatori della lega?

Ciombe: Sono quelle domande che quando sei nel periodo “bimbominkia” della tua vita ti sorgono spontanee, come i dilemmi esistenziali. Mi stanno sulle palle entrambi, ma riconosco che McGrady è sempre stato 2, forse 3 se non 4 gradini al di sotto di Kobe, ma non dal punto di vista del talento. Quel talento però Kobe ha saputo sfruttarlo mentalmente in un modo nettamente più proficuo mentre T-Mac è stato uno dei giocatori più perdenti, belli da vedere ma fini a se stessi della storia della Lega.

Nick: Fatta oggi questa domanda sembra quasi ridicola, eppure ricordo con nostalgia quando, ormai 5-6 anni fa, poteva aprire un bel dibattito tanto era stretta la falange tra i due. Pur non essendo un fan del modo di giocare di Kobe Bryant non posso che scegliere il figlio di Jellybean. T-Mac è stato un giocatore formidabile, di una spettacolarità e completezza inarrivabili ma in questi casi il fisico fragile non può essere una scusante quanto una discriminante, la percentuale di vittorie ai playoff è decisamente sospetta e l’attitudine difensiva è tra le più abiuranti che io ricordi.
Kobe fa parte dell’elite del gioco, tra i migliori di sempre (la posizione in classifica fatela da soli). Tecnicamente inarrivabile, forse è anche più pulito dello stesso Jordan, in futuro lo ricorderemo senz’altro nelle eccellenze del gioco. Quindi, detto questo, se devo scegliere un giocatore tra i due per vincere è un no brainer per il giallo-viola.
Se mi chiedete di guardare una partita sola dei due sceglietene pure voi una: Houston, Magic o Raptors (le comparaste post Rockets non contano) mi guardo più volentieri quel sornione di McGrady.

  • Ditemi: una squadra che quest’anno vi sta stupendo piacevolmente e una che non pensavate potesse giocare così male.

Ciombe: Mi stupiscono Knicks, Warriors, Rockets ma soprattutto Bulls. Le prime 3 giocano bene, ma sono cambiate molto nel corso dell’estate, si sono rinforzate, hanno aggiunto pezzi importanti o hanno recuperato gli infortunati. Anche i Bulls sono cambiati, ma non hanno aggiunto, hanno tolto. Senza Rose sembravano spacciati, ma hanno fatto quadrato, Thibodeau allena come pochi altri nella storia recente della lega, in difesa sono i migliori e sono cresciuti in attacco, giocano di squadra come nessuno nella lega. Sono sempre la solita brutta gatta da pelare.
Viceversa mi aspettavo sinceramente qualcosa di più da Boston, anche se ora sembra stia cominciando a carburare. Giocano veramente male, in modo sufficiente, quasi arrogante, ma era prevedibile, loro sono una squadra da playoff, che non vorresti mai incontrare.

Nick: Mai nella vita avrei pensato di potermi appassionare ai Warriors di quest’anno. Nonostante il precoce innamoramento di Steph Curry e nonostante li abbia anche pronosticati poco sotto i livelli attuali faccio tuttora veramente fatica a credere che le loro partite siano così divertenti. Direi che Marck Jackson stia facendo ricredere tante persone. Parlando invece non di bel gioco ma di risultati metto il centesimo sui Rockets di quest’anno. Alzi la mano chi, prima della trade Harden, li dava oltre le ultime 3 posizioni. Al momento hanno un record spaziale ad Ovest. Poi ditemi come non si può adorare il barba.
La squadra che mi ha più deluso sono invece i Los Angeles Lakers. Va bene le difficoltà di amalgama e di infortuni, ma qui si esagera. Le aggravanti sono avere così tanti califfi offensivi, D’Antoni che rivede i suoi principi per far coesistere Howard e Gasol e una fase difensiva trascuratissima che non porta quasi mai a delle sortite in contropiede. Davvero brutti da vedere e i risultati li rispecchiano.

  • Qual è l’avversario che avete maggiormente stimato e che non ha mai indossato la maglia della vostra squadra e i motivi di tanta stima?
Pierce vs Duncan. I preferiti di Ciombe e Nick

Paul Pierce vs Tim Duncan. I preferiti di Ciombe e Nick

CiombePaul Pierce. Il suo modo di giocare sinuoso e compassato, la sua capacità di prendere spazio per un tiro muovendosi al rallentatore, e la sua naturale propensione nel segnare i canestri importanti mi ha sempre affascinato. L’ho anche maledetto spesso.

Nick: Questa volta la risposta è facilissima: Timothy Theodore Duncan. Non posso non ammirare questo giocatore per tutte le volte che ci ha punito ai playoff in tutti i modi possibili. Sembrava un gigante contro cui dovevamo sempre scontrarci e affondare. Ma ciò che più mi ha impressionato di Duncan è stata la sua imperscrutabilità e fermezza. Invidiavo gli Spurs perché avevano un giocatore su cui potevano sempre affidarsi in caso le cose non fossero andate mentre una squadra emotiva come i Suns si spegnevano ad ogni sussulto di vento. Duncan è stato il giocatore che più ci ha bastonato e quello che più ho avuto il piacere di battere (nel 2010, con lo sweep), ma non è stato un divertimento sadico quanto un qualcosa di soddisfacente fino in fondo. Sapere che a 36 anni riesce a fare quello che sta facendo è semplicemente sensazionale.

  • Cosa augurate alla squadra del vostro avversario di questo DoubleHeader? E visto che non siete delle belle persone, che cosa sperate realmente che capiti a quella squadra? 

Ciombe: Tutto il bene possibile… Alla fine mi stanno simpatici, hanno Beasley, non hanno bisogno che li gufi pure.

Nick: Non nutro particolari antipatie verso Miami e i suoi giocatori. Auguro loro di trovare, dopo i Celtics dell’anno scorso, una squadra che li possa finalmente mettere in difficoltà e costringerli a fare un ulteriore balzo in avanti. E visto che sono una persona orribile gli auguro di scambiare il loro roster con quello dei Suns o di vivere un paio di stagioni alla Charlotte dell’anno scorso. A loro scelta.

Termina anche questa puntata del DoubleHeader ShOw. Ora tocca a voi votare il vincitore nel sondaggio qui sotto!

Le puntate precedenti:
Puntata 1: Fazz vs Dario Vismara
Puntata 2: Miky Pettene vs Paola Ellisse
Puntata 3: Lorenzo “Bro” Neri vs Alessandro Mamoli
Puntata 4: Niccolò Trigari vs Simone Mazzola
Puntata 5: Pietro Aradori vs Paolo “Sine” Sinelli
Puntata 6: Carlo Perotti vs Andrea “Kanon” Crosilla

Categorie: DoubleHeader ShOw, NBA | Tag: , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “DoubleHeader ShOw – Ciombe vs Nick

  1. Reblogged this on Cose di Basket and commented:
    Mi sento famoso per aver partecipato al DoubleHeader di Davide Rosa, in arte SoOwmeHOw2play

  2. Pingback: DoubleHeader ShOw – Fleccio vs Pietro « ShOwmeHOw2play – di Davide Rosa

  3. Pingback: DoubleHeader ShOw: Sportando vs Dario Ronzulli | ShOwmeHOw2play - di Davide Rosa

  4. Pingback: DoubleHeader ShOw – Vetto vs Vitto | ShOwmeHOw2play - di Davide Rosa

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