Bargnani. Stagione finita ai minimi storici.


Andrea Bargnani perplesso, come tutti i suoi tifosi in questa stagione.

Andrea Bargnani perplesso, come tutti i suoi tifosi in questa stagione.

Se dovessimo trovare un aggettivo per la stagione di Andrea Bargnani, solo uno sarebbe calzante: Disastrosa.

35 partite giocate sulle 65 giocate fino a questo momento dai Raptors e sulle 82 che giocheranno in totale, dato che è fuori per la stagione, di cui 25 da titolare e 10 alzandosi dalla panchina dopo essere sempre stato titolare negli ultimi tre anni ed essere stato insignito del ruolo di Uomo Franchigia dopo l’addio a Chris Bosh, forte anche del contratto da 50 Milioni di Dollari in 5 anni stipulato nell’estate del 2009.

Proprio quel contratto pare essere la sua condanna, perché è vero che per un lungo 10 Milioni all’anno può essere una cifra quasi giustificabile visti i contratti che girano nel ruolo, e vero anche che Andrea rimane sempre una prima scelta assoluta, ma a questo punto della carriera e soprattutto alla luce di tutti quei soldi, emergono molto più facilmente i limiti (tanti), che i pregi (tanti anche quelli checchè se ne dica) di un 7 piedi dalle ottime mani.

Ma cosa succede quest’anno al nostro connazionale? Gli infortuni, certo. Prima il polpaccio, poi il gomito, poi nuovamente il gomito in un infortunio che lo staff dei Raptors ha definito non collegabile al precedente. Medie a livelli dell’anno da rookie (12.7 punti, 3.7 rimbalzi, 1.1 assist e 0.7 stoppate) e tanti saluti ad una crescita tecnica che si intravedeva nelle ultime stagioni.

Ma è proprio tutta colpa sua?

No, non tutta, anche se a mio avviso lui ha fatto pochino in quest’ultimo anno e mezzo per far ricredere i critici. La sua cronica idiosincrasia per i rimbalzi, la sua propensione a giocare lontano da canestro per prendere meno contatti e un atletismo e velocità dei piedi in orizzontale che ha sempre latitato e che lui non ha fatto niente per migliorare sono punti in cui è facilmente attaccabile e forse, forse, anche la sua scarsa propensione a giocare sul dolore non aiuta a fargli prendere le sue difese.

Poi ci sono le altre responsabilità, della franchigia in primis. Non tanto perché non abbia dimostrato di credere in lui, anzi, perché già solo il contratto che gli hanno allungato è lì a dimostrare che Colangelo abbia puntato forte sull’ex Benetton, quanto sull’aspetto tecnico, perché negli ultimi anni quasi tutte le scelte sono state sbagliate, come dimostrano i record di franchigia da quando Bosh è a Miami. Ora che quest’anno pare intravedersi la luce, è Bargnani a essere diventato un corpo estraneo e come tale è stato offerto anche ad altre franchigie.

Inutile sottolineare come un cambio di squadra possa solo giovare ad entrambi, Andrea e Toronto, perché il rapporto pare ormai logoro e in caso di cessione Andrea potrebbe anche ritrovare un po’ di voglia ed essere un giocatore più incisivo, dato che il talento non gli manca.

Quanto è facile però cederlo? Questa è la domanda che si fanno in molti, anche in Canada, e la risposta purtroppo è: tra il poco e il pochissimo. I Raptors ci hanno provato fino alla deadline, ma le offerte che sono arrivate non sono state considerate sufficienti (quella più insistente lo vedeva a Charlotte in cambio di Ben Gordon, che avrebbe fatto abbastanza scopa con DeRozan). Già, perché i Raptors non vorrebbero svendere Andrea, che rimane un 7 piedi che sa mettere palla per terra e con un ottimo range di tiro, ma gli altri GM non vogliono svenarsi per prendere sì un  7 piedi che bla bla bla, ma che raccoglie meno rimbalzi di un Kyle Lowry qualsiasi, che negli ultimi anni ha qualche problema fisico di troppo e che guadagna ancora 10 Milioni all’anno per i prossimi 2 anni, anche se l’ultimo anno parrebbe non completamente garantito.

Ecco che allora trovare un accordo diventa difficile e non è nemmeno da escludere che l’anno prossimo il Mago si ripresenti con la canotta dei Raptors, con dispiacere di tutti: di Andrea, dei Raptors e dei tifosi.

Ora la palla passa a lui però, perché ok che giocare in una franchigia che non lotta per le posizioni di vertice possa essere frustrante, ma in NBA è un attimo farsi appiccicare delle etichette spiacevoli e se anche uno come Pau Gasol, campione NBA e giocatore chiave di una delle Nazionali più forti del mondo è stato soprannominato Gasoft, per il Mago potrebbe diventare veramente dura scrollarsi di dosso una nomea che, a onor del vero, fino a questo momento si sta meritando.

Ha ancora la possibilità di rifarsi agli occhi dei tifosi italiani, perché se recupera dall’infortunio in tempo, a settembre potrà partecipare agli Europei in Slovenia, in un’Italia che senza di lui ha convinto durante le qualificazioni. Fare bene in questa manifestazione continentale (anche se c’è già qualche tifoso che spera malignamente che l’infortunio lo tenga fuori dai giochi) darebbe fiducia a lui e potrebbe dare ai suoi tifosi un motivo per provare a dargli ancora una chance.

L’ultima però, perché se steccasse, il passaggio da Bargs a Bug sarebbe molto breve.

Categorie: NBA | Tag: , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: