DoubleHeader ShOw – Fleccio vs Pietro


DHSOCome ogni mercoledì che si rispetti, su questo blog torna il DoubleHeader ShOw, la rubrica che mette faccia a faccia gli appassionati della palla a spicchi. La scorsa settimana la sfida tra Jermain Palladino (Scorpyon) e Francesco Tonti (DreamTimme) è stata sostanzialmente pari e a spuntarla nel sondaggio, grazie al suo gioco offensivo è stato lo Zemaniano “Daje!” che a dirla tutta non è stata molto di buon auspicio per il tecnico boemo, esonerato poi qualche giorno dopo.

Questa settimana sulle pagine di questo blog torna una sfida da derby tra due grandi tifosi lacustri, che nonostante la deludente annata dei gialloviola si sono dimostrati disponibilissimi a chiacchierare di basket con me. Il primo è un avvocato ligure dalla lingua tagliente e dalle dubbie conoscenze cestistiche, nonostante vanti una decennale esperienza come opinionista tecnico sulle pagine di PlayitUsa.com. Sto parlando di Francesco Andrianopoli, meglio conosciuto come Fleccio o FletcherLynd, troll di professione e avvocato per necessità di mantenimento, tifoso Lakers e juventino DOC.

A sfidarlo una persona che personalmente stimo moltissimo per la preparazione e la passione che mette in tutti gli sport che segue, oltre che per una disponibilità fuori dal comune in questi ambiti: Pietro Nicolodi (Petar68 su twitter, dove è ovviamente un must follow), giornalista SKY ed espertissimo di calcio (tedesco in particolare), hockey, baseball, basket (Lakersiano purosangue come scoprirete a breve), tennis, sci, pelota basca, lacrosse, hitball, giocajoue (o come caspita si scrive) e qualunque altra forma di sport che possa esistere su questo gnocco minerale chiamato Mondo, per dirla alla Federico Buffa.

Sfida impari, lo so, in cui l’intento è quello di mettere in cattiva luce Fleccio, a voi al termine delle domande decidere se ci sono riuscito!

  • Sappiamo che siete entrambi tifosi Lakers, ma come è nata questa passione per il basket e per i lacustri in particolare?
Sedale Threatt, in una versione dei Lakers non scintillante.

Sedale Threatt, in una versione dei Lakers non scintillante.

Fleccio: Ho sempre avuto una passione per le nobili decadute (sono diventato, ad esempio, fan della Juventus negli anni di Marchesi e Maifredi), e nel momento in cui mi sono avvicinato per la prima volta all’NBA (a 13-14 anni, accompagnando il fratellino che iniziava con il minibasket) quella versione dei Lakers era PARECCHIO decaduta, con Sedale Threatt, Perkins, Elden Campbell. Subito dopo arrivarono califfi come Nick The Quick e Ceballos, portando con loro il fascino morboso del trash; l’avvento dell’era di Shaq e Kobe fece il resto.

Pietro: La passione per il basket nasce grazie al maestro Bini, il leggendario insegnante di ginnastica della scuola elementare Longon. Ha fatto di me un giocatore, scarso ma un giocatore. La passione Lakers nasce un sabato pomeriggio del 1981: Canale 5 trasmette la prima partita nazionale di Nba (le prime andarono su PIN, Prima Rete Indipendente ma a Bolzano non si vedeva). Il match è Lakers contro Rockets al Forum. Io non avevo ancora scelto la squadra, pensavo a New York o a Boston, ma appena ho visto Earvin Magic Johnson non ho capito più nulla. La partita finì ai supplementari e perdemmo ma la scintilla era scattata.

  • Nella vostra squadra ci sono stati alcuni tra i migliori giocatori della storia, ma chi è il vostro “underdog” preferito, ovvero quello che non è stata una grandissima star ma vi ha fatto innamorare?

Fleccio: Rispondere Derek Fisher sarebbe troppo facile, e quindi vado con Brian Shaw: silenzioso, affidabile, poco appariscente, ma sempre col polso fermo e pronto a mettere la giocata decisiva quando il pallone pesava di più; la quintessenza del role player.

Pietro: Voto per “Rambis scarica” la frase preferita da Dan Peterson. Clark Kent era un idolo assoluto, sapeva fare tutto o niente ma aveva un cuore leggendario.

  • Kobe Bryant, uno dei migliori giocatori di sempre, ma anche uno dei più discussi. Per voi è più quello che lui ha dato ai Lakers o quello che i Lakers hanno dato a lui? 

Fleccio: I Lakers gli hanno dato una delle più sfavillanti ribalte che lo sport professionistico possa offrire e grandi campioni con cui condividere il parquet, ma anche alcune squadracce obiettivamente inguardabili, con cui lui ha fatto le proverbiali nozze con i fichi secchi.
Lui ha dato ai Lakers quasi 20 anni di rendimento sempre ad alto livello, un comportamento ineccepibile dal punto di vista dell’impegno e dell’etica lavorativa, cinque anelli e tante altre vittorie… ma anche il suo ben noto carattere di merda che ha creato non pochi problemi di gestione.
Alti e bassi, come in tutte le grandi accoppiate, ma nel complesso nessuno dei due si può lamentare dell’altro.

Pietro: Non scherziamo. Kobe è i Lakers e senza il furto con scasso perpetrato ai danni degli Charlotte Hornets noi non esisteremmo.

  • Qual è stata la partita che vi ricordate con più piacere della vostra squadra e quale quella che vorreste dimenticare?
Shaq e Kobe festeggiano l'alley-oop con cui stendono i Blazers.

Shaq e Kobe festeggiano l’alley-oop con cui stendono i Blazers.

Fleccio: Senza nemmeno battere ciglio, il mio miglior ricordo lacustre può essere solo Gara 7 nelle finali di conference contro i Blazers nel 2000, con la rimonta da -15 nell’ultimo quarto. Al momento dell’alley-oop decisivo Kobe-Shaq era tarda notte, anzi era già mattina presto, e mi scappò un urlo tanto disumano da svegliare i miei genitori e i vicini. Indimenticabile.
La gara che vorrei dimenticare è Gara 4 a Detroit contro i Pistons nelle Finals del 2004: era una partita senza domani, subito dopo una Gara 3 che era stata un vero massacro, ma fino a quel momento nel cuore di ogni gialloviola c’era sempre la speranza che i vecchi leoni potessero da un momento all’altro “accendere la luce” e mettersi a dominare una serie che, prima di iniziare, sembrava non dico una passeggiata ma sicuramente agevole; stava finendo un’era, stavano per iniziare anni di vacche magre, e non ci volevamo/potevamo credere. Quella partita ci risvegliò nel modo più doloroso

Pietro: Comincio dalla seconda parte della domanda. Gara 1 finale 1985: Io il mio compagno di banco (tifoso Celtics) avevamo deciso di scrivere tutti i risultati sul banco. Quel 148-114 ha campeggiato sinistro nella mia testa fino a quando è arrivata gara due. Un Kareem monumentale e un Michael Cooper divino ci regalarono una vittoria epica e fondamentale.
Tra le sconfitte, ovviamente, ci metto tutte quelle con Boston nelle finali, tra le vittorie quella in gara 7 con Portland.

  • Qual è il vostro quintetto All Time dei Lakers e quale quello degli avversari che avete maggiormente stimato?

Fleccio: Magic-West-Kobe-Kareem-Shaq, senza nemmeno pensarci troppo su.
Per quello avversario Stockton-MJ-Pippen-Lebron-Sabonis.

Pietro: Vado più di cuore che di chimica: Magic, Kobe, Wilkes, Worthy, Kareem (Shaq)
Dall’altra parte Thomas, Jordan, Bird, Duncan (Wallace, McHale), Garnett (Parish). Lebron fuori categoria perché non è ancora mai stato un nostro avversario nei playoff.

  • La stagione sta andando maluccio (eufemismo). Quale per voi l’errore più grande? Riusciranno comunque a risollevarsi e a fare i Playoff?

