DoubleHeader ShOw: Sportando vs Dario Ronzulli


DHSODopo un lungo periodo di latitanza in cui amici, parenti e simili hanno rifiutato di partecipare al DoubleHeader ShOw, finalmente sono riuscito a trovare due polli… emh.. due amici, che hanno accolto il mio invito e accettando di lottare per il trono di DoubleHeader Winner di questa settimana.

La decima puntata della rubrica, che segue quella in cui i protagonisti sono stati Fleccio e Pietro Nicolodi, con la vittoria schiacciante al sondaggio di “I Lakers fuori dai playoff“, vede scontrarsi due stimati giornalisti del mondo del basket.

Da una parte Emiliano Carchia (SportandoBasket su twitter), fondatore e papà del sito Sportando (e a questo punto gli facciamo gli auguri per ieri, visto che effettivamente tratta la sua creatura come un figlio). Dall’altra Dario Ronzulli (DaRonz82 su Twitter), speaker radiofonico che racconta emozioni per Radio Sportiva e massimo esperto di qualunque sport si possa fare con un pallone. Due amici che se le sono anche promesse in caso di vittoria e con cui ho avuto l’onore di passare un po’ di tempo alle Final Four di Coppa Italia 2012 in quel di Torino, apprezzandone la competenza e l’amore per la palla a spicchi.

Allora bando alle ciance e fuori i secondi, che agli angoli i due pesi massimi stanno già scalpitando!

  • Siete due grandi (e grossi ndS) appassionati di basket a tutto tondo. Da cosa nasce questa passione?
Sasha Djordjevic ai tempi dell'Armani Jeans Milano

Sasha Djordjevic ai tempi dell’Armani Jeans Milano

Sportando: Sono onesto, la passione per il basket è una passione nata tardi. Sono sempre stato un grande sportivo (da giovincello non solo da divano ma anche praticandolo a livello agonistico: tennis) ma come la maggior parte degli italiani, il calcio ed il Napoli sono stati i primi amori. Sempre dando un occhio alla pallacanestro, alla pallavolo, al ciclismo, al tennis. Poi ho abbandonato il calcio anno dopo anno e mi sono appassionato alla pallacanestro sempre di più, seguendo le gesta della Virtus Roma. L’anno del ‘boom‘ di passione è stato il 2005-06 quando feci il primo abbonamento per la Virtus Roma. Da lì è stata una escalation fino a farlo diventare da un anno buono, non solo la mia passione ma il mio lavoro 24/7-365 giorni anno.

Dario: Io sicuramente sono grosso! All’origine ci sono molte cose: mio padre che ha giocato da ragazzo, l’atmosfera delle partite della Libertas Foggia anni ’80 che proprio papà mi portava a vedere, tutti quelli che mi dicevano: “Cavolo, quanto sei alto! Perché non giochi a basket?“. Poi una fulminazione televisiva: Sale Djordjevic. Non ricordo in quale partita l’abbia visto per la prima volta ma ricordo benissimo che vedendo giocare lui decisi che la palla a spicchi sarebbe stato il mio sport. Punto.

  • Campionato italiano. Partendo dalle Minors, passando per una LegaDue che ancora non si sa se sarà Silver, Gold o altro e senza retrocessioni, fino alla Serie A, ci sono squadre in crisi, squadre che rischiano di scomparire e squadre che rischiavano di non iscriversi. Ma qual è il vero male del nostro basket?

Sportando: Purtroppo la crisi che va avanti oramai da tanti anni è entrata di diritto anche nel mondo della pallacanestro. E come regola vuole chi sparisce per primo sono sempre le squadre piccole che non hanno più le risorse per affrontare una stagione. E sempre di più sono quelle che invece la stagione la iniziano, salvo poi dover mollare tutto dopo poche settimane/mesi perché ci si accorge che non ci sono più i soldi.
Il caso eclatante quest’anno è stato Napoli che è tornato in pompa magna in Legadue salvo poi sparire dopo poche settimane, nonostante in molti sapessero che avrebbe difficilmente finito la stagione già da settembre. Penso che i controlli debbano essere più stringenti sin dall’inizio.
Per quanto riguarda le squadre che faticano, preferisco non fare nomi, ma ce ne sono alcune in Serie A mentre in Legadue la situazione è ben più complessa ed alcune potrebbero chiudere a fine anno.

Dario: Una domanda più semplice no??? Va bene: provo a rispondere. La crisi economica crea un calo generale di sponsorizzazione che, visti gli scarsi introiti dei diritti tv e dei botteghini, rappresentano la fetta più grossa della torta. Senza la certezza degli sponsor gli imprenditori-presidenti sono più restii a mettere soldi propri ed è comprensibile. Quello che non è comprensibile è che a metà stagione si scopra che la società X ha un buco nel bilancio grosso così: perde di credibilità tutto il movimento, non solo la società che fallisce. Quando la Napoli di Papalia cominciò a mettere i ragazzini in campo fu un punto bassissimo dell’immagine del nostro sport che spero vivamente non si ripeta più. Che fare? Ci sono tante strade percorribili ma quello che secondo me è fondamentale è la chiarezza e la coerenza: nel momento in cui si attua un regolamento – sia esso economico o sportivo – bisogna seguirlo e non cambiarlo di anno in anno. Esempio: non abbiamo fatto in tempo a valutare l’effetto della DNA che dall’anno prossimo c’è un’altra cosa, completamente diversa. Così non si aiutano le società, non si aiutano i giocatori e non si aiutano i tifosi.

  • Gigi Datome sta giocando da un anno e mezzo a dei livelli che molti (me compreso) non si pensava potesse più raggiungere, nonostante le aspettative di inizio carriera. Aradori è tornato il realizzatore che era a Biella e con una voglia che a Siena aveva smarrito, Gentile ora sta ridando sprazzi di talento con le due gare consecutive sopra i 20 punti, Polonara spesso è decisivo per Varese, ai vertici della classifica. Fuoco di paglia? Chi pensate che potrà confermarsi a questi livelli? Quale il giovane che esploderà dopo di loro?
Gigi Datome sta disputando una bellissima stagione a Roma

Gigi Datome sta disputando una bellissima stagione a Roma

SportandoGigi Datome ha trovato finalmente la continuità di rendimento che gli era sempre mancata fino alla stagione scorsa. E fortunatamente anche gli infortuni, facendo tutti gli scongiuri, si sono allontanati. In estate ha preferito rimanere a Roma, aspettandola sino all’ultimo e la scelta lo ha ripagato pienamente. Capitano e leader della squadra sicuramente più divertente del campionato. E trampolino di lancio verso la NBA dove sono quasi sicuro approderà l’anno prossimo. Sperando che sia in una squadra che possa dargli comunque minuti (che dovrà conquistarsi).
Per quanto riguarda Aradori, è tornato ai livelli di Biella dopo due stagioni a Siena in cui ha giocato poco. Ma c’è da dire che la Mens Sana comunque nei due anni di Aradori in Toscana ha vinto tutto c’è che c’era da vincere in Italia raggiungendo anche una Final Four di Euroleague. Quindi la ragione è dalla parte di Simone Pianigiani che comunque premierà la sua stagione da leader di Cantù con la convocazione per Eurobasket.
Gentile finalmente ha superato i problemi fisici ed è ora pronto per il grande salto. La scelta di coach Scariolo di farlo partire titolare sta pagando sperando che Alessandro ora possa fare un salto di qualità a livello mentale ed a livello di lettura dei giochi. Anche per lui prevedo nell’estate 2014 il salto nella NBA (suo ultimo anno per dichiararsi per il draft).
Polonara sta giocando in pianta stabile nella squadra in testa al campionato. Tra alti e bassi ma con tanta voglia di migliorare. Sarà lui il futuro della nazionale.
Giovane che esploderà? Io spero Amedeo Della Valle. Prima stagione di NCAA difficile, in cui ha visto poco il campo. Ma è un ragazzo che ama la pallacanestro che ha voglia, volontà e che spero vedremo ai livelli più alti, magari ripercorrendo una carriera alla Daniel Hackett.

Dario: Fuoco di paglia spero proprio di no perché il nostro basket ha bisogno di giocatori che esprimano il loro  talento. Per citare i giocatori presenti nella domanda: Datome ha una serenità d’animo che non aveva prima e questo gli dà energia in più: credo che indietro non torni anche se, nel momento in cui dovesse separarsi da Roma, dovrà vagliare molto attentamente la destinazione;
Aradori ha bisogno di fiducia cioè di minuti, cosa che a Siena non aveva: a Cantù potrebbe aver trovato la sua dimensione ideale ovvero una squadra di medio-alto livello (considerando Italia ed Europa) nella quale partire come starter senza una vera concorrenza;
Gentile spesso, come Melli, viene risucchiato nel marasma milanese di quest’anno ma è quello che ha più talento offensivo di tutti: deve per me imparare a non uscire mentalmente dalle partite;
Polonara è meraviglioso per i movimenti di piedi che ha e per la visione d’insieme del gioco ma lo vorrei più “cattivo”.
Il prossimo? Spero trovi presto la sua strada Cervi ma io ho una predilezione per Imbrò e Tessitori: li ho visti letteralmente nascere nella Virtus Siena e resto convinto che siano il futuro, neanche troppo lontano.

  • La Nazionale la scorsa estate ha fatto un torneo di qualificazione agli Europei sopra le aspettative. A settembre in Slovenia inizieranno la competizione continentale. Dove possiamo arrivare? Quali sono i nostri punti di forza e il giocatore chiave? Ditemi i vostri 12 convocati.

Sportando: Per quanto riguarda il dove possiamo arrivare, speriamo meglio di due anni fa dove la spedizione fece molto male visti i giocatori in campo. Dico tre nomi: Travis Diener da italiano, un Datome fenomeno, un Gallo che sta vivendo la sua miglior stagione NBA (per fare tre nomi) fanno ben sperare che si possa fare bene (meglio degli ultimi anni). L’importante è remare tutti dalla stessa parte, senza prime donne. E sperando che lo spirito di squadra sia quello dello scorso anno.
I miei 12: Travis Diener, Andrea Cinciarini, Daniel Hackett, Marco Belinelli, Pietro Aradori, Gigi Datome, Alessandro Gentile, Danilo Gallinari, Marco Cusin, Nicolò Melli, Achille Polonara, Andrea Bargnani.

Dario: Molto dipenderà dalle condizioni mentali di Belinelli e Bargnani. Dal punto di vista tecnico è evidente come, al top della forma, siano un valore aggiunto e che valore: ma è legittimo nutrire dei dubbi sul fatto che abbiano “voglia”. Le loro parole di recente vanno in una direzione ma il loro passato va in quella opposta. C’è anche un altro aspetto non secondario: il gruppo che così bene ha fatto l’anno scorso è un gruppo di amici prima ancora che di compagni di squadra ed è questo il nostro punto di forza maggiore. Per starci dentro non puoi permetterti di fare la prima donna: se Beli e il Mago lo faranno – e vale anche per chi nel 2012 non c’era – si può andare lontano ma lontano davvero. Il giocatore chiave? Gallinari, of course. L’estate passata ha fatto anche il 5 per il bene della maglia! Talento e voglia di sbucciarsi le ginocchia: direi che basta.
Capitolo convocati. Partendo dal presupposto che FINALMENTE dopo anni abbiamo ampia possibilità di scelta, i miei 12 (cioè quelli che porterei io, non quelli che secondo me porterà Pianigiani): T. Diener, Cinciarini, Hackett, Belinelli, Aradori, Gentile, Gallinari, Datome, Mancinelli, Bargnani, Cusin, Melli. Se Diener non ha il passaporto, dentro De Nicolao e ci penserei su molto bene prima di escludere Viggiano.