Fleccio: Di errori ce ne sono stati molti, ma il più grande è stata la riconferma di Mike Brown: la stagione scorsa a mio parere lo aveva bocciato senza appello, e i nuovi acquisti non si adattavano minimamente alla sua filosofia di gioco; era un’occasione d’oro per “rinfrescare” la guida tecnica ed impostare qualcosa di nuovo, e invece ci siamo trovati ad inseguire ed improvvisare sin dall’inizio

Pietro: L’errore più grande che ho commesso (soffro di disturbi psicologici e penso di essere il GM dei Lakers) è stato sopravvalutare Howard. Sul pronostico per la stagione chiedo pietà: come si fa a capire una squadra che gioca momenti di basket paradisiaci (quattro volte larghi vantaggi nelle ultime quattro) e si fa regolarmente riprendere mettendo in scena cose da minibasket?

  • Pensate anche agli altri. C’è chi tifa Raptors o Bobcats e non vinceranno mai quanto voi. Cosa gli direste per risollevargli il morale?

Fleccio: Che quando le cose ci vanno male possono trollarci con un godimento che a noi è precluso. Il tifoso Lakers non odia (sportivamente) nessuno quanto i tifosi delle altre 29 squadre odiano i Lakers. ;D

Pietro: Grandissimo rispetto, avete tutta la mia simpatia ma avete sbagliato qualcosa.😎

  • Siccome siete esperti anche di calcio, facciamo un giochino: vi dico 5 squadre di calcio che hanno fatto storia e mi dite una squadra NBA che vi ricorda, la prima che vi viene in mente.
I Lakers dello Showtime. Per entrambi assimilabili all'Olanda di Cruijff

I Lakers dello Showtime. Per entrambi assimilabili all’Olanda di Cruijff

Fleccio: Intanto premetto che se Pietro ti vuole mettere le mani addosso per essere stato paragonato a me come esperto di calcio, io lo aiuto a tenerti fermo, visto che lui è un professionista enciclopedico e io un cazzaro come tanti (e io mi aiuterei a tenermi fermo in effetti, ndS). Detto questo:
Olanda di CrujffLakers dello showtime: spettacolo e risultati al tempo stesso, nonostante qualche cocente delusione lungo la strada.
Milan di Sacchi: I Bulls del primo threepeat: superiorità fisica e tecnica, magistralmente indirizzata e focalizzata da una impostazione tattica innovativa.
Juve di Platini: I Celtics di Bird: una superiorità mentale prima che tecnica, l’arroganza sportiva di chi ti fa pesare sul campo il nome sul tabellone e i titoli in bacheca, un gioco “antiquato” ma impreziosito da un fuoriclasse assoluto.
Napoli di Maradona: I Rockets dei due titoli: poco talento medio, ma tanta cazzimma e un giocatore testa e spalle sopra al resto del mondo.
Germania ovest degli anni 80: Gli Spurs dei tre titoli in cinque anni: brutti, antipatici, allergici allo spettacolo e al bel gioco, ma mostruosamente solidi, efficaci, inaffondabili; e guidati da un antieroe col volto squadrato e inespressivo, ma di una continuità disarmante.

Pietro:
Olanda di CrujffNessuno giocherà a calcio così bene come l’Olanda di Crujff, nessuno giocherà così bene a basket come i Lakers dello Showtime di Magic e compagnia.
Milan di Sacchi: Quel Milan era un meccanismo devastante, i Boston Celtics di Bird, DJ, The Chief e Black Hole McHale erano devastanti.
Juve di Platini: Facciamo che Julius Erving era Platini, Moses Malone Boniek, Andrew Toney Paolo Rossi. Forzatina me ne rendo conto.
Napoli di Maradona: Maradona è il più grande, quindi, Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls, con Pippen nel ruolo di Careca.
Germania ovest degli anni 80: Vi sorprenderò dicendo che quella era una Germania di una noia mortale, allora scelgo le edizioni vincenti di Houston Rockets e San Antonio in quelle finali Nba nelle quali non si superavano mai i 100 punti.