  • I tre italiani in NBA stanno vivendo luci ed ombre. Bargnani soprattutto è quello che delude di più. Cosa deve fare Andrea per diventare quel giocatore che solo a sprazzi ha mostrato di poter essere? Datemi un aggettivo per descrivere ognuno dei tre.
Gallinari è attualmente il migliore dei tre italiani in NBA

Gallinari è attualmente il migliore dei tre italiani in NBA

Sportando: Per quanto riguarda Andrea Bargnani, penso sia ora che cambi aria. Sperando che sia in estate. Il meglio per lui sarebbe essere amnistiato da Toronto in maniera tale da poter poi scegliere con la massima libertà il suo futuro. Non sarà mai secondo me una prima stella NBA ma un secondo/terzo violino importante vista la sua qualità offensiva.
Bargnani: deludente. Ammetto che i primi anni facevo le nottate per vedere le sue partite, o anche per seguire solo un play-by-play. Mi aspettavo molto di più da lui. Ma la crescita tanto attesa non c’è mai stata se non, a sprazzi, lo scorso anno prima dell’infortunio.
Gallinari: talento. Il giocatore italiano con più classe. Finire in una squadra come Denver è stata la chiave di svolta per la sua carriera, soprattutto con un allenatore come Karl.
Belinelli: HardWorker.E’ dei tre quello con meno talento ma è anche quello che per voglia merità di più di starci. Ed il posto da titolare in squadra come i Bulls ne è l’esempio.

Dario: L’aggettivo per Bargnani glielo rubo: frustrato. Ed ha ragione. Ma è anche frustrante perché vederlo così sapendo di tutto quel ben di Dio di cui è dotato… Il Mago deve capire che per giocare in NBA alle condizioni attuali non può essere la prima punta di una franchigia. Fermo restando che prima se ne va da Toronto e meglio è per lui e per i Raptors, io lo vedrei molto bene come specialista offensivo dalla panchina in una squadra da playoff. Ma tutto dipende dalla sua testa: per dirla con un proverbio inglese che usò anche coach Casey nei suoi primi giorni canadesi “si può portare un cavallo all’acqua, ma non lo si può costringere a bere“.
Gallinari lo definirei regolare: ormai ha un rendimento standard e tendente verso l’alto e per i Nuggets è una certezza.
Belinelli invece è utile: dopo anni a vagabondare senza sapere se era carne o pesce, a Chicago ha trovato casa – mi auguro per lungo tempo – facendo quello che serve alla squadra senza dimenticare quello che serve a sé stesso.

  • Il campionato NBA è sempre più seguito in Italia, però la finale pare già scritta con Miami e OKC sopra le altre in ottica PO e con James che sta Jordaneggiando. C’è spazio per qualche sorpresa o stiamo solo facendo le tappe di avvicinamento al back to back degli Heat?

Sportando: Con questo LeBron James, io dico back-to-back dei Miami Heat. Ed anche l’odio che ha provocato tra tanti tifosi dopo ‘The Decision‘ si sta tramutando nuovamente in amore. Perché chi ama il basket non può non amare un giocatore come James che è dominante. Ed ora, le 22 vittorie in fila ne sono un chiaro esempio (ora 23, ndS), stanno alzando le marce per poi dominare nei playoff. Finale contro i Thunder ancora una volta.

Dario: Se chiudono James e Wade negli spogliatoi prima di ogni partita, forse gli avversari qualche chance ce l’hanno… A parte le battute, gli Heat hanno i galloni da favoriti ben cuciti addosso: la cosa che deve preoccupare gli altri è che LBJ si sente a proprio agio con questi panni, a differenza del passato. L’unica variabile che può sparigliare il destino già scritto è San Antonio: ma per gli Spurs del mio amatissimo Duncan c’è sempre l’incognita condizione fisica dei Big Three. Se mi chiedi di scegliere a priori tra SAS e OKC prendo la banda di Popovich oggi, domani e pure dopodomani. Però i Thunder hanno quel diamante di Kevin Durant che da solo vale mezza forza di squadra. E sa pure come compensare i momenti di vuoto cosmico della testa di Westbrook.

  • I Lakers stanno riprendendosi dopo un inizio disastroso, ma ancora ci sono dubbi su di loro. Saranno davvero la mina vagante ai Playoff? Se ritorna il catalano troveranno la quadra con Howard o non possono giocare insieme e uno dei due è costretto a partire?

Sportando: L’inizio di stagione ha dimostrato che Howard e Gasol assieme faticano. Se raggiungeranno i playoff (cosa che credo onestamente) i due lunghi saranno decisivi. Anche se le ultime prestazioni di Howard fanno ben sperare. Sembra che abbia messo la testa a posto senza pensare alle vicende extra cestistiche che hanno rovinato la sua carriera e reputazione nell’ultimo anno e mezzo. Detto questo, i Lakers potrebbero essere una mina vagante ma non li vedo oltre il secondo turno.

Dario: Sui Lakers non c’avrei scommesso mezzo penny. Eppure eccoli là, a lottare e a tenere distanti le avversarie anche senza Kobe. La domanda è: dureranno? Secondo me hanno delle chance di non salutare la compagnia dopo il primo turno solo se finiscono da sesti in su: da settimi o da ottavi prenderebbero o gli Spurs o i Thunder ed in tutta onestà non li vedo capaci di battersi. Per me Gasol e Howard non sono incompatibili in teoria – per fisico, caratteristiche, zone di campo predilette – ma in pratica sì perché ho la sensazione che il catalano, per quanto sia un professionista esemplare, non si veda più in maglia gialloviola da mò e che non veda l’ora di partire.

  • Due parole su Ricky Rubio, giocatore che a me personalmente fa impazzire. Ha la possibilità di costruire qualcosa di importante a Minnesota se resta Love o secondo voi non sarà mai un secondo violino per una squadra di vertice?
Ricky Rubio & Kevin Love hanno giocato poco insieme a causa degli infortuni

Ricky Rubio & Kevin Love hanno giocato poco insieme a causa degli infortuni

Sportando: Il problema di Rubio e dei Timberwolves sono sicuramente gli infortuni. Quest’anno i playoff sono andati perché causa infortuni il quintetto base non ha mai potuto giocare assieme. Sicuramente con il roster al completo le chance di fare bene sarebbero state tante. Considerando che ora Derrick Williams sta anche dimostrando di valere la seconda scelta dopo una stagione e mezzo di anonimato.
Su Rubio, sicuramente è un giocatore da NBA dove gli spazi sono più ampi. Ultimamente in Europa aveva deluso e di molto. Esempio i quarti di finale di Euroleague contro il Panathinaikos della stagione 2010-11 in cui Obradovic praticamente lo eliminò dal gioco con le marcature che ordinò nei suoi confronti. E fece bene quell’estate a fare il salto nella NBA dove ha dimostrato di avere la classe per essere tra i numeri 1.

Dario: E’ impossibile non avere un minimo di predilezione per Rubio. L’ho visto giocare spesso dal vivo e ogni volta mi sono sorpreso di sorprendermi della sua abilità con le mani: badate bene, non solo in attacco dove fa dei numeri incredibili e mai fuori dal contesto dell’azione ma anche in difesa. L’asse con Love è molto intrigante ma non l’abbiamo praticamente mai visto all’opera per bene per gli infortuni di Ricky l’anno scorso e di Kevin quest’anno: però non ho dubbi sul fatto che, con i Wolves o con qualcun altro, la bacheca americana di Rubio non resterà vuota.

  • Non abbiamo ancora parlato di Eurolega e voi siete due abitudinari delle Final4. Quale è stata la più bella che avete visto? Quali saranno le 4 protagoniste questa stagione?

Sportando: La Euroleague più bella è stata sicuramente lo scorso anno ad Istanbul. Con una finale finita in modo clamoroso dopo che il CSKA aveva la coppa già in tasca. Anche per atmosfera, indimenticabile dato che c’erano sia PANA che Olympiacos.
Per quest’anno le 4 a Londra saranno: CSKA Mosca, Real Madrid, Regal Barcelona, Khimki.