  • Magic 20 anni fa dichiarò la sua sieropositività e sconvolse il mondo, cestistico e non. Cosa succederebbe se un LeBron James o un Kobe Bryant lo facesse ora?
Magic nel giorno dell'annuncio della sua sieropositività. Consiglio il documentario ESPN "The Announcement"

Magic nel giorno dell’annuncio della sua sieropositività. Consiglio il documentario ESPN “The Announcement”

Fleccio: Domanda molto complicata. La notizia di Magic sconvolse il mondo, ma
a) era un mondo per cui certe malattie, come l’AIDS, e certi comportamenti “socialmente riprovevoli”, come l’uso di droghe o la liberalità sessuale, erano un tabù: la gente “per bene” non ne sapeva nulla o fingeva di non saperne nulla, e in entrambi i casi non voleva sentirne parlare;
b) c’era la mistica dello sportivo come uomo perfetto, senza macchia, ammirato e venerato, modello per i giovani.
Credo che oggi una notizia del genere farebbe meno scalpore, e soprattutto genererebbe meno empatia: innanzitutto non esiste più nulla che sia tabù, nulla di cui non si parli e non si possa parlare, ma soprattutto il tifoso medio vede lo sportivo professionista non più come un modello da ammirare ma come un cialtrone viziato, strapagato e dopato che ruba i soldi alla povera gente: c’è un desiderio morboso di vederlo crollare, di vederlo piangere, soffrire, non solo sportivamente ma anche umanamente. Quando succede, il sentimento che mi sembra di percepire non è, appunto, l’empatia o il dispiacere, ma la pura e semplice invidia e cattiveria.

Pietro: Per fortuna è cresciuta la conoscenza della malattia. Io ricordo perfettamente quel giorno. Ero disperato, pensavo morisse da un momento all’altro. Mai stato così contento di sbagliarmi (pensiero comune di chi si è appassionato in quegli anni di basket, ndS).

  • Ditemi il bello e il brutto del tifare gialloviola.

Fleccio: Il bello sono i contrasti: già i colori, il giallo e il viola, sono opposti e complementari, si combattono e quindi si rafforzano a vicenda… e allo stesso modo nel mondo Lakers non c’è mai un momento di serenità o di “cruise control”, ci sono solo emozioni forti e poli emotivi opposti, nel bene e nel male.
Il brutto è che giocando quasi sempre in prime-time nella West Coast, gli orari delle loro partite sono devastanti per chi sanguina gialloviola ma ha anche un lavoro: seguire la propria squadra dall’Europa è MOLTO più facile per voi fighette che tifate per le squadre dell’Est, e alla peggio vi guardate la partita alle 11 di sera o a mezzanotte, comodi comodi. ;D.

Pietro: Sono una persona mediamente equilibrata ma i Lakers sono l’unica delle mie 175 squadre che mi fa perdere la testa. Mentre guardo le partite faccio cose impensabili, i loro risultati condizionano il mio umore. Quando perdono (purtroppo spesso) faccio finta di non pensarci ma la mia mente torna sempre a loro. E’ una malattia ma è comunque divertente.

Eccoci giunti al termine della puntata di oggi, che spero vi sia piaciuta almeno quanto è piaciuto a me leggere le loro risposte. Ringrazio ancora una volta Pietro e Fleccio della loro disponibilità e invito tutti a votare il sondaggio qui sotto.

Le puntate precedenti:
Puntata 1: Fazz vs Dario Vismara
Puntata 2: Miky Pettene vs Paola Ellisse
Puntata 3: Lorenzo “Bro” Neri vs Alessandro Mamoli
Puntata 4: Niccolò Trigari vs Simone Mazzola
Puntata 5: Pietro Aradori vs Paolo “Sine” Sinelli
Puntata 6: Carlo Perotti vs Andrea “Kanon” Crosilla
Puntata 7: David “Ciombe” Breschi vs Nicolò “Nick” Ciuppani
Puntata 8: Jermain “Scorpyon” Palladino vs Francesco “DreamTimme” Tonti

Categorie: DoubleHeader ShOw, NBA | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “DoubleHeader ShOw – Fleccio vs Pietro

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