DarioBarcellona 2011, senza neanche pensarci. Esperienza umana e professionale straordinaria e per molti versi irripetibile. Quest’anno è davvero un terno al lotto perché non sappiamo quanto questo nuovo formato di Top 16 possa logorare le favorite e possiamo solo azzardare ipotesi.
Ti dico i team che mi hanno impressionato di più: Barcellona, Real, CSKA, Olympiacos. Ma ovviamente molto dipenderà dall’accoppiamento nei quarti.

  • Tutti e due avete fatto della vostra passione la vostra professione. Qual è la cosa più bella dello riuscire a farlo? Cosa consigliereste a chi volesse seguire le vostre orme?

Sportando: La cosa più bella è sicuramente esserci riuscito. E sono onesto, anche in maniera inaspettata dato che quando nacque Sportando 4 anni fa io e Matteo (l’altra metà del sito, il webmaster, ma soprattutto il mio più caro amico) lo creammo quasi per scherzo. Ed invece anno dopo anno, i numeri ci hanno e ci stanno dando ragione. Tanto che lo scorso anno quando fui licenziato al mio precedente lavoro (extra basket) decisi di provarci ed ho avuto ragione. La cosa positiva è quella di poter lavorare da ovunque, essendo un lavoro tramite internet e di essere padrone di me stesso. Ma è anche questo che mi spinge a lavorare non dico 24 ore al giorno ma quasi. Ma essendo mio il sito, senza mai stancarmi. Ma sempre e solo con gioia ed amore.

Dario: La cosa più bella, per me che faccio radio, è sapere che gli ascoltatori sono costretti a fidarsi di me: mi sento responsabilizzato e mi sento spinto a fare sempre del mio meglio e anche oltre. Poi aggiungo anche la sfida di canalizzare l’adrenalina di una radiocronaca in un racconto di senso compiuto. Il consiglio è molto semplice: avere pazienza, molta pazienza. Se volete davvero fare questo mestiere dovete studiare – e per studiare intendo storia del basket, regole, tecniche, tattiche cioè uno studio serio ed approfondito per evitare di farvi trovare impreparati – e aspettare il momento propizio perché il settore giornalistico è in profonda crisi, non soltanto economica.

  • Bonus track: come tutti i DoubleHeader che si rispettino, ditemi una cosa positiva e una cosa negativa del vostro avversario.

SportandoPositiva: sa tutto di sport oltre ad essere una persona con cui ci passeresti più di una serata a parlare di tutto (naturalmente con tema principale lo sport).
Negativa: faccio l’ultras, è juventino.

Dario: La cosa positiva è scontata: è un gran cacciatore. Nel senso giornalistico del termine. Se Sportando è diventato un punto di riferimento è perché Emiliano sa dove cercare e come cercare: mi compro un cappello per levarmelo di fronte al suo lavoro.
La cosa negativa? Per fare una cena con lui dopo una partita devi prenotarlo mesi prima. E non è detto che basti! Ora che l’ho scritto sul web non potrà rifiutarsi…

Dopo questa bella sfida ora tocca a voi votare il vincitore nel sondaggio qui sotto!

Le puntate precedenti:
Puntata 1: Fazz vs Dario Vismara
Puntata 2: Miky Pettene vs Paola Ellisse
Puntata 3: Lorenzo “Bro” Neri vs Alessandro Mamoli
Puntata 4: Niccolò Trigari vs Simone Mazzola
Puntata 5: Pietro Aradori vs Paolo “Sine” Sinelli
Puntata 6: Carlo Perotti vs Andrea “Kanon” Crosilla
Puntata 7: David “Ciombe” Breschi vs Nicolò “Nick” Ciuppani
Puntata 8: Jermain “Scorpyon” Palladino vs Francesco “DreamTimme” Tonti
Puntata 9: Francesco “Fleccio” Andrianopoli vs Pietro Nicolodi

Categorie: DoubleHeader ShOw, NBA | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

